Biografia Infanzia Alessandro Farnese nacque a Canino, nella Maremma laziale (oggi provincia di Viterbo), figlio di Pier Luigi I Farnese (1435-1487), signore di Capodimonte, Musignano, Valentano, Gradoli, Piansano, Canino e di Abbazia al Ponte e vicario papale di Canino, e Giovannella Caetani (1440-1468), discendente dalla famiglia di Bonifacio VIII. Egli era il terzo di cinque figli, il primo dei maschi.
Formazione e carriera nella Curia romana Ricevette la prima formazione umanistica a Roma. I suoi precettori furono l'umanista Pomponio Leto per le lettere antiche, la storia e la cultura classica e lo scienziato Alberto Piglio per le discipline matematiche e scientifiche. Ma nella "Città eterna" la sua condotta fu riprovevole. Dopo essere stato per un certo periodo in carcere, venne allontanato dall'Urbe. La famiglia lo inviò alla corte di Lorenzo de' Medici. A Firenze poté assistere alle lezioni di Marsilio Ficino, conobbe Giovanni Pico della Mirandola e incontrò il fior fiore dei rampolli della nobiltà italiana: futuri papi, re, duchi, cardinali, artisti, letterati e poeti. Alla corte medicea fece anche la conoscenza di Giovanni e Giulio de' Medici (entrambi lo precederanno come papi).
Tornato a Roma andò al servizio del papa Innocenzo VIII, che gli assegnò l'ufficio di protonotario apostolico. Il papa Alessandro VI lo nominò cardinale diacono con il titolo cardinalizio dei Santi Cosma e Damiano. La sorella di Alessandro, Giulia Farnese, era l'amante di papa Borgia, il che valse al futuro Papa il soprannome - poco edificante - di «Cardinal Fregnese». Nel 1495 Alessandro ereditò la carica di Legato pontificio di Viterbo. Nel 1502 fu nominato legato della Marca anconitana. Lasciò la legazione nel 1509. Gli anni successivi passarono tra la corte del papa e i possedimenti della famiglia.
Nel 1513 fu avviata la costruzione di Palazzo Farnese a Roma. Non era presente a Roma nei giorni del sacco dei lanzichenecchi (1527). Nel settembre dello stesso anno si stabilì a Parma, della cui diocesi era vescovo. Il 1º giugno 1528 entrò con il papa Clemente VII a ViterboDopo il sacco di Roma il pontefice aveva soggiornato fuori della capitale per oltre un anno. Dapprima si recò a Orvieto; poi soggiornò a Viterbo fino al suo rientro a Roma.. Il 13 dicembre 1532 accompagnò Carlo V d'Asburgo nel suo ingresso a Bologna, dove incontrò il papa Clemente VIICarlo V era già stato a Bologna due anni prima per ricevere l'incoronazione imperiale..
Alessandro Farnese fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1519 e fu consacrato vescovo il 2 luglio successivo dal papa Leone X. Celebrò la sua prima Messa il 29 ottobre dello stesso anno. Nel 1512 fu tra i rappresentanti del papa al Concilio Lateranense V.
Come vescovo di Parma tenne un sinodo nella città ducale, dove incominciò ad applicare i decreti del concilio lateranense"Il concilio ecumenico, convocato con l’intento di riformare i costumi della Chiesa, ma piuttosto blando nei toni conclusivi, produsse come effetto immediato in alcune diocesi la celebrazione di sinodi diocesani convocati dai prelati che vi avevano preso parte. Tuttavia, la carenza di una strategia efficace di rottura con la prassi consueta e di continuità degli interventi rese praticamente inconsistenti i provvedimenti iniziali, che spesso rimasero sulla carta, come nel caso di Parma.
Basti ricordare a titolo di esempio le precise denunce contro le pratiche scandalose e violente che vedevano coinvolti chierici e ancora le lamentele contro il loro costume licenzioso contenute in un memoriale dei primi padri della Compagnia di Gesù indirizzato al nuovo duca Pier Luigi Farnese": Cristina Cecchinelli, Agli esordi del potere farnesiano a Parma: il cardinale Alessandro Farnese vescovo-amministratore della diocesi (1509-1534), Rivista di storia della Chiesa in Italia : 1, Milano, Vita e Pensiero, 2009, p. 112 (2009)..
