È noto al pubblico televisivo quale protagonista della serie poliziesca Il commissario Cordier.
Biografia Infanzia e giovinezza Pierre Mondy nacque con il nome di Pierre Cuq a Neuilly-sur-Seine il 10 febbraio 1925, presso l'Externat Saint Joseph, un'istituzione cattolica privata di cui il padre Louis era direttore e di cui la madre Marguerite seguiva l'attività amministrativa pag. 12. I coniugi Cuq, già genitori di un altro figlio, André (nato nel 1915), che in età adulta diventerà commissario di polizia, incoraggiarono fin dall'infanzia le inclinazioni artistiche di Pierre (soprannominato in famiglia “Bibi”Pierre Mondy 2006, pag. 13) e la sua passione per la recitazione. All'età di sette anni egli interpretò infatti il suo primo ruolo, quello del piccolo Eliacin, in una rappresentazione amatoriale della tragedia Atalia di Jean RacinePierre Mondy 2006, pag. 16.
Nel 1936 la famiglia Cuq si trasferì ad Albi, capoluogo del dipartimento del Tarn (regione del Midi-Pirenei), dove il giovane Pierre trascorse un'adolescenza spensierata, coltivando la passione per il rugby e per gli sport nautici, per la letteratura (in particolare i romanzi di Charles Dickens e Alexandre Dumas), per i testi teatrali e per la musica jazz, che in futuro introdurrà spesso come colonna sonora nelle sue rappresentazioni e allestimenti sceniciPierre Mondy 2006, pag. 20-22. Ad Albi scoprì anche il cinema, appassionandosi alla commedia musicale e a film avventurosi come King Kong (1933), I lancieri del Bengala (1935) e La leggenda di Robin Hood (1938), e ad interpreti del calibro di Humphrey Bogart, James Cagney e Spencer TracyPierre Mondy 2006, pag. 18-19.
Dopo le prime esperienze teatrali come attore e regista presso un istituto superiore di Galliac, nel 1943 Mondy decise di abbandonare gli studi e di raggiungere a Parigi il fratello André, divenuto ispettore di polizia nel XVII arrondissement della capitale, in quel periodo sottoposta all'occupazione tedescaPierre Mondy 2006, pag. 28. Determinato a intraprendere definitivamente la carriera artistica e a tentare il Concorso al Conservatoire national supérieur d'art dramatique, il giovane aspirante attore si iscrisse ai corsi di René Simon, fondatore e titolare di una prestigiosa scuola parigina di recitazione, all'epoca situata al 36 di Boulevard des Invalides, presentandosi alla prima audizione con il monologo di Sosia in Anfitrione di Molière, con le stanze del Poliuto di Corneille e con un monologo del dramma Hernani di Victor HugoPierre Mondy 2006, pag. 29.
Dopo appena cinque mesi trascorsi a Parigi, Mondy fu costretto a rientrare precipitosamente ad Albi per tentare di sfuggire al Service de travail obligatoire ed evitare il trasferimento coatto in Germania. Malgrado i suoi tentativi, venne raggiunto dalla carte de travail e fu inviato a lavorare a Monaco di Baviera presso le Officine Messerschmitt, un'azienda aeronautica produttrice della maggior parte degli aerei da caccia usati dalla Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale. Riuscito a fuggire, si unì a un'organizzazione militare di attivisti, fino alla smobilitazione nel 1945Pierre Mondy 2006, pag. 31.
Gli esordi teatrali e cinematografici Dal gennaio 1946, Mondy riprese a frequentare i corsi di René Simon, il quale iniziò a intravedere nel giovane allievo le potenzialità dell'interprete non protagonista, colui che non ha mai il primo nome in manifesto, prospettandogli non un'ascesa folgorante, quanto piuttosto una lenta ma sicura conquista della famaPierre Mondy 2006, pag. 36Pierre Mondy 2006, pag. 40-41. Di corporatura tarchiata e di media statura, non possedendo pertanto caratteristiche fisiche da jeune premierPierre Mondy 2006, pag. 30, Mondy scoprì di poter ampliare la propria gamma interpretativa rivolgendosi anche ad altri generi, come quello della commedia, e, incoraggiato da Simon, iniziò a esplorare altri autori come Sacha Guitry, Jean Anouilh, Marcel Achard, Pierre de Marivaux e Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais.
