Bonito (Bunìto o Bunìtë in dialetto irpino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica Il centro cittadino è situato sul versante sinistro della valle dell'Ufita, alle pendici sud-orientali del monte Calvario e al confine con la provincia di Benevento. Bonito è collegata amministrativamente ad Ariano Irpino e Avellino; da un punto di vista giudiziario dipende invece dal tribunale di Benevento.

Territorio Il comune si estende su 18,6 km² e ha una densità di popolazione pari a 144 abitanti/km².

Borgo collinare, sorto nel Medioevo in un territorio noto anticamente per la sua fertilità; l'economia locale è di stampo essenzialmente rurale. Quasi la metà dei bonitesi, che presentano un indice di vecchiaia compreso nei valori medi, risiede nel capoluogo comunale, posto su uno sperone roccioso; il resto della comunità si distribuisce invece nelle località di Grieci e Morroni, in un buon numero di aggregati urbani elementari e in numerose case sparse sui fondi. L'abitato è circondato da rilievi collinari dai profili dolci, rivestiti da distese di seminativi e da filari di viti che si succedono a perdita d'occhio; ricco di acque superficiali, il territorio comunale ospita inoltre vasti pascoli e una rigogliosa vegetazione riparia (pioppi, salici e ontani). Tra la sabbia e il pietrisco degli isolotti che affiorano tra le acque del fiume Ufita nidificavano in massa, fino a qualche anno fa, diverse specie di uccelli limicoli, volatili diffusi normalmente nelle aree costiere e lungo le rive dei fiumi. Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, figura una banda d'oro accompagnata da sei mezzi gigli, disposti tre al di sopra e tre al di sotto della banda.

Clima Nel 1834 Federico Cassitto così descriveva il clima di Bonito: In un anno si contano giorni 90 perfettamente sereni, altrettanti piovosi, e 'l dippiù tra nuvoli, e varj. L'inverno vi dura da a febbrajo. Su' gioghi delle colline la neve vi rimane alla più lunga per tre giorni. Negli altri siti vi resta per poche ore. Il vento più predominante è quello di Ponente. Di pioggia per medio ne cadon pollici venti in un anno. Tutto ciò da confronti decennali delle osservazioni meteorologiche da me colà compilate attentamente.

Storia Le prime notizie relative all'esistenza di un centro abitato risalgono al X secolo, quando venne edificato dai longobardi il Castrum Boneti, a scopo difensivo, nella zona di confine tra la contea di Ariano e il ducato di Benevento. Passata ai Normanni nel secolo successivo, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1125. Fu soggetta, in epoca angioina, alla famiglia locale dei Bonito; acquistata nel 1445 dagli Orsini, fu venduta nel 1648 ai Pisaniello. Tornata tra le proprietà della famiglia Bonito nel 1674, venne poi seriamente danneggiata dapprima dal terremoto del Sannio del 1688, quindi dal terremoto dell'Irpinia del 1732. Nel 1757, sotto i Borboni, fu annessa al demanio regio. Secondo le due teorie più accreditate il toponimo deriverebbe dal sostantivo latino Bonetum, "fortificazione a forma di berretto di prete", o dal personale medievale Bonitus. Domina l'abitato il castello longobardo, più volte ristrutturato: a pianta quadrata, conserva quattro torri cilindriche e un ponte levatoio in legno. La seicentesca chiesa di Santa Maria della Valle custodisce antiche sculture di epoca romana mentre nell'oratorio della Buona Morte e nella chiesa di Sant'Antonio, entrambi del XVIII secolo, si possono ammirare rispettivamente una preziosa Annunciazione e raffinate sculture lignee dello stesso periodo.

Nell'Ottocento, all'epoca del regno delle Due Sicilie, il comune di Bonito fu aggregato amministrativamente al circondario di Grottaminarda nell'ambito del distretto di Ariano, all'interno della provincia di Principato Ultra. In epoca post-unitaria Bonito rimase a far parte del mandamento di Grottaminarda nell'ambito del circondario di Ariano di Puglia, all'interno della provincia di Avellino.

Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Bonito fu uno dei comuni della Campania destinati dalle autorità fasciste ad accogliere profughi ebrei in internamento civile. Gli internati furono liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943.Ebrei stranieri internati in Campania.

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 29 settembre 1936.

