Nei primi anni novanta fu tra i più attivi leader sindacali del paese. Entrò successivamente in politica, riuscendo a farsi eleggere sindaco di Bucarest nel giugno 1996 con il sostegno della Convenzione Democratica Romena.

Su indicazione del presidente della Romania Emil Constantinescu, rivestì l'incarico di primo ministro della Romania dal 12 dicembre 1996 al 30 marzo 1998. Il suo fu il primo governo di centro-destra nella storia della Romania dopo il 1989. Da premier provò a promuovere politiche di liberalizzazione e privatizzazione per favorire la transizione del paese ad un'economia di mercato.

Fu a due riprese presidente del Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (2001-2004 e 2011-2012) e per un biennio leader di una formazione scissionista sorta in seno a quest'ultimo, l'Alleanza Nazionale Cristiano Democratica (1999-2001).

Nel 2012 si iscrisse al Partito Nazionale Liberale, nelle cui liste ottenne l'elezione al senato in occasione delle elezioni parlamentari di quell'anno.

Dall'aprile 2014 al giugno 2019 fu avvocato del popolo.

Formazione e carriera professionale Si laureò nel 1979 presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, con specializzazione in diritto civile e commerciale e in diritto processuale civile. Nel 1983 seguì corsi postuniversitari in diritto civile, commerciale, diritto del lavoro e diritto processuale civile all'Università di Bucarest. Conseguì successivamente il titolo di dottore in diritto processuale civile presso lo stesso ateneo (1990) e in management presso la Case Western Reserve University (1992)...

Tra il 1979 e il 1984 fu giudice presso la procura del settore 5 del tribunale municipale di Bucarest, competente in cause civili. Fu, quindi, procuratore nel quadro della direzione per le cause civili della procura generale della Romania, dove lavorò fino al 1988. Tra il 1984 e il 1990 insegnò legge all'Università di Bucarest in qualità di assistente e lettore.

Negli anni 2000 Ciorbea fu presidente della fondazione ANCD. Nel 2004 aprì a Bucarest insieme alla moglie il proprio studio di avvocatura, che condusse fino all'aprile 2014. Rinunciò a tutte le altre mansioni, infatti, per assumere l'incarico di avvocato del popolo.

Attività sindacale Dopo la rivoluzione del 1989 divenne una delle più influenti figure del panorama sindacale rumeno. Nel febbraio 1990 fu nominato presidente della Federazione dei sindacati liberi dell'istruzione (FSLI), del quale fu leader fino al giugno 1996.

Nel giugno 1990 venne eletto a capo della Confederazione Nazionale dei Sindacati Liberi della Romania (CNSLR), considerata da diversi osservatori come una struttura di ideologia procomunista.. Nel corso della sua presidenza, però, lo stesso Ciorbea dichiarò di essere riuscito ad allontanare dalle posizioni di vertice numerosi funzionari nostalgici del regime, trasformando il sindacato in un'associazione distante da tali influenze politiche. Nel giugno 1993 la CNSLR siglò un accordo con l'organizzazione sindacale Fratellanza (Frăția), che portò alla fusione delle due strutture, risultando il più grande sindacato del paese con oltre 3,7 milioni di iscritti. Ciorbea fu confermato presidente anche del nuovo gruppo, al fianco di Miron Mitrea.. L'associazione fu al centro delle numerose manifestazioni di protesta contro il peggioramento delle condizioni vita avvenuto nei primi anni novanta, che costrinsero il governo Văcăroiu a dure concertazioni con gli organi sindacali.. Ritiratosi dal CNSRL-Frăția per divergenze politiche con Mitrea., nell'ottobre 1994 fondò la Confederazione dei sindacati democratici della Romania (CSDR), che lasciò nel giugno 1996 per occuparsi di nuovi incarichi politici.

