Le aquile (Aquila ) sono un genere di uccelli rapaci della famiglia Accipitridae.

Descrizione

Tutte le aquile sono caratterizzate da particolare robustezza e prestanza fisica: becco potente e uncinato, testa grande, ali ampie, corpi generalmente ricoperti di piume fino alle zampe che presentano artigli robusti, ricurvi e affilati. Hanno un volo potente, spesso veleggiato e maestoso; piombano dall'alto rapidissime sulle prede per poi afferrarle a volo radente.

Come tutti i rapaci, le aquile, dopo aver immobilizzato la vittima, iniziano a divorarla ancora viva e, spesso, la inghiottono intera per poi rigettarne ossa, penne e piume che non riescono a digerire.

Caratteristiche generali dell'aquila minore In Italia possiamo trovare molte specie di aquile e una delle aquile più piccole è l'aquila minore. L'aquila minore è oggi denominata aquila pennata ed è il rapace più piccolo del genere aquila. L'aquila minore è lunga 42–53 cm ha un'apertura alare di 113–134 cm ed il peso è dai 555 ai 965 grammi. Le femmine sono più grandi dei maschi, e in base alla regione di appartenenza sono presenti con due morfismi di colorazione differente (chiaro e scuro).

Sesso ed età Il maschio di Aquila minore è più piccolo della femmina e in base alla lunghezza dell'ala e della coda è possibile verificarne il sesso, infatti il maschio ha ali e coda più corte di quelle della femmina, rispettivamente di 370 e 195 mm. L'aquila minore impiega un ciclo di quattro anni per diventare adulta: quando l'aquila minore ha un anno, lo si può capire dal morfismo chiaro e dagli occhi neri; quando l'aquila minore ha due anni, lo si può capire dal morfismo sotto ala; quando l'aquila minore ha tre anni, lo si può capire dal piumaggio simile a quello adulto; quando l'aquila minore è diventata adulta lo si può capire dal morfismo chiaro, dalle macchie marroni e dagli occhi arancioni.

Habitat L'aquila minore predilige un habitat con zone boschive non troppo fitte, aree pianeggianti ed alpeggi collinari e montani. Si riproduce in Europa meridionale (Spagna, Portogallo), Nord Africa e in tutta l'Asia.

Biologia Il cibo di questi rapaci è vario, ma sempre di origine animale. L'aquila reale preda marmotte, lepri, fagianidi, corvidi, tartarughe, piccioni, conigli, giovani cerbiatti. L'Aquila codacuneata, preda anche grossi pitoni, koala, opossum, canguri, wallaby, uccelli del paradiso e piccoli marsupiali. L'aquila minore si nutre principalmente di uccelli, in particolare stormi di piccioni, ecc.

Comportamento riproduttivo Il periodo riproduttivo dell’aquila reale ha inizio nel pieno dell’inverno. Già da gennaio è possibile osservare le parate nuziali, costituite da complessi voli acrobatici noti come sky dance, durante i quali la coppia esegue picchiate, planate sincronizzate e brevi agganci con gli artigli. Questi comportamenti, tipici del Corteggiamento dei grandi rapaci, contribuiscono al rafforzamento del legame di coppia e alla definizione del territorio riproduttivo.

Durante questa fase gli adulti provvedono anche al rinnovo del nido, aggiungendo rami freschi e vegetazione verde, spesso proveniente da conifere o altre specie sempreverdi presenti nell’area di nidificazione. La deposizione avviene generalmente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con un periodo di incubazione che può superare i quaranta giorni nelle specie di maggiori dimensioni. Le aquile mostrano una marcata monogamia territoriale e tendono a utilizzare gli stessi siti di nidificazione per molti anni, alternando più nidi all’interno del medesimo territorio. I giovani rimangono dipendenti dagli adulti per diverse settimane dopo l’involo, prima di intraprendere la fase di dispersione giovanile.

Tassonomia Il genere Aquila comprende le seguenti specie:

Aquila rapax (, 1828) - aquila rapace Aquila nipalensis () - aquila delle steppe Aquila adalberti () - aquila imperiale iberica Aquila heliaca () - aquila imperiale orientale Aquila gurneyi () - aquila di Gurney Aquila chrysaetos - aquila reale Aquila audax () - aquila cuneata Aquila verreauxii () 1831 - aquila di Verreaux Aquila africana () - aquila minore di Cassin Aquila fasciata () - aquila di Bonelli Aquila spilogaster () - aquila minore africana

Leggende, miti e simboli L'aquila, grazie alle sue caratteristiche di grosso rapace, dalla vista acutissima, dal volo maestoso, dalla capacità di volare ad altezze irraggiungibili e piombare con velocità impressionante sulle prede, ha destato in tutti i popoli antichi il mito dell'invincibilità, paragonato ora al Sole, ora al messaggero degli dei o allo stesso Dio. Se l'Elefante è considerato il re degli animali e il leone il re della foresta, l'aquila è la regina dei volatili. Nell'antica arte sumerica si trovano reperti archeologici, che mostrano un animale con corpo di aquila e testa di leone: emblema di sovranità sulla terra e sull'aria.Louis Charbonneau-Lassay, Il bestiario del Cristo, vol II, p. 137

Simbolo celeste e solare, l'aquila indica pure acutezza mentale e d'ingegno, tanto che ancora oggi, parlando di una persona di intelligenza mediocre, se non scarsa, si ricorre alla litote: «Quella persona non è certo un'aquila». A "canonizzare" questa metafora fu Dante Alighieri, quando nella sua Divina Commedia parla di Omero, che ai tempi del sommo poeta era considerato una delle più grandi menti mai esistite:

D'altra parte anche l'antico proverbio latino

che sta a indicare come i grandi non si curino delle piccole cose, attribuisce automaticamente all'aquila il simbolo di grandezza.

Altra caratteristica dell'aquila, secondo antiche credenze, è quella di poter fissare con lo sguardo il sole senza che i suoi occhi ne patiscano. Conferma questa credenza anche Dante Alighieri, affermando nel I canto del Paradiso (vv. 46-48):

L'aquila nelle tradizioni precristiane e precolombiane Nello sciamanesimo asiatico, l'aquila era il simbolo di un dio. In particolare, presso il popolo degli Jakuti Siberiani, il suo nome coincide con quello del Dio Creatore. Pertanto, gli sciamani, intermediari tra il popolo e la divinità, erano detti "figli dell'aquila". Infine, secondo tale credenza, è l'aquila colei che trasporta l'anima dello sciamano, durante la sua fase di iniziazione.Alfredo Cattabiani, Volario, p. 394

Nella mitologia dei nativi americani l'aquila è la rappresentazione tangibile di Wakan Tanka, il Grande Uccello del Tuono, che elargisce i raggi solari ed è la manifestazione del Grande Spirito, la divinità suprema. Il diadema che ornava la testa dei grandi capi indiani era fatto di penne di aquila, simbolo solare, e penne di aquila, artigli e addirittura teste di questo regale uccello costituivano un corredo di amuleti indispensabile a ogni guerriero.Alfredo Cattabiani, Volario, pp. 395-397 Nella "Danza del Sole" i partecipanti indossavano piume di aquila e un fischietto di osso dello stesso uccello.Jean Chevalier e Alain Gheerbrant, Dizionario dei Simboli, Vol. I, p. 80

Nella mitologia azteca il dio-sole Tonatiuh era rappresentato da un'aquila, confermando anche qui la valenza solare che il mito assegna a questo uccello.

Lei è nemica mortale del serpente, che attacca e uccide. Così viene mostrata su antiche monete greche e galliche, mentre in Siria la leggenda vuole che Etana, pastore divenuto re, abbia salvato l'aquila dalle spire del serpente a cui l'uccello aveva divorato i figli. L'aquila, per ricompensarlo, lo avrebbe portato sulle sue ali fino in cielo.

L'aquila nella mitologia greca e romana

Secondo la mitologia greca, Zeus si trasformò in aquila per rapire Ganimede.Publio Ovidio Nasone, Metamorfosi, X, 155-61 L'aquila fu anche considerata uccello aruspice, messaggero che portava i presagi dagli dei agli uomini. NellIliade, Priamo, prima di recarsi presso il nemico Achille per ottenere il corpo del figlio Ettore, offrì a Zeus una libagione, affinché inviasse l'uccello «ad egli caro tra tutti e che ha la forza suprema.» Zeus ne ascoltò la preghiera e subito lanciò l'aquila, «il più sicuro degli uccelli, il cacciatore fosco che è chiamato il nero.»Omero, Iliade , 24, 308-321

Sempre nella mitologia greca, Eugammone di Cirene ci narra che un'aquila, l'aquila dei venti, venne inviata in aiuto a Chirone dopo che questi ebbe curato Achille e si smarrì mentre era sulla via del ritorno verso casa. Inoltre, proprio un'aquila fu inviata da Zeus sull'alta rupe, ov'era incatenato Prometeo, per dilaniargli il fegato.

L'aquila era, secondo la mitologia greco-romana, la portatrice dei fulmini di Giove e veniva anche raffigurata con i fulmini tra gli artigli.Louis Charbonneau-Lassay, Il bestiario del Cristo, vol II, p. 142 E così, leggermente modificata, compare nell'emblema degli Stati Uniti d'America.Ecco come la descrive il noto romanziere statunitense Nathaniel Hawthorne nella sua novella The scarlet letter: Portatrice di fulmini ma anche protettrice da questi: secondo Plinio il Vecchio i greci antichi a questo fine inchiodavano aquile sulle porte delle loro case.Plinio il Vecchio, Storia naturale, II, 56

L'aquila nella mitologia romana

Essendo icona di Giove, padre di tutti gli dei e protettore dello Stato, l'aquila fungeva anche da simbolo del potere di Roma e del suo impero, ed era utilizzata come insegna da parte delle legioni dell'esercito.

L'aquila nella mitologia norrena