Il Servizio sanitario di urgenza-emergenza medica (SSUEM) è il servizio di soccorso e allarme sanitario in sede extra-ospedaliera attivo in Italia, che tradizionalmente rispondeva al numero di emergenza sanitaria 118, e da questo sono stati denominati numerosi enti che ne fanno capo. Risponde al numero unico di emergenza 112, dove presente.

Il servizio è composto da delle centrali operative, con competenze provinciali o sovra-provinciali, in cui lavorano tecnici, infermieri e medici, e dai mezzi di soccorso (ambulanze, automediche ed elisoccorsi) che vengono attivati sul territorio nazionale in risposta alle richieste di aiuto e soccorso, pervenute dai privati cittadini.

La gestione e l'organizzazione del servizio può essere di competenza regionale (con aziende regionali dedicate come AREU in Lombardia, SUEM 118 nel Veneto, ARES 118 nel Lazio e SEUS 118 in Sicilia), provinciale, oppure deputata alle singole Aziende sanitarie locali (ASL).

Storia

Il primo nucleo 118 è nato a Bologna, il 1º giugno 1990, in occasione dei mondiali di calcio. Nel 1990 Bologna Soccorso era ancora un nucleo indipendente, ma già rispondeva al numero 118 e in contemporanea il numero 118 è stato attivato a Udine. Il primo servizio a coprire una intera provincia è nato a Gorizia nel 1991, scelta come laboratorio dalla regione Friuli-Venezia Giulia che, assieme all'Emilia-Romagna, è stata la prima Regione ad attivare il servizio.

Il servizio 118 vero e proprio è stato istituito con il Decreto-legge sulla sanità (il c.d. "decreto De Lorenzo") del 27 marzo 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 1992 col quale furono costituite le centrali operative 118 anche nelle altre città, sulla base delle innovazioni introdotte a Bologna.

Nel 2004 viene promossacon la legge n. 9 del 3 agosto 2004 l'istituzione dell'azienda regionale per l'emergenza sanitaria ARES 118 della Regione Lazio, prima azienda sanitaria pubblica dedicata al soccorso extra-ospedaliero per unificare la direzione delle attività 118 prima delegate alle singole Aziende sanitarie provinciali, dotandosi di un organigramma interno assimilabile a quello delle strutture ospedaliere. Segue quindi l'Agenzia Regionale dell'Emergenza Urgenza AREU 118 della Lombardia, che nasce il 2 aprile 2008, con la deliberazione della Giunta regionale n. VIII/6994 in attuazione della legge regionale n. 32/2007 in un primo momento come struttura di coordinamento dei 118 provinciali. L'AREU 118 coordinerà la sperimentazione del sistema 112 in Italia, passando da Azienda ad Agenzia.

Questi punti di forza riguardavano principalmente il coordinamento delle varie associazioni di volontariato, i cui interventi venivano gestiti da un centro unico che impediva sovrapposizioni di interventi e incomprensioni; la gestione delle emergenze fu affidata a personale infermieristico appositamente preparato (con competenze di telecomunicazioni e informatica, oltre a quelle sanitarie), mentre la parte medica venne affidata ad un medico responsabile.

Il numero di emergenza 118 Il 118 è stato il numero nazionale attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, gratuito su tutto il territorio italiano, da telefoni fissi e mobili.

La gestione e i compiti del servizio 118 sono stabiliti, di norma, su base regionale e in alcune zone d'Italia, addirittura provinciale e locale. Quindi, non in tutte le zone d'Italia il 118 svolge gli stessi compiti; ad esempio, in Lombardia il 118 svolge anche il compito di coordinamento per il sistema del trasporto urgente di sangue, organi, e della relativa équipe medica per il trapianto, utilizzando mezzi forniti da associazioni convenzionate; nelle regioni dove il 118 è di competenza delle singole province o addirittura locale, invece, si possono trovare lievi differenze, come nella formazione di base del personale e nella tipologia di mezzi impiegati.

In Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Sicilia, Emilia-Romagna e Lazio è attivo il NUE, numero unico di emergenza 112, un solo numero telefonico che fa confluire tutte le telefonate effettuate ai numeri di emergenza 112, 113, 115 e 118 ad un'unica Centrale Operativa.Istituzione NUE 112 - Deliberazione della Giunta Regionale n. VIII/10926/2008 Il compito istituzionale del NUE, definito "centralino laico" perché si avvale del lavoro di operatori tecnici non specializzati, è quello di identificare il chiamante e la località per la quale si richiede l'intervento di emergenza, e di inoltrare la richiesta alla competente centrale operativa di secondo livello (emergenza sanitaria, Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco). Nelle Regioni dove il NUE non è ancora attivato, componendo il 112 rispondono direttamente i Carabinieri, mentre per richiedere soccorso sanitario occorre chiamare il 118.

La chiamata

La chiamata viene inoltrata automaticamente alla centrale operativa 118 territorialmente competente per la zona da cui proviene la chiamata stessa.

Nelle centrali operano medici, infermieri e operatori tecnici con specifico addestramento; la procedura prevede la localizzazione dell'evento e una valutazione immediata del livello di urgenza della chiamata. Il personale, al momento della risposta: localizza l'evento, tramite un software gestionale dedicato dotato di un modulo di geolocalizzazione, o verifica la correttezza della localizzazione del NUE nelle province in cui è attivo il numero unico delle emergenze; valuta la gravità dell'evento, ponendo alcune domande semplici al chiamante, e assegna alla richiesta una priorità di intervento attraverso l'attribuzione di un codice colore di gravità; invia i mezzi di soccorso idonei all'emergenza e al suo livello di priorità. I mezzi generalmente utilizzati sono MSB (mezzo di soccorso di base), MSI (mezzo di soccorso intermedio) o MSA (mezzo di soccorso avanzato), quest'ultimo può essere o su gomma o ad ala rotante (elisoccorso)

Le domande poste dall'operatore telefonico riguardano principalmente: il luogo dell'emergenza: vanno indicati il comune, la via e il numero civico più vicino. Se necessario, bisogna segnalare eventuali difficoltà sul percorso che potrebbero ostacolare i soccorsi. Se disponibili, e se richieste dall'operatore, potrebbero risultare utili, specialmente per l'intervento dell'elicottero, le coordinate (latitudine, longitudine) rilevate dal GPS; cosa è successo: il chiamante deve dare in modo sintetico tutte le informazioni di cui è a conoscenza, specificando: tipologia dell'evento occorso; livello di coscienza della vittima e se la vittima ha respiro e circolo o meno; descrizione della scena e di dettagli, come la presenza di persone incastrate, principi di incendio, sostanze chimiche o pericolose, edifici pericolanti, intralcio al traffico, ecc. identificazione del chiamante: viene verificata l'autenticità della chiamata. Il passaggio può essere omesso laddove sia possibile identificare il chiamante tramite il numero di telefono o tramite sistemi di riconoscimento automatico del chiamante; recapito telefonico: può essere richiesto (nel caso non sia rilevato automaticamente) per eventuali contatti da parte della Centrale Operativa in caso di necessità, chiarimenti o comunicazioni.

È molto importante che la comunicazione sia chiusa solo dall'operatore e mai dal chiamante, affinché siano rilevati tutti i dati necessari. Dopo la chiamata, è opportuno che il chiamante tenga il telefono libero.

L'attività di soccorso

I codici di priorità A ogni evento, in relazione alle informazioni raccolte, viene associato un Codice Colore di gravità che è riportato nell'elenco sottostante.

