La sindrome di Guillain-Barré (pronuncia [ɡi'lɛ̃ baˈre]), chiamata a volte paralisi di Landry o sindrome di Guillain-Barré-Strohl, è una radicolo-polinevrite acuta (AIDP, acute inflammatory demyelinating polyradiculoneuropathy) che si manifesta con paralisi progressiva agli arti con andamento disto-prossimale (di solito prima le gambe e poi le braccia). Il suo esordio è alquanto rapido ed è causata dal sistema immunitario del paziente che attacca il proprio sistema nervoso periferico. I tipici sintomi sono modificazioni nella sensibilità o nella percezione del dolore e debolezza muscolare, a cominciare dai piedi e dalle mani. Ciò, spesso, si diffonde alle braccia e alla parte superiore del corpo, coinvolgendo entrambi i lati. I sintomi si sviluppano nell'arco di poche ore fino a qualche settimana. Durante la fase acuta, la malattia può essere pericolosa per la vita, con circa il 15% dei pazienti che sviluppa debolezza dei muscoli respiratori che richiedono il ricorso alla ventilazione meccanica. Alcuni possono sperimentare cambiamenti nella funzione del sistema nervoso autonomo, comportando anche pericolose anomalie nella frequenza cardiaca e nella pressione sanguigna.
La causa è sconosciuta. Il meccanismo sottostante comporta una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i nervi periferici e danneggia il loro isolamento mielinico. A volte questa disfunzione immunitaria è scatenata da un'infezione o, meno comunemente, da un intervento chirurgico. La diagnosi viene solitamente formulata sulla base di segni e sintomi, attraverso l'esclusione di cause alternative, e supportata da test come studi sulla conduzione nervosa (elettromiografia) e l'esame del liquido cerebrospinale. Esistono numerosi sottotipi della condizione, in base alle aree di debolezza, ai risultati degli studi sulla conduzione nervosa e alla presenza di determinati anticorpi. È classificata come una polineuropatia acuta.
In quelli con grave debolezza, un trattamento tempestivo con la somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa o plasmaferesi, insieme a terapie di supporto, porterà nella maggioranza dei casi a una buona ripresa. Un pieno recupero potrebbe, comunque, richiedere settimane o anni. Circa un terzo accuserà una debolezza permanente. Il 20%, anche con trattamento, conserva a vita disturbi neuromuscolari legati alla GBS dopo la totale guarigione nervosa.
Globalmente, la morte si verifica in circa il 7,5% delle persone colpite. La sindrome di Guillain-Barré è rara con 1 o 2 casi per individui all'anno, ma è la causa più comune di paralisi acuta non traumatica in tutto il mondo. Entrambi i sessi e tutte le zone del mondo presentano un'incidenza simile. La sindrome prende il nome dai neurologi francesi Georges Guillain e Jean Alexandre Barré, che la descrissero insieme al medico francese André Strohl nel 1916.
Storia
La prima descrizione della malattia fu compiuta nel 1859 dal medico francese Jean Landry, benché la sindrome sia stata probabilmente sempre presente nella storia umana. Secondo uno studio effettuato da Katherine Hall, ricercatrice della Dunedin School of Medicine dell'Università di Otago, pubblicato su “The Ancient History Bulletin”, a causare il decesso di Alessandro Magno potrebbe essere stata la sindrome di Guillain-Barré, anziché le febbri malariche o l'avvelenamento, tradizionalmente indicati, o l'abuso di alcolici o la pancreatite acuta come da molti ipotizzato in tempi moderni.
Nel 1916, Georges Guillain, Jean Alexandre Barré e André Strohl la diagnosticarono su due soldati e descrissero il metodo diagnostico – la dissociazione albumino-citologica – in un anomalo aumento della produzione di proteine nel liquido cefalorachidiano ma con una normale conta delle cellule. La sindrome è anche conosciuta come poliradicolonevrite acuta idiopatica, polinevrite idiopatica acuta, paralisi ascendente di Landry, poliradicoloneuropatia infiammatoria acuta demielinizzante.