Figura di alto profilo del mondo sindacale, rappresentò la Romania alle conferenze dell'Organizzazione internazionale del lavoro (1990-1996), fu membro del comitato esecutivo della Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi (1993-1994) e membro osservatore del comitato esecutivo della Confederazione europea dei sindacati (1993-1994).

Carriera politica

Inizi e Convenzione Democratica Romena Nel 1990, prima di impegnarsi attivamente nella vita sindacale, si iscrisse al Partito Democratico del Lavoro (PDM), che lo candidò senza successo alle elezioni parlamentari di quell'anno come rappresentante del distretto di Alba. Alle successive elezioni del 1992, invece, si candidò nelle liste di un partito costituito dalla confluenza di diverse sigle sindacali, la Convenzione della Solidarietà Sociale (CSS), fondata da Claudiu Iordache, dissidente proveniente dal Fronte di Salvezza Nazionale di Ion Iliescu. Il partito, però, si sciolse subito dopo la tornata elettorale, dopo aver ottenuto lo 0,32%.

Ciorbea fu al contempo iscritto alla più importante organizzazione non governativa anticomunista per il consolidamento della società civile nata in Romania dopo il 1989, Alleanza Civica. In AC partecipò al suo consiglio direttivo (1994-1996), posizione che gli permise di rappresentarla in qualità di membro osservatore in seno al consiglio nazionale e al comitato esecutivo della Convenzione Democratica Romena. Quest'ultima era una composita coalizione di centro-destra sostenuta da Alleanza Civica, nonché da altri partiti e associazioni d'opposizione che contestavano lo status politico dominante del presidente della Romania Ion Iliescu e del suo Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR).

Sindaco di Bucarest

Entrò successivamente a far parte di un partito politico nell'ambito della CDR, iscrivendosi nel 1996 al suo principale componente e fondatore, il Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD). Fu membro del comitato di direzione e, poi, vicepresidente del partito dal 5 dicembre 1997 al 17 aprile 1999.

Il 24 febbraio 1996 il congresso di Alleanza Civica lo propose come candidato a sindaco di Bucarest.. Alle elezioni locali del 1996 l'intera CDR lo sostenne per tale posizione. Ciorbea portò avanti un programma elettorale chiamato "Contratto con i bucureștenii", composto sulla falsariga del "Contratto con la Romania" presentato dalla CDR a livello nazionale.. Pur partendo in svantaggio rispetto al rappresentante del PDSR Ilie Năstase, che a inizio campagna secondo i sondaggi era addirittura all'86%, Ciorbea recuperò il distacco. Tra primo turno e ballottaggio riuscì a siglare un accordo con il candidato del Partito Democratico (PD), Anton Vătășescu, che gli garantì il proprio sostegno al secondo turno e aprì la strada per un'alleanza tra i due partiti in seno all'amministrazione cittadina. Ciorbea vinse le elezioni del 16 giugno 1996 con il 56,74% dei voti. I buoni risultati a capo del municipio gli valsero nei mesi successivi una quota di fiducia da parte degli elettori del 70%.. Tra i compiti collegati alla veste di primo cittadino nel 1996 fu indicato come membro del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa e come presidente della Federazione dei municipi della Romania (8 agosto 1996-30 marzo 1998).

Sebbene fosse entrato in carica nel giugno 1996, rimase titolare della sola posizione di sindaco solamente fino al dicembre dello stesso anno, quando assunse la funzione di primo ministro. In sua sostituzione al municipio di Bucarest indicò ad interim Viorel Lis. Seppur premier, in assenza di specifici divieti legali, Ciorbea mantenne formalmente anche l'incarico di sindaco, situazione che generò un intenso dibattito giuridico e costituzionale sulla possibilità di rivestire il doppio ruolo..