Codice Colore e definizione: Bianco, non critico: si definisce non critico un servizio che, con ragionevole certezza, non ha necessità di essere espletato in tempi brevi; Verde, intervento differibile; Giallo, intervento indifferibile-urgente su paziente/i con compromissione di almeno una funzione vitale. Utilizzo del segnale acustico di emergenza (sirena) e lampeggianti blu (in alcune realtà solo su esplicita autorizzazione della Centrale Operativa); Rosso, intervento di emergenza su paziente/i con compromissione di più di una funzione vitale. Utilizzo del segnale acustico di emergenza (sirena) e lampeggianti blu (in alcune realtà solo su esplicita autorizzazione della Centrale Operativa); Blu, arresto cardiaco, introdotto in alcune regioni (Liguria, Emilia Romagna, Toscana ed altre) anche se, secondo la normativa vigente questo Codice Colore non esiste,DM 17 dicembre 2008, che modifica e integra DM 15 maggio 1992 e viene utilizzato per differenziare i casi di arresto cardiaco da tutti gli altri. Ogni fase della gestione di un intervento di soccorso è classificata con un Codice Colore. Esistono perciò dei codici colore che identificano la gravità/priorità dell'evento nelle seguenti fasi (T) del soccorso: T0: Codice di Chiamata, T1: Codice di Invio del Mezzo, T2: Codice di Riscontro Primario, T3: Codice di Riscontro Secondario, T4: Codice di Rientro del Mezzo, T5: Codice di Accettazione in Pronto Soccorso. Tali Codici vengono assegnati durante le varie fasi della gestione dell'evento dai diversi Operatori del soccorso che vengono a contatto con il paziente.

Pertanto, durante le fasi di un intervento potranno essere Codici Colore anche diversi, in relazione a: tipo di patologia, evoluzione o miglioramento delle condizioni cliniche del Paziente e situazione logistica concomitante.

In alcune realtà esiste anche un Codice Colore Nero assegnabile in fase T2, T3, e T5 che evidenzia pazienti constatati deceduti dai Medici intervenuti sull'evento; il Codice Colore nero non può essere assegnato in fase T0, T1 e T4, in quanto le salme (già acclarate da constatazione di decesso) non possono legittimamente essere trasportate in ambulanza, anche quando il decesso sopraggiunge nella fase di trasporto di emergenza.

Il Codice Bianco invece non può essere assegnato in fase T1 di invio del mezzo, in quanto i Pazienti classificati con tale codice non hanno diritto di accesso al Sistema di Emergenza Sanitaria, ma può essere assegnato in fase di classificazione della chiamata T0, (in tal caso la chiamata non sarà seguita dall'invio del mezzo di soccorso) o di riscontro T2 e T3 (in tal caso il paziente non sarà caricato sul mezzo e trasportato in ospedale); l'ambulanza in rientro senza paziente sarà classificata in Codice Bianco.

Intervento Una volta accolta la chiamata, l'infermiere della Centrale Operativa passa la scheda dati a un operatore radio (dispatch), che sceglie il mezzo più idoneo e vicino disponibile nella zona territoriale di competenza (o in altra zona territoriale, più vicina al luogo dell'incidente) alla quale assegnare il servizio.

All'occorrenza, il 118 può anche richiedere l'intervento delle squadre di soccorso alpino.

L'equipaggio del mezzo di soccorso riceve tramite ponte radio dedicato o telefonata da parte della CO 118 alla propria sede o ancora (in alcune realtà, es. Lombardia) tramite una postazione intranet con relativo PC, l'indirizzo, il nominativo del paziente e un codice (che può riunire il codice di priorità e altri dati, come il tipo di intervento e la zona geografica), l'orario e un numero identificativo del servizio. Solo nei casi più gravi vengono date anche informazioni personali sullo stato del paziente, poiché le comunicazioni via radio sono soggette a maggiori rischi riguardanti la privacy.

In caso di incidenti stradali, la Centrale Operativa provvede ad allertare la Polizia stradale o la Polizia Municipale per i rilievi e la gestione del traffico veicolare nel luogo del sinistro, e se necessario i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico.

Per il servizio 118 esistono tre tipologie di mezzi di soccorso standard in vigore in quasi tutte le regioni: