Il floppy disk è un supporto di memoria digitale di tipo magnetico inventato dalla IBM e molto diffuso tra gli anni 1970 e 1990.Floppy disk è un prestito dell'inglese. La traduzione letterale di floppy disk è disco flessibile. In molti sistemi operativi, tuttavia, la parola disk veniva tradotta, generando il formalismo "disco floppy". Era anche generalmente noto come dischetto o floppy.

Sin dall'epoca della sua diffusione più ampia, il floppy è raffigurato come simbolo del salvataggio nelle grafiche di programmi informatici e siti web.

Storia

Nato nel 1967, subì un continuo sviluppo fino agli anni ottanta, che lo portò a diventare sempre più piccolo e contemporaneamente più capiente, essendo diffusamente utilizzato come memoria di massa economica. All'inizio degli anni novanta, l'aumento delle dimensioni del software costrinse a distribuire molti programmi su più di un floppy disk, inserendo una parte di software in ciascun disco. In quel decennio la distribuzione del software migrò gradualmente verso i CD-ROM e furono introdotti nuovi formati di backup a più grande capacità (ad esempio lo Iomega Zip disk). Un tentativo alla fine del decennio di rilanciare l'uso dei floppy disk fu quello del SuperDisk (LS120-LS240) con una capacità di 120/240 MB, compatibile con lo standard floppy da 3½ pollici, sviluppato dalla Imation, divisione della 3M, senza però riscontrare il favore del mercato. Un supporto di diffusione maggiore fu lo Zip drive, con un formato proprietario non compatibile con i floppy da 3½", più capiente (fino a 750MB), sviluppato dalla Iomega.

Con l'avvento di Internet, delle economiche reti Ethernet e delle pendrive USB, i floppy disk diventarono obsoleti anche nel trasferimento dati e furono totalmente dismessi ed eliminati dal mercato (all'incirca nella prima metà degli anni 2000). I produttori di computer, inizialmente riluttanti a rimuovere le unità floppy disk (tipicamente da 3½) dai loro nuovi modelli di PC per conservare la retrocompatibilità, ne rimossero gradualmente i supporti fino alla loro totale scomparsa. Apple fu il primo produttore ad eliminare del tutto le unità floppy disk dai propri modelli con l'uscita dell'iMac nel 1998, mentre la Dell li propose come aggiuntivi fino al 2003. Sony annunciò che da marzo 2011 avrebbe terminato la produzione di floppy disk. Verbatim anche se in un primo momento dichiarò di aver intenzione di continuare la loro produzione, decise, tuttavia, di cessarla nel 2015.

La flotta di Boeing 747-400 di British Airways, fino al suo ritiro dal servizio nel 2020, ancora floppy disk da 3 pollici e mezzo per caricare il software di avionica.

Tipologia

I floppy disk, raggruppati per dimensioni, sono di tre tipi: quelli originali da 8 pollici (oltre 20 cm di lato), fortemente voluti e introdotti da IBM; i floppy da 5,25 pollici (oltre 13 cm di lato), detti anche mini floppy disk, familiarmente chiamati anche minifloppy e, evoluzione inventata e diffusa inizialmente da Shugart e Wang Laboratories per cui lo stesso Alan Shugart lavorava; infine quelli da 3,5 pollici (8,89 cm di lato), chiamati anche micro floppy disk o solo microfloppy o ancora con la sigla MFD, come voluto dall'azienda che li ideò, Sony.

I tipi comuni vengono normalmente indicati con le seguenti grafie alternative brevi: floppy disk (formato nativo): FD, FD 8" mini floppy disk: FD 5.25", FD 5¼, FD 5¼" microfloppy disk: MFD, FD 3.5", FD 3½, FD 3½"

Oltre a questi formati, esisteva anche un formato FD 2½" (o PRD, o ancora Perpendicular Recording Disk) inventato in origine da Valdemar Poulsen, poi perfezionato da Shun-Ichi Iwasaki, e quindi sviluppato da Nakamura e Hitachi applicandolo ai dischi magnetici digitali all'interno di un modello attuabile in scala industriale. Questo formato, decisamente meno usato, fu finito di realizzare e introdotto quindi a livello commerciale dalla Maxell (all'epoca peraltro già acquisita da Hitachi). Questi supporti permettevano una densità 10 volte maggiore rispetto ai concorrenti, ma il successo ne fu ostacolato dalla complessità costruttiva molto superiore e dai costi di produzione non favorevoli, ma l'idea è stata poi riciclata introducendola nel campo degli hard disk sempre ad opera di Hitachi e con nuovi brevetti anche di Toshiba.

