Il palio di Legnano è una festa tradizionale che si svolge annualmente a Legnano dal 1935 per commemorare l'omonima battaglia combattuta il 29 maggio 1176 nei dintorni della città tra le truppe della Lega Lombarda e l'esercito imperiale di Federico Barbarossa. Il territorio di Legnano, comune italiano della città metropolitana di Milano, in Lombardia, è diviso in otto contrade storiche che si sfidano, all'ultima domenica di maggio, in una corsa ippica che chiude la manifestazione.
Fino al 2005 il palio di Legnano era chiamato "Sagra del Carroccio", denominazione che prese già dalla sua seconda edizione, nel 1936. Dal 1954 è ufficialmente annoverato tra le manifestazioni storiche italiane.. Tra gli eventi collegati al palio di Legnano trovano anche spazio una sfilata storica e "La Fabbrica del Canto", manifestazione musicale corale internazionale nata nel 1992 su iniziativa dell'Associazione Musicale Jubilate. Nel 2002 la sfilata storica del palio di Legnano è stata riproposta al Columbus Day di New York.
Le premesse Le celebrazioni più antiche
Le commemorazioni più antiche della battaglia di Legnano di cui si abbia traccia documentata si sono svolte il 28 maggio 1393 a Milano nella basilica di San Simpliciano... Nel documento, che è costituito da un decreto di quattro pagine emanato dal podestà, dal vicario e dai Dodici di provvisione del comune di Milano, si prescriveva ai magistrati della città di predisporre una processione solenne a completamento della cerimonia civile che si sarebbe dovuta concludere alla basilica di San Simpliciano; all'epoca ogni celebrazione civile era infatti accompagnata da una funzione religiosa. Nell'occasione fu decretato che il 29 maggio, data della battaglia di Legnano, fosse giorno di festività civile e religiosa in tutto il contado milanese. I rappresentanti del comune di Milano avrebbero dovuto partecipare alla processione ogni anno ed erano obbligati, come si legge su un documento dell'epoca:
Nel 1499, con l'occupazione del Ducato di Milano da parte dell'esercito francese, la festività venne prima soppressa, poi ripristinata da san Carlo Borromeo nel 1596, e infine nuovamente sospesa dal 1784.. Su una lettera pastorale di san Carlo Borromeo dell'8 maggio 1582, prima del ripristino, si può leggere:
Il 29 maggio tornò ad essere commemorato durante il Risorgimento quale simbolo della lotta degli italiani contro l'invasore straniero.. Le commemorazioni più importanti furono quelle del 29 maggio 1848 a Milano durante la primavera dei popoli, che avvenne solennemente nella basilica di Sant'Ambrogio, e quelle del 1876 a Milano e a Legnano in occasione del settimo centenario della battaglia. Per il settimo centenario della battaglia giunsero a Legnano oltre 40.000 persone da tutta Italia e 197 stendardi rappresentanti tutte le province e molti comuni della Penisola.. In ricordo di questo evento, nella moderna piazza San Magno è stata collocata una targa marmorea con questa epigrafe:
A Legnano, dagli anni seguenti, sull'onda dei festeggiamenti del settecentesimo anniversario, vennero saltuariamente organizzate dalla popolazione commemorazioni della battaglia.. La svolta si ebbe il 29 giugno 1900, con l'inaugurazione del monumento al Guerriero di Legnano di Enrico Butti, che sostituì una precedente statua realizzata per il VII centenario della battaglia da Egidio Pozzi: da questa data i festeggiamenti ufficiali della battaglia vennero trasferiti da Milano a Legnano, con i legnanesi che iniziarono a ricordare lo scontro militare tra il Barbarossa e la Lega Lombarda con cadenza annuale.. Il monumento è stato costruito su stimolo di Giuseppe Garibaldi: il 16 giugno 1862, durante una sua visita a Legnano su invito del sindaco Andrea Bossi., Garibaldi fece un discorso con cui esortò i legnanesi a erigere un monumento a ricordo della famosa battaglia del 29 maggio 1176:
Per quanto riguarda la celebrazione religiosa alla basilica di San Simpliciano, ancora nel XXI secolo, all'ultima domenica di maggio, la battaglia del 29 maggio 1176 viene ricordata con una processione e con una funzione religiosa che comprende la veglia di una copia della croce di Ariberto da Intimiano: a questa celebrazione partecipa anche una delegazione della città di Legnano e delle sue contrade.
Il tentativo del 1926
La prima proposta di organizzare un evento con il contributo dell'Amministrazione comunale fu ipotizzata nel 1926 da Carlo De Giorgi, giornalista ed esponente locale del Partito Nazionale Fascista. De Giorgi, fondatore del periodico locale Lo Specchio, cercò di tradurre in pratica questa idea per commemorare il 750º anniversario della battaglia, che cadeva proprio nel 1926.. Sul numero della rivista da lui fondata che uscì il 29 maggio, De Giorgi comunicò il fallimento dell'iniziativa con queste parole:
Questa idea non ebbe seguito a causa del costo troppo elevato dell'organizzazione dell'evento, che venne stimato in 50.000 lire, un ammontare giudicato eccessivo anche da Fabio Vignati, all'epoca podestà di Legnano e quindi capo dell'Amministrazione comunaleDurante l'epoca fascista gli organi democratici dei comuni furono soppressi e tutte le funzioni in precedenza svolte dal sindaco, dalla Giunta comunale e dal Consiglio comunale furono trasferite al podestà, carica di nomina governativa., nonché persona attenta alla storia di Legnano e spesso generosa, anche economicamente, nei confronti delle iniziative culturali.
Le 50.000 lire preventivate comprendevano 35.000 lire da destinare al pagamento del prestito di 400 abiti medievali, e 15.000 lire per i cavalli destinati alla corsa ippica e per i buoi che avrebbero dovuto trainare la copia del Carroccio. Questo sarebbe stato un impegno economico assai cospicuo: facendo un paragone, per restaurare interamente il campanile della basilica di San Magno di Legnano, sempre nel 1926, vennero spese 48.000 lire.
La festa del Carroccio del 1932
La prima manifestazione predisposta ufficialmente dalle autorità cittadine legnanesi, che ebbe luogo nel 1932, fu ancora su iniziativa di Carlo De Giorgi.. Questa volta il proposito di organizzare una manifestazione che commemorasse la battaglia di Legnano ebbe seguito perché il clima politico era nel frattempo cambiato: il fascismo, già da tempo, era impegnato a stimolare la nascita di eventi che celebrassero l'orgoglio nazionale anche con l'elargizione di importanti finanziamenti. Uno di questi eventi fu appunto la battaglia di Legnano, dove le truppe italiane della Lega Lombarda sconfissero le armate tedesche del Sacro Romano Impero, ponendo fine al sogno egemonico dell'imperatore teutonico Federico Barbarossa sull'Italia settentrionale.
Questa manifestazione, che venne chiamata "festa del Carroccio" e che ebbe questa volta il pieno appoggio dell'Amministrazione comunale, comprendeva una fiera gastronomica allestita nelle moderne vie Diaz e Matteotti, una sfilata storica per le vie di Legnano e una gara ippica che venne organizzata al locale campo sportivo Brusadelli (realizzato come centro sportivo per il dopolavoro del Cotonificio Dell'Acqua., ora è intitolato a Pino Cozzi, storico presidente dell'Unione Sportiva Legnanese) e che non si concluse per la morte di un fantino, un adolescente di soli 15 anni poco allenato alle gare, che cadde da cavallo venendo ucciso sul colpo.. Con la festa del Carroccio si passò quindi da celebrazioni civili austere e solenni a uno spettacolo folcloristico e sportivo, sebbene non fortunato, perlomeno nella sua prima edizione assoluta, a causa della disgrazia menzionata..
Come conseguenza alla tragedia che colpì il giovane fantino, negli anni immediatamente successivi, la gara ippica non venne ripetuta, fermo restando l'organizzazione degli altri eventi, che continuarono ad avere luogo anche in seguito. Le dieci contrade che avrebbero partecipato alla prima edizione del palio di Legnano (1935) vennero istituite nel 1932 in occasione della festa del Carroccio.: Ponzella, Olmina, San Bernardino, Legnarello, San Martino, Sant'Erasmo, Sant'Ambrogio, San Domenico, La Flora e San Magno, con le ultime otto che prendono ancora parte alla manifestazione moderna.
