La basilica di Saint-Denis (in francese: basilique Saint-Denis) è un famoso edificio gotico, situato nell'omonimo comune della cintura di Parigi, in Francia. Nel 1966 è diventata cattedrale della diocesi di Saint-Denis. Anche se è universalmente conosciuta come la "basilica" di Saint-Denis, in realtà il tempio non ha il titolo di basilica minore, concesso dal Papa.
Rappresenta la prima opera assoluta dell'architettura gotica, dove il suo creatore, l'abate Sugerio, impiegò per la prima volta l'arco acuto e gli archi rampanti, un modello che poi si irradiò in tutta l'Europa medievale. È monumento storico di Francia dal 1862.
Storia Origini Leggenda Secondo la tradizione, anche riportata da Jacopo da Varazze nella sua agiografia della Legenda Aurea, san Dionigi (in francese Denis), primo vescovo di Lutezia, venne martirizzato con il taglio della testa nel 258, durante le persecuzioni di Valeriano. Il luogo del martirio, sotto il Mons Martyrum, l'odierna Montmartre, sembra essere quello dove oggi si trova la chiesa di Saint-Denys de la Chapelle, in rue de la Chapelle. A questo punto vi sono due versioni. Una, scritta dall'abate Ilduino nell'835 nella quale, dopo il martirio, San Dionigi si rialzò, prese la sua testa fra le mani e si diresse verso nord. Circa sei chilometri dopo consegnò la sua testa a una donna pia di origine della nobiltà romana, Catulla, e poi crollò. In un'altra versione, i corpi martirizzati di san Dionigi e dei due compagni Eleuterio e Rustico vennero recuperati da Catulla perché non fossero gettati nella Senna, e poi trasportati dalla nobildonna nel suo possedimento a nordPhilippe Plagnieux: La basilique de Saint-Denis : Seine-Saint-Denis, Ed. du Patrimoine, 1998, p. 2..
La donna seppellì il corpo, secondo le usanze cristiane, in un campo di sua proprietà, poi denominato vicus Catulliacus, antico nome dell'odierna città di Saint-Denis.
Fondazione Delle campagne archeologiche hanno attestato che già dal Tardo impero romano in questo luogo vi era una necropoli gallo-romana. Probabilmente sviluppatasi attorno alla sepoltura dei martiri dopo l'Editto di Milano del 313, quando vi fu eretto un mausoleo. Infatti numerosi sarcofagi trovati, in pietra o gesso, appartenevano ad aristocratici Franchi.
Dall'agiografia di santa Genoveffa, scritta verso il 520, la santa patrona di Parigi visitò il luogo di sepoltura dei santi martiri e convinse la diocesi parigina di acquistare le terre del vicus Catulliacus e di erigervi un nuovo edificio. La prima basilica gallo-romana venne eretta fra il 460 e il 480.
Merovingi e Necropoli reale
Un primo ampliamento della cappella del cimitero gallo-romano di Catolacus vede una prolunga verso ovest di 11 metri realizzata, secondo l'archeologo Michel Fleury, fra il 540 e il 550.
Infatti Fleury nel 1959 esegue degli scavi archeologici e trova una testimonianza assai importante: il sarcofago della regina Aregonda, moglie (bigama) di Clotario I e nuora di Clodoveo I, morta nel 570/580. La scoperta permise di trovare la prima persona reale sepolta in questo luogo.
La sepoltura ad sanctos ('vicino ai santi') venne quindi rapidamente imitata dall'aristocrazia, che sviluppò una vasta necropoli di almeno 8000 metri quadrati a nord del santuarioPhilippe Contamine, Olivier Guyotjeannin, Régine Le Jan:Le Moyen Âge, Ed.Seuil, 2006, p. 345..
Le Gesta Dagoberti, scritte verso l'835 probabilmente da Incmaro, allora monaco e allievo dell'abate Ilduino, raccontano la scoperta miracolosa della tomba dei tre martiri (san Dionigi e i suoi compagni Eleuterio e Rustico) dal re Dagoberto I e che i re Franchi fecero trasferire le loro spoglie verso la basilica.
Inoltre, Dagoberto I, fra il 628 e il 637, fondò l'abbazia di Saint-Denis.
