Nella cultura popolare ancora oggi esistono parecchie superstizioni e ataviche credenze legate agli animali, in gran parte tramandate dai tempi antichi. Tutt'oggi la figura di particolari animali in particolari circostanze è reputata causa di sventura o di malaugurio. O ancora, gli organi di alcuni animali vengono ricercati e conservati in gran cura come talismani contro sfortune di sorta.
Mammiferi Gatto
I gatti, in altri tempi un oggetto di culto presso i popoli mediterranei, nel Medioevo vennero spesso associati a entità demoniache, divenendo frequentemente oggetto di persecuzione.
Nel 1233, papa Gregorio IX lanciò la massima "Vox in rama", che fu presa come invettiva in nome della quale dare inizio allo sterminio di tutti i gatti sospettati di incarnare il diavolo, specialmente quelli neriF. Moretti, 2007. Molti gatti furono infatti bruciati vivi, scorticati, bastonati, crocefissi oppure gettati dai campanili delle chiese durante le feste consacrate. In questo modo però aumentò esponenzialmente il numero di ratti per le strade, contribuendo di fatto a una più dilagante diffusione della peste bubbonica. Dunque, inizialmente per necessità, definitivamente per acquisita cognizione, queste credenze furono abbandonate, anche se ancora oggi continua a permanere, perlopiù scherzosamente, la convinzione che i gatti neri portino sfortuna.
Il teologo Alano di Lilla arrivò a supporre che il termine cataro, con cui venivano indicati i seguaci del movimento eretico di Gregorio IX, derivasse dal latino catus, cioè gatto, perché "si dice che adorino il diavolo sotto le sembianze di un gatto" a cui tributavano l'osculum infame durante le loro riunioni.
Gli unici gatti che venivano apprezzati erano quelli di bordo. Nella marineria inglese la figura del "gatto di bordo" era istituzionalizzata e ogni nave era solita avere a bordo almeno un gatto come mascotte. Questa consuetudine è tra l'altro ricordata nel film di fantascienza Alien, in cui un gatto soriano, chiamato Jones, svolge il ruolo di gatto di bordo dell'astronave Nostromo.
Cane Secondo le superstizioni, sentire l'ululato del cane è un cattivo presagioR. La Paglia, 2009, pag. 51.
In Italia è famoso il proverbio "Can che abbaia non morde", che deriva da una superstizione la quale afferma che un cane che abbaia è semplicemente innocuo.
Si dice anche che avere un cagnolino nero tenga lontane le persone che fanno il malocchio o fattucchiere e che un pelo dello stesso, tenuto nel taschino, allontani i pericoli derivanti dall'uscire di casa il venerdì notte, quando diavoli e streghe sarebbero presumibilmente in agguatoR. La Paglia, 2009, pag. 74. Si dice anche che quando un cane ulula è presagio che la persona più giovane della famiglia di quello che ha udito morirà presto-
Pipistrello Nelle aree di campagna, si diceva alle persone di non uscire la notte poiché si credeva che pipistrelli si sarebbero attaccati ai loro capelli. Questa diffusa credenza viene ricordata anche da Luigi Pirandello da renderla protagonista nella sua novella "Il pipistrello" contenuta in Novelle per un anno. Secondo le credenze di Montereale (L'Aquila), chi è colpito dall'escremento di un pipistrello è vulnerabile da parte delle streghe25.
Stambecco Fin dal medioevo lo stambecco aveva un ruolo di primo piano nella farmacopea delle popolazioni alpine basata su credenze popolari, che contribuirono non poco alla sua scomparsa dall'areale alpino. Si credeva che la polvere ottenuta triturando le sue corna fosse un rimedio contro l'impotenza maschile, che il suo sangue avesse virtù terapeutiche contro i calcoli vescicali e porzioni del suo stomaco combattessero la malinconiaPro Natura, Animale del 2006: Lo Stambecco, Basilea, 5 gennaio 2006 .