Primo ministro Il 29 novembre 1996 fu designato quale primo ministro dal nuovo presidente della Romania Emil Constantinescu (CDR). Ciorbea, stretto collaboratore del capo di Stato, godeva del sostegno di una coalizione composta da CDR, Unione Social Democratica (USD, coalizione guidata dal Partito Democratico di Petre Roman) e Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR). Il suo governo fu investito l'11 dicembre 1996 con 316 voti a favore, 152 contro e 6 astensioni.. Si trattò di un esecutivo in cui le decisioni politiche erano prese dai leader dei vari partiti con il coordinamento del presidente Constantinescu, strategia che indeboliva l'autonomia del primo ministro..

Ciorbea si confrontò con i gravi problemi economici ereditati dal precedente governo, quali l'inflazione in crescita, la crisi del sistema bancario, il ritardo nelle privatizzazioni e l'inefficienza delle società pubbliche. Grazie al sostegno di Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale annunciò ampie modifiche strutturali che avrebbero agito su tali questioni. Il 30 gennaio 1997 Ciorbea si rivolse alla popolazione comunicando la necessità di un programma fatto di sacrifici inevitabili, imperniato sulla riduzione della spesa pubblica, sulla liberalizzazione dei prezzi, sulla riforma del sistema bancario e sull'accelerazione del processo di privatizzazione e riorganizzazione delle industrie statali nei settori strategici...... Nel ricoprire la carica di primo ministro Ciorbea si rese promotore di decisive misure volte a favorire la transizione del suo paese da un'economia di matrice statalista al libero mercato. Nei suoi quindici mesi in carica il governo emanò le leggi per la trasformazione in società commerciali delle aziende a capitale pubblico in regime di monopolio, per la privatizzazione delle banche, per la ristrutturazione del settore minerario (a costo della messa in disponibilità di migliaia di lavoratori), per la liberalizzazione dei prezzi e del tasso di cambio.

Tra i punti prioritari dell'agenda di governo vi furono il continuo avvicinamento diplomatico ai paesi occidentali e il tentativo di aderire alla NATO già nell'estate 1997.. Al summit di Madrid dell'8 luglio 1997, però, l'organizzazione respinse la richiesta di associazione della Romania, mentre accettò quelle di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Tale fallimento alimentò diversi malumori nella coalizione a causa della speciale attenzione riposta dal governo sull'argomento..

Gli effetti delle prime misure della terapia shock ebbero le proprie ripercussioni tra la primavera e l'estate del 1997, periodo segnato dall'aumento dell'inflazione, nonché dalla diminuzione della produzione e del consumo interno. I primi sei mesi di governo furono caratterizzati dal calo del tenore di vita e da scarsi progressi nel campo della privatizzazione delle strutture di Stato. La mancanza di risultati economici nell'immediato portò anche ai primi tumulti sociali, spesso esplosi al di fuori del controllo dei sindacati. Il governo fece fronte alle sollevazioni operaie con grandi concessioni sul piano della protezione sociale, elemento che mitigò il processo di riforma voluto dal primo ministro..

La coabitazione tra i numerosi partiti che componevano il governo si rivelò complessa. Dell'esecutivo facevano parte gruppi dalle ideologie e dagli obiettivi molto diversi. Il Partito Democratico invocò presto una revisione del processo di riforma e diede il via ad un duro ostruzionismo nei confronti di Ciorbea. La legislatura fu di fatto bloccata e rallentata da continui contrasti tra la CDR e il PD, che rifiutò i termini di numerose leggi, tra le quali quella sulla privatizzazione delle aziende agricole statali e quella sulla restituzione delle proprietà private confiscate sotto la dittatura. Contestualmente il ritmo lento delle riforme fu fonte di perplessità da parte del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale, che facevano pressione sul governo affinché prendesse rapidamente delle misure. Nel corso dell'anno CDR e PD continuarono a scontrarsi su diversi punti, come sul taglio delle spese di alcuni ministeri e sulle nomine del direttore del Fondo delle proprietà di Stato (FPS), degli ambasciatori, della Garda Financiară e delle dirigenze delle banche (in primis Bancorex).. Per via di tali divergenze con il tempo l'autorità del primo ministro si sfaldò sia nel partito che nella coalizione..