Recuperò alla Francia parte del territorio caduto in mano agli inglesi durante la Guerra dei cent'anni, contribuendo a risollevarne le sorti, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi. Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, Giovanna fu venduta agli inglesi da Giovanni di Lussemburgo, vassallo del re d'Inghilterra. Questi la sottoposero a processo per eresia, al termine del quale fu condannata al rogo e arsa viva il 30 maggio 1431. Nel 1456 papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarò la nullità di tale processo.

Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, nel 1922 Giovanna fu proclamata santa patrona della Francia.

Infanzia e giovinezza

Giovanna nacque a Domrémy (oggi Domrémy-la-Pucelle), da Jacques DarcPer quanto riguarda il cognome, "Darc", occorre notare che all'epoca (inizio XV secolo) non era utilizzato l'apostrofo e pertanto lo stesso è stato traslitterato in "d'Arc". Inoltre, il cognome appare per la prima volta in un documento scritto dopo la morte della stessa Pulzella, con l'apertura del Processo in nullità a firma del Pontefice Callisto III nell'anno 1455: cfr. . e Isabelle Romée,Nei testi dell'epoca la madre di Giovanna viene indicata come "Isabelle Romée" probabilmente a motivo di un pellegrinaggio ch'ella avrebbe compiuto; erano infatti detti romei i pellegrini che si recavano a Roma. Cfr. . in una famiglia di contadini della Lorena, ma appartenente alla parrocchia di Greux. e alla castellania di Vaucouleurs, soggetta alla sovranità francese.Vaucouleurs era stata unita inseparabilmente alla corona nel 1365. Cfr. . Giovanna, secondo le testimonianze del tempo,Le testimonianze dei compaesani furono raccolte durante il Processo in nullità della sentenza di condanna, detto più comunemente "Processo di Riabilitazione", conclusosi nel 1456. Furono escussi 115 testimoni, tra cui molti coetanei di Giovanna e altre persone del suo paese natale. era una ragazzina molto devota e caritatevole; nonostante la giovane età visitava e confortava i malati e non era insolito che offrisse il proprio giaciglio ai senzatetto per dormire lei stessa per terra, sotto la copertura del camino..

All'età di tredici anni «Item dicit quod, prima vice qua audivit vocem suam, ipsa vovit servare virginitatem suam, tamdiu quamdiu placuit Deo; et erat in ætate XIII annorum, vel circiter». iniziò a udire "voci celestiali" spesso accompagnate da un bagliore e da visioni dell'arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita,. come sosterrà in seguito. La prima volta che queste "voci" le si palesarono, secondo il suo stesso racconto reso durante il processo per eresia subíto a Rouen nel 1431, Giovanna si trovava nel giardino della casa paterna; era il mezzodì di un giorno d'estate:. sebbene sorpresa e impaurita da quell'esperienza, Giovanna decise di consacrarsi interamente a Dio facendo voto di castitàAltri traducono il termine "castità" con "verginità", sulla base sia delle differenti fonti che ci sono pervenute (alcune in latino, altre nel francese del XV secolo), sia della contestualizzazione delle espressioni nel momento della traduzione. Cfr. . «per tutto il tempo che a Dio fosse piaciuto»..

Nell'estate del 1428, a causa della guerra dei cent'anni che opponeva il regno di Francia al regno d'Inghilterra e alla Borgogna, la sua famiglia fuggì dalla valle della Mosa verso Neufchâteau, per sottrarsi alle devastazioni provocate dalle truppe di Antoine de Vergy, capitano borgognone... Era da poco iniziato il 1429 quando gli inglesi erano ormai prossimi a occupare completamente Orléans, cinta d'assedio sin dall'ottobre del 1428:. la città, sul lato settentrionale della Loira, per la posizione geografica e il ruolo economico, aveva un valore strategico quale via d'accesso alle regioni meridionali; per Giovanna, che sarebbe diventata figura emblematica della storia di Francia, fu quello il momento - sollecitata dalle "voci" che diceva di sentire - per correre in aiuto di Carlo, Delfino di Francia, nella guerra per il trono contro gli inglesi e i loro alleati borgognoni....

Come Giovanna stessa dichiarerà sotto interrogatorio,. in un primo tempo ella mantenne il più stretto riserbo su queste apparizioni sovrannaturali, che all'inizio le parlavano della sua vita privata e che solo successivamente l'avrebbero spinta a lasciare la propria casa per guidare l'esercito francese. Tuttavia i suoi genitori dovettero intuire qualcosa del cambiamento che stava avvenendo nella ragazza, forse anche allertati da qualche confidenza che Giovanna stessa si era lasciata sfuggire, come avrebbe ricordato molti anni dopo un suo amico di Domrémy,. e decisero di darla in sposa a un giovane di Toul. Giovanna rifiutò la proposta di matrimonio e il suo fidanzato la citò in giudizio dinanzi al tribunale episcopale. Ascoltate entrambe le parti, il tribunale diede ragione a Giovanna, dal momento che il fidanzamento era avvenuto senza il suo assenso...

Vinta anche la resistenza dei genitori, la ragazza ebbe di nuovo libertà di azione e poté dedicarsi alla sua missione. La prima tappa del suo viaggio la portò sino a Vaucouleurs dove, con l'appoggio dello zio Durand Laxart, riuscì a incontrare il capitano della piazzaforte, Robert de Baudricourt. Questi, al primo incontro, il 13 maggio 1428, la schernì rimandandola a casa come una povera folle. Per nulla demoralizzata dall'insuccesso, Giovanna si recò altre due volte presso il capitano di Vaucouleurs e questi, forse spinto dal consenso che Giovanna sapeva raccogliere tanto tra il popolo quanto tra i suoi uomini, mutò parere sul suo conto, sino a convincersi (non prima di averla sottoposta a una sorta di esorcismo da parte di un curato del luogo, Jean Fournier) della sua buona fede e ad affidarle una scorta che l'accompagnasse al cospetto del sovrano, come la ragazza chiedeva..

Le gesta belliche

Il viaggio di Giovanna da Vaucouleurs a Chinon per incontrarsi col «gentile Delfino», per usare le sue stesse parole, suscitò di per sé non poco interesse. Districandosi tra i confini sempre incerti e sfumati tra villaggi francesi e anglo-borgognoni per undici giorni,Circa le date e la durata del viaggio da Vaucouleurs a Chinon, e in particolare la data della partenza da Vaucouleurs, questione dibattuta, cfr. recando con sé la promessa di un aiuto sovrannaturale che sarebbe stato in grado di rovesciare le sorti della guerra, ormai apparentemente segnate, l'esiguo drappello rappresentava l'ultima speranza per il partito che ancora sosteneva il "re di Bourges", come veniva sprezzantemente chiamato Carlo VII dai suoi detrattori. Il Bastardo d'Orléans inviò due suoi fidi a Chinon,. dove la Pulzella era giunta dopo essere passata per Gien, per raccogliere informazioni, e l'intero paese ne attendeva le gesta...

L'incontro con il Delfino

Senza neppure avvisare i suoi genitori,. Giovanna partì da Vaucouleurs il 13 febbraio 1429,Cfr. p. 1214.La data tradizionale del 22 febbraio è invece riportata, ad esempio, da Régine Pernoud e Marie-Véronique Clin . diretta a Chinon, accompagnata da un manipolo guidato da un corriere reale, Colet de Vienne, e composto da Jean de Metz e Bertrand de Poulengy, uomini di fiducia di Robert de Baudricourt, seguiti ciascuno da un proprio servitore, e da Richard Larcher, anch'egli soldato al servizio del capitano di Vaucouleurs. Il piccolo drappello percorse una non facile via fra territori contesi, giungendo al castello di Chinon all'inizio del mese di marzo. Il fatto di essere scortata dagli uomini di un capitano fedele al Delfino probabilmente giocò non poco a favore dell'incontro con quest'ultimo..

Presentandosi a Carlo, dopo due giorni di attesa, nella grande sala del castello, durante un'assemblea imponente e alla presenza di circa trecento nobili, Giovanna gli si avvicinò senza indugio e si inginocchiò dicendo: «Nobilissimo signor Delfino». Carlo, fingendosi stupito, indicò il conte di Clermont - che si era vestito con abiti regali proprio per mettere alla prova la contadinella - dicendo: «È questo il re». Giovanna continuò imperterrita a rivolgersi a Carlo, affermando che «il re di Francia è il Re dei Cieli»,.. e di essere stata inviata da Dio per portare soccorso a lui e al suo reame.. Tuttavia il Delfino, non fidandosi ancora completamente di lei, la sottopose a un primo esame in materia di fede nella stessa Chinon, dove la ragazza fu ascoltata da alcuni ecclesiastici di chiara fama, fra cui il vescovo di Castres, confessore dello stesso Carlo.

Appresi i resoconti degli ecclesiastici, la inviò quindi a Poitiers. Qui Giovanna subì un secondo esame, più approfondito, protrattosi per circa tre settimane: fu interrogata da un gruppo di teologi. in parte provenienti dalla giovane Università di Poitiers,Nonostante l'Università di Poitiers risulti fondata effettivamente nel 1431, riportiamo qui la notizia di una sua prima nascita datata al 1422 con bolla del pontefice Martino V (cfr. ) - coerentemente sia con la sia con quanto riportato nella nata nel 1422, oltre che dal cancelliere di Francia, e arcivescovo di Reims, Regnault de Chartres.. Solo quando la giovane ebbe superato questa prova Carlo, convintosi, decise di affidarle un intendente, Jean d'Aulon, nonché l'incarico di "accompagnare" una spedizione militare - pur non ricoprendo alcun incarico ufficiale - in soccorso di Orléans assediata e difesa dal Bastardo d'Orléans, mettendo così nelle sue mani, di fatto, le sorti della Francia..

Giovanna iniziò pertanto la riforma dell'armata trascinando con il suo esempio le truppe francesi e imponendo uno stile di vita rigoroso e quasi monastico: fece allontanare le prostitute che seguivano l'esercito, bandì ogni violenza o saccheggio, vietò che i soldati bestemmiassero; impose loro di confessarsi e fece riunire intorno al suo stendardo l'esercito in preghiera due volte al giorno, al richiamo del suo confessore, Jean Pasquerel. Il primo effetto fu quello di instaurare un rapporto di reciproca fiducia tra la popolazione civile e i suoi difensori i quali, invece, avevano l'inveterata abitudine di tramutarsi da soldati in briganti quando non erano impegnati in azioni di guerra... Soldati e capitani, contagiati dal carisma della giovane, sostenuti dalla popolazione di Orléans, si prepararono alla riscossa..

L'assedio d'Orléans

Sebbene non le fosse stata affidata formalmente alcuna carica militare, Giovanna divenne ben presto una figura centrale nelle armate francesi: vestita da soldato, impugnando la spada e un bianco stendardo con raffigurato Dio benedicente il fiordaliso francese e ai lati gli arcangeli Michele e Gabriele, ormai comunemente conosciuta da tutti come Jeanne la Pucelle ossia Giovanna la Pulzella (così come le "voci" l'avevano chiamata.) raccolse un gran numero di volontari da tutto il regno e guidò le truppe infervorate in battaglia contro gli inglesi. Questi, il 12 ottobre 1428, erano arrivati a porre l'assedio a Orléans, chiave di volta della valle della Loira, nella Francia centrale. Se la città fosse caduta, l'intera Loira meridionale sarebbe stata presa; la stessa Chinon, sede della corte di Carlo, non era molto lontana.

Orléans era accerchiata dagli inglesi, che avevano conquistato, costruito o fortificato undici avamposti intorno alla città, dai quali tenevano l'assedio: le Tourelles (all'estremità meridionale del ponte sulla Loira), la bastiaLa bastia era un avamposto fortificato a carattere provvisorio o semipermanente, spesso in legno. Cfr. e anche di Champ Saint-Privé, le fortificazioni degli Augustins, di Saint-Jean-le-Blanc (sulla riva meridionale della Loira), le bastie di Saint-Laurent, della Croix-Boissée, di Saint-Loup, le tre dette "Londre", "Rouen" e "Paris" (sulla riva settentrionale della Loira), e infine la bastia di Charlemagne (sull'isola omonima).