Dar es Salaam (دار السلام, in arabo "casa della pace") è la più grande città della Tanzania, il principale polo economico e il primo porto del paese. La città era chiamata in origine Mzizima, nome che venne cambiato ufficialmente nel 1866. Il nome attuale viene spesso abbreviato in Dar, e la popolazione locale usa comunemente anche il nomignolo di Bongo. Pur avendo perso lo status di capitale nel 1996, formalmente sostituita da Dodoma, Dar es Salaam ospita tuttora la maggior parte delle funzioni amministrative del paese, oltre a essere capoluogo della regione omonima.

Si affaccia sull'Oceano Indiano, su una baia naturale antistante il tratto di mare compreso fra le isole di Zanzibar e Mafia e, pur essendo la città più sviluppata della Tanzania, Dar mantiene tuttora l'atmosfera e l'aspetto tipico della città coloniale. I grattacieli e i grandi viali presenti in alcuni quartieri costituiscono un'eccezione; la maggior parte degli edifici sono bassi, le vie polverose e affollate, e le palme e le mangrovie dominano ancora la costa. Nel porto attraccano grandi navi da crociera e mercantili, ma anche i dhow a vela e le canoe dei pescatori.

Geografia fisica Territorio

Dar es Salaam è situata al centro della costa orientale della Tanzania, in un golfo sull'Oceano Indiano, di fronte al tratto di mare che unisce Zanzibar a Mafia.

Clima Trovandosi nei pressi dell'equatore e affacciandosi sulle acque calde dell'Oceano Indiano, Dar es Salaam è caratterizzata da un clima generalmente tropicale, caldo e umido per gran parte dell'anno. Ci sono due stagioni delle piogge principali: la prima, chiamata long rains ("piogge lunghe") cade fra aprile e maggio; la seconda, detta short rains ("piogge corte") fra ottobre e novembre.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Temperatura massima media (°C) 32 32 32 31 30 29 29 29 30 31 31 32 Temperatura minima media (°C) 24 24 23 23 22 20 18 18 19 20 22 23 Precipitazioni medie (mm) 53,7 53,9 116 178,6 131,8 35,3 29,5 23,9 14,8 52 75,9 80,9

Storia

Il primo insediamento nella zona di Dar es Salaam si chiamava Mzizima (o Mzizimazi), che significa "la città sana". Fu fondato da coloni provenienti da Brava (in Somalia), a cui si aggiunsero in seguito altri gruppi di shirazi.Il termine shirazi, nelle comunità swahili, si riferisce genericamente a popolazioni della costa di origine araba. Vivevano soprattutto di agricoltura e pesca.

Secondo la tradizione orale, la comunità di Mzizima fu minacciata da invasori provenienti dal Kenya, i Kamba, e per scacciarli chiese l'intervento del popolo Zaramo, guidato dal capo Kimbamanduka. Gli Zaramo ricacciarono i Kamba dalla costa, ma in cambio ottennero il diritto di riscuotere tasse dalle popolazioni della costa e il controllo delle aree di Buguruni, Mtoni e Kurasini; si insediarono nella regione e si mischiarono con la popolazione locale.

Diversamente da altre aree costiere della Tanzania, Mzizima non conobbe la dominazione portoghese; il primo europeo a visitarla fu il tedesco Albert Roscher, nel 1859. In quell'epoca, Mzizima era parte dei possedimenti del sultanato di Zanzibar, che nel XIX secolo aveva scacciato i portoghesi dall'intera costa della Tanzania. Fu proprio il primo sultano di Zanzibar, Seyyid Majid, a ribattezzare Mzizima "Dar es Salaam" quando decise di trasferirvi la propria corte, nel 1866. In seguito, i successori di Majid riportarono la corte a Zanzibar, ma Dar es Salaam si era nel frattempo trasformata da villaggio di pescatori a piccola città.