Furono pressoché meteore e di scarsa diffusione, invece, altri due formati: FD 3¼" della Dysan e FD 3" di Hitachi.

La densità dei floppy disk veniva indicata con le seguenti sigle: SD = Single Density (densità singola) DD = Double Density (doppia densità) QD = Quad Density (quadrupla densità) HD = High Density (alta densità) ED = Extra-high Density (densità extra) LS = Laser Servo HiFD = High capacity Floppy Disk SS = Single Sided (singola faccia di memorizzazione) DS = Double Sided (doppia faccia di memorizzazione)

Comunemente detti floppy (in inglese diskette, nome volutamente scelto per essere simile alla parola cassette), erano diffusissimi negli anni ottanta e negli anni novanta, usati su piattaforme di home e personal computer come l'Apple II, il Macintosh, il Commodore 64, l'Amiga e il PC IBM al fine di distribuire software, trasferire dati tra più calcolatori, fare piccoli backup o comunque salvare dati da riutilizzare. Prima che i dischi rigidi divenissero popolari sui PC, i floppy disk erano spesso usati per memorizzare anche il sistema operativo dei PC, il software applicativo e altri dati. Molti computer domestici avevano il kernel primario del proprio sistema operativo memorizzato permanentemente in una memoria ROM, ma il resto del sistema operativo era su un floppy disk che doveva essere inserito ogni volta che si accendeva l'elaboratore, sia che si trattasse di un sistema proprietario, sia di CP/M, sia, più tardi, del DOS.

Floppy disk da 8 pollici

I floppy disk nacquero nel 1967 quando l'ingegnere fisico Alan Shugart, che nell'IBM ricopriva il ruolo di Direct Access Storage Product Manager, mise a punto un sistema semplice e poco costoso per caricare microcodice sui suoi mainframe System/370. Il risultato fu un disco di sola lettura, di 8 pollici (20 cm) di diametro, chiamato "memory disk". La prima commercializzazione è avvenuta nel 1971.

La prima azienda a incorporarlo in un personal computer fu Olivetti, presentando alla fiera di Hannover nell'aprile del 1975 il P6060.

Il dischetto aveva una capacità di 79,7 kB, su un lato singolo, a densità singola.

Negli ultimi anni di vita, venne creato il dischetto da 1,2 mb che sfruttava entrambi i lati e con alta densità.

Floppy disk da 5¼ pollici

I floppy disk da 5¼ pollici avevano un largo foro circolare al centro e una piccola apertura ovale su entrambi i lati della plastica per permettere alle testine di leggere e scrivere i dati. Il supporto magnetico veniva fatto girare attraverso un albero motore che entrava nel foro centrale.

Un piccolo incavo sul lato destro del floppy serviva per identificare se era in modalità di sola lettura oppure se era possibile scriverci sopra. Questo veniva rilevato da un interruttore meccanico o da un fototransistor.

Per proteggere il disco dalla scrittura era necessario chiudere l'intaglio laterale con una piccola etichetta autoadesiva.

Un'altra coppia di LED e fototransistor posti vicino al centro del disco servivano per rilevare un piccolo foro praticato nel disco e sincronizzare il sistema di lettura/scrittura con la rotazione del disco.

Esistevano anche dei dischi forniti di una serie di fori utilizzati per identificare i singoli settori, tali dischi erano denominati hard sector in contrapposizione a quelli con un foro singolo, denominati soft sector.

Alcuni sistemi operativi, quali ad esempio l'Apple DOS, non usavano tale metodo di indicizzazione, e quindi i drive usati da tali sistemi non avevano il sensore del foro di indicizzazione.