La sua influenza si accrebbe nel tempo. Pose la tiara papale sul capo di Leone X nel 1513 e presenziò alla cerimonia di incoronazione di Carlo V d'Asburgo a imperatore nel 1530.
Cronologia incarichi 1491: primo incarico nella Curia romana: segretario e protonotario apostolico; 1492: tesoriere della Curia romana; 22 giugno 1492: canonico del capitolo della chiesa di San Lorenzo a Viterbo; 20 settembre 1493: è creato cardinale (età: 25 anni). Vestirà la porpora per 41 anni; 14 novembre 1494 – 15 settembre 1495: è legato pontificio a Viterbo; 1499 – 28 marzo 1509: è vescovo di Montefiascone e di Corneto (oggi Tarquinia); ottobre 1502: è legato pontificio ad Ancona; 29 novembre 1503: creato cardinale della diaconia di Sant'Eustachio; 1507: è nuovamente legato ad Ancona; lascia la legazione delle Marche nel 1509; 18 febbraio 1508 – 5 giugno 1510: amministratore nella Repubblica di Venezia; ottobre 1508: è arciprete della basilica di San Giovanni in Laterano; 28 marzo 1509: è nominato vescovo di Parma (manterrà la diocesi sino all'elezione papale); 6 marzo 1514 – 31 agosto 1522: è amministratore dell'arcidiocesi di Benevento (primo incarico); 2 maggio 1514: è abate commendatario di Sabiona; 28 luglio 1514 – 13 ottobre 1534: è amministratore della diocesi francese di Saint-Pons-de-Thomières; 20 agosto 1515: è abate commendatario del monastero di Fossombrone (Appennino umbro-marchigiano); agosto 1516: creato cardinale protodiacono; 19 maggio 1517: si insedia la commissione incaricata di scoprire la verità sul tentato avvelenamento del papa Leone X. L'accusato è il cardinale Alfonso Petrucci. Tra i membri della commissione figura Alessandro Farnese; 4 novembre 1517: Farnese partecipa alle riunioni preparatorie per l'indizione di una crociata contro il Sultano turco; 13 marzo 1518: è legato pontificio in Germania; 15 giugno 1519 – 9 dicembre 1523: è cardinale-vescovo di Frascati; 1521: amministratore della diocesi di Sulmona-Valva; 9 – 18 dicembre 1523: cardinale-vescovo di Palestrina; 18 dicembre 1523 – 20 maggio 1524: cardinale-vescovo di Sabina; 20 maggio – 15 giugno 1524: è cardinale-vescovo di Porto e Santa Rufina; 15 giugno 1524 - 13 ottobre 1534: è cardinale-vescovo di Ostia e Velletri 3 aprile – 7 giugno 1525: amministratore della diocesi di Anagni; 20 maggio 1527: legato pontificio presso l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V d'Asburgo (tranne una parentesi dall'8 giugno 1528 al 24 luglio 1529 in cui fu legato a Roma); 1528 - 12 gennaio 1530: è amministratore dell'arcidiocesi di Benevento (secondo incarico); 24 gennaio 1530 – 17 maggio 1532: amministratore della diocesi di Bitonto; 15 gennaio 1532: è nominato ambasciatore pontificio in Germania e per le città di Münster e Colonia; il suo compito è ricomporre i dissidi in corso tra le chiese locali; 6 settembre 1533: è nominato consigliere del papa; 1º ottobre 1533: legato a Pisa; 19 gennaio – 8 giugno 1534: amministratore della diocesi di Sora.
Conclavi Come cardinale Alessandro Farnese partecipò a sette conclavi: conclave del settembre 1503, che elesse il papa Pio III conclave dell'ottobre 1503, che elesse il papa Giulio II conclave del 1513, che elesse il papa Leone X conclave del 1521-1522, che elesse il papa Adriano VI conclave del 1523, che elesse il papa Clemente VII conclave del 1534, che elesse papa lui stesso.
Il conclave del 1534
Al conclave parteciparono 33 cardinali. Alessandro Farnese fu eletto papa il 13 ottobre 1534 nel Palazzo Apostolico. Il conclave durò 48 ore: dall'11 al 13 ottobre. Con i suoi 66 anni era il decano del Sacro collegio. Fu incoronato il 3 novembre successivo dal cardinale Innocenzo Cybo.