A seguito della Conferenza di Berlino del 1885, la Germania ottenne il controllo di gran parte dell'odierna Tanzania, e nel 1886 la Compagnia dell'Africa Orientale Tedesca acquistò dal sultano di Zanzibar la porzione di costa a cui apparteneva Dar. Nel 1887 i tedeschi costruirono a Dar un porto commerciale, e gradualmente la città acquisì il ruolo di centro amministrativo e commerciale dell'Africa Orientale Tedesca. Diventò formalmente capitale nel 1891, spodestando la precedente capitale Bagamoyo, che non aveva un porto adatto alle navi a vapore.v. Tanzania, Uganda e Zanzibar, Guide EDT, p. 88 La costruzione della Linea Ferroviaria Centrale (all'inizio del XX secolo) diede ulteriore impulso alla crescita della città, creando le condizioni per un primo sviluppo industriale.

L'Africa Orientale Tedesca venne conquistata dal Regno Unito durante la prima guerra mondiale, e da allora venne chiamata Tanganica; anche sotto l'amministrazione britannica Dar es Salaam mantenne il suo ruolo di centro amministrativo e commerciale. Sotto il governo indiretto dei britannici, si svilupparono aree separate europee (ad esempio Oyster Bay) e africane (ad esempio Kariakoo e Ilala) a una certa distanza dal centro della città. La popolazione di Dar es Salaam comprendeva anche un grande numero di asiatici.

Dopo la seconda guerra mondiale, Dar es Salaam sperimentò un nuovo periodo di rapida crescita. Gli sviluppi politici, tra cui la nascita dell'Unione Nazionale Africana del Tanganica, portarono il Tanganica ad ottenere l'indipendenza dal Regno Unito nel dicembre del 1961. Dar es Salaam divenne la capitale del paese, mantenendo questo ruolo anche quando nel 1964 Tanganica e Zanzibar si unirono a formare l'odierna Tanzania. Nel 1973 fu definito un progetto di trasferimento della capitale a Dodoma, una città dell'entroterra; ci vollero però oltre vent'anni perché il parlamento si insediasse a Dodoma (1996), e ancora oggi molte delle principali funzioni amministrative del paese mantengono la loro sede a Dar es Salaam.

Nell'agosto del 1998, l'ambasciata statunitense a Dar es Salaam subì un attentato terroristico rivendicato da Al-Qaida, che fu uno di una serie di attentati che coinvolsero anche, tra l'altro, la capitale del Kenya Nairobi.

Monumenti e luoghi d'interesse Le principali attrazioni turistiche di Dar si trovano nella zona centrale della città (distretto di Ilala), soprattutto nella circoscrizione di Kivukoni. I giardini botanici (fondati dai tedeschi nel 1895) ospitano molte specie di piante e uccelli tropicali. Il National Museum espone reperti archeologici provenienti dai celebri scavi di Olduvai, e altro materiale di carattere etnografico e storico. Sempre a Kivukoni si può anche ammirare uno dei palazzi più antichi di Dar, la White Fathers' House, che ospitò l'harem del sultano Majid e oggi è sede di una missione cattolica. Nella stessa zona si trovano numerosi altri edifici notevoli, fra cui l'Old Boma, la St Joseph's Metropolitan Cathedral (la principale chiesa di Dar, costruita nel 1902) e la Azania Front Lutheran Church (1898). Uno dei monumenti più noti del distretto di Ilala è il monumento agli askari, posizionato nel centro ideale della città. Il mercato di Kariakoo è noto per la frenetica e variopinta attività di persone e merci. Il Nyerere Cultural Centre è una vasta esposizione-mercato di articoli di artigianato tanzaniano, nota per i prezzi particolarmente abbordabili.Dar es Salaam Guide presso Tour Tanzania

Fra i luoghi di interesse posizionati al di fuori di Ilala si può citare il movimentato porto di Kurasini, nel distretto di Temeke.

Ai bordi della città o immediatamente fuori si trovano attrazioni di tipo naturalistico e paesaggistico, come le spiagge tropicali della penisola di Kigamboni e le isole della Riserva marina di Dar es Salaam (rinomata per lo snorkeling e le immersioni subacquee). Da Dar es Salaam si raggiunge rapidamente anche Zanzibar (da due a sei ore di traghetto, a seconda del mezzo). Il parco nazionale più vicino è il Mikumi National Park; sulla strada che conduce al parco, nei pressi di Morogoro, si trova anche la sede dell'APOPO, una ONG che addestra ratti giganti al rilevamento di mine anti-uomo; il centro è aperto ai turisti.