Mentre frequentava il Conservatoire, assunse il definitivo cognome d'arte di Mondy e iniziò un periodo di due anni di apprendistato con la compagnia di Georges Vitaly, debuttando nella pièce La bête noire di Jacques Audiberti, in scena al Théatre de la Huchette, in cui interpretò il ruolo di un arcivescovoPierre Mondy 2006, pag. 42, e ottenendo un primo contratto come sostituto di Robert Murzeau in La route des Indes al Théatre des Ambassadeurs. Nello stesso periodo lavorò nei cabaret notturni parigini, dove condivise la scena con altre future star del cinema e del teatro francese, come Jean-Pierre Cassel e Michel SerraultPierre Mondy 2006, pag. 46.
Il debutto nel cinema di Pierre Mondy risale al 1949, anno in cui apparve in due film. Interpretò il ruolo di un giovane studente dei corsi di arte drammatica in Le sedicenni, diretto da Jacques Becker, che lanciò altri giovani interpreti come Daniel Gélin, Nicole Courcel e Maurice Ronet, e ottenne un enorme successo di pubblico, diventando una sorta di manifesto in cui si identificò la nuova generazione francesePierre Mondy 2006, pag. 51. Il secondo film fu Les anciens de Saint-Loup, per la regia di Georges Lampin, in cui Mondy inpersonò un giovane di provincia dai folti baffi, accanto a Bernard Blier, François Périer e Serge Reggiani.
Nel frattempo l'attore proseguiva la sua attività teatrale con ruoli sempre più rilevanti. Nel 1951 interpretò il ruolo dell'infermiere nell'adattamento di Marcel Achard della commedia americana Harvey di Mary Chase, in scena al Théatre AntoinePierre Mondy 2006, pag. 58, dopodiché prese parte alla pièce Le moulin de la Galette, accanto a Pierre Fresnay e Yvonne Printemps, in scena al Théatre de la Michodière, in cui impersonò un giovane garagista che presta denaro a una coppia povera che intende ospitare un cugino con la sua amante (Melina Merkouri)Pierre Mondy 2006, pag. 60. Prima di lasciare la compagnia di Vitaly, alla scadenza dei due anni di apprendistato, nel 1952 l'attore interpretò il suo primo vero ruolo da protagonista in La pulce nell’orecchio di Georges Feydeau, commedia degli equivoci in cui ricoprì sia il ruolo di Chandebise che quello del suo sosia Poche, e in cui lavorò per la prima volta con Louis de FunèsPierre Mondy 2006, pag. 64.
All'inizio degli anni cinquanta, Mondy lavorò per la prima volta in televisione, durante la fascia pomeridiana dedicata alla programmazione per ragazzi, interpretando un tenente della dogana, e sperimentando le difficoltà di rappresentare lavori sul piccolo schermo andando in onda rigorosamente in direttaPierre Mondy 2006, pag. 68. Mentre la sua esperienza professionale si ampliava, nel 1954 ebbe l'occasione di affrontare un ruolo particolarmente impegnativo nella pièce Il crogiuolo (in francese Les sorcières de Salem) di Arthur Miller, accanto a Yves Montand e Simone Signoret. Il regista Raymond Rouleau gli affidò il difficile ruolo del tormentato pastore che prende le difese di una coppia accusata di stregoneria, e Mondy ne diede un'intensa interpretazione che gli fece guadagnare notevole credito nell'ambiente teatrale. Il dramma fu rappresentato con grande successo al Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt e le repliche durarono un annoPierre Mondy 2006, pag. 73-76.
L'affermazione e il successo Nel 1955 anche la carriera cinematografica di Mondy sembrò decollare definitivamente. Il regista Henri Verneuil lo volle nel film Appuntamento al Km. 424, in cui Mondy e Jean Gabin interpretarono i ruoli di due camionisti. Seguirono Godot (1957) di Yves Allégret, al fianco dell'esordiente Alain Delon (si ritroveranno nel 1982 sul set del film Braccato, in cui Mondy interpreterà un commissario di polizia dalle caratteristiche simili al tenente Colombo)Pierre Mondy 2006, pag. 97, e La legge del più furbo (1958), primo grande successo cinematografico di Louis De Funès. Ancora in attesa della definitiva consacrazione, Mondy non riuscì tuttavia a inserirsi nei mutamenti cui stava andando incontro il cinema francese con l'avvento della Nouvelle Vague, corrente artistica destinata a non incrociare il percorso professionale dell'attorePierre Mondy 2006, pag. 102-103.
