Dopo la gioventù passata negli ambienti della teosofia, non volle più appartenere a nessuna organizzazione, nazionalità o religione, per cui nel 1948 non prese la cittadinanza dell'India. Non va confuso con Uppaluri Gopala Krishnamurti, anch'egli filosofo indiano.

Biografia

La famiglia di Krishnamurti (secondo le convenzioni onomastiche della lingua telugu, Jiddu è il cognome e Krishnamurti il nome, di origine devozionale facendo riferimento a Krishna; Krishna era anche l'abbreviazione del nome, con cui parenti e amici lo chiamavano) era in origine induista, appartenente alla casta dei brahmini, sebbene caduta in povertà, ma il padre divenne nel 1882 un seguace della teosofia. Alla nascita era cittadino indiano come suddito dell'impero britannico, ma nel 1948, al momento dell'indipendenza dell'India, rinunciò alla nazionalità non prendendo la cittadinanza, diventando apolide.C. V. Williams, Jiddu Krishnamurti: World Philosopher 1895-1986, Motilal Banarsidas, 2007, p. 255

Dopo la morte della madre nel 1906, fatto che lo segnò molto, Krishnamurti fu mandato a scuola ma per il suo scarso rendimento veniva spesso picchiato da maestri e dal padre, e considerato intellettualmente scarso o disabile. Dopo la nascita, Kumara Shrowtulu, famoso astrologo, disse al padre Narianiah che il figlio sarebbe stato un personaggio molto importante e "meraviglioso", tuttavia il piccolo Krishnamurti non fu ritenuto dal padre all'altezza di ciò per diverso tempo. Da bambino era spesso malato e contrasse la malaria.Lutyens (1997), pp. 277–279. I rapporti con la teosofia e l'Ordine della Stella d'Oriente Nel 1909, a 14 anni, sulla spiaggia privata della sede della Società Teosofica di Adyar, un sobborgo di Chennai nel Tamil Nadu, il giovane Jiddu (che aveva 10 fratelli di cui 5 morirono da piccoli) fu notato da Charles Webster Leadbeater, importante teosofo, nonché vescovo veterocattolico della Chiesa cattolica liberale.

Per le sue capacità spirituali e intellettuali l'allora presidente della Società Teosofica, il notissimo gruppo esoterico fondato dalla russa Madame Blavatsky e a cui il padre di Krishnamurti aderiva, l'inglese Annie Besant (ex attivista socialista femminista prima dell'adesione alla teosofia, e nota anche per la sua attiva critica al cristianesimo), lo tenne vicino come fosse suo figlio e lo allevò con lo scopo di utilizzarne le capacità come veicolo del pensiero teosofico. In seguito, nell'ambiente teosofico Krishnamurti fu considerato l'ultimo "iniziato vivente" o "maestro mondiale" fisicamente presente, denominato Lord Maitreya, ossia identificandolo con il bodhisattva e futuro buddha Maitreya secondo l'interpretazione teosofica, ma egli rinuncerà a questo titolo quando abbandonò la Società.Lutyens 1975, pp.272-275.

Questa scelta di Annie Besant fu una delle cause dello "scisma" antroposofico di Rudolf Steiner, che Besant aveva scelto come responsabile della sezione tedesca e austriaca. Prediligendo un approccio teosofico basato sul cristianesimo esoterico "rosacrociano" e in parte sullo spiritismo in senso lato, anziché sulle commistioni tra le religioni orientali e asiatiche, l'ermetismo, le credenze massoniche e le correnti induiste predilette da Blavatsky e Besant, Steiner giungerà a distaccarsi definitivamente dalla Società nel 1912, per fondare la Società Antroposofica; nella vicenda pesò inoltre il dissenso nei riguardi della promozione che la Besant e Leadbeater stavano facendo allora del giovane Jiddu Krishnamurti come "nuovo Buddha" e persino come nuovo Cristo reincarnato, quando invece per Steiner la seconda venuta del Cristo non avrebbe potuto compiersi fisicamente, ma solo sul piano eterico.Peter Tompkins, La vita segreta della natura, pp. 183-185, Roma, Mediterranee, 2009. Dal 1911 Krishnamurti viaggerà per il mondo tutta la vita fino a novant'anni, spesso parlando a grandi folle e dialogando con gli studenti delle numerose scuole da lui costituite con i finanziamenti che otteneva, ponendo la sua residenza negli Stati Uniti, a Ojai, in California.