Nel 1956, il neurologo canadese Miller Fisher descrisse la variante che porta il suo nome, mentre quattro anni prima, il neurologo britannico Edwin Bickerstaff, a Birmingham, aveva osservato il tipo a encefalite del tronco cerebrale e insieme a Philip Cloake produsse ulteriori contributi nella descrizione della condizione in una pubblicazione del 1957. Già nel 1938, Guillain aveva comunque riportato alcune di queste caratteristiche prima della loro completa descrizione. Da allora sono stati descritti ulteriori sottotipi: la descrizione della neuropatia sensoriale assonale risale al 1990.
I criteri diagnostici sono stati sviluppati alla fine del 1970, dopo una serie di casi correlati a vaccinazione contro l'influenza suina, e sono stati perfezionati nel 1990. La definizione è stata rivista, nel 2009, dalla Brighton Collaboration (una istituzione per la sicurezza dei vaccini) ma ciò è stato fatto principalmente per la ricerca. La trasfusione di plasma è stata impiegata a partire dal 1978 e la sua utilità è stata confermata in studi più ampi effettuati nel 1985. La somministrazione endovenosa di immunoglobuline è stata praticata a partire dal 1988 e la sua non inferiorità rispetto alla plasmaferesi è stata dimostrata in studi realizzati nei primi anni 1990.
Secondo uno studio del 2003 la malattia che colpì nel 1921 il futuro Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, causandogli una disabilità permanente agli arti inferiori e un'aritmia cardiaca, non era la poliomielite ma la sindrome di Guillain-Barré.
Epidemiologia La malattia ha un'incidenza annuale su scala mondiale di circa 0,6-4 casi su individui, con l'Europa che si attesta a una media di 1,2-1,9 casi su , mentre la Cina presenta valori molto più bassi con circa 0,66 casi. Negli Stati Uniti d'America, la sindrome di Guillain-Barré è la più comune causa di paralisi flaccida. Gli uomini si ammalano 1,78 volte più delle donne. L'incidenza aumenta con l'età: vi è circa 1 caso ogni persone con età inferiore ai 30 anni e circa 4 casi per in quelli con più di 75 anni. Si è osservato un rischio maggiore tra il personale militare, probabilmente dovuto alla maggior probabilità di aver avuto antecedentemente un episodio di gastroenterite infettiva.
L'incidenza della sindrome di Guillain-Barré durante la gravidanza è di 1,7 casi per e sono stati riportati anche casi neonatali congeniti.
Le varianti AMAN (acute motor axonal neuropathy) e AMSAN (acute motor-sensory axonal neuropathy) si verificano soprattutto nel nord della Cina, in Giappone e in Messico. In Cina, circa il 65% dei casi presenta una patologia assonale. Questo può essere correlato all'esposizione a diversi tipi di infezione, ma anche alle caratteristiche genetiche delle popolazioni. Si ritiene, infine, che la variante di Miller Fisher sia più comune nel Sud-est asiatico. Alcuni studi epidemiologici svolti in Giappone e in Bangladesh hanno evidenziato un'alta prevalenza di casi di sindrome di Guillain-Barré scatenati da un'infezione antecedente da Campylobacter jejuni (circa nel 69% dei casi) rispetto all'Europa e agli Stati Uniti.
Eziologia
Si ritiene che tutte le forme di sindrome di Guillain-Barré siano dovute a una risposta immunitaria ad antigeni estranei (ad esempio agenti infettivi) che colpisce erroneamente i tessuti nervosi, per via di un fenomeno chiamato mimetismo molecolare. Gli obiettivi di tale attacco immunitario si pensa possano essere i gangliosidi, presenti in grandi quantità nei tessuti nervosi periferici umani.
Due terzi delle persone con sindrome di Guillain-Barré hanno avuto un'infezione prima della comparsa della malattia, risalente a qualche giorno o qualche settimana prima. Più frequentemente essi sono episodi di gastroenterite o di una infezione delle vie respiratorie. In molti casi può essere confermata l'esatta natura dell'infezione e in circa il 30% di essi sono provocati dal batterio Campylobacter jejuni, che provoca la diarrea.