La tradizione di basilica
La chiesa carolingia
Dopo una breve fioritura, l'abbazia conobbe un lungo periodo di decadenza a causa dell'incuria degli abati e delle guerre. Nel 750, con la nomina ad abate di Fulrado, l'abbazia si avviò a un periodo di grande ricchezza e splendore grazie all'attività instancabile di questo abate, consigliere e diplomatico prediletto da Pipino il Breve, da Carlomanno I e dallo stesso Carlo Magno, nonché dai papi Zaccaria, Stefano II, Paolo I e Adriano I. Tutti costoro concessero all'abbazia guidata da Fulrado privilegi e beni.
Sembrerebbe che in occasione della sua seconda incoronazione a Saint-Denis, Pipino il Breve fece voto di voler ricostruire l'antica basilica. Così Fulrado, come rappresentante del re, viaggiò più volte a Roma per prendere l'ispirazione di ricostruire Saint-Denis. I lavori cominciarono solo dopo la sua morte, verso il 768-769 e il nuovo edificio fu consacrato, in presenza di Carlomagno, il 24 febbraio 775. Era un edificio carolingio, dedicato a san Pietro, con pianta basilicale a tre navate con transetto e abside semicircolare, lungo 80 metri. Sotto l'abside vi era una cripta anulare, costruita sui modelli romani, che permetteva ai fedeli di deambulare intorno alle reliquie dei santi martiri. Ancora oggi le vestigia di questo corridoio circolare si possono vedere nella cripta attualeAndré Chastel: Le Grand atlas de l'architecture mondiale, Ed. Albin Michel, 1981, p. 192..
Il IX secolo è caratterizzato dalle diverse incursioni dei Vichinghi che rimontarono la Senna fino a Parigi e i suoi dintorni. Nell'856 Parigi fu messa sotto assedio e nell'857 l'abbazia venne saccheggiata più volte e diversi dei suoi monaci rapiti per chiedere forti riscatti. Fra i quali vi fu l'abate Louis e suo fratellastro Gauzlin (834-886), vescovo di Parigi.
Nell'867 l'influenza degli abati nella politica è tale che il re Carlo il Calvo s'appropria del titolo di Abate di Saint-Denis. Nell'869 fortifica l'abbazia contro le minacce vichinghe.
Il nuovo stile gotico di Sugerio Nella prima metà del XII secolo Sugerio, consigliere dei re Luigi VI e Luigi VII e abate di Saint-Denis dal 1122 al 1151, volle rinnovare la vecchia chiesa carolingia. Spinto da esigenze estetiche, come chiarisce nelle proprie opere De administratione e De consacratione, ma anche da necessità teologiche e politiche ben precise, diede vita allo stile gotico ispirandosi alla dottrina neoplatonica del filosofo Dionigi, identificato con lo stesso santo a cui era dedicata la chiesa, e chiamato «areopagita» perché il suo ricordo si era fuso a sua volta col Dionigi del I secolo convertitosi al cristianesimo dopo la predicazione di San Paolo sulla collina dell'Areopago ad Atene.
Elemento centrale di questa dottrina, pervenuta a Sugerio attraverso il filtro di Scoto Eriugena, era la metafisica della luce. Come la teologia negativa di Dionigi intendeva risalire a Dio eliminando ciò che Egli non è, scartando la corporeità dispersa nel molteplice fino alla sintesi unitaria dello spirito, fonte di illuminazione, Sugerio si sarebbe proposto di negare visivamente ciò che l'Uno non è, svuotando le pareti della materialità in mattoni per sostituirla con enormi vetrate inondate dalla luce trascendenteMarvin Trachtenberg, Isabelle Hyman, Arquitectura, pag. 280, Ediciones AKAL, 1990..
La facciata armonica Sugerio inizia i lavori nel 1136 apportando in un primo momento significative e profonde modifiche alla facciata dell'edificio. La struttura romanica originaria viene abbattuta per essere sostituita da una monumentale Facciata armonica con nartece. Reinterpretazione normanna del Westwerk romanico, dove la massa architettonica appare tripartita verticalmente, aperta in basso da tre portali dalle ricche decorazioni scultoree e serrata da due torri; come nella celebre Chiesa di Santo Stefano a Caen. Per la prima volta Sugerio dotò la facciata di un rosone, al posto dei classici finestroni, e questo tipo di struttura diverrà un motivo ricorrente nelle cattedrali francesi. L'opera venne inaugurata il 9 giugno 1140Philippe Plagnieux: La basilique de Saint-Denis : Seine-Saint-Denis, Ed. du Patrimoine, 1998, p. 7..
