La Tesi di Cassiciacum, che definisce le argomentazioni della posizione di resistenza cattolica del cosiddetto sedeprivazionismo, è una tesi teologica elaborata dal teologo domenicano francese Michel Guérard des Lauriers (scomunicato dalla Santa Sede nel 1983) riguardante la situazione della Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965). Redatta una prima volta in una versione più ristretta, consistente in 18 pagine dattiloscritte datate nella Pasqua del 6 marzo nel 1978, è stata poi pubblicata nel N° 1 dei Cahiers de Cassiciacum (in lingua italiana Quaderni di Cassiciacum) nel maggio 1979.:«Il Padre Guérard des Lauries ha pubblicato, nel 1978, e poi nei "Cahires de Cassiciacum", una tesi fino ad ora non confutata; questa tesi consiste nell'affermare la vacanza FORMALE della Sede Apostolica, certamente a partire dal 7 dicembre 1965.»: «R.P. GUÉRARD DES LAURIES o.p., Le Siège Apostolique est-il Vacant?”, Cahiers de Cassiciacum, n. 1, Association St. Herménégilde, Nizza 1979. Vedi anche B. LUCIEN, LA Situation actuelle de l'Autoritè dans l'Eglise - La Thèse de Cassicacum Documents de Catholicité 1985.»

Origine del nome Il genitivo di Cassiciacum attribuito alla Tesi, proviene dalla rivista Cahiers de Cassiciacum, nel cui primo numero (pubblicato nel maggio 1979) tale tesi venne estensivamente formulata da Guérard des Lauriers. Il nome latino richiama quello della località, oggi Cassago Brianza, dove Sant'Agostino d'Ippona nel 387 si ritirò in meditazione e preghiera prima di ricevere il battesimo: « Il nome deriva dalla rivista «Les Cahiers de Cassiciacum» che per prima nel 1979 la pubblicò. Cassiciacum è il nome latino antico di Cassago Brianza, dove sembra che Agostino di Ippona (354-430) avesse soggiornato in ritiro spirituale per prepararsi a ricevere il battesimo, nel 387 a Milano, dalle mani di Ambrogio.»Sodalitium N. 58 anno 2005 pag. 22 nota 2 «[...] Mons. Guérard chiamò la Tesi col nome di Cassiciacum (ora Cassago Brianza), in omaggio alla cittadina dove Sant'Agostino amava ritirarsi in preghiera.».

La Tesi La Tesi sostiene che almeno dal 7 dicembre 1965 la Sede Apostolica sia da ritenersi formalmente vacante: «[...] questa tesi consiste nell'affermare la vacanza formale della Sede Apostolica, certamente a partire dal 7 dicembre 1965 .» a seguito dell'approvazione della Dichiarazione Conciliare Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa, documento che sarebbe assertore di una dottrina già solennemente condannata in passato dal Magistero della Chiesa: «Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini ha promulgato, impegnando almeno [cf.(3)] il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la "libertà religiosa" che sostiene l'opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell'enciclica "Quanta cura legata al "Syllabus" [08 XII 1864]».