Giunto a un cruciale momento della propria carriera, Mondy ebbe una buona opportunità dalla radio, con la trasmissione La radio était là, prodotta da RTL come rivisitazione di grandi avvenimenti storici. Ma fu il teatro a dargli le maggiori soddisfazioni professionali nella seconda metà degli anni cinquanta, prima con La bagatelle di Marcel Achard, al fianco di Yves Robert e Danièle Delorme, in cui interpretò il ruolo di un giovanotto timido e ingenuo, quindi con Oscar di Claude Magnier, al fianco di Jean-Paul Belmondo e Maria Pacôme, commedia dal ritmo comico frenetico e ricca di gag e battute, che venne rappresentata con enorme successo di pubblico e di critica al Théatre de l'AtenéePierre Mondy 2006, pag. 104. Mondy interpretò il ruolo di Oscar, futuro suocero di Belmondo, personaggio che diventerà in seguito uno dei cavalli di battaglia di Louis De Funès a teatro, e anche al cinema nel film Io, due figlie, tre valigie (1967).
Il ruolo di Napoleone In piena epoca di Nouvelle Vague, per Mondy giunse il grande ruolo cinematografico, quello di protagonista assoluto in La battaglia di Austerlitz (1960), ambiziosa produzione con cui il maestro Abel Gance tornò dopo anni dietro la macchina da presa. Le riprese, effettuate in esterni in Jugoslavia, furono difficoltose in parte per il ridotto budget messo a disposizione, in parte per l'utilizzo di attrezzature e macchinari particolarmente vetustiPierre Mondy 2006, pag. 109. Commentando la precarietà della lavorazione del film e gli inconvenienti susseguitisi sul set, nella sua autobiografia Mondy ricorda di aver terminato le ultime scene, in cui recitava un personale monologo, pochi minuti prima che la corrente elettrica venisse definitivamente interrottaPierre Mondy 2006, pag. 116. L'interpretazione che l'attore diede di Napoleone Bonaparte fu particolarmente misurata, senza ricorso a effetti caricaturali, ma dando risalto all'orgoglio e alla determinazione del personaggio, e al tempo stesso esercitando un controllo rigoroso della sua collera ed impazienzaPierre Mondy 2006, pag. 106-107. Il talento registico di Gance e l'eccezionale cast, composto da molte star del cinema francese e internazionale, premiarono le ambizioni della pellicola, che venne presentata con buon successo di pubblico e di critica al cinema Gaumont-Palace di Place Clichy a ParigiPierre Mondy 2006, pag. 118.
Mondy resterà molto legato al personaggio di Napoleone, che gli verrà più volte riproposto in futuro, ma che egli rifiuterà sempre di reinterpretare. Nel 2005, in occasione del bicentenario della battaglia di Austerlitz, il film e Abel Gance ricevettero un omaggio postumo, e la scrittrice e critica cinematografica Nelly Kaplan definì Mondy "il miglior Napoleone del cinema francese"Pierre Mondy 2006, pag. 119.
Gli anni sessanta Sempre nel 1960, Mondy recitò nella parte di un ottuso professore di disegno in L'affare di una notte, di Henri Verneuil, mentre dopo l'exploit di Napoleone ad Austerlitz, cambiò totalmente registro e apparve nel film Boulevard (1960) di Julien Duvivier, in cui interpretò il ruolo di un boxeur. Per affrontare la parte si allenò con l'ex campione francese dei pesi piuma Gérmain Perez, sotto la guida di Jean Bretonnel, il manager che aveva già preparato Alain Delon per Rocco e i suoi fratelliPierre Mondy 2006, pag. 121. Dello stesso anno fu un'altra grande interpretazione nel film Il conte di Montecristo (1961) di Claude Autant-Lara, nel ruolo di Gaspard Caderousse, l'infame che tradisce Edmond Dantès (Louis Jourdan).