Storia Gli anni trenta La prima edizione
Il Palio di Legnano, nella sua versione moderna, venne organizzato per la prima volta il 26 maggio 1935 tra le dieci contrade sopra menzionate, in seguito ridotte a otto.. Il palio nacque quindi durante l'epoca fascista, in un contesto storico in cui le autorità statali erano impegnate a promuovere coercitivamente tutti gli aspetti legati al nazionalismo italiano richiamando, dove necessario, gli avvenimenti che segnarono in modo vittorioso la storia patria. Riferendosi alla prima edizione del palio, il gerarca fascista Rino Parenti scrisse.:
Nelle prime edizioni prebelliche la vittoria al palio non era determinata solamente dalla gara ippica, ma anche da altre tre competizioni: una corsa a piedi, da una gara ciclistica e una competizione automobilistica. Alle contrade veniva poi assegnato un punteggio per ogni piazzamento nelle quattro specialità, la cui somma proclamava la vincitrice del palio. La prima edizione della corsa ippica, che fu disputata nel 1935, venne vinta dalla contrada San Domenico, seguita da Legnarello e da La Flora. L'esordio del palio di Legnano fu un successo, sia di pubblico che organizzativo, tant'è che vi presenziarono anche turisti provenienti da altre città italiane.
Il nome del fantino vincitore della prima edizione della corsa ippica, Vittorio Ciapparelli, è però contestato da Franco Marini, già Gran priore della contrada San Domenico e testimone oculare della corsa ippica del 1935: Marini sostiene che la competizione fosse stata in realtà vinta da un cavallo scosso precedentemente condotto da Pierino Ramolini, avvenimento che venne ripreso e trasmesso, sempre secondo l'ex Gran priore della contrada San Domenico, dal cinegiornale Luce.. La tesi di Marini è però contraddetta dalle fonti ufficiali che riportano, come nome del fantino vittorioso, quello di Ciapparelli.. Queste informazioni contraddittorie sono dovute al fatto che la corsa ippica, nelle prime edizioni, non era considerata di primaria importanza rispetto agli altri eventi della manifestazione, tant'è che il suo primo albo d'oro venne compilato solo nel 1938: proprio su questa prima edizione dell'elenco dei vincitori della corsa ippica è riportato il nome di Vittorio Ciapparelli.
Le altre edizioni del decennio
La prima edizione della corsa ippica venne disputata al campo Brusadelli, mentre in seguito la gara fu trasferita nello stadio cittadino di via Pisacane, dove viene organizzata tuttora.. Il trasferimento allo stadio cittadino non fu la sola novità di quell'anno: dal canapoIl regolamento del palio utilizza il termine "canapo" in luogo del più comune "canape". si passò ai nastri di partenza, e la monta a pelo venne sostituita dalla cavalcatura con la sella.. Il canapo fu poi reintrodotto nel 1952 per poi essere sostituito dai nastri nell'anno successivo, mentre dal 1961 al 1963 la partenza dei cavalli venne decretata dall'apertura di gabbie.. Nel 1963 furono reintrodotti i nastri di partenza, che furono sostituiti nel 1974, questa volta definitivamente, dal canapo..
Già dalla seconda edizione (1936) il nome della manifestazione mutò in "Sagra del Carroccio": ciò fu dovuto ad un ordine diretto di Benito Mussolini, che obbligò gli organizzatori della manifestazione legnanese a cambiare il nome dell'evento in modo tale che il termine "palio" fosse associato, in via esclusiva, solo all'omonima manifestazione di Siena. Il 5 giugno 1935, poco dopo il termine della prima edizione della manifestazione, Galeazzo Ciano, sottosegretario del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia con delega alla Stampa e alla Propaganda, inviò un telegramma al prefetto di Milano, immediatamente inoltrato al commissario prefettizio di Legnano, che riportava il seguente ordine: