Altamura (AFI: ;• • Ialtamùre in dialetto altamurano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bari, in Puglia.
Situata nell'entroterra della regione, nell'area delle Murge, la città sorge a circa e possiede un territorio comunale esteso per 431,38 km².
Il territorio conserva importanti testimonianze archeologiche e paleontologiche. Nella grotta di Lamalunga fu scoperto nel 1993 lo scheletro fossile noto come Uomo di Altamura, attribuito a Homo neanderthalensis; nell'area di Pontrelli è inoltre presente un esteso giacimento di impronte fossili di dinosauri. Il centro storico è dominato dalla cattedrale di Altamura, fondata nel XIII secolo per volontà dell'imperatore Federico II di Svevia.
Nel 1799, durante la Repubblica Napoletana, Altamura fu uno dei centri della resistenza repubblicana contro le forze sanfediste e venne conquistata e saccheggiata dopo gli scontri del maggio di quell'anno.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Altamura si estende nella porzione nord-occidentale dell'altopiano delle Murge, nell'entroterra pugliese. È caratterizzato prevalentemente da rocce carbonatiche mesozoiche e da forme morfologiche legate al carsismo; la natura calcarea del substrato determina una sostanziale assenza di un reticolo idrografico superficiale permanente e la presenza di lame, doline, inghiottitoi e cavità sotterranee.
Una parte consistente del territorio comunale ricade nel parco nazionale dell'Alta Murgia. Dei tredici comuni compresi nell'area protetta, Altamura è quello con la maggiore superficie ricadente nel parco, pari a ettari, seguito da Andria con ettari.
L'altitudine del territorio comunale varia da circa a , mentre il centro abitato sorge a
Tra le principali manifestazioni del carsismo superficiale figura il Pulo di Altamura, un'ampia dolina carsica situata nell'altopiano murgiano a circa 9 km dal centro abitato. La depressione, di forma grossomodo circolare, presenta un diametro superiore a 500 metri e una profondità dell'ordine di 90 metri; lungo le pareti si aprono grotte e cavità naturali. Il Pulo costituisce una delle principali forme carsiche dell'Alta Murgia ed è indicato da ISPRA fra gli esempi più significativi della morfologia carsica del territorio.
Il carsismo sotterraneo è testimoniato, tra l'altro, dalla grotta di Lamalunga, situata a circa 4 km dalla città. Nell'ottobre 1993 gli speleologi del Centro Altamurano Ricerche Speleologiche (CARS), durante l'esplorazione della cavità, raggiunsero l'ambiente nel quale è conservato uno scheletro umano quasi completo, successivamente noto come Uomo di Altamura. Gli studi paleoantropologici hanno attribuito il reperto a Homo neanderthalensis.
Un altro sito di particolare interesse paleontologico si trova in località Pontrelli, nella cosiddetta cava De Lucia, una cava dismessa nella quale nel 1999 furono individuate migliaia di impronte fossili di dinosauri. Le orme interessano una superficie di circa m² e appartengono a numerosi individui vissuti nel Cretacico superiore, circa 70 milioni di anni fa.
La grotta di Lamalunga e la cava di Pontrelli costituiscono i due principali siti paleontologici compresi nella proposta denominata «The Murge of Altamura», presentata dall'Italia il 1º giugno 2006 e inserita nella lista propositiva italiana per il Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, secondo i criteri III, VII e VIII. La proposta non corrisponde pertanto a una candidatura respinta dal Comitato del patrimonio mondiale, ma a un sito tuttora registrato nella lista propositiva italiana.
Clima La posizione nell'entroterra e la quota relativamente elevata rispetto alle aree costiere pugliesi determinano condizioni climatiche caratterizzate da inverni più freddi rispetto alla fascia adriatica e da estati calde. I dati climatici della stazione di Altamura sono raccolti dalla rete di monitoraggio della Protezione civile della Regione Puglia, i cui archivi storici comprendono serie pluviometriche e termometriche.