All'interno il disco era separato dalla custodia da uno strato di un particolare tessuto avente la funzione di ridurre l'attrito tra il media e la custodia esterna e di mantenerlo pulito bloccando la polvere.

La custodia esterna era di solito composta da un foglio ad unica sezione, ripiegato con i lembi incollati o termosaldati.

Esistevano quattro tipi di dischi (le capacità sono riferite alla formattazione con MS-DOS a file system FAT): Singola faccia, densità singola capacità formattata 160 kB (usati sul PC IBM) Doppia faccia, doppia densità capacità formattata 360 kB (Usati dal IBM XT e dai sistemi compatibili) Doppia faccia, alta densità capacità formattata 1200 kB (usati sul IBM AT e successivi) Doppia faccia, densità estesa capacità formattata 2400 kB (modelli rari)

I drive forniti con molti home computer, come ad esempio il 1541 del Commodore 64, erano del tipo a singola faccia e non usavano il foro di sincronizzazione. Per poter utilizzare il secondo lato del disco era necessario ricavare una seconda "tacca" sul bordo del disco per abilitare la scrittura sul secondo lato. L'intervento era realizzabile in pochi secondi con un comune paio di forbici, ma ci fu ugualmente un fiorente mercato di strumenti specifici, chiamati disk notcher. I floppy così modificati venivano chiamati flippies. Ovviamente era necessario sfilare il floppy dal drive e reinserirlo capovolto per sfruttare la seconda faccia, ma il risparmio era notevole .

Floppy disk da 3½ pollici

Il floppy da 3½ pollici, inventato dalla giapponese Sony, è composto da una custodia in plastica rigida, con all'interno un sandwich composto da tessuto - supporto magnetico - tessuto, come sui dischi da 5¼. Presenta su entrambi i lati una piccola apertura che permette di leggere e scrivere i dati, protetta da una copertura metallica a molla che viene spinta lateralmente scoprendo l'apertura quando viene inserito nel drive. Oltre a ciò, la parte frontale ha lo spazio per un'etichetta, mentre il retro ha al centro un'apertura per permettere al motore di ancorarsi a un disco metallico incollato al supporto magnetico e far ruotare il supporto.

La custodia è di forma rettangolare (90 × 94 mm), con uno smusso presente nella parte superiore destra: ciò serve per evitare che il disco possa essere inserito nel drive dal lato errato. Tuttavia, sull'angolo superiore sinistro, è normalmente presente una freccia per indicare il corretto verso di inserimento.

Sono inoltre presenti uno o due fori rettangolari in prossimità dell'estremità inferiore: il foro di sinistra è utilizzato per la protezione da scrittura ed è dotato di un meccanismo che permette di chiuderlo. Il disco può essere scritto solo con il foro chiuso. Il foro di destra è presente solo sui dischi ad alta densità (capacità 2 MB non formattati, equivalenti a 1440 KiB sui sistemi MS-DOS) e serve a distinguerli da quelli a doppia densità. I due fori distano tra loro 8 cm, come i fori di un foglio A4 perforato, fatto che permette di infilare comodamente il disco in un raccoglitore ad anelli di tipo europeo.

Anche per questo tipo di dischi si diffusero in breve tempo macchine perforatrici che consentivano di ricavare sui dischi a doppia densità il secondo foro sulla custodia, permettendo ai computer di formattarlo in alta densità (da 720 kibibyte a 1440 kibibyte). Il risparmio economico era notevole, sebbene l'affidabilità generale risultasse solitamente precaria.

Nel 1991, vennero realizzati dalla IBM i nuovi floppy ED (densità estesa) che raddoppiarono la capacità fino a 2,88 MB, ma quando vennero commercializzati, il costo elevato di produzione rispetto a quelli da 1,44 MB, insieme al costo elevato dei lettori stessi, ne limitarono la diffusione. L'introduzione del ZIP drive prima e dai CD-ROM poi ne decretarono il fallimento.

I dischetti da 3½ sono stati prodotti in tre formati, tutti a doppia faccia (le capacità sono riferite alla formattazione con MS-DOS file system FAT) :

DD - Double Density, doppia densità, capacità formattata 720 kbyte, 1 MB non formattato (presentano solo un foro per la protezione da scrittura)