In molte valli alpine l'animale venne cacciato fino alla sua scomparsa a motivo del fatto che le popolazioni attribuivano un forte potere taumaturgico ad un osso a forma di croce che in questo animale è presente vicino al cuore. Nel secolo XVII, nella provincia di Bressanone, lo sterminio di tutti branchi d'animale presenti nell'area, venne effettuato su ordine del principe vescovo allo scopo di far cessare tale superstizione, giudicata di natura demoniaca, eliminandone la causa, non essendogli stato possibile altrimenti convincere i valligiani a desistere dall'utilizzo di questo amuletoGuido Piovene, Viaggio in Italia, Arnoldo Mondadori, 1968.
Asino Gli asini che avevano una specie di croce sul petto erano ritenuti sacri e andavano protetti.
Secondo le credenze di Venafro (Isernia) il fastidio che procura al neonato la prima dentizione può essere evitato appendendo al collo del bambino un dente di asino di età non inferiore ad un anno. In vari comuni dell'Italia continentale e della Sardegna particolari poteri sono attribuiti per la cura della pertosse all'asino e al somaro: un bambino guarisce se beve l'acqua avanzata ad un asino o a un somaro. A Montemarcello (La Spezia) il bambino guarisce se passa sotto le loro gambe e a Gavoi (Nuoro) se ne beve il latte. Nelle case delle regioni italiane del nord-est, in quelle dell'Austria e dell'ex Cecoslovacchia si ritiene che la notte fra il 12 ed il 13 dicembre arrivi Santa Lucia in groppa al suo asino, animata da buoni propositi fra i quali portare i regali ai bambini. Ed è notte di doni per tutti, anche per Santa Lucia e il suo asinello. Laddove vivono bambini quest'ultimo trova sul davanzale delle finestre o sul cornicione dei balconi, a seconda delle località, crusca, una mela, una manciata di fieno, grano, una carota, sale, farina gialla19.
Bue Secondo le credenze di Catania, il fastidioso difetto dell'enuresi (pipì a letto) si perde se il bambino mangia un brodo confezionato con peli di bue20.
Coniglio
Nella cultura occidentale la zampa sinistra essiccata (o il piede sinistro) di coniglio è ritenuta un portafortuna, al punto che negli USA è oggetto di commercioB. Ellis, 2004. Oltre a ciò è anche simbolo di fertilità e di buon augurio per una famiglia numerosa.
Marmotta La marmotta veniva cacciata nelle Alpi per la sua carne, il suo grasso era ritenuto dai montanari un ottimo unguento contro contusioni ed altri mali sia degli uomini che degli animali domestici, si stimava che da un esemplare adulto si arrivasse ad ottenere una pinta di grassoStefano Franscini, Statistica della Svizzera, Giuseppe Ruggia, Lugano, 1827 online
Bertuccia (piccola scimmia) Sulla Rocca di Gibilterra vive l'unica colonia di scimmie europee in libertà. Secondo un'antica superstizione quando non ci saranno più scimmie a Gibilterra, cesserà il dominio inglese su questo promontorio meridionale della penisola iberica. Nel corso della seconda guerra mondiale la popolazione di scimmie si era ridotta nel 1942 a soli 7 individui, e Winston Churchill per evitare ripercussioni negative sul morale della popolazione, in caso di scomparsa della colonia ne ordinò il rinfoltimento tramite l'importazione di scimmie dal Marocco e dall'Algeria indicando che la popolazione della colonia non dovesse mai scendere al disotto di 24 esemplariT. Manning, Larvatus Prodeo, the Interview, 2008 e un ufficiale inglese ricevette la responsabilità di occuparsi del benessere della colonia.
Rettili e anfibi Lucertola Nei tempi antichi era diffusa la credenza che le lucertole con due code portassero fortuna. Tale proprietà si ricollegava probabilmente al fatto che il dio delle ricchezze Pluto fosse raffigurato con due codeGené, pag.31.
