Il Fondo Monetario Internazionale (in italiano sigla FMI; , IMF) è un'organizzazione internazionale pubblica a carattere universale composta dai governi nazionali di 191 Paesi. Insieme al gruppo della Banca Mondiale, fa parte delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods, dal nome della località in cui si tenne la famosa conferenza che ne sancì la creazione. È stato formalmente istituito il 27 dicembre 1945 con la firma di 44 Stati, entrando in funzione nel maggio del 1946.

Storia Il Fondo Monetario Internazionale fu istituito come parte degli accordi di scambio fatti nel 1944 durante la conferenza di Bretton Woods. Durante la grande depressione molti paesi rapidamente innalzarono barriere verso il commercio di prodotti stranieri, nel tentativo di proteggere le proprie economie in difficoltà. Questo comportò la svalutazione delle monete nazionali e un declino del commercio mondiale. Tale rottura della cooperazione monetaria internazionale fece sentire la necessità di una supervisione. Le rappresentanze dei 45 governi che si incontrarono nel Mount Washington Hotel nella zona di Bretton Woods, New Hampshire, negli Stati Uniti d'America, si accordarono per una cooperazione economica internazionale. I paesi partecipanti erano coinvolti nella ricostruzione dell'Europa e dell'economia mondiale dopo la seconda guerra mondiale.

Durante la conferenza di Bretton Woods c'erano due visioni diverse sul ruolo che l'FMI doveva assumere come istituzione economica globale IMF History and Structural Adjustment Conditions, UC Atlas of Global Inequality in Economic Crises ultimo accesso 18 marzo 2012: L'economista del Regno Unito John Maynard Keynes immaginava che l'FMI dovesse essere un fondo di cooperazione al quale gli stati membri potevano accedere per mantenere attive le proprie economie e l'impiego durante le crisi periodiche. Questo punto di vista era suggerito dall'azione che aveva intrapreso il governo federale degli Stati Uniti d'America durante il New Deal in risposta alla grande recessione del 1930. Il delegato statunitense Harry Dexter White immaginava un FMI che agisse più come una banca, facendo in modo che gli stati che venivano finanziati dovessero restituire il loro debito nel tempo. Alla fine fu questo il punto di vista a prevalere.F. Cesarano, Gli accordi di Bretton Woods, Bari, Laterza.

Le differenze fra il progetto del Regno Unito esposto da John Maynard Keynes e quello statunitense rappresentato da Harry Dexter White riflettono una fondamentale divergenza di interessi. Il Regno Unito era preoccupato della forte disoccupazione presente negli anni venti e trenta e dal forte indebitamento dovuto a massicce importazioni dei paesi del blocco della sterlina durante la guerra, gli Stati Uniti d'America invece, potevano vantare grossi crediti e gran parte delle riserve auree.Barry Eichengreen, Hegemonic Stability Theories of the International Monetary System, in: R.N. Cooper, B. Eichengreen, C.R. Henning, G. Holtham, e R.D. Putnam, The Brookings Institution, Washington (D.C.). 1989.

Paesi membri

Fanno parte del FMI 190 Stati: 189 membri delle Nazioni Unite e il Kosovo. I Paesi membri dell'ONU che non fanno parte del FMI sono Cuba (ex membro fondatore), Liechtenstein, Monaco e Corea del Nord.

Finalità Nell'articolo 1 dell'Accordo Istitutivo gli scopi dell'FMI sono così definiti: promuovere la cooperazione monetaria internazionale; facilitare l'espansione del commercio internazionale; promuovere la stabilità e l'ordine dei rapporti di cambio evitando svalutazioni competitive; dare fiducia agli Stati membri rendendo disponibili, con adeguate garanzie, le risorse generali del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti; in relazione ai fini di cui sopra abbreviare la durata e ridurre il grado di squilibrio delle bilance dei pagamenti degli Stati membri evitando che questi ultimi ricorrano a misure di svalutazione della propria economia.

In particolare l'FMI dovrebbe regolare la convivenza economica e favorire i paesi in via di sviluppo.

Conseguenze derivanti dalla violazione dello statuto del Fondo In caso di violazione dello statuto dell'FMI da parte di uno degli stati membri dell'organizzazione, si ha una limitazione di due tipologie di diritti: procedurali: per l'esercizio del diritto di voto in seno all'organizzazione e rappresentanza all'interno degli organi; sostanziali: per il termine dei finanziamenti da parte del Fondo.

Struttura La struttura del Fondo è tripartita, per cui gli organi principali sono: il "Consiglio dei governatori" (Board of Governors) a composizione plenaria; il "Consiglio esecutivo" (Executive Board), composto, dal 1º novembre 2024, dai 24 direttori esecutivi (Executive Directors) il "Segretariato", guidato dal direttore operativo (Managing Director), che dura in carica cinque anni.

Il Consiglio dei governatori si riunisce di norma una volta l'anno ed è rappresentato dai Ministri dell'Economia, i cui sostituti sono i rappresentanti delle Banche Centrali. Esercita tutti i poteri che gli sono conferiti dal Fondo, che possono essere delegati al Consiglio esecutivo, ad eccezione dei seguenti: ammissione dei nuovi membri, adozione degli emendamenti allo statuto dell'FMI, aumento delle quote e allocazione dei diritti speciali di prelievo (mezzo di pagamento emesso dall'FMI e distribuito agli stati membri, non sottoposto a politiche di condizionalità per cui non sono richieste ai membri misure da rispettare).