Il coro di Sugerio
Già nel 1135 era stata iniziata la ricostruzione della Cattedrale di Sens, dove già si intravedeva un'elevazione importante delle strutture architettoniche aperte da grandi finestre che lasciavano penetrare molta luce all'interno. Su questo impulso, il 14 luglio 1140 Sugerio posa la prima pietra del nuovo coro, introducendo soluzioni architettoniche ancora più radicali che inaugureranno il gotico d'Oltralpe.
Si ritiene, dal momento che nei documenti ufficiali non si accenna al nome di un architetto, che lo stesso Sugerio abbia rivestito un ruolo determinante nell'ideazione del nuovo coro, sintetizzando l'unione tra dottrina religiosa, pensiero politico e forma artistica sancita dalla presenza in scultura e in vetrata di immagini di principi e sovrani, di vescovi locali e patroniStoria dell'Arte, dalle origini al Trecento, G. Dorfles, M. Ragazzi, C. Maggioni, M. G. Recanati, ATLAS..
Si tratta di un corpo a tre navate a terminazione semicircolare circondato da un doppio deambulatorio, ovvero due corridoi concentrici impostati a raggiera, retrostante l'altare principale, che consentiva l'afflusso dei fedeli. L'innovazione fu anche nell'innesto di sette cappelle radiali, fino ad allora isolate, separandole solo da un pilastro. Ognuna delle cappelle è dotata di una coppia di finestroni ogivali gemelli vetrati. Per la copertura si adotta la tecnica delle volte a crociera ogivali che permette di ripartire meglio le forze verso le colonne.
A suddividere gli ambienti interni si articolano due serie, anch'esse concentriche, di colonne e non di pilastri, di reminiscenza romana e pertanto dotate di forte valenza politica: non a caso infatti il nuovo ambiente che viene a crearsi trasmette una ben precisa concezione del potere, inseparabile dalla monarchia cristiana, che in Francia è incarnata nella dinastia capetingia. La diffusione geografica del modello gotico di Saint-Denis coincide con l'estensione territoriale della corona francese, che nel XII secolo si poneva l'obiettivo di raggiungere un'effettiva unità politica, ostacolata dalla frammentazione del potere in una miriade di contee e marchesati: adottare tale paradigma architettonico equivale anche ad allinearsi con quello che è il primo embrione di Stato nazionale francese e riconoscere il potere di Parigi come capitaleLa Storia dell'Arte, 5. Il Gotico, Electa editore.
Il coro viene consacrato l'11 giugno 1144, cioè qualche decennio prima della cattedrale di Chartres, facendo della basilica una pietra miliare dellopus Francigenum, più tardi detta architettura gotica; il primo edificio di grandi proporzioni dove appaiono per la prima volta tutti gli elementi del gotico: l'introduzione dell'arco a sesto acuto, gli archi rampanti e la notevole luminosità conferita dalle grandi pareti a vetrata (claristori).
Le vetrate per i finestroni vennero realizzate fra il 1144 e il 1151 commissionandole a diversi artisti di differenti nazionalità. Oggi ne rimane qualche frammento in sei finestre.
Con la morte di Sugerio nel 1151, i lavori si arrestano, ma l'abbazia benedettina da allora divenne un luogo prestigioso e ricco, tanto che a partire dal regno di Luigi VI i re di Francia si rendono alla basilica per prendere l'Orifiamma prima di partire in guerra o per le crociate.
La chiesa nel XIII secolo
Nel XIII secolo il bisogno di spazio per la necropoli reale impone la ripresa dei lavori di ricostruzione da dove Sugerio li aveva arrestati. Fino a questo momento la chiesa presentava ancora il transetto e il piedicroce carolingi, assai vetusti, e incastrati fra i due grandi corpi della facciata e del coro di Sugerio.