La chiesa di San Nicola dei Lorenesi è un luogo di culto cattolico di Roma, sito in Largo Febo, vicino a Piazza Navona, nel rione Parione. Dopo l'annessione del Ducato di Lorena alla Francia nel 1766, l'edificio è stato integrato nei Pieux Établissements de la France à Rome et Lorette. È ancora oggi una delle 5 chiese cattoliche francesi di Roma, insieme con San Luigi dei Francesi, Trinità dei Monti, Sant'Ivo dei Bretoni e Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni.
Storia Durante il Rinascimento, i Francesi ed i Lorenesi formarono la Congrégration de Saint-Louis che diede mano alla costruzione della chiesa di San Luigi dei Francesi nel 1588. Una parte di questa chiesa fu pagata dal duca Carlo III di Lorena, cognato di Enrico III di Francia, per rappresentare lo stato lorenese presso il Vaticano.
Nel 1587, i Lorenesi crearono una nuova confraternita indipendente da quella francese con il nome di Confraternité de Saint-Nicolas et de Sainte-Catherine de la Nation de Lorraine et de Barrois, che fu autorizzata a possedere una cappella all'interno di San Luigi dei Francesi e con l'obiettivo di costruire una chiesa propria a Roma.
Con una bolla, nel 1623, il papa Gregorio XV concesse alla confraternita una chiesa intitolata San Nicola in Agone, presso Piazza Navona, già dedicata a santa Caterina. La chiesa, ricostruita dall'architetto lorenese François Desjardins, o Du Jardin (italianizzato in "Francesco Giardini"),Frascarelli 1996, p. 2. fu consacrata nel 1632 con il nome di San Nicola dei Lorenesi permettendo così al Ducato di Lorena di essere rappresentato a Roma da una chiesa propria. La chiesa venne conclusa nel 1636.Violette 1981, p. 489.
Nei secoli XX e XXI, la parrocchia entrò a far parte dell'apostolato della Comunità di San Giovanni.
Architettura L'edificio è sobrio, di stile classico a navata singola, con due cappelle laterali; la facciata fu ornata con marmi provenienti dallo stadio di Domiziano.Armellini 1891, p. 389.
Interno
Sulla facciata è posta una dedica in latino: "n honorem S(ancti) Nicolai natio Lotharingorum F(ecit)" ("In onore di San Nicola, la nazione dei lorenesi fece [questa chiesa]).
Dietro l'altare maggiore un trompe-l'œil simula un'abside circolare ed un altro orna la cupola.
Presenta molti stucchi ed alcune pitture di François Nicolas de Bar (o "Nicolò Lorense") e di altri pittori paesaggisti lorenesi del periodo. Nicolas de Bar dipinse la pala dell'altare maggiore, San Nicola con i tre fanciulli e un prigioniero (dipinta tra il 1676 e il 1686), e quella della cappella di santa Caterina, intitolata Nozze mistiche di santa Caterina d'Alessandria (dipinta tra il 1660 e il 1670).Frascarelli 1996, p. 3.
Nel XVIII secolo Corrado Giaquinto ha eseguito alcuni affreschi: San Nicola fa sgorgare l'acqua da una roccia (nella volta della navata), Le quattro virtù cardinali, La Trinità e san Nicola, Le tre virtù teologali e L'angelo che libera un prigioniero (in controfacciata). Nel 1730, la cappella dedicata alla Visitazione venne dedicata a Pietro Fourier, da poco beatificato, e la pala San Pietro Fourier e la Vergine dell'artista anconetano Francesco Antonozzi sostituì una Visitazione di un artista lorenese anonimo dipinta nel 1680.Violette 1981, p. 494.
Per il giubileo del 1750 Giaquinto dipinge anche due quadri d'altare, San Nicola e gli ufficiali di Costantino, e San Nicola che quieta la tempesta.Frascarelli 1996, pp. 3-4. Quest'ultima venne sostituita da una copia nel 1827 a causa del suo cattivo stato di conservazione.Frascarelli 1996, p. 4.
La chiesa è stata restaurata a spese della Francia e della Regione Lorena.
Sepolture Qui fu sepolto nel 1649 il pittore lorenese Charles Mellin.
Note
Bibliografia
Dalma Frascarelli, "San Nicola dei Lorenesi" in Roma sacra - Guida alle chiese della Città Eterna, Vol. 8, 1996. Patrick Violette, "La décoration de l'église de Saint-Nicolas-des-Lorrains", in École française de Rome, Les fondations nationales dans la Rome pontificale, Rome, 1981, pp. 487-539.
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