Il Consiglio Esecutivo adotta la decisione di conferire assistenza ai membri e conduce la sua attività su scala costante nel tempo. 5 direttori sono nominati dai 5 Stati che detengono la quota maggiore (Stati Uniti d'America, Giappone, Cina, Germania e Regno Unito) mentre gli altri sono eletti dal Consiglio dei governatori sulla base di un sistema di raggruppamenti di nazioni, le cosiddette constituencies (non necessariamente su base regionale), che in totale attualmente sono 19. Le constituencies sono create sulla base di criteri storici, economici e di prossimità geografica.

Il Segretariato è composto da funzionari che agiscono in nome dell'organizzazione, di conseguenza hanno l'obbligo di indipendenza rispetto agli stati. La presidenza del Segretariato è affidata al direttore operativo, il Managing director, il quale influisce in modo determinante nello stabilire l'ordine del giorno e viene eletto dall'Executive Board.

L'FMI dispone di un capitale messo a disposizione dai suoi membri e il voto all'interno dei suoi organi è ponderato (weighted vote system) a seconda della quota detenuta. Questo fa sì che, considerato che per prendere le decisioni più importanti sono necessarie maggioranze molto alte (i 2/3 o i 3/4 dei voti), gli Stati Uniti d'America e il gruppo dei principali Paesi dell'Unione europea si trovano di fatto ad avere un potere di veto, presi singolarmente (nel caso della maggioranza dei 3/4) o insieme (maggioranza dei 2/3).

Risorse In base allo Statuto dell'FMI, sono quattro le fonti di finanziamento da cui origina il capitale a disposizione dell'organizzazione: quote, versate da ciascuno stato al momento dell'adesione al Fondo per il 75% in valuta nazionale e per il 25% in diritti speciali di prelievo (special drawing rights); accordi di prestito, che il Fondo può concludere con gli stati membri per fornire assistenza finanziaria in base all'art. 7 dello statuto; vendita delle disponibilità di oro, terzo detentore dopo Stati Uniti d'America e Germania; tassi di interesse sui prestiti, utilizzati per le spese operative come gli stipendi del personale.

Disciplina delle quote Il versamento della quota da parte di ciascun membro dell'FMI è previsto al momento dell'adesione. In particolare, l'ammontare è previsto in base alla forza economica di uno stato (reddito nazionale, valore importazioni, valore del tasso di cambio e riserve di valuta estera). Per il 75% lo stato versa la quota in valuta nazionale, mentre per il restante 25% in valuta estera o diritti speciali di prelievo. Dal valore della quota dipendono vari elementi: numero di voti che ciascuno stato esercita in seno all'organizzazione, che è proporzionale al valore della quota; ammontare dell'assistenza che uno stato membro può richiedere; quantità di diritti speciali di prelievo. Lo statuto dell'FMI prevede la possibilità di aumentare il valore delle quote su richiesta dello stato interessato e nel quadro di aggiustamenti generali che si svolgono ogni cinque anni su decisione del Consiglio dei governatori, con una maggioranza richiesta dell'85% dei voti. Inoltre, per modificare il valore delle quote è necessario il consenso dello stato. Tale possibilità è stata prevista per incrementare le risorse che il Fondo ha a disposizione nell'ambito dell'assistenza finanziaria e per rendere la distribuzione delle quote uno specchio realistico dei rapporti economici tra gli stati.

Disciplina dei diritti speciali di prelievo Il 1° emendamento allo statuto dell'FMI degli anni '60 conferì al Fondo il potere di emettere ed allocare i diritti speciali di prelievo (Special drawing rights o SDR). Il Fondo istituì tale meccanismo in conseguenza della grave crisi di deficit commerciale che colpì gli Stati Uniti alla fine del 1950. A questa situazione corrispose, d'altra parte, un avanzo commerciale di alcuni paesi europei e del Giappone. Le banche Centrali di questi paesi disponevano di ingenti quantità di dollari statunitensi che tuttavia non potevano convertire, data la limitatezza delle riserve in oro della Federal Reserve Bank. Data la possibilità per gli Stati Uniti d'America di richiedere assistenza, il Fondo introdusse il nuovo mezzo di pagamento sui mercati internazionali, cioè i diritti speciali di prelievo. L'obiettivo di questo regime era quello di rendere i diritti speciali di prelievo la principale riserva di valuta nel sistema monetario internazionale; d'altra parte però, il Fondo poteva allocare questo nuovo mezzo di pagamento, se necessario, per soddisfare il bisogno globale di lungo periodo, affiancandolo alle altre valute. La decisione sull'allocazione degli SDR viene adottata dal Consiglio Esecutivo su proposta del Segretariato con il consenso del Consiglio esecutivo, con una maggioranza dell'85% dei voti totali ogni 5 anni, se lo stato membro si dichiara favorevole. Una volta stabilito l'ammontare dei diritti speciali di prelievo, questi vengono distribuiti agli stati membri dell'organizzazione in misura proporzionale alle quote versate.

Ripartizione delle quote e dei voti