Salamandra Nel Medioevo si riteneva che le salamandre fossero immuni al fuoco e che questi anfibi vivessero nei laboratori dei fabbri.
Serpente A Cocullo, piccolo paese abruzzese, sopravvive, con una trasposizione cristiana, un rituale tra il magico ed il pagano legato all'antica venerazione della dea o maga Angizia ritenuta capace di rendere innocuo ogni veleno. Per questo motivo, qualche giorno prima della festa di san Domenico alcuni abitanti del paese, detti serpari raccolgono serpenti nella campagna intorno al paese; la tradizione tramanda che costoro sarebbero capaci di rendere innocui i rettili tramite il suono di un corno, detto Kerallos. La festa, conosciuta anche come Festa dei serpari, avviene ogni anno il primo giovedì di maggio, ed ha il suo momento più rilevante con una processione lungo il paese della statua lignea di san Domenico ricoperta delle serpi (per lo più della specie cervone) vive raccolte dai serpariAnnamaria Rivera, 1998. Solitamente i serpenti erano ritenuti malefici e demoniaci e si diceva che fossero raccolti e usati dalle streghe per i loro veleni e i loro oscuri poteri.
Uccelli
Civetta Il verso della civetta, uccello notturno, porta sfortuna, se non morteR. La Paglia, 2009, pag. 52, il suo stridire viene associato ai lamenti delle anime dei morti. Questa superstizione, si ritrova in molti autori classici, per esempio Piero Valeriano nei suoi Hieroglyphica la indica come simbolo di morte e sempre minacciante qualche infortunio col suo canto notturno. La stessa similitudine compare in una poesia di Giovanni Pascoli, intitolata "L'assiuolo" dove il suo verso, prende il simbolo di solitudine e di morte.
Cuculo Una superstizione contadina afferma che chi, all'inizio della primavera, sente per la prima volta il canto del cuculo con del denaro in tasca, è fortunato: avrà denaro in abbondanza per tutto l'anno. Ma se invece non ha niente...R. La Paglia, 2009, pag. 53.
Corvo Nelle pitture rupestri entro la grotta di Lascaux si trovano le più antiche rappresentazioni disegnate dall'uomo dei corvi, tra cui una figura umana con testa corvina, questo testimonia dell'antico legame esistente fra uomini e questi animali, che probabilmente stazionavano nei pressi dei gruppi di uomini primitivi per sottrarre brandelli di carne dalle prede cacciate e contemporaneamente le cui grida potevano essere usate come segnale di allarme per arrivo di intrusi dal gruppo di uominiMarzluff et alii,.
Una piccola colonia di corvi vive nella torre di Londra, ove uno degli Yeomen Warders riceve l'incarico di raven master, consistente nel curarsi della salute dei corvi e nutrirli quotidianamente. Ciò avviene in quanto secondo una leggenda la monarchia inglese cadrà sotto la mano di un invasore straniero il giorno in cui tutti i corvi moriranno o abbandoneranno l'edificio. Per questo motivo le ali di questi corvi sono sfoltite di piume per ridurne la loro capacità di volare. In tempi recenti si è discusso se questa leggenda, che aiuta a mantenere un certo clima di mistero ed orrore attorno alla Torre, e colore popolare per turisti, che si farebbe risalire al secolo diciassettesimo, in realtà non sia molto più recente e databile come sua origine al XIX secolo.
Artropodi Ragno
Fin dall'epoca degli antichi romani l'incontro durante la giornata con un ragno è giudicato un evento che porta fortuna, e poiché uccidere un ragno porterebbe sfortuna, questi quando vengono trovati nelle case ne sono portati al di fuori con qualche artifizioE. Villiers, 1989. Anticamente la ragnatela veniva posta su ferite, credendo che avesse poteri cicatrizzantiA. Burgio, 1993.
Ape
Sfinge testa di morto