Nel trentennio 1981-2010 la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è stata di circa 6,4 °C, mentre quella di luglio è stata di 25,3 °C. Le temperature massime medie passano dai 9,2 °C di gennaio ai 30,4 °C di luglio; le minime medie variano dai 3,7 °C di gennaio ai 20,2 °C di luglio.
Le precipitazioni sono distribuite prevalentemente fra l'autunno e l'inverno e presentano un minimo estivo. Sulla base dei valori medi 1981-2010 riportati per la stazione, il totale annuo è di circa 556 mm, con i valori medi mensili più elevati in novembre e dicembre e quelli più bassi in luglio e agosto.
Le precipitazioni nevose possono verificarsi durante l'inverno. Nel gennaio 2017 una consistente ondata di neve e gelo interessò Altamura e il territorio circostante, causando difficoltà alla circolazione e l'isolamento temporaneo della città.
Nella serie storica della stazione sono stati registrati valori estremi di temperatura pari a −8,7 °C il 14 gennaio 1968 e 43,3 °C il 10 settembre 1946.
Di seguito sono riportate le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti relativi al trentennio 1981-2010 registrati dalla stazione di Altamura.
Gli estremi mensili registrati nella serie storica 1925-2020 sono i seguenti.
Ai sensi della classificazione climatica prevista dalla normativa italiana, Altamura appartiene alla zona climatica D e presenta gradi giorno.
Origini del nome L'origine del toponimo Altamura non è stata stabilita con certezza. Una spiegazione tradizionale lo interpreta come riferimento alle alte mura che circondavano l'antico abitato, delle quali sopravvivono tratti delle fortificazioni megalitiche di età preromana. Tale interpretazione, basata sulla forma moderna del nome, non costituisce tuttavia un'etimologia linguistica accertata.
Alla denominazione della città sono inoltre associate tradizioni erudite che la ricollegano ad Altilia, nome attribuito in passato all'antico insediamento, oppure alla figura leggendaria di una regina Altea. Queste identificazioni sono ricordate anche dalla tradizione storica locale, ma non consentono di determinare con sicurezza l'origine linguistica del toponimo.
La denominazione Altamura è comunque legata alla città sviluppatasi nel XIII secolo durante il regno di Federico II di Svevia. La storiografia contemporanea considera infatti Altamura uno dei nuovi insediamenti promossi dall'imperatore nell'Italia meridionale: un primo nucleo urbano è documentato nel 1231, mentre tra il 1242 e il 1243 ne furono delimitati il territorio e i confini.
Storia Dalla preistoria all'età antica Il territorio di Altamura conserva testimonianze di frequentazione umana risalenti alla preistoria. La più rilevante è costituita dalla grotta di Lamalunga, nella quale nel 1993 fu scoperto lo scheletro quasi completo noto come Uomo di Altamura, successivamente attribuito a Homo neanderthalensis.
L'attuale centro urbano insiste inoltre su un importante insediamento antico, sviluppatosi sulla sommità della collina di Altamura e delimitato da un vasto sistema di fortificazioni, oggi noto come mura megalitiche di Altamura. Il sito apparteneva all'ambito culturale della Peucezia e conobbe una fase di particolare sviluppo durante il I millennio a.C.; le mura monumentali furono costruite in età preromana. Il nome antico dell'insediamento non è conosciuto con certezza.
Gli scavi e i ritrovamenti avvenuti nel territorio hanno restituito materiali archeologici appartenenti a differenti periodi. Numerosi reperti furono segnalati anche dagli eruditi dei secoli XVII-XIX. Domenico Santoro, scrivendo nel 1688, riferì della presenza di sepolture e urne lungo l'antica strada Tarantina, presso una fonte denominata Putida; tali materiali risultavano già dispersi quando la documentazione fu successivamente riesaminata. Si consultino anche le note. Anche Cesare Orlandi, nel 1770, ricordò rinvenimenti archeologici nell'area interna ed esterna al circuito delle mura megalitiche..
