La Società di Ginnastica e Scherma Fortitudo, fondata il 30 dicembre 1907, è stata un'antica polisportiva romana che si distinse particolarmente nell'ambito del calcio negli anni venti e nell'ambito del basket capitolino dagli anni cinquanta in poi.
La società nacque grazie ad una donazione di Pio X ai frati Fratelli di Nostra Signora della Misericordia: il papa regalò loro un'area a Piazza Adriana sita alle spalle di Castel Sant'Angelo dove nel ventunesimo secolo è presente la sede della società.
La sua squadra calcistica, istituita l'8 dicembre 1908, aveva una divisa rosso chiaro bordata di blu scuro, e come simbolo la lupa capitolina che spiccava sulle casacche.
Storia
Gli inizi Nella scuola Pio IX, situata in Piazza Adriana (prima Piazza Pia), nel rione di Borgo, già da quattro anni operava l'Associazione del Sacro Cuore di Gesù in Borgo, fondata da quattro confratelli di Nostra Signora della Misericordia: Fratel Damaso, Fratel Porfirio (al secolo Augusto Ciprari Roma 30 ottobre 1879 - Roma 7 maggio 1967La Coppa CONI academia.edu), Fratel Terenzio e Fratel Faustino. L'intento dell'associazione, era quello di riunire gli ex alunni del Pio IX in un ambiente religioso e sportivo. Furono poi Enrico Dupont e Brunner della società Polisportiva "Lazio" e "Cristoforo Colombo" a lanciare l'idea di formare una Sezione Sportiva in seno all'Associazione, che partecipasse alle gare Regionali e Nazionali di Ginnastica. Quest'idea riscontrò però diversi problemi di tipo tecnico e organizzativo, nonostante l'impegno di Fratel Damaso. Come professore venne scelto Aldo Salvatori Nobili, un ex colonnello dell'esercito.
Verso la fine di dicembre di quell'anno, Fratel Damaso, stimolato da alcuni ex alunni dell'istituto chiese a Nobili di organizzare un sodalizio ginnico sportivo in seno all'Associazione. Il professore accettò l'incarico con determinazione e chiese ai suoi allievi di trovare un nome per il nuovo sodalizio. Si discusse così attorno alle proposte di battezzare la neonata come "Adriana", "Giovane Roma", "Romulea", ma alla fine fu il giovane ginnasta, Luigi Bisignani, a estrarre dal cilindro il suggestivo "Fortitudo". L'accordo era dunque trovato e il 30 dicembre 1907 la Fortitudo iniziò a vivere; un gruppo di atleti era stretto attorno al loro istruttore Colonnello Nobili e a Fratel Damaso, bisognava dare un nome alla nuova società, sceglierne i colori. Ad un tratto una persona gridò: "Fortitudo!"; l'aveva strillato il più giovane degli atleti; la cosa piacque e: "Viva la Fortitudo!", gridarono tutti. I colori: rosso e blu; rosso come il sangue, blu come il cielo. Da quel momento un susseguirsi di vittorie, una gloria sempre crescente che nacque tutto in un cortile, tra schiamazzi e preghiere, cominciarono a rimbalzare i sogni a sfera di centinaia di ragazzi. Una palla di gomma e cuoio, era la musa ispiratrice di tanti giochi, il divertimento preferito dei giovani di Borgo e di tanti rioni che sorgevano all'ombra di piazza San Pietro, che si univa alla curiosità e all'interesse per le nuove scoperte del secolo.
All'atletica e al ciclismo si affiancava un'altra disciplina: il calcio. E in questo sport si affermava come leader di Roma nonché come agguerrita avversaria della Pro Vercelli e di altre squadre del Nord che dettavano legge nel calcio nazionale. A rinforzare la squadra di calcio, si aggiunsero i giocatori del FC Aiglon Robur in Fide, squadra nata nel 1905 che fu assorbita dalla Fortitudo nel 1909.
Dal campetto di Piazza Adriana a quelli regolari di Piazza d'Armi prima e di Madonna del Riposo in seguito.
La Fortitudo giocava nel Campo Aurelio Madonna del Riposo, un piccolo impianto sito all'interno della Pineta Sacchetti. Il pubblico che seguiva la squadra veniva principalmente dal popolare Rione Borgo nel quale la società aveva la propria sede. La società era stata fondata da un gruppo di frati della comunità di Nostra Signora della Misericordia; la maggior parte dei dirigenti societari erano quindi dei religiosi. Tra questi spiccava la figura di Fra' Porfirio Ciprari, il quale svolgeva contemporaneamente sia il ruolo di presidente che quello di allenatore. Nel 1926 assorbì la Pro Roma, onde partecipare con maggior forza al nuovo campionato di Divisione Nazionale, e assunse il nome di Società Fascista Fortitudo Pro Roma.
La fusione nell'AS Roma Nel primo dopoguerra il calcio iniziò a volgere verso il professionismo e la Fortitudo preferì seguire tale corrente.Alba e Fortitudo vengono descritte da Fulvio Bernardini come le società Romane che avevano maggiormente orientato la propria politica verso il professionismo. Le trattative per la creazione del nuovo club coinvolsero, in un primo momento, solo le tre maggiori società capitoline: Alba, Fortitudo e Lazio.In merito alla difficoltà della trattativa, agli attori coinvolti, al ruolo del FBC di Roma e ad altre questioni inerenti alla fusione che diede origine all'AS Roma si vedano gli articoli dell'epoca Numero di catalogo MF.P. 74 per Il Messaggero e MF.P. 168 per Il Tevere, entrambi disponibili su microfilm nella sala emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Scansioni di alcuni articoli riportanti le lettere che si scambiarono Italo Foschi e Giorgio Vaccaro sono consultabili qui:
La trattativa però si arenò sulle percentuali di debito dei vari club che il nuovo sodalizio avrebbe dovuto ereditare e sul nome che avrebbe assunto. A quel punto alla Lazio subentrò il Roman, che aveva la disponibilità per far fronte alle necessità economiche ed una solida organizzazione societaria. Il contributo di questo fu, infatti, determinante più sul piano amministrativo che su quello prettamente sportivo. La quasi totalità dei calciatori della neonata società vennero forniti da Alba e Fortitudo, mentre il Roman diede la sede sociale e diversi dirigenti. Italo Foschi, presidente rossoblu, presiedette, insieme all'onorevole Ulisse Igliori (membro del direttorio nazionale del PNF), al percorso che portò alla fusione Fortitudo-Pro Roma, Alba e Roman nell'Associazione Sportiva Roma. Questa prese dalla Fortitudo lo stemma ufficiale, modificandolo cambiando i colori con quelli del Roman e inserendo la scritta "ASR" al di sotto della lupa capitolina. Tra i giocatori che la squadra diede all'AS Roma vengono ricordati in particolare Attilio Ferraris IV, primo capitano della storia giallorossa,. il portiere Giuseppe Rapetti, i terzini Giovanni Corbjons e Mario De Micheli e i centrocampisti Mario Cappa, Corrado Scocco e Carlo Zamporlini. Il già citato Italo Foschi è stato inoltre il primo presidente della squadra capitolina.
Rifondazione e scioglimento La polisportiva S.G.S. Fortitudo continuò comunque a svolgere attività ciclistica e ginnica. Nel luglio 1929 il Direttorio Federale autorizzò la ricostituzione della sezione calcio della Fortitudo che ripartì così dalla Terza Divisione.Il Tevere del 4 luglio 1929: "Alla Fortitudo di Roma è stato concesso di poter riprendere il suo nome. Così le vecchie maglie rossobleu romane risorgeranno per occupare un posto degno delle loro tradizioni". Nel 1948 la Federazione decise un ulteriore finale rimborso iscrivendo a tavolino la squadra nella Promozione, gestita dalla Lega Interregionale Centro. Nel 1955 vi è lo scioglimento della sezione.
75º anniversario La Fortitudo decise di festeggiare anche i suoi 75 anni. Nei festeggiamenti venne ricordato il vero fondatore di questa società: Fra Damaso decise di aprire questa società sportiva dalle numerose sollecitazioni dei ragazzi che giocavano a calcio nella piccola parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Borgo, considerato lo svago preferito in quel quartiere.
