Lespressionismo è in letteratura un'avanguardia che prende le sue mosse in Germania negli anni dieci del Novecento e si protrae fino alla prima metà del Novecento.
La categoria “espressionismo” è diventata ormai un termine tecnico la cui misura di estensione supera molto il confine del territorio in cui essa ha preso la radice. Finora tante definizioni sono state fornite e ognuna di esse ha la propria ragione tanto valida da esistere. Mittner parla di una sorta di «comoda approssimazione» al posto di una definizione definitiva. Ossia, come «romanticismo» e «barocco», l'espressionismo è uno dei termini «approssimativi» per indicare un movimento espressivo piuttosto che un oggetto preciso della storia. Invece di cercare una definizione più valida, secondo Mittner, va meglio dunque chiedersi come si svolge l'espressionismoL. Mittner, L'espressionismo, Roma-Bari, Laterza, 2005, Cap. I, pag. 3-5.. Il termine non indica la realtà storica di una scuola o di un gruppo distinguibile nella loro unità. Essa, si dice con Chiarini, designa una corrente artistica affermatasi in Germania. Non solo. Sempre secondo Chiarini, “l'espressionismo” è «una vera e propria categoria critica modellata sulle componenti più vistose, sia tematiche sia stilistiche in particolare, dell'espressionismo ‘storico’»Ibidem, Introduzione di Paolo Chiarini, pag. VII.. Mittner, nel suo libro dedicato al movimento espressionistico, l'ha voluto collocare fra il 1905 e il 1926. Tuttavia, come sostengono alcuni critici, l'espressionismo nasce, si sviluppa e poi termina non necessariamente all'interno del periodo storico sopra menzionato. Esso ha una sua tradizione molto più lunga di quanto non appaia. Ad esempio, come sostiene Kasimir Edschmid, «l'espressionismo c'è sempre stato»; o si dice con Rheiner l'espressionismo è quell'«atteggiamento spirituale [...] che non appare da oggi o da ieri, bensì da millenni nella storia dell'umanità»P. Chiarini, Espressionismo tedesco: Storia e struttura, pag. 39.. Maria Corti arriva addirittura a parlare di una «secolare tradizione espressionistica [...] italiana»M. Corti, La lingua e gli scrittori oggi, in «Paragone», XVI(1959), n.182/2, pag.14.. Significa che l'espressionismo è riscontrabile in ogni epoca.
Vent'anni possono essere dunque considerati il periodo in cui l'espressionismo è più manifesto. Una generazione degli artisti espressionisti nati fra il 1880 e il 1890 è considerata come la principale vittima della prima guerra mondiale. L'espressionismo esprime la necessità artistica di interpretare la sostanziale deformazione della percezione di una realtà avvertita ormai come distorsione del felice rapporto uomo-natura e in aperta opposizione ad una società borghese illusa ed egoista che marcia inconsapevolmente verso la I Grande Guerra. In ambiente di crisi politico-sociale assieme alla crisi dell'arte europea ma anche alle nuove e importantissime scoperte scientifiche all'inizio del Novecento, si determina lo stile espressionisticoL. Mittner,Op.cit,Cap.II,pag.23. che si concentra su alcune tematiche emergenti della società: il «grido interiore», la distruzione del mondo fino allora conosciuto, la solitudine umana, il male e la violenza, la condizione di «smarrimento, d'angoscia, d'orrore» dell'umanitàIbidem,pag.24.. Le produzioni letterarie hanno messo in luce il modo di percepire la nuova epoca spiegando il perché gli espressionisti abbiano reagito in una certa maniera di fronte alla realtà caotica della società moderna. All'interno di quella realtà caratterizzata dalla guerra, la sensibilità espressionistica tenta di esasperare o di far esplodere quelle contraddizioni che il progresso e più in generale una società industrializzata hanno innescato nel tessuto sociale. Di fronte all'evidenza di una nuova "barbarie" della realtà sociale e psicologica, l'ottimismo cede il posto al pessimismo, dando luogo a un senso angoscioso di crisi e di disorientamento, oppure alla ribellione, alla protesta e persino alla rinuncia e al sacrificio di sé. Tutti questi temi sono considerati come archetipi espressionistici e si riflettono anche nel linguaggio usato, un linguaggio provocatorio che comprende il pathos esasperato, la deformazione grottesca, il grido di guerraIbidem,pag.5-11..
