L'antico Monastero di San Nicolò l'Arena sorge nei pressi di Nicolosi, la cittadina etnea che da esso probabilmente prende il nomePagina 150, Tommaso Fazello, "Della Storia di Sicilia - Deche Due" Della storia di Sicilia deche due del r.p.m. Tommaso Fazello siciliano ... - Tommaso Fazello - Google Libri, Volume uno, Palermo, Giuseppe Assenzio - Traduzione in lingua toscana, 1817.. È detto più correttamente anche Monastero di San Nicolò la Rena, laddove "la rena" è la forma italiana trascritta del siciliano "a rina", cioè letteralmente "la sabbia". La parola, derivando dal latino arēna, è andata incontro all'aferesi della prima sillaba e al cambiamento della sillaba tonica con una vocale lunga -ē- in -i-. Con il medesimo termine ci si riferisce alla la sabbia vulcanica presente nel territorio, la rena rossa.
Storia
L’Ordine Benedettino in Sicilia Nel VI secolo, in epoca bizantina, Placido, discepolo di San Benedetto, è inviato a gestire i 12 poderi siciliani dell'Ordine Benedettino, donati dal padre di Placido, Tertullo.. La prima istituzione benedettina documentata nel catanese è il monastero di San Vito, alle pendici dell'Etna, istituzione ripopolata con i religiosi provenienti dall’Abbazia benedettina di Sant'Eufemia, in Calabria..
Nel 1136 Enrico del Vasto, primo della stirpe degli Aleramici siciliani, dona la chiesa di San Leone in Pannacchio al casale di Paternò. Nel 1143, per volere del conte Simone di Policastro, figlio di Enrico, è fondato il monastero di Santa Maria di Licodia..
Il monastero Nel 1150 una comunità di religiosi riceve in donazione m, da Simone del Vasto, una piccola cappella rurale, la chiesa di San Nicolò l'Arena di Nicolosi, con annessi l'ospizio (xenodochio), i vigneti, i pascoli e le terre.. La chiesa e i suoi locali assunsero, negli anni, anche la funzione di ricovero per i monaci infermi dei vicini monasteri di Santa Maria di Licodia e di San Leone del colle Pannacchio, nei pressi di Malpasso, al tempo casale di Paternò. Nel 1156, per volere della contessa Adelasia del Vasto, la chiesa rurale venne trasformata nel Monastero di San Nicolò l'Arena, sito nella contrada di Ruvolo Grosso, pur non portando ancora tale nome. Nel XIV secolo, per volere di Federico III di Sicilia, il monastero venne riorganizzato e costituito come sede principale dei cenobi, prendendo la denominazione di "San Nicolò la Rena" per la devozione dei monaci a San Nicola di Bari e per la caratteristica terra sabbiosa - la rena rossa, da arena che in latinoindica la "sabbia" - che ricopriva la zona. Attorno al monastero prese ben presto forma il paese di Nicolosi, che, probabilmente, prende il nome dal monastero.
Il cenobio negli anni si espanse, superando in importanza quello di Licodia (a testimonianza di ciò basti ricordare le numerose visite delle regine Eleonora d'Angiò (che morì nel monastero) e Bianca di Navarra e il favore sempre avuto dai regnanti a partire da Federico III) e accumulò notevoli ricchezze.
Nel 1358 i monaci di San Leone si aggregano ai monaci di San Nicolò l'Arena.
Nel 1483 i monasteri benedettini di San Placido Calonerò, San Nicolò l'Arena, Santa Maria Nuova, Santa Maria di Licodia si costituirono in una congregazione, la quale fu chiamata «Congregazione dei Monaci di San Benedetto in Sicilia». Essa fu approvata da Papa Sisto IV e furono concessi a essa privilegi simili a quelli goduti dalla «Congregazione benedettina di Santa Giustina». Nel 1504, con l'annessione dell'abbazia di Montecassino, la Congregazione di Santa Giustina mutò nome in Congregazione cassinese. Nel 1506 all'interno di quest'ultima confluì la congregazione sicula.
Ma le scorribande dei briganti che imperversavano nella zona, favorite dal relativo isolamento del monastero, come quello di San Leone, unite al clima rigido dell'Etna, spinsero i monaci a richiedere, al Senato di Catania, insistentemente il trasferimento in città, la quale era più sicura e ben disposta ad accogliere una congregazione così ricca e importante, detentrice della reliquia del Santo Chiodo della Croce, molto venerata dai catanesi, che avrebbe aumentato notevolmente la ricchezza e il prestigio della città. Infine, l'eruzione del 1536-1537, che distrusse il monastero di San Leone, accelerò il processo, così, i 2 cenobi superstiti, quello di Nicolosi e quello di Santa Maria di Licodia, con i monaci di San Leone che vi si erano rifugiati, ottennero il permesso di trasferirsi dentro le mura della vicina città demaniale.
Nel 1537 ospitò Benedetto Fontanini, che probabilmente qui compose il celebre Beneficio di Cristo... essa fu composta dal benedettino Benedetto da Mantova intorno al 1540, nel periodo in cui si trovava presso il monastero di S. Nicolò l'Arena a Nicolosi, vicino a Catania Il Beneficio di Cristo - 1543 sul sito dell'Associazione Librai Antiquari d'Italia (ALAI).Durante il suo soggiorno in Sicilia B. attese alla stesura del Trattato utilissimo del beneficio di Gesù Cristo verso i Cristiani, la maggiore opera della Riforma protestante in Italia, apparso per la prima volta anonimo a Venezia nel 1543 Benedetto da Mantova sull'enciclopedia Treccani online.È proprio durante il suo soggiorno siculo che Benedetto da Mantova attese alla stesura del suo libro, il cui titolo completo è “Trattato utilissimo del beneficio di Gesù Cristo verso i Cristiani”, apparso per la prima volta anonimo a Venezia nel 1543 La Riforma di Benedetto - Il pensiero l'opera e l'inquisizione di Benedetto da Mantova sul sito http://www.radiobase.eu..
Dal marzo del 2005, l'antico monastero etneo ristrutturato, è sede dell'ente regionale Parco dell'Etna.
Note
Nicolò l'Arena (Nicolosi), San Categoria:Architetture di Nicolosi