Il calcio è stato solo l’inizio di una società che si ampliò con la presenza di altre attività sportive tra cui soprattutto il basket.
Periodo di crisi La Fortitudo poco prima di festeggiare il suo centenario attraversò un periodo di crisi economica, rischiando di non avere più una sede. La società era a rischio sfratto, senza trovare una nuova sede. L'INPS che possedeva la palestra dove presiedeva la Fortitudo, decise di affittare la proprietà alla LUMSA, un'università cattolica di Roma, così la Fortitudo fu obbligata a cercare una nuova sede entro il periodo prestabilito.
Alla questione si introdusse anche il Capo di Stato Oscar Luigi Scalfaro che con un suo intervento permise di rinnovare l’affitto permettendo così alla società di rimanere a piazza Adriana.
Il centenario Nel 2008 la Fortitudo festeggiò cento anni, che vennero celebrati nella scuola Pio IX, a via Cavalieri del Santo Sepolcro. La celebrazione cominciò da una santa messa, compiuta dai Fratelli della Nostra Signora della Misericordia, seguita poi dalla premiazione ufficiale. È proprio in questa occasione lo stesso Francesco Totti, avendo ottenuto il suo primo tesseramento in carriera con la Fortitudo, ha voluto far giungere alla sua antica società un saluto scritto. In questa lettera Totti ringrazia per aver ricevuto il suo primo allenamento da Armando Trillò in questa società, che ha anche contribuito a formare la Roma stessa.
Grande ringraziamento è stato anche ricevuto da parte del presidente del Coni Giovanni Petrucci, per il sodalizio con la Fortitudo, che rappresenta una delle società di pallacanestro più antiche di Roma e da cui si sono visti nascere e crescere grandi campioni sportivi italiani. Sono stati ricevuti gli auguri da parte dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi.
Grandi personaggi hanno partecipato al compleanno della Fortitudo, presentati e raccontati da Fratel Ambrogio, uno dei rappresentanti della società, arrivato a Roma 47 anni prima. Alla premiazioni a seguito una mostra, d'immagini e di testi che rappresentano un secolo di lavoro con e per i ragazzi di Borgo e Prati.
Basket
Anni ‘40 Nel 1949 Fratel Porfirio, in accordo con l'allora preside dell'Istituto Pontificio Pio IX Antonio Valci, fondarono la squadra di pallacanestro dell'associazione sportiva Fortitudo.
Anni ‘50 Nella stagione 1951-1952 l'allora presidente dell'associazione sportiva Fortitudo costruì il primo campo da pallacanestro, segnando il suo definitivo ingresso nei campionati nazionali. Proprio in quella stessa stagione la squadra affrontò mirabilmente il campionato di Serie C regionale, piazzandosi quarta, dietro a squadre di grande prestigio quali: P.T.T., il Civitavecchia e il III Zat. Anche la seconda squadra, costituita da giocatori del settore giovanile, affrontò mirabilmente il campionato di I Divisione F.I.P. conquistando il terzo posto; nel medesimo anno Fratel Carlo allenò una squadra di giovanissimi che disputò nel campionato juniores piazzandosi al secondo posto. Nell’estate del 1952, la squadra partecipò al torneo estivo della città di Spoleto, questa manifestazione di rilevanza nazionale fu affrontata mirabilmente dai ragazzi rosso-blu. Nella stagione del 1952-53 la Fortitudo si fuse con la Italcable, disputando il campionato di Serie C regionale, dope però non si raggiunsero i risultati sperati; Per queste motivazioni nell’annata sportiva successiva (1953-54) la Fortitudo si fuse con l’A.S. Roma Calcio, ciò non determinò la scomparsa della Fortitudo basket che per volontà di F. Carlo, partecipò al campionato C.S.I. giovanile dove sai aggiudicarono il secondo posto. L’anno successivo arrivò ad incrementare le linee della squadra Ugo Mearelli, portando con sé tre suoi compagni di classe dell’istituto Nazzareno, il quale divenne presto un importante punto di riferimento per tutta la squadra.
Anni ‘60