Larea archeologica di Fiesole comprende i resti monumentali dell'antica Faesulae, distribuiti su circa tre ettari nella conca settentrionale della città: un teatro, un impianto termale, un tempio etrusco-romano e un tratto delle mura etrusche, cui si affianca il museo archeologico che ne conserva i reperti. Il complesso restituisce testimonianze comprese tra l'età etrusca e la tarda età romana, fino alle sepolture di età longobarda..
Inquadramento storico
L'area conserva i resti dell'antica Faesulae (in greco Φαίσουλαι; nome etrusco Vipsl, attestato epigraficamente),. una delle principali città dell'Etruria settentrionale..
Abitato fin dal Neolitico, il sito si sviluppò sulle due alture contrapposte oggi occupate dal convento di San Francesco e dalla chiesa di Sant'Apollinare, dove, nell'area del tempio, sono stati riconosciuti resti riferibili a capanne di età villanoviana. Le fasi più antiche (bronzo finale, villanoviano, orientalizzante, arcaismo) sono documentate soprattutto da frammenti ceramici e da materiali di provenienza tombale; il deposito di bronzetti votivi dell'ex villa Marchi (databile tra la fine del VI e il V secolo a.C.) e l'attività della bottega delle cosiddette «pietre fiesolane» inducono a ipotizzare un'organizzazione di tipo urbano già nel VI secolo a.C.. Fiesole acquistò tuttavia un rilievo particolare solo a partire dal tardo arcaismo: prima del IV secolo a.C. non appare più importante degli altri centri dell'area, mentre entro il IV secolo era divenuta il centro dominante della media valle dell'Arno, come attestano la cinta muraria, lunga circa 2,5 km, e il tempio dell'area archeologica, poi inglobato nelle costruzioni romane.; .
Prodotto tipico della città e del suo territorio sono le «pietre fiesolane», stele e cippi funerari in pietra serena usciti da una scuola scultorea locale sorta nel tardo arcaismo. Le stele, a decorazione in basso rilievo, presentano un repertorio figurativo di armati, sacerdoti, satiri, figure femminili sedute, scene di banchetto e di danza, giocatori di dadi e animali reali o fantastici, che qualifica i destinatari come appartenenti al ceto aristocratico; l'esemplare più antico, la stele di Larth Ninie, è databile intorno al 520 a.C. e si confronta con le stele arcaiche di Volterra. La loro diffusione, dal Mugello al Pistoiese, segna l'ampiezza dell'influenza culturale di Fiesole, in rapporto soprattutto con Volterra e Chiusi; in età ellenistica la ceramica a vernice nera volterrana giunge a Fiesole e vi ispira una produzione locale di ceramica grigia.. Secondo una tradizione riferita da Silio Italico, la città era inoltre rinomata tra gli Etruschi per l'interpretazione dei fulmini, ramo della disciplina etrusca..
Durante la guerra sociale Fiesole fu occupata da Lucio Porcio Catone; per essersi schierata con Mario nella successiva guerra civile, dovette accogliere una colonia di veterani di Silla, contro i quali si ribellò nel 78 a.C. Nel 63 a.C. appoggiò Catilina, che vi radunò l'esercito dei congiurati prima della battaglia di Pistoia. Da allora la città entrò stabilmente nell'orbita romana e furono edificati i monumenti dell'area archeologica: il tempio, ricostruito dopo gli incendi legati a quelle vicende belliche, il teatro e le terme.. La città romana conobbe una fase di prosperità tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., cui seguì la crisi del V secolo; secondo Procopio di Cesarea, Faesulae fu a lungo contesa tra Goti e Bizantini durante la guerra greco-gotica, tra il 539 e il 542. Dalla fine del VI secolo, in età longobarda, l'area monumentale settentrionale, con teatro, terme e tempio ormai in rovina, fu trasformata in necropoli.; .
Storia degli scavi
L'esplorazione dell'area, all'epoca ridotta a un podere del Capitolo della cattedrale, ebbe inizio nel corso del XVIII secolo con il canonico Angelo Maria Bandini e proseguì nei primi anni dell'Ottocento con i saggi del barone prussiano Friedrich von Schellersheim, nel podere detto Buche delle Fate, dove tornarono alla luce strutture di età romana.; ; .
Gli scavi sistematici furono avviati nel 1870 dalla Commissione governativa per le antichità etrusche. Nel 1873 il Comune di Fiesole acquistò i terreni che costituiscono l'attuale area archeologica e nel 1877 fu istituita una Commissione archeologica comunale, diretta da Demostene Macciò, che riportò in luce il teatro nell'arco di circa un ventennio e ne curò anche i restauri.. Lo scavo di parte della necropoli longobarda impiantata sopra il tempio etrusco-romano fu condotto da Edoardo Galli, ispettore del servizio per le Antichità etrusche, tra il 1910 e il 1912: le tombe, di struttura semplice e disposte su file regolari, coprivano l'intera area dell'edificio, con maggiore densità in corrispondenza dell'antica cella ancora in parte visibile, e reimpiegavano materiali delle costruzioni etrusche e romane.; . La ripresa sistematica dell'esplorazione fu decisa nel 1952 dal soprintendente Giacomo Caputo, che promosse un nuovo rilievo topografico dell'area, in scala 1:200, e la ricerca stratigrafica fino alla roccia; in questa fase, negli anni cinquanta e sessanta, furono indagate le strutture etrusche del tempio, mentre le terme erano già state scavate a partire dal 1871-1872.; .
Interventi di consolidamento e restauro si sono succeduti nel corso del XX secolo. Tra il 2004 e il 2006 furono restaurati le gradinate e il proscenio del teatro; nel 2016 risultavano oggetto di degrado e di interventi conservativi le vasche del calidarium, del laconicum e del labrum delle terme, nonché il pulpitum, la cavea e la crypta del teatro..
Il teatro romano
Il teatro, in passato attribuito all'età sillana per l'aspetto arcaico della costruzione, è oggi datato all'ultimo quarto del I secolo a.C.: lo scavo stratigrafico condotto nel 1958 dietro la cavea ha restituito, negli strati anteriori all'edificio, materiali databili ai primi anni del regno di Augusto, confermando la datazione augustea.. L'edificio rimase in uso, con rinnovamenti della decorazione della scena in età imperiale, fino al III secolo d.C.
La cavea, secondo il modello di tradizione greca, poggia nella parte centrale sulla roccia del pendio, mentre le estremità sono sostenute da strutture voltate corrispondenti ai parodoi; queste davano accesso anche ai posti inferiori e ai sedili marmorei dell'orchestra, riservati ai personaggi eminenti, al di sopra dei quali si trovavano le logge dette tribunalia. Le gradinate, in parte scavate nella roccia, sono divise da scalette in settori a cuneo, dei quali si conserva originale la parte destra; l'accesso avveniva attraverso i vomitoria..
L'orchestra conserva tracce di un pavimento a mosaico policromo ed era chiusa frontalmente dal pulpitum e sul fondo dalla frons scenae, ai lati dalle versurae. Della frons scenae resta la fondazione con le tre porte per gli attori (la porta regia centrale e le due portae hospitales laterali); dalla versura orientale, attraverso un passaggio voltato, si raggiungeva il portico dietro la scena, del quale sopravvivono nove pilastri ampiamente restaurati, e i magazzini per i costumi. Un ambiente semicircolare dietro la versura occidentale serviva alla manovra del sipario.. Del rivestimento marmoreo del fronte scenico restano frammenti di lastre decorate con motivi vegetali e scene mitologiche, tra cui una raffigurazione di Dioniso con la pantera; l'analisi stilistica ne colloca il rifacimento intorno al III secolo d.C.. In una fase successiva, verso la cavea prospettava una struttura a tre nicchie interpretata come ninfeo; è invece da escludere, come pure era stato ipotizzato, la presenza di un tempio o di un portico soprastanti la cavea.. Il teatro ospita tuttora nella stagione estiva le rappresentazioni dell'Estate fiesolana..