Nel corso dell'Ottocento numerosi vasi figurati rinvenuti ad Altamura furono descritti nelle relazioni inviate all'Istituto di corrispondenza archeologica di Roma. La dispersione di parte dei reperti attraverso collezioni e commerci antiquari rende oggi impossibile ricostruire integralmente il contesto originario di molti ritrovamenti.
Il problema dell'identificazione dell'insediamento antico La mancata conoscenza del nome antico dell'insediamento ha dato origine, soprattutto nella storiografia erudita, a numerose proposte di identificazione. Fra i nomi attribuiti nel corso del tempo al sito figurano Petilia, Altilia, Lupatia e Sublupatia; nessuna di queste identificazioni è tuttavia considerata definitivamente dimostrata dalla documentazione archeologica.
Fra il XV e il XVIII secolo ebbe particolare diffusione l'identificazione di Altamura con la Petilia ricordata dagli autori classici. Domenico Santoro la accolse ancora nel 1688, richiamandosi alla tradizione erudita precedente e alle testimonianze degli autori antichi.. L'associazione era già presente in alcune edizioni e traduzioni rinascimentali della Geografia di Claudio Tolomeo, nelle quali Petilia veniva identificata con Altamura.. L'identificazione fu tuttavia contestata già da Leandro Alberti nel XVI secolo e successivamente respinta da Ottavio Serena, che ne ricostruì la fortuna nella storiografia locale.. Anche la posizione indicata dalla tradizione geografica antica per Petilia non permette di identificarla con sicurezza con Altamura..
Un'altra tradizione attribuì all'insediamento il nome di Altilia, collegandolo alla leggenda di una fondazione da parte della mitica Altea, indicata dalla tradizione locale come regina dei Mirmidoni. La narrazione, talvolta interpretata come Alter Ilium, ossia «altra Troia», appartiene alla tradizione erudita e leggendaria e non costituisce una ricostruzione storica della fondazione della città. Un'iscrizione della chiesa di San Lorenzo, un tempo utilizzata per sostenere l'antichità della tradizione dei Mirmidoni, fu successivamente riconosciuta come molto più tarda rispetto all'epoca alla quale era stata attribuita..
Il nome Altilia compare tuttavia in una testimonianza raccolta nel 1299 durante una controversia fra le chiese di Altamura e Gravina: un testimone ottantenne, Sire Mundea di Gravina, dichiarò di aver appreso dai propri antenati che il luogo era chiamato Altilia quando era occupato dai Saraceni.«audivit ab antiquoribus suis vocabatur idem locus Altilia quando erat locus Saracenorum», http://db.histantartsi.eu/web/rest/Iscrizione/55 Il valore della testimonianza rimane distinto dalle successive narrazioni leggendarie su Altea e sui Mirmidoni..
È stata inoltre proposta l'identificazione del sito con Lupatia. La Tavola Peutingeriana registra lungo la viabilità dell'area una località denominata Sublupatia, mentre l'Anonimo ravennate e il cosmografo Guidone riportano forme riconducibili a Lupatia e Sublupatia. L'esatta ubicazione delle stazioni rimane discussa: sono state proposte localizzazioni nel territorio di Altamura, presso Santeramo in Colle e nell'area dell'insediamento di Jesce.. L'Anonimo ravennate e Guidone tramandano inoltre sequenze di toponimi comprendenti Lupicia e Sublupacia.Celia, Ecetium, Norbae, Veneris, Lupicia, Sublupacia, Blera, Silitum, Benusia, Ponti Aufidi, Aquilonia, SubmurulaEsetium, Norbe, Veneris, Lupicia, Sublupicia, Blera, Silitum, Venusium, Serica, quae nunc Asculus, Aquilonia, Subromula. Item civitas quae dicitur Pissandas..