Il gonfalone è un drappo di azzurro concesso con regio decreto del 3 settembre 1936.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa Madre di Santa Maria Assunta: di epoca medievale deve il suo aspetto attuale ad una ristrutturazione successiva al terremoto del 1962. Al suo interno alcuni quadri di pregio tra cui una Madonna della Candelora (dal titolo spagnolo ''Nuestra Senora de la Candelaria'') attribuita al pittore barocco José Rodríguez de la Oliva (1695-1777). La chiesa ospita una reliquia della Santa Spina e il corpo di San Crescenzo Martire, custodito in un'urna in stile rococò nella parete destra dell'edificio. Chiesa di Sant'Antonio ed ex Convento Francescano: la fondazione del Convento risale al 1712. La chiesa ha subito ingenti danni nel terremoto del 1980 ed è stata oggetto di una rilevante ristrutturazione. Al suo interno si trovano opere lignee del XVIII e XIX secolo, in particolare un armadio della sagrestia, il coro, la cantoria, ma anche un crocefisso e diverse statue di santi. L'edificio conventuale è proprietà del comune. Cappella Vincenzo Camuso: la cappella, anche chiamata "Congrega della Buona Morte", è ricavata nella cripta della chiesa Chiesa dell’Annunziata, che fu abbattuta dopo il terremoto del 1962. Nella cappella sono custoditi i resti mummificati di uno sconosciuto venerato dai bonitesi che chiamano il luogo anche Cappella di "Zi' Vicienzo". Santuario di Maria Santissima della Neve: situato nella frazione di Morroni a circa 4 km dal centro di Bonito. Secondo la narrazione tramandata venne edificato nel luogo in cui, nel VI secolo, apparve ad alcuni contadini una figura femminile sospesa nel cielo e identificata con la Madonna con in braccio un bambino. L'edificio ha subito frequenti danni e modifiche a causa dei terremoti. Chiesa di San Giuseppe, la prima menzione dell'edificio risale al 1517, ha subito diversi restauri e rimaneggiamenti a causa del danni, talvolta ingenti, provocati nei secoli dai diversi eventi sismici. Chiesa di San Domenico, detta anche "Chiesa di San Vincenzo" vi fu istituita nel 1867 la Congrega del S. Rosario Chiesa di Santa Maria della Valle: chiesa rurale nella valle dell'Ufita, inagibile dal 1977 a causa di una frana; sul suo sagrato si ergono alcuni cipressi monumentali.

Architetture civili Castello Normanno: l'edificazione originaria del castello risale al 1030. L'edificio ha subito notevoli danni nel corso dei vari eventi sismici e delle quattro torri originarie ne rimane una sola, chiamata Torre normanna o Torre Maluocchi, recentemente acquisita dal comune. Palazzo Pagella-Buongiorno: l'edificio che risale al XVIII secolo fu venduto verso la fine del XIX secolo al compositore Crescenzo Buongiorno (1864-1903) che vi soggiornava nei periodi in cui non risiedeva in Germania. Le stanze sono mantenute con gli arredi dell'epoca e vi sono custoditi documenti ed effetti personali del compositore.

Altro Fregio dorico Museo della civiltà contadina Murales

Società Evoluzione demografica

Lingue e dialetti Accanto alla lingua italiana, nel territorio comunale è in uso una varietà del dialetto irpino.

Religione Il territorio di Bonito appartiene alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

Economia L'agricoltura, specializzata nella produzione di grano, uva e olive, costituisce la principale fonte di reddito e di occupazione locale. Il settore secondario si compone di imprese a carattere artigianale attive nei comparti delle confezioni, del legno, delle calzature, della lavorazione dei metalli e, soprattutto, del settore agro-alimentare. Di notevole rilevanza è infatti la produzione di uva da vino aglianico (Bonito fa parte del comprensorio del "Taurasi" d.o.c.g.) nonché dell'olio DOP extravergine "Irpinia - Colline dell'Ufita".

Infrastrutture e trasporti Una strada provinciale collega il comune con.la strada statale 90 delle Puglie, arteria di grande comunicazione che consente le relazioni con Avellino e Benevento da un lato e con Ariano Irpino e Foggia dall'altro.

Amministrazione Sindaci

Altre informazioni amministrative Il comune fa parte dell'Unione dei comuni Terre dell'Ufita.

Gemellaggi Gemellaggio, Comune di Bonito, comunedibonito.it, link verificato l'11 dicembre 2019.

Note

Voci correlate Irpinia - Colline dell'Ufita Principato Ultra Valle dell'Ufita

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