Biografia Tiberio (nome completo: Anicio Trace Flavio Costantino.) era nativo della Tracia e per questo motivo nel suo nome è incluso l'appellativo di Trace. La data di nascita è incerta. Crebbe nella corte di Giustiniano e venne assunto capitano delle guardie da Giustino II. Nel 573 era a capo dell'esercito contro gli Avari che minacciavano i Balcani: perse una battaglia contro di loro, ma poi riuscì a prendersi la rivincita su di essi riuscendo a riconquistare la città di Sirmio.
Cesare (574-578) Nel 573, a causa della perdita di Dara, conquistata dai Persiani, Giustino II divenne folle.. Dato che, essendo impazzito, l'Imperatore non era più in grado di intendere e di volere, venne nominata come reggente Sofia, sua moglie. Essa chiese aiuto a Tiberio e riuscì a convincere il suo folle marito a nominare Tiberio Cesare.
Fu così che in quell'anno Tiberio venne nominato Cesare e associato al trono da Giustino II nel palazzo di Costantinopoli. Questo fu il discorso di Giustino II a Tiberio:.
Tiberio ricevette il diadema sulle sue ginocchia; e Giustino rivolse al nuovo monarca le seguenti parole:.
Dal 574 al 578, furono Tiberio e Sofia a governare l'Impero facendo le veci di Giustino II. Tiberio impiegò i soldi accumulati da Giustino II per combattere i nemici esterni dell'Impero. Per poter utilizzare le truppe illiriche contro i Persiani, egli accettò di pagare 80.000 numismata all'anno agli Avari, che minacciavano i Balcani, per tenerli buoni. Nel 575 trasferì le truppe illiriche in Oriente e, pensando fossero sufficienti per sconfiggere una volta per tutte i Persiani, rifiutò la proposta persiana di rinnovare la tregua per cinque anni. Tiberio inviò inoltre dei rinforzi in Italia, minacciata dai Longobardi; le truppe bizantine però, nonostante una guerra civile avesse indebolito i Longobardi, furono sconfitti in battaglia e il loro comandante, il genero di Giustino Baduario, morì in battaglia; i Longobardi vittoriosi si espansero ulteriormente. Tiberio non poteva inviare altre truppe in Italia perché i Persiani, comandati dal loro scià Cosroe I, avevano invaso l'Armenia saccheggiando Sebasteia e Melitene; tuttavia il generale romano-orientale Giustiniano accorse in difesa di Teodosiopoli attraversando il Bosforo con un esercito di circa uomini e riuscì a sconfiggere i Persiani costringendoli al ritiro; molti persiani morirono annegando nelle acque dell'Eufrate e Cosroe era sul punto di capitolare. Tuttavia i Persiani si ripresero e i Bizantini, dopo aver saccheggiato l'Atropatene, vennero sconfitti in Armenia nel 577.
Augusto (578-582) Congiure
Alla morte di Giustino (578), Tiberio II divenne Imperatore. Fonti occidentali (Gregorio di Tours e Paolo Diacono, che però usa Gregorio come fonte) narrano che il giorno dell'incoronazione fu pianificata una congiura per uccidere il nuovo imperatore e innalzare al trono Giustiniano, nipote di Giustiniano imperatore; i congiurati intendevano tendere un'imboscata a Tiberio e ucciderlo durante la prevista processione dell'Imperatore nell'Ippodromo, dove avrebbe in teoria ricevuto la corona. Contrariamente ai piani, però, l'Imperatore non entrò mai nell'Ippodromo, recandosi invece ai santuari sacri, dove pregò, prima di tornare al palazzo, dove venne incoronato Imperatore. Quando i cospiratori che aspettavano Tiberio nell'ippodromo scoprirono quello che era successo, si ritirarono e Giustiniano, cercando disperatamente di ottenere il perdono di Tiberio e avere così salva la vita, si recò all'Imperatore, inginocchiandosi di fronte di lui e supplicando il perdono offrendogli in dono persino 1500 libbre d'oro.. L'Imperatore non solo lo perdonò ma gli permise di rimanere nel palazzo imperiale.