Il pontificato Contrasto al protestantesimo
Paolo III perseguì una politica di terzietà nelle guerre tra l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V d'Asburgo e il re di Francia Francesco I. Incoraggiò entrambi i sovrani nella lotta contro la diffusione del protestantesimo (degli Ugonotti in Francia e dei Luterani in Germania), anche se Francesco I fu alleato dei Luterani in funzione anti-asburgica.
Nel 1540 inviò come nunzio in Germania il cardinale Giovanni Gerolamo Morone, affiancato l'anno seguente dal cardinale Gasparo Contarini. Nel gennaio 1546 il pontefice sospese dal suo incarico Hermann von Wied, arcivescovo di Colonia sin dal 1515. In aprile lo scomunicò.
Il 17 dicembre 1538 il pontefice scomunicò il re d'Inghilterra Enrico VIII e lo pose sotto interdetto. Successivamente tentò di formare una coalizione di re cattolici contro l'Inghilterra, ma i monarchi dei due principali stati dell'epoca (Francia e Impero), in contrasto tra loro, ne impedirono la realizzazione.
Vista la crescente diffusione delle idee protestanti, il 21 luglio 1542 il pontefice emanò la costituzione Licet ab initio, con la quale fu istituita l'Inquisizione romana, ossia la «Congregazione della sacra, romana e universale Inquisizione del sant'Uffizio»I primi passi dell'Inquisizione Romana: tre lettere di papa Paolo III (1542, 1543, 1548), in: .
Concilio di Trento
Nel 1534 tutta l'Europa era attraversata da laceranti tensioni religiose tra cattolici e protestanti. Per contrastare il diffondersi della Riforma protestante Paolo III decise di allargare il collegio cardinalizio con l'inserimento di figure che, in modo diverso, erano favorevoli a una riforma cattolica: Gasparo Contarini, Gian Pietro Carafa, Giovanni Gerolamo Morone e l'inglese Reginald Pole.
Il pontefice aveva bisogno che Francia e Germania assicurassero la propria neutralità, cioè che non influenzassero i lavori del concilio. A questo fine nel 1537 effettuò una visita ufficiale presso l'imperatore Carlo V d'Asburgo, cui promise che la sede del concilio sarebbe stata Mantova. Ma il duca della città lombarda fece mancare il proprio appoggio: affermò di non potere sostenere le spese di un'assise di livello internazionale. Paolo III scelse allora Vicenza (la Repubblica di Venezia aveva buoni rapporti sia con i tedeschi sia con i francesi), ma il concilio non poté incominciare perché nel frattempo era scoppiato un conflitto tra Francia e Impero. Paolo III dovette quindi attendere la cessazione del conflitto.
Il 22 maggio 1542 Paolo III indisse il concilio (bolla Initio nostri) per il 1º ottobre dello stesso anno (Kalendas octobris) a Trento. Trento fu considerata la scelta più opportuna in quanto si trovava a metà strada tra Roma e la Germania ed era sede di un principato vescovile appartenente all'Impero germanico. A causa dello stato di guerra in cui versavano ancora alcune nazioni, il concilio fu sospeso il 6 luglio del 1543. Venne riconvocato l'anno dopo con la bolla Laetare Jerusalem (19 novembre 1544). Il Concilio si aprì solennemente a Trento il 13 dicembre 1545, III domenica di Avvento, nella cattedrale di San Vigilio, a fare gli onori di casa il principe-vescovo Cristoforo Madruzzo. Il pontefice era rappresentato da tre cardinali: Giovanni Ciocchi del Monte (che nel 1550 diverrà papa con il nome di Giulio III), Marcello Cervini (anch'egli diverrà papa - ma per soli 23 giorni - con il nome di Marcello II nel 1555) e Reginald Pole.
Il Concilio contò inizialmente pochi prelati, quasi tutti italiani, e fu quasi sempre controllato dai delegati pontifici. Per i primi due anni i padri conciliari dibatterono su questioni di carattere procedurale, mancando l'accordo tra il papa e l'imperatore: infatti mentre l'imperatore cercava di portare il dibattito su temi riformisti, il papa cercava di portarlo, invece, più su temi di carattere teologico.