Le terme
Alle spalle del teatro sorgono i resti delle terme, considerate uno dei più antichi edifici termali d'Italia e databili, per la tecnica muraria, ai primi decenni del regno di Augusto; furono probabilmente arricchite di marmi in epoca successiva e vennero scavate a partire dal 1871-1872.. La loro storia architettonica non è ricostruibile con precisione a causa dei pesanti restauri seguiti allo scavo..
L'impianto si articolava in una parte esterna, con due vasche di cui la maggiore per l'immersione, e in una parte coperta destinata ai bagni caldi. Tra le due vasche si riconosce un ambiente forse identificabile con un criptoportico, affiancato da due lunghe sale rettangolari interpretate come ali di un portico; sul lato settentrionale un muro più basso lasciava spazio a un porticato affacciato sulla valle del Mugnone. La parte coperta comprendeva i tre ambienti canonici, da sud a nord: il calidarium, con pavimento in opus signinum sostenuto da pilastrini di laterizio per il passaggio dell'aria calda e tre piccole vasche; il tepidarium; e il frigidarium, l'ambiente più settentrionale e più antico, suddiviso da tre arcate. Il riscaldamento era assicurato da tre forni. L'acqua era addotta da sud, proveniente dalla zona di Montereggi tramite un condotto in parte a cielo aperto.. L'abbandono delle terme non è databile con certezza, ma i restauri del III secolo ne attestano l'uso fino all'ultima fase di prosperità della città, prima della crisi del V secolo.
Il tempio
Il tempio sorge all'estremità settentrionale dell'area, in un luogo destinato al culto almeno dal VI secolo a.C., come attestano i resti di un edificio più antico cui appartiene un'antefissa policroma con testa di Medusa.. Il tempio etrusco vero e proprio rappresentò la prima sistematica organizzazione dell'area, forse connessa alla costruzione delle mura; le sue strutture più antiche sono databili tra la fine del IV secolo a.C. e gli inizi del III secolo a.C. È l'unico tempio etrusco di Fiesole di cui si conservino parzialmente le pareti in pietra e appartiene al tipo tuscanico descritto da Vitruvio: alto basamento, pars antica colonnata e pars postica tripartita in una cella e due ali, con gradinata d'accesso. Davanti all'edificio si conserva un altare con cornice a ovolo.; . Gli scavi degli anni cinquanta vi hanno riconosciuto due fasi edilizie (un primo tempio degli inizi del III secolo a.C. e una ricostruzione di età romana), oltre a resti di frequentazione più antichi, fino a tracce riferibili a capanne preistoriche.; .
In età romana il tempio fu ricostruito, tra l'età augustea e quella imperiale, senza alterarne la pianta originaria, in ossequio alle prescrizioni dell'aruspicina.. Nella risistemazione del III secolo d.C. il piano di calpestio fu rialzato, portando a circa quattro metri il dislivello rispetto al livello etrusco del IV secolo a.C.; il tempio cadde poi in disuso, probabilmente nel V secolo, e sull'area fu impiantata una necropoli longobarda.. Gli ex voto anatomici e un bronzetto raffigurante una civetta rinvenuti nel deposito votivo fanno pensare al culto di una divinità salutare, forse Minerva Medica.
Le mura etrusche
Il lato settentrionale dell'area è chiuso da un tratto delle mura etrusche, realizzate con grandi blocchi di arenaria (pietra serena) in opera pseudoisodoma. La cinta cittadina, lunga circa 2,5 km, è stata attribuita al III secolo a.C., con la possibilità che la parte più elevata (l'arce, corrispondente al colle di San Francesco) risalga al V secolo a.C.; i saggi condotti nell'area archeologica hanno tuttavia mostrato che in questo tratto il muro è strettamente legato alla sistemazione romana della zona, tanto da far ipotizzare per esso una funzione di terrazzamento più che di difesa.. Presso le terme si conservano le basi di cinque pilastri di un piccolo porticato addossato alle mura in età romana..
Altri reperti