Tutto ciò spiega, da una parte, il perché la categoria ‘espressionismo’ si avvantaggi nella sua geografia di un'ampia estensione: partendo dalla Germania, si allarga in Austria, Svizzera per arrivare a diffondersi in Russia, Francia, Italia, ecc. Dall'altra, rende più chiaro il motivo per cui l'estensione e la profondità della sua presenza siano così ampie nei diversi campi, dalla pittura alla musica, dalla letteratura al teatro, dal cinema all'architettura. Anche nel movimento letterario di quegli anni, l'espressionismo comincia a rendersi visibile. Il termine non viene però usato per primo nella letteratura. L'espressionismo non proviene dalla letteratura ma dalla storia dell'arte. È nelle arti figurative che si comincia a chiamare «espressionismo». In Germania, il processo metaforico che passa dalle arti figurative, maggiormente dalla pittura, alle produzioni letterarie si sviluppa in modo progressivo. L'espressionismo letterario rimarrà però in stretto legame con l'espressionismo artisticoIbidem, Cap. I, pag. 6-7.. È dagli storici dell'arte, come Alois Riegl e Wilhelm Worringer, che parte l'idea di un Kunstwollen (‘volere artistico’) comune a tutti i tipi di arte. Il concetto spiega l'arricchimento che le arti figurative hanno fornito alle produzioni letterarie. Esiste anche un'altra ragione quando si parla dello stretto rapporto tra i due ambiti ed è quella legata a numerosi talenti multipli. Sono pittori o scultori ma allo stesso tempo sono anche poeti e scrittori come Oskar Kokoschka (1886-1980), Alfred Kubin (1877-1959), Ernst Barlach (1870-1938). Sono poeti e musicisti ma lasciano anche le loro importanti tracce nella pittura come Arnold Schönberg e Georg TraklA. Larcati, Espressionismo tedesco, Milano, Editrice Bibliografica, 1999, pag. 9..
Caratteristiche generali Il carattere essenziale di questa tradizione risulta essere la forza e la vivacità espressiva con cui gli autori portano in scena le problematiche più varie della psicologia umana in un periodo storico di grande rilievo e di crisi profonda. Una di queste è sicuramente il rapporto padre figlio, il conflitto generazionale vissuto in prima persona dagli autori e riflesso nelle loro opere con colori e pennellate tipicamente espressioniste: forti, mostruose, al limite dell'ignoto. Perché non si tratta di semplici romanzi d'autore: sono opere introspettive, che nascondono dietro le parole i segreti dell'inconscio e la lotta contro i desideri repressi. È la crisi del Super Io freudiano e la supremazia dell'inconscio. Perché è lì che risiede l'essenza dell'uomo. Va sottolineato che non è corretto dire che Kafka facesse attivamente parte della corrente espressionista. Kafka condivideva con gli espressionisti il grande conflitto che affliggeva la propria generazione, ma era altrettanto disinteressato nel cercare di attribuire le cause della crisi al materialismo che pervadeva l'ambiente paterno. Tanto meno ha cercato riscatto - come hanno fatto gli espressionisti- nei nuovi valori di spiritualità, che dovevano controvertere quelli paterni. Kafka cercherà nel padre "il perdono" che poi si tramuterà nella "condanna" alla morte, come accade a molti dei suoi personaggi.
L'espressionismo in relazione con altri movimenti L'espressionismo, si dice con Contini, racchiude in sé l'idea di «un'arte di movimento» e del «precario frutto d'una forza scatenata, una momentanea deformazione sollecitata da un movimento, in altre parole una spazialità che includa il tempo»Espressionismo letterario in Gianfranco Contini, Ultimi esercizî ed elzeviri, Torino, Einaudi Ed., 1988, pag. 41-42.. Appena l'impressionismo termina, l'espressionismo comincia. Quest'ultimo rinuncia a quello precedente e si distingue nettamente. La distinzione si vede già nella loro etimologia: im-pressionismo ed es-pressionismo. L'impressionismo è «fissaggio formale d'un istante labile fermato» e quindi non enuncia «una realtà permanente attraverso il tempo». Nella traduzione grammaticale del termine, «l'impressionismo appare, nell'ambito d'uno stile nominale, caratterizzato dalla promozione dell'aggettivo a sostanza»Ibidem, pag. 43.. Ciò significa che l'impressionismo implica, come Marinetti sostiene, un'istantanea staticità, una meditazione che mal si accorda col dinamismo invocato da futurismo ed espressionismo. L'espressionismo a sua volta, per la sua volontà di includere la dimensione temporale in quella spaziale, trova una forma espressiva più adatta nel verbo (in tedesco, Zeit-wort, «parola-del-tempo»). Il verbo è un elemento indispensabile quando si parla della letteratura espressionista. Il verso, come dice Mittner, è «carico di forza esplosiva, il verbo deformato e deformatore è il principale contrassegno dell'espressionismo, come l'aggettivo delicatamente e quasi timidamente accostato al nome è quello dell'impressionismo»L. Mittner, Op.cit, Cap. IV, pag. 29-40.. Fra i due movimenti pur essendoci una netta frattura, si vede però la loro continuitàIbidem, pag. 67-69..
Il tentativo di Richter è di distinguere l'impressionismo, il naturalismo e l'espressionismo. Diversamente da Bally che prescinde da ogni significato letterario dell'impressionismo e oppone fra loro due rappresentazