Radio Sherwood è un'emittente radiofonica indipendente italiana fondata a Padova nel giugno 1976 e che iniziò ufficialmente le regolari emissioni nell'autunno dello stesso anno, inserendosi all'interno del fenomeno delle radio libere. Dalla sua fondazione ad opera di Emilio Vesce, per dare voce all'Autonomia Operaia di Toni Negri, ha trasmesso in FM su tutto il territorio del Veneto, fino al 2011, quando ha cessato la trasmissione via etere per trasformarsi in webradio.
Storia La nascita Tra le radio di movimento sorte negli anni settanta che hanno saputo adattarsi al cambiamento dei tempi, e quindi sopravvivere, mantenendo però sempre ben fermi i propri ideali ed una caratterizzazione del palinsesto assolutamente non commerciale, c'è Radio Sherwood. Negli anni successivi alla sua fondazione l'emittente si fa voce dei movimenti ed intreccia i suoi percorsi con quelli dei movimenti politici nella sua città e nel resto della penisola.
Nel 1976 è in atto una trasformazione nel paese, politica, culturale, sociale. Si afferma il movimento femminista, si parla di tematiche quali divorzio e aborto, hanno luogo i grandi eventi punto di riferimento per il proletariato giovanile come Parco Lambro e Umbria Jazz, e sta per nascere il movimento del '77. Con la liberalizzazione dell'etere, a Padova sono nate due stazioni commerciali ed un gruppo di persone, appartenenti all'area della sinistra extraparlamentare, decide di lanciarsi nell'impresa della radiofonia. Principale animatore e mente del progetto, Emilio Vesce, insegnante e pubblicista. Oltre alla radio, egli è anche direttore responsabile dei giornali “Potere Operaio”, “Controinformazione”, “Autonomia”. Indagato nell'ambito dell'inchiesta "7 aprile", vede la definitiva assoluzione il 12 giugno 1987, e dopo un'intensa vita pubblica muore l'11 maggio 2001 in seguito ad un infarto sfociato in un coma irreversibile.
Nonostante la tentazione di dare una connotazione più politica al nome dell'emittente, la prima radio libera del Nord Est viene chiamata Radio Sherwood. La foresta di Sherwood infatti è vista come un luogo di libertà, un luogo di uguaglianza, dove non esiste nessuno sceriffo di Nottingham e dove la giustizia è amministrata dal basso. Oltre al nome, anche la sigla delle trasmissioni denota l’estrema indipendenza dell’emittente, che predilige scelte personali a quelle “allineate”. Infatti dal 1976, e per i successivi trent'anni, la programmazione quotidiana viene aperta dalla Mickey Mouse March.
La sede storica è a Padova, in vicolo Pontecorvo 1/A. All'inizio molto materiale viene portato da casa, come dischi, giradischi, cuffie e vengono affittate delle stanze nel vecchio mulino a Pontecorvo, tuttora sede dell'emittente.
I primi anni
La radio nel 1977 e il primo blitz di Calogero Nel 1977, anno dell’esplosione dei movimenti, la neonata emittente, già strettamente legata alle vicende del suo territorio, si fa voce dell’area autonoma padovana, rivoluzionando completamente le possibilità della comunicazione dei gruppi politici legati a quell'area, inserendosi anche nel contesto più ampio e innovativo del sistema dei media nazionali, interessato dal “boom” delle radio libere.
Nel clima politico sempre più incandescente, dopo la cacciata di Lama dalla Sapienza, la morte di Lorusso a Bologna e il gigantesco e rabbioso corteo che invade Roma il giorno successivo, arrivano i primi arresti a Padova con l'accusa di associazione a delinquere. Il 21 marzo 1977 infatti ha luogo un’inchiesta che vede l'arresto di diverse persone legate alla radio. Si tratta di una prova generale per quella che sarà l'inchiesta “7 aprile”, in cui il Pubblico Ministero padovano Pietro Calogero attribuisce il reato di “associazione a delinquere”, un reato associativo generalmente contestato ai mafiosi, a una ventina di attivisti appartenenti ai Collettivi politici padovani (che saranno tutti prosciolti nel gennaio 1978 dallo stesso P.M.), tra cui Negri e Ferrari Bravo, utilizzando per la prima volta un reato di questo tipo in ambito politico.
I vari blitz dell'inchiesta 7 aprile 1979
Il “7 aprile” colpisce duramente l’Autonomia padovana e con essa anche Radio Sherwood, strettamente legata alle realtà di movimento, che si ritroverà senza un direttore (tra gli arrestati c'è anche Emilio Vesce) e con la redazione decimata dagli arresti, ma che riuscirà da subito a reagire, acquisendo in questi anni un ruolo primario nell'ambito della controinformazione.
Sabato 7 aprile 1979 scatta il blitz, con 21 mandati di cattura, che riguardano i “cattivi maestri”, provenienti dalla direzione di Potere Operaio, la facoltà di Scienze Politiche, la redazione di “Autonomia” e la Bassa Padovana.
Questo primo blitz si concentrerà in particolar modo su quelle che erano considerate le “teste pensanti” dell’Autonomia, assieme a cui verranno indagati anche quelli che sono gli strumenti di comunicazione del movimento, come Radio Sherwood e la rivista “Autonomia”, e coloro che se ne occupano.
Il 23 giugno 1983 vengono emessi altri 6 mandati di cattura, che colpiscono alcuni redattori di Radio Sherwood e altri militanti già inquisiti in precedenza. Il processo si apre nel dicembre dello stesso anno, riunendo gli imputati dei quattro blitz principali, ovvero 7 aprile '79, marzo '80, febbraio '82, giugno '83.
Il 30 gennaio 1986 termina il primo grado di processo, con l'assoluzione di tutti gli imputati principali, dimostrando la sostanziale infondatezza del “teorema Calogero”, destinato a crollare definitivamente con la sentenza d'appello della Corte di Venezia del marzo dell'88. Intanto Il Mattino di Padova, all'indomani della sentenza dell'86, titolava così la sua prima pagina: «Calogero ha sbagliato teorema. Gruppo Negri assolto, pene più miti».
La morte di Pedro Il 9 marzo 1985 a Trieste avviene l'assassinio del latitante Pietro Maria Walter Greco, detto Pedro, messo in atto da agenti della DIGOS e del SISDE. Pietro Greco, imputato nel troncone padovano, era latitante dal 1982, in seguito a nuovi mandati di cattura emessi da Calogero, dopo il proscioglimento in istruttoria da quello dell'11 marzo 1980.
Nell'ambito della morte di Greco, Radio Sherwood è subito in prima linea per promuovere una corretta informazione sull'accaduto, riuscendo a far conoscere a tutti la verità prima che questa venisse definitivamente insabbiata.
In un video disponibile su YouTube è raccolta la registrazione della telefonata che Stefano Ferro, all'epoca redattore dell’emittente, fa alla Questura di Trieste il 9 marzo alle 17.45, immediatamente dopo l’arrivo della notizia della morte di Pedro, facendo emergere le prime contraddizioni della ricostruzione ufficiale.
Le attività della radio
I primi tempi Nei primi anni viene data massima centralità al Radiogiornale e al Punto Flash, lo spazio informativo, che propone inchieste, dibattiti, microfoni aperti.
Al termine delle trasmissioni va in onda un flusso continuo di brani musicali, il Non Stop, un “bobinone” che poteva tranquillamente trasmettere anche per 24 ore. Questo nasce, oltre che per la fascia notturna, anche perché i protagonisti dell'emittente sono innanzitutto dei militanti politici, spesso era quindi necessario qualcosa che sostituisse redattori e conduttori impegnati altrove.
Gli anni ottanta vedono una crescita della partecipazione alle attività della radio, oltre ad un grande lavoro di ampliamento e rinnovamento dei locali, reso possibile dalla manovalanza di redattori attivisti e sostenitori, ed inoltre l'allargamento della copertura del segnale che sul finire del decennio arriva a tutto il Nord Est. I costi di gestione iniziano a farsi sempre più alti, dunque viene attivata la formula degli “abbonamenti”, una piccola donazione mensile da parte dei sostenitori, e si consolidano i festival estivi di autofinanziamento.