Dal 1965 si ritiene quindi che la cattedra di San Pietro sia occupata solo materialmente dagli eletti dei conclavi convocati (tutti validi fino a prova del contrario). Le persone elette dai conclavi sarebbero rimaste solo in potenza "papi", in quanto soggetti umani meramente designati al papatoDon Francesco Ricossa, Introduzione al problema dell'Autorità (Sodalitium n° 13), in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa , Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 24 : «Gli attuali occupanti non sono Papi formalmente (non hanno l'Autorità, non hanno la divina assistenza) ma possono essere ancora "papi" materialmente (canonicamente eletti, fino a prova del contrario, occupano la Sede Apostolica e potrebbero divenire formalmente Papi condannando gli errori).», e quindi, propriamente e in senso stretto, non papi. Tali "papi" (impropriamente e in senso lato, in quanto solo canonicamente eletti), insegnando in veste di pastori della Chiesa dottrine già condannate come eretiche dal Magistero ecclesiastico, manifesterebbero pubblicamente di fatto di essere privi di quell'autorità di origine divina che preserva il papa dall'errore sia nel suo magistero straordinario che in quello ordinario e universale. Quella del papa è difatti un'autorità sovrannaturale che, previa un'elezione valida, solo Cristo, e non il conclave, attribuisce direttamente al suo vicario in terra, garantendone il carattere di infallibilità magisteriale e il primato giuridico. Se ne desume che al momento dell'accettazione dell'elezione al papato, gli eletti dal Conclave (almeno dal cardinale Giovanni Battista Montini sino a Robert Francis Prevost) abbiano accettato solo verbalmente e esteriormente, ponendo in realtà interiormente un ostacolo ("obice") all'accettazione, impedendo così la comunicazione da parte di Dio del carisma divino normalmente spettante. Tale ostacolo è individuato nella mancanza da parte dell'eletto dell'«intenzione oggettiva ed abituale di procurare e di realizzare il bene e il fine della Chiesa».

Questa situazione durerebbe fino a quando: 1) non ci fosse un ravvedimento dell'eletto (in seguito o meno ad una pubblica ammonizione da parte dei vescovi residenziali o di un concilio imperfetto) con la conseguente rimozione dell'ostacolo interno da lui opposto all'accettazione del papato, e l'inevitabile condanna degli errori eterodossi sanciti dal Concilio Vaticano II e di quelli perpetuati continuativamente negli anni tramite atti giuridicamente invalidi (promulgati cioè senza autorità effettiva); in quel momento l'eletto diverrebbe legittimamente papa; 2) quando il concilio imperfetto, accertando la pertinacia nell'eresia e ratificando la deposizione dell'eletto già operata da Dio, provvederebbe a convocare il nuovo conclave.

L'elezione del card. Prevost al Soglio Pontificio (come quelle precedenti dei card. Ratzinger e Bergoglio) consacrato anch'egli vescovo con il rito di consacrazione riformato (e, quindi, consacrato invalidamente vescovo), non avrebbe affatto invalidata la descrizione della situazione della Chiesa Cattolica sostenuta dalla Tesi di Cassiciacum (portandola, come sostenuto da alcuni, da un formale sedeprivazionismo ad un sostanziale sedevacantismo) dato che - come espressamente dichiarato ex professo da Pio XII (cfr. Allocuzione al II Congresso mondiale dell’apostolato dei laici, 5 Ottobre 1957) - anche un semplice laico può, alle debite condizioni, essere eletto papa: "Se un laico è stato eletto papa, non potrà accettare l’elezione che a condizione d’essere idoneo a ricevere l’ordinazione e disposto a farsi ordinare; il potere d’insegnare e di governare, così come il carisma dell’infallibilità, gli sarebbero accordati fin dall’istante della sua accettazione, anche prima della sua ordinazione" (ibidem.). Ragion per cui l'argomento della continuità materiale della Prima Sede sostenuto nella Tesi di C. non verrebbe meno.

La Tesi è sostenuta in Italia dall'Istituto Mater Boni Consilii, al quale Michel Guérard des Lauriers manifestò la propria simpatia, approvandone la finalità.: «12) Sodalitium: Cosa pensate del gruppo di Sacerdoti e seminaristi italiani che si sono costituiti nell'Istituto "Mater Boni Consili" ?» Mons. G.: Istituto Mater Boni Consilii. Sono felice di manifestare a quest'istituto ed ai suoi membri, i miei auguri sovrannaturali e la mia fervente simpatia. Non posso che approvare la finalità dell'Istituto, visto che comporta il diffondere tra i fedeli ciò che precisamente credo essere la verità, e di cui l'essenziale è stato rammentato qui sopra.»

Note

Bibliografia

Voci correlate Tesi Teologia Michel Guérard des Lauriers Istituto Mater Boni Consilii

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