Mudéjar, raramente adattato in italiano in mudegiaro, è un termine spagnolo derivato dalla parola araba mudajjan, che significa "reso domestico, ritardatario, che ha avuto il permesso di rimanere, tributarioRaimundo Martí(n), Vocabulista in arabico, ed. di Celestino Schiaparelli, Firenze, Le Monnier, 1871.". Si riferisce a quei musulmani che rimasero a vivere nei territori della penisola iberica dopo la Reconquista cristiana, terminata nel 1492 con la caduta del Sultanato di Granada.

A tali persone fu permesso di mantenere la propria cultura, la propria lingua, e la propria religione in virtù del loro status di sudditi protetti, analogo sotto vari aspetti a quello dei dhimmi. Nonostante occasionali persecuzioni e rivolte, la situazione dei mudéjar, pur in un contesto di calo demografico causato da emigrazione e conversione, fu relativamente stabile. A partire dalla metà del XIV secolo iniziarono a manifestarsi tensioni causate da fattori politici, culturali ed economici. Con la conclusione della guerra di Granada si ebbe la stipula delle capitolazioni concernenti, tra le altre cose, lo status dei mudéjar, inserite nel trattato di Granada (1491). L'approccio tollerante dell'arcivescovo di Granada Hernando de Talavera ebbe fine quando questi venne sostituito da Francisco Jiménez de Cisneros. Nel 1499 scoppiò la rivolta delle Alpujarras, repressa nel 1501. In questo contesto i sovrani cristiani della penisola iberica adottarono una politica di crescente repressione nei confronti dei mudéjar, percepiti inoltre come una possibile quinta colonna dell'Impero ottomano. I mudéjar vennero costretti alla scelta tra l'esilio o la conversione al cristianesimo, prima nel Regno del Portogallo (1497), seguito dalla Corona di Castiglia (1502), e dalla Corona d'Aragona (1526). I nuovi convertiti, molti dei quali criptomusulmani, vennero chiamati moriscos. I moriscos vennero a loro volta colpiti dal'ordine di espulsione promulgato da Filippo III di Spagna e attuato tra il 1609 e il 1614.

Storia Al principio era loro permesso di praticare la religione islamica, utilizzare la loro lingua e mantenere i propri costumi. Essi si organizzarono in comunità denominate aljamas, con diversi gradi di autogoverno a seconda delle condizioni di reddito o di subordinazione: nel caso delle Baleari, schiavitù totale, in altri casi, il vincolo in condizioni di servitù della gleba. A Valencia esistevano i moros paliers (protettori del re) e altri con minor grado di protezione (decimati e quintati). Artola, Miguel Diccionario temático de la Enciclopedia de Historia de España, Madrid: Alianza

In gran maggioranza di condizione sociale umile, erano contadini con uno speciale vincolo all'agricoltura irrigua (orticoltura, terreni in declivio) o artigiani specializzati (muratori, tessitori, lavoratori del cuoio e della seta). Con il tempo le condizioni di convivenza e di tolleranza divennero più dure, i contatti sociali ed economici fra le comunità si ridussero; alla tradizionale separazione della macelleria (basata su uno speciale metodo di macellazione) si aggiunse il divieto di contatti professionali e di matrimoni misti.

Le rivolte dei mudéjar furono numerose a partire dal XIII secolo e provocarono lo spopolamento di alcune zone (valle del Guadalquivir, nord dell'Alicante), anche se si mantennero in altre, soprattutto nel Levante, tanto quello castigliano (Murcia), come in quello aragonese (resti del regno di Valencia - Dénia, Játiva, Segorbe -, e inclusa la valle dell'Ebro - Borja, Tarazona, Huesca, Teruel, Saragozza, Calatayud). Alla fine del Medioevo essi rappresentavano circa l'11% della popolazione della Corona d'Aragona.

La guerra di Granada (1482-1492) procurò il definitivo ampliamento del concetto di mudéjar a tutti i musulmani della penisola. Inizialmente le condizioni di reddito consentivano loro di continuare a praticare la religione islamica, ma l'inosservanza delle condizioni pattuite da parte dei cristiani diede origine ai primi conflitti. A partire dalla rivolta di Albaicín e da quella dei mudéjar di Granada nel 1499, essi furono costretti, dal decreto di Granada del 1502, a convertirsi al cristianesimo, divenendo di conseguenza chiamati moriscos, che a parte questo, continuarono a vivere con i loro diversi costumi e a praticare clandestinamente la religione islamica.

La rivolta di las Alpujarras (1568) portò alla dispersione dei moriscos di Granada all'interno della Castiglia (non così quelli orientali) e l'impossibilità d'integrazione e il sospetto di connivenza con i pirati barbareschi condussero alla decisione di espellere i moriscos nel 1609, anche se poi i suoi effetti reali furono scarsi. "... se han vuelto cuantos moriscos salieron, por la buena voluntad con que generalmente los reciben todos los naturales y los encubren los Justicias", El conde de Salazar -responsable de las expulsiones-, en Carta a Felipe III con fecha del 8 de agosto de 1615.

Arte mudéjar

Da questo termine ha preso spunto l'arte mudéjar, uno stile cristiano che incorpora elementi di ispirazione araba, stile che è rimasto circoscritto alla penisola iberica.

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Note

Bibliografia L'arte mudéjar - l'estetica islamica nell'arte cristiana, Electa Milano 2000 Mudéjar, dal sito dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani

Voci correlate Trattamento dei mori in Spagna

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