Sofia, la moglie di Giustino II, pianificava di sposarsi una seconda volta con Tiberio, che però era già sposato (con Ino Anastasia, da cui ebbe due figlie) e rifiutò per questo motivo la proposta. Adirata per questo motivo con Tiberio, Sofia approfittò di un periodo in cui l'Imperatore era assente dalla capitale per trascorrere l'estate nella sua residenza estiva, per convocare Giustiniano e pianificare con lui un nuovo complotto per eliminare Tiberio e innalzare al trono proprio Giustiniano; Tiberio II, però, scoperta la congiura, ritornò in fretta a Costantinopoli e ordinò di arrestare Sofia, che venne privata di tutti i suoi beni e dei suoi privilegi. Licenziò anche tutti i suoi servitori, sostituendoli con altri della cui fedeltà era sicuro. Tuttavia, dopo averlo rimproverato, perdonò di nuovo Giustiniano. Inoltre promise sua figlia in matrimonio con il figlio di Giustiniano, a patto che la figlia di Giustiniano sposasse suo figlio. Tali matrimoni combinati non si realizzarono mai.
Politica interna Costantino terminò le persecuzioni contro i monofisiti e costituì con 15.000 barbari il primo nucleo della guardia variaga.. Diminuì le tasse di un quarto e in tre anni, dal 581 al 583, distribuì 7.300 libbre d'oro al popolo.. Tiberio II era amato dal popolo perché diminuì le tasse e elargiva soldi ai poveri sperperando così i soldi accumulati da Giustino II. Pare che l'Augusta Sofia lo rimproverasse per aver ridotto l'Impero in povertà, dicendogli:.
Tiberio II rispose in questo modo:
Secondo alcune fonti occidentali, Tiberio II trovò numerosi tesori (almeno due), che poi avrebbe elargito ai poveri. Pare che un giorno, vedendo una croce scolpita su una lastra di marmo, avesse detto:
Facendo sollevare la lastra pare avesse trovato un tesoro, che ammontava a più di mille centenari, secondo lo storico.
In seguito avrebbe scoperto anche il tesoro del generale Narsete, grazie all'aiuto di un anziano che era al corrente della sua ubicazione perché era stato Narsete stesso a svelargliela, a patto che però non lo dicesse a nessuno. Venne trovato così tanto oro che ci vollero molti giorni per svuotare la cisterna. I tesori trovati vennero poi dilapidati distribuendoli ai poveri.
Politica estera Contro Persiani e Avari In Oriente l'Impero era minacciato da due temibili nemici: gli Avari nei Balcani e i Persiani Sasanidi in Oriente. Tiberio II si oppose con vigore a queste due minacce ma poi quando si accorse che i mali interni dello stato erano molto più pericolosi di Avari e Persiani, tentò di fare pace con essi, in modo da poter riformare l'amministrazione civile e militare..
Resosi conto della sconsideratezza del suo predecessore del provocare una nuova guerra contro la Persia Sasanide, tentò anche di convincere lo scià di Persia Cosroe I a firmare una tregua, ma non con i risultati sperati: ottenne infatti solo una tregua triennale non valida per l'Armenia, dove si continuò a combattere.. Nel 578 Tiberio nominò il futuro Imperatore Maurizio magister militum per orientem affidandogli il comando dell'esercito in Oriente, in guerra contro i Persiani Sasanidi.. Maurizio lo ripagò della sua scelta, occupando l'Arzanene e avviando di nuovo le trattative di pace con la Persia che però naufragarono quando sul trono di Persia Ormisda IV succedette al padre Cosroe I e rifiutò la continuazione delle trattative.. La guerra di conseguenza continuò e Maurizio dimostrò tutte le sue abilità nel 581, allorché inflisse una schiacciante sconfitta ai Sasanidi, il nemico più temibile della Parte d'Oriente dell'impero romano, presso Costantina, che però non pose fine alla guerra.. Tiberio II gli concesse il trionfo, e Maurizio tornò trionfante a Bisanzio. Durante le campagne contro i Persiani vennero catturati venti elefanti, che sfilarono nella capitale davanti all'Imperatore.