Nel 1912 fu a Taormina dove avrà la sua seconda iniziazione nel giardino teosofico di Casa Cuseni, la casa di proprietà di Robert Hawthorn Kitson, alla presenza di Annie Besant, di Charles W. Leadbeater, e altri teosofi (J. Tityamanda, George Arundale, C. Janarajadasa) Ritornerà a Taormina, sempre a Casa Cuseni, nel 1914 dove, oltre Annie Besant e a Leadbeater era presente Francesca Arundale con Lady Emily Lutyens, figlia del Governatore delle Indie, Presidentessa della Stella d'Oriente e moglie del celebre architetto Edwin Lutyens (genitori della biografa di Krishnamurti Mary Lutyens) che si pensa abbia disegnato il Tempio per le iniziazioni nel Giardino di Casa Cuseni. Presente in Italia nuovamente nell'estate del 1924, dal 16 agosto al 28 settembre, soggiornò anche in Italia, al castello di Pergine Valsugana in Trentino, con un folto gruppo di seguaci per meditare e prepararsi spiritualmente, ospiti della teosofa americana Annie Halderman.

Quello che stava però cuore a Krishnamurti era la liberazione dell'uomo dalle paure, dai condizionamenti, dalla sottomissione all'autorità, dall'accettazione passiva di qualsiasi dogma, più che la dottrina e gli esercizi della teosofia. Il dialogo era la forma di comunicazione che preferiva. Voleva capire insieme ai suoi interlocutori il funzionamento della mente umana e i conflitti dell'uomo.

Krishnamurti teneva conferenze ai membri dell'Ordine della Stella d'Oriente, organizzazione fondata nel 1911 con l'intento di preparare l'avvento del "Maestro del Mondo", alla quale era stato messo a capo appena sedicenne dalla sua tutrice legale, Annie Besant. Il grande stress psicofisico lo spinse però verso un lento esaurimento nervoso.

La crisi e la trasformazione Krishnamurti studiò anche giurisprudenza in Inghilterra ma non riuscì a superare gli esami e lasciò la facoltà di legge, mentre Nitya, il fratello che viveva con lui, divenne avvocato. Molto presto cominciò a mettere in discussione i metodi teosofici, sviluppando un pensiero indipendente. Il giovane Krishnamurti, sottoposto ad una serie di iniziazioni e continue cerimonie ebbe infine una grave crisi psicologica e fisica dalla quale uscì nel 1922 a Ojai Valley, California, in seguito ad una esperienza mistica che poi raccontò. Queste esperienze intense erano ricorrenti e lui le chiamava "il processo", o con altri nomi. In alcuni manoscritti parlò di un'esperienza spirituale che trasformò la sua vita, ma che fu seguita da anni di acuto e quasi continuo dolore alla testa e alla spina dorsale. Il "processo" proseguì per circa quarant'anni, sebbene in una forma più mite; esso fu in realtà un fenomeno fisico da non confondersi con lo stato di coscienza che ad esso seguiva a cui Krishnamurti si riferiva nei quaderni come alla «benedizione», o la «diversità», l'«immensità» o il "dono di Dio".

