Biografia Duride, fratello del commediografo Linceo di Samo,O. Andrei, Introduzione, in Plutarco, Vite Parallele. Demetrio e Antonio, Milano, BUR, 1994, p. 189, nota 185; Suida, λ 776. nacque ad Eraclea Minoa in Sicilia.. Sosteneva di essere discendente di AlcibiadeDuride, F 64 Jacoby = Plutarco, Vita di Alcibiade, 32. ed ebbe un figlio, Sceo, ricordato da Pausania come vincitore di una gara olimpica di pugilatoPausania, VI 13, 5..

Allievo di TeofrastoC. Pecorella Longo, Introduzione, in Plutarco, Vite parallele. Demostene e Cicerone, Milano, BUR, 1998, p. 106., divenne tiranno dell'isola di Samo,Ateneo, 337d; Suida, λ 776. nel 300 a.C., che governò fino alla morte, intorno agli anni Settanta del III secolo a.C.

Opere Dall'elenco delle sue opere, delle quali sono pervenuti frammentiFGrHist 76, vol. 2A pp. 1136–1158., traspare una figura erudita, dedita a vari campi.

Di tipo grammaticale ed erudito dovevano essere i Problemi omerici, in almeno 2 libri, di cui restano 6 frammenti, con una serie di osservazioni sullIliade, come, probabilmente, Su Sofocle ed Euripide. Di tipo anche tecnico era probabilmente il trattato Sulla tragedia, del quale resta un breve frammento sulle origini della magadis, un'arpa di origine tracia.

Interesse erudito mostrano, ancora, trattati di tipo artistico, come Sugli agoniNe restano tre brevi frammenti., Sulla toreuticaCitato solo in Plinio il Vecchio, XXXIV 6. e, soprattutto, Sulla pittura, forse una storia della pittura con una rassegna dei pittori contemporanei di DurideCfr. P. Pedech, Trois historiens meconnus. Theopompe, Duris, Phylarque, Paris, Les Belles Lettres, 1989, p. 272..

Duride, dunque, fu fecondo autore di opere erudite e soprattutto storiografiche, a partire dagli Annali di Samo, di cui restano 21 frammentiː l'opera era, forse, in 2 libri, di cui il primo con la cronaca delle origini e della storia samia fino alla fine del VI secolo, mentre il secondo doveva arrivare alla fine della guerra del PeloponnesoCfr. P. Pedech, Trois historiens meconnus. Theopompe, Duris, Phylarque, Paris, Les Belles Lettres, 1989, p. 275..

La Storia di AgatocleF 16-21 e 56-59 Jacoby. comprendeva almeno 4 libri, dedicati essenzialmente a mostrare la lotta di Agatocle, appunto, contro i Cartaginesi, le sue imprese in Magna Grecia e le congiure oligarchiche contro di luiCfr. P. Pedech, Trois historiens meconnus. Theopompe, Duris, Phylarque, Paris, Les Belles Lettres, 1989, pp. 301-302..

La più lunga opera storiografica duridea era, comunque, la Storia macedonica (in almeno 23 libri)Ne restano 36 frammenti, quasi inutilizzabili, perché riferiti ad episodi marginali., dedicata alla storia del regno di Macedonia dal 371 a.C. al 281 a.C., cioè dalla battaglia di Leuttra a quella di Corupedio, anche se secondo alcuni il termine cronologico sarebbe il 286, ossia la morte di Demetrio Poliorceteː P. Pedech, Trois historiens meconnus. Theopompe, Duris, Phylarque, Paris, Les Belles Lettres, 1989, p. 330..

La sua storiografia si caratterizza soprattutto per l'intensa drammaticità e spettacolarizzazione degli avvenimenti narrati. Per questo criticò aspramente gli storici Teopompo ed Eforo, per aver posto maggior attenzione al "γράφειν" (scrivere) piuttosto che al "φράσειν" (mimesi, intesa come mimesi della realtà) e all'"ἡδονή" (piacere):

Più volte citato da Plutarco nelle Vite, le sue affermazioni vennero generalmente confutate dallo storico di Cheronea, che di Duride disse: «D'abitudine non riesce a dominarsi e a mantenere il racconto entro i limiti della verità»Plutarco, Vita di Pericle, 28, 3.; negativa fu anche l'opinione di Didimo CalcenteroDidimo, Commento a Demostene, 12, 50., mentre di parere opposto fu Cicerone, che lo definì homo in historia diligens ("storiografo scrupoloso")Cicerone, Lettere ad Attico, VI, 1, 18..

Note

Bibliografia

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