L'impegno sul fronte orientale impedì però all'Impero di schierare forze adeguate nei Balcani, minacciati da Slavi e Avari. Tiberio II, vista l'impossibilità di combatterli efficacemente, acconsentì di versare agli Avari un sussidio annuale, per contenere la minaccia che essi costituivano e ottenere anzi la loro alleanza contro gli Slavi; questo tentativo di annullare diplomaticamente la minaccia avara non funzionò; anzi nel 580 gli Avari cinsero d'assedio Sirmio, rivendicando il possesso della città perché un tempo apparteneva ai Gepidi, popolazione da essa sottomessa; dopo un assedio di due anni, alla fine Sirmio cadde in mano avara (581/582), mentre gli Slavi, a partire dal 581, invasero massicciamente i Balcani, dove si stanziarono permanentemente in varie aree, sottraendole al controllo dell'Imperatore:.
L'Impero poté riprendere l'offensiva contro gli Slavi solo al termine della guerra contro la Persia, sotto l'Imperatore Maurizio, e riuscirono a riguadagnare terreno, ottenendo diversi successi contro Slavi e Avari, ma il deterioramento della situazione a partire dal regno di Foca portò alla perdita di pressoché tutto l'Illirico a vantaggio degli Slavi, ad eccezione di alcune enclavi. Si formarono così le prime Sclavinie. La riconquista dei Balcani, cominciata timidamente solo agli inizi del IX secolo, si concluse solo agli inizi dell'XI secolo, con le campagne bulgare di Basilio II.
In Occidente Nonostante le minacce a Oriente, l'Imperatore non si dimenticò dell'Occidente. Già nel 575/576 aveva inviato in Italia, invasa dai Longobardi, Baduario, genero di Giustino, nel tentativo di vincere i Longobardi. La spedizione di Baduario tuttavia fallì:
La sconfitta di Baduario aveva permesso ai Longobardi di espandersi ulteriormente e non è da escludere che proprio in seguito alla sconfitta del generale di Tiberio II i Longobardi abbiano costituito i ducati di Spoleto e Benevento iniziando ad espandersi anche in Italia meridionale. Il Liber Pontificalis narra che in quegli anni molte fortezze furono costrette ad arrendersi ai Longobardi per fame e che la stessa Roma fu da essi assediata nel 579.
Poco tempo prima dell'assedio, verso la fine del 578, Tiberio ricevette nel palazzo un'ambasceria proveniente da Roma e capeggiata dal senatore romano Pamfronio: l'ambasceria, oltre a offrirgli in dono 3.000 libbre d'oro per celebrare la sua ascesa al trono (avvenuta da poco tempo), richiese urgentemente all'Imperatore truppe da inviare in Italia, devastata dai Longobardi; l'Imperatore rispose a malincuore che era impegnato nella gravosa guerra contro la Persia e dunque era impossibilitato a inviare nuove truppe, però in compenso restituì le 3.000 libbre a Pamfronio, suggerendogli di utilizzarle per corrompere i duchi longobardi, convincendoli a passare dalla parte dell'Impero, o, in alternativa, per convincere i Franchi ad attaccare i Longobardi.. L'anno dopo fu inviata dal senato romano un'altra ambasceria e questa volta l'Imperatore si risolse a mandare un piccolo esercito in Italia.. Tale esercito risultò però insufficiente a fermare l'avanzata dei Longobardi, che occuparono dagli anni dal 578 al 582 Classe, il porto di Ravenna, e assediarono Napoli.
Intorno al 580, stando alla Descriptio orbis romani di Giorgio Ciprio, sembra che Tiberio II divise in cinque province o eparchie l'Italia bizantina: Annonaria, comprendente i residui possedimenti bizantini in Flaminia, Alpi Appennine, Emilia orientale e nella Venezia e Istria. Calabria, comprendente i residui possedimenti bizantini in Lucania e in Apulia meridionale. Campania, comprendente i residui possedimenti in Campania, in Sannio e nel Nord dell'Apulia. Emilia, comprendente i residui possedimenti bizantini nella parte centrale dell'Emilia, a cui si aggiungono l'estremità sud-orientale della Liguria (con Lodi Vecchio) e l'estremità sud-occidentale della Venezia (Cremona e zone limitrofe). Urbicaria, comprendente i residui possedimenti bizantini in Liguria, Alpi Cozie, Tuscia, Valeria, Piceno, e l'estremo Nord della Campania.