Per diversi mesi precedenti Krishnamurti soffrì di svenimenti, cefalea e dolori intensi alla nuca e lungo la colonna vertebrale, eventi che vennero interpretati come necessari per la sua trasformazione spirituale (in seguito, e soprattutto fino al 1961, il cosiddetto "processo" continuò a verificarsi), descritta come "risveglio della kundaliniJayakar (1986), e Mary Lutyens (1975), p. 166; alcuni hanno pensato che soffrisse di epilessia del lobo temporaleDR. ENNAPADAM S. KRISHNAMOORTHY, In a New Light, The Hindu, 2011Radha Rajagopal Sloss (1993), p. 61 considera il processo un evento collegato con una malattia o trauma, suggerendo una possibile epilessia, possibilità rigettata da Lutyens (1990) (sperimentando periodiche crisi parziali semplici e crisi parziali complesse), di emicraniaShanta Rameshwar Rao, Krishnamurti, p. 49, 2005 con aura, di postumi della malaria contratta anni prima, infiammazione del midollo spinale, oppure, infine, che si trattasse di autosuggestione e somatizzazione, dovuta a una percezione acuta e totale del mondo e della vitaRaffaele Catà, La terra senza sentieri. Jiddu Krishnamurti e la filosofia; comunque, questo era seguito dalla capacità di entrare poi in un profondo stato meditativo spontaneo, in cui sperimentava stati alterati di coscienza e intuizioni. Non ricordava esattamente le esperienze (anche se a volte parlò di uno stato di dissociazione sotto anestesia, in cui dialogò con sé stesso) ma ne traeva insegnamenti filosofici. Quel giorno del 1922 Krishnamurti non stava bene e così raccontò l'esperienza successiva di "illuminazione", come per il Buddha avvenuta sotto un albero:

Riguardo a "poteri mistici", all'esoterismo di moda nella teosofia, alla fama di guaritore che alcuni gli attribuirono, fu abbastanza reticente, considerandoli poco importanti o non spiegabili a parole: «è deciso da qualcun Altro. Non posso parlarne. Non mi è consentito, capisci? È molto più serio. Ci sono cose che tu non sai. Enormi, e io non posso dirtele. [...] Io non posso guardare dietro il velo, non posso farlo. [...] Io vedo qualcosa; quello che ho detto è vero: io non potrò scoprirlo mai. Sono sicuro che se altri ci si applicano possono arrivarci»; in un'altra occasione disse che «ora è venuto di moda parlare e fare ricerche sull'occulto. Sembra essere la mania del momento. La persona che vi sta parlando - mi dispiace dover fare questo riferimento - ne sa qualcosa di tutta questa faccenda. Se vi parla di tutte queste cose, è perché sa di cosa parla; vi sta parlando di fatti accaduti, ma considera tutte queste cose assolutamente puerili».

Abbandono della teosofia

Nel 1925 il fratello Nitya, da tempo ammalato di tubercolosi, morì, lasciando Krishnamurti in un profondo sconvolgimento. Questo, assieme all'esperienza avuta, lo allontanò definitivamente dall'ortodossia teosofica, anche se abbandonò la Società solo nel 1929. D'ora in poi fu sempre più in contrasto con i "teosofi", insistendo sull'inutilità dei riti liturgici per la crescita spirituale e rifiutando il ruolo di autorità finché dopo una lunga riflessione, a 34 anni nel 1929 sciolse l'Ordine della Stella, abbandonò ogni incarico e la stessa Società Teosofica, e cominciò a viaggiare per il mondo esprimendo il suo pensiero, basato su coerenza interiore e indipendenza totale da qualunque tipo di organizzazione e religione. Leadbeater (che già anni prima era stato denunciato dal padre di Krishnamurti per sottrazione di minori in quanto lui aveva affidato i figli alla sola Annie Besant) e il giovane filosofo si allontanarono per sempre, mentre Krishnamurti continuò invece ad avere un rapporto affettuoso con la Besant, considerata come una "madre adottiva", fino a quando lei morì nel 1933.

Come Annie Besant, Krishnamurti fu anche membro della Massoneria (ordine e obbedienza mista Le Droit Humain, derivazione della Gran Loggia di Francia, di rito scozzese antico e accettato)Una fotografia di Krishnamurti in paramenti massonici del 18º grado del Rito scozzese antico ed accettato figura in: Jean Iozia, La Société Théosophique, - ses Rites - ses Fondateurs - son Histoire, Ed. Arqa, Marseille, 2021, fotografia n. 76., organizzazione che pure lasciò poco dopo aver abbandonato la teosofia.

Gli incontri e il "ponte" con la scienza Nel 1938 Krishnamurti incontrò Aldous Huxley che divenne suo amico e grande ammiratore (con una reciproca influenza) e nel 1956 conobbe il Dalai Lama Tenzin Gyatso. Intorno agli anni sessanta fece la conoscenza del maestro di yoga B.K.S. Iyengar, dal quale prese lezioni.