Intorno all'area urbana principale, sebbene territorialmente inclusi nella città, ci sono diversi piccoli centri abitati che presentano elementi di interesse culturale e storico. Bagamoyo, 70 km a nord di Dar es Salaam, si trova al centro di un'area di grande interesse storico e archeologico, che comprende le rovine di Kaole (resti di un complesso di moschee e tombe del XIII secolo) e numerose vestigia dell'epoca coloniale. Sulla strada per Bagamoyo (ma all'interno del perimetro di Dar) si trovano anche il Village Museum e il villaggio di Mwenge, noto per il grandissimo mercato di prodotti artigianali, inclusi oggetti in ebano realizzati dai makonde; vi si trovano anche artigiani al lavoro, che producono oggettistica che viene poi rivenduta in gran parte del paese. A 6 km dal centro di Dar, sulla costa, si trova il villaggio tradizionale di Msasani, situato nella penisola omonima; appartiene alla penisola anche la spiaggia sassosa di Coco Beach.

Altri luoghi di interesse a Dar includono:

le stazioni ferroviarie storiche TAZARA e Central Railway, tuttora in funzione; la fiaccola dell'Uhuru (Mnazi Mmoja, monumento all'indipendenza del Tanganica, costruito nel 1961; il complesso dell'Ocean Road Hospital, costruito nel 1897. Comprende la casa dove Robert Koch fece la scoperta del bacillo della tubercolosi e del plasmodio della malaria; la State House, costruita nel 1891 dai tedeschi come abitazione del governatore dell'Africa Orientale Tedesca. Danneggiata dal fuoco navale britannico nel 1914, venne ricostruita nel 1922; oggi è un palazzo del governo; il municipio (City Hall), costruito nel 1870 e tuttora in funzione; Samora Machel Avenue, la principale via dello shopping la chiesa greca ortodossa di Upanga Road (1952) la Moschea di Jamatkhan di Upanga Road.

Società Evoluzione demografica

Il tasso di crescita annua della popolazione di Dar es Salaam è del 4,39%, il quarto più alto dell'Africa e il nono al mondo. La crescita è dovuta tanto all'immigrazione che a un'elevata natalità. La popolazione ha raggiunto i abitanti nel 2020.Calendario Atlante De Agostini 2022.

+ Popolazione Anno Popolazione 1925 1948 1957 1972 2005

Qualità della vita

Dar es Salaam è la città più sviluppata della Tanzania, e la povertà è significativamente inferiore alla media nazionale. I quartieri residenziali di Kinondoni e altre zone di Dar godono delle migliori infrastrutture e dei migliori servizi dell'intera Tanzania, anche se anch'essi risentono di alcuni problemi strutturali della città (come le periodiche assenze di acqua corrente). Il tasso di occupazione è relativamente elevato, e la maggior parte di coloro che non hanno uno stipendio fisso riescono comunque a sopravvivere lavorando in proprio (soprattutto nei settori del commercio al dettaglio e del lavoro artigianale). Sono ai massimi nazionali anche l'alfabetizzazione e il livello medio di istruzione.

Tuttavia, la rapida crescita della popolazione di Dar non è proporzionale al ritmo di sviluppo della città, e questo crea periodiche crisi in diversi settori; oltre alla discontinuità nell'approvvigionamento di acqua, per esempio, la città è soggetta a ricorrenti black out, e i trasporti pubblici, nonostante i tentativi di potenziamento negli anni, sono costantemente al di sotto delle necessità effettive della popolazione.

Poiché molti immigrati hanno difficoltà a trovare lavoro qualificato e ben stipendiato, la crescita della popolazione genera anche un aumento progressivo della povertà urbana. Fino agli anni ottanta, in accordo con la politica di socialismo agricolo del governo (ujamaa), le istituzioni hanno cercato di incentivare le masse povere delle aree cittadine a tornare nelle campagne. Il mutato clima politico e sociale ha interrotto questo tipo di azione, con il risultato che negli anni novanta si è osservato un calo significativo della qualità della vita in molti quartieri della città.