Un ulteriore 10% dei casi sono, invece, attribuibili al citomegalovirus (CMV, HHV-5). Nonostante ciò, solo pochissime persone con infezioni da Campylobacter o CMV sviluppano la sindrome di Guillain-Barré (rispettivamente 0,25-0,65 per 1 000 e 0,6-2,2 per 1 000 individui). Il ceppo di Campylobacter interessato può determinare il rischio di incorrere nella sindrome: diverse forme di batteri possiedono numerosi lipopolisaccaridi sulla loro superficie e alcuni possono indurre la condizione, mentre altri non sono in grado di farlo.
Correlazioni tra altre infezioni e sindrome di Guillain-Barré sono meno certe. Altri due herpesvirus (il virus di Epstein-Barr/HHV-4 e il virus varicella-zoster/HHV-3) e il batterio Mycoplasma pneumoniae sono stati associati con lo sviluppo della sindrome. Anche la febbre dengue virale tropicale e l'infezione da virus Zika sono state correlate a episodi di Guillain-Barré. Una precedente infezione da virus dell'epatite E è stata trovata per essere più comune nelle persone con la sindrome di Guillain-Barré.
Nonostante quanto detto, il 60% dei casi non ha una causa nota. In alcuni di essi si suppone che possa essere scatenata dal virus dell'influenza, oppure da una reazione immunitaria al virus. È stato rilevato un aumento dell'incidenza della sindrome di Guillain-Barré dopo la vaccinazione antinfluenzale effettuata durante la pandemia di influenza suina del 1976-1977, in cui si stimano 8,8 casi per milione di vaccinati che svilupparono complicazioni.
Da allora, un attento monitoraggio dei casi attribuibili alla vaccinazione ha dimostrato che l'influenza può provocare la sindrome di Guillain-Barré. Piccoli aumenti di incidenza sono stati osservati anche in successive campagne di vaccinazione, ma non nella stessa misura. Il vaccino contro la pandemia influenzale del 2009 (pandemia del virus H1N1/09) non ha causato un aumento significativo dei casi. Tuttavia, i benefici della vaccinazione contro l'influenza superano i piccoli rischi della sindrome di Guillain-Barré. Anche per chi ha già sperimentato la Guillain-Barré è considerato sicuro ricevere i vaccini antinfluenzali in futuro. Altri vaccini, come quelli contro la poliomielite, il tetano o il morbillo, non sono mai stati associati a un rischio di sviluppare la sindrome. Qualche caso di sindrome di Guillain-Barré è preceduto da neoplasie viscerali, linfomi, infezione da HIV o interventi chirurgici.
L’Agenzia europea del farmaco (EMA) ha inserito la sindrome di Guillain-Barré come effetto "molto raro" del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca Vaxzevria. FDA, EMA e in Italia AIFA hanno inserito la sindrome di Guillain-Barré tra gli effetti collaterali rari o molto rari del vaccino Janssen.
Il risultato finale di questo attacco autoimmune a carico dei nervi periferici, è un danno alla mielina, lo strato lipidico che isola il nervo. Ciò porta a un blocco di conduzione del nervo con conseguente paralisi muscolare che può essere accompagnata da disturbi sensoriali o del sistema autonomo.
Nei casi lievi, la funzionalità dell'assone (la lunga porzione assottigliata di un nervo responsabile della conduzione del segnale) rimane intatta e il recupero può essere rapido, grazie alla rimielinizzazione. Nei casi più gravi, si verifica danno assonale e il recupero dipende dalla rigenerazione di questo tessuto. Circa l'80% dei pazienti ha perdita di mielina, nel restante 20% vi è perdita patologica degli assoni.
La sindrome di Guillain-Barré, a differenza di patologie come la sclerosi multipla e la sclerosi laterale amiotrofica è un disturbo del nervo periferico e non causa, in generale, danni al cervello o al midollo spinale.
In aggiunta a quanto detto, la sindrome di Guillain-Barré può insorgere in pazienti oncologici in trattamento con nelarabina, giacché rappresenta uno degli effetti secondari di tale farmaco.
Fisiopatologia