Gli ultimi decenni
Gli anni novanta vedono grandi cambiamenti all'interno della radio. Dall'approvazione della legge Mammì, che regolamenta la situazione delle radio private, con la quale diventa ancora più prezioso lo strumento giuridico della cooperativa Tele Radio City, proprietaria dell’emittente, alla progressiva introduzione sul mercato di nuove tecnologie utili per la comunicazione, al mediattivismo, alle vicende politiche, all'arrivo dei flussi migratori in Italia, tutti questi fattori influenzano in maniera importante la vita dell’emittente, sempre profondamente radicata nell'attualità e nella vita politica del paese.
La copertura del segnale si espande ulteriormente, arrivando a coprire tutta la regione ed oltre, nel Nord Est, da Belluno a Ferrara, passando per la Val Feltrina, Bassano del Grappa, Rovigo e tutta la provincia di Venezia. Gli ascoltatori sono più di 26.000.
In questo periodo la redazione è composta da circa venti persone, a cui si affiancano numerosi collaboratori e conduttori. Continua in questi anni il rapporto di vicinanza e di scambio reciproco con Radio Onda d’Urto, coltivato fin dalla sua nascita nell’85, infatti all'inizio del decennio viene aperto un ponte radio tra le due stazioni, con l’emittente bresciana che ritrasmette alcuni dei programmi di Sherwood.
Il progetto Melting Pot Con l’arrivo dei grandi fenomeni migratori, nel 1996 nasce il progetto di comunicazione indipendente Melting Pot Europa, «strumento per promuovere e allargare pratiche concrete di cittadinanza», un servizio che offre informazioni utili riguardo alle norme in materia di immigrazione, con uno sportello radio tenuto in diverse lingue, in particolare quelle dei luoghi di provenienza dei principali flussi migratori. È frutto dell’impegno collettivo di numerose realtà, associazioni, esperti, avvocati, docenti, attivisti, giornalisti, fotografi, videomakers, disposti a mettere a disposizione le loro capacità per realizzare questo spazio di informazione e approfondimento libero, autonomo e gratuito.
Il lavoro prodotto dallo sportello radiofonico multilingue viene subito messo a disposizione online, nel sito della radio, da dove è possibile scaricare il file delle varie trasmissioni, ma il salto di qualità avverrà poi nel 2003 con la nascita del sito multilingue meltingpot.org, il quale fa sì che l’intero progetto da semplice trasmissione radiofonica locale assuma importanza a livello nazionale ed europeo, avviandosi a diventare il sito italiano più autorevole e più ricco di documentazione sui flussi migratori. L’importanza dell'attività svolta dal progetto ha un importante riconoscimento nel ‘97, con il finanziamento a Tele Radio City (cooperativa titolare dell’emittente Sherwood) da parte del Comune di Venezia, per promuovere la realizzazione di contenuti utili ad informare i cittadini stranieri della regione, in forma di programmi radiotelevisivi.
L'utilizzo delle nuove tecnologie per l'informazione Nel 1988 la televisione indipendente danese Tv Stop propone di creare una rete telematica condivisa a livello europeo per il movimento antagonista, che prende forma all'inizio del decennio successivo, European Counter Information Network (Ecn), con referente per l'Italia il Coordinamento nazionale antimperialista e antinucleare (“anti-anti”). Sherwood partecipa al progetto, assieme ad Onda Rossa ed altre realtà. Il collegamento doveva avvenire tramite una rete BBS (Bulletin Board System, banche dati amatoriali) ed un nodo BBS viene quindi installato a Padova, risultando la prima sperimentazione autogestita di tale tecnologia in Italia.
La maratona 80 voglia di record Nel maggio del 2001 il record di durata di trasmissioni in diretta radiofonica è detenuto da Greg Daines, con 73 ore e 33 minuti, con un successivo record però non ancora ufficializzato di Gabriele Rambelli, di 80 ore. Uno dei conduttori di Sherwood decide dunque di battere quest'ultimo record, per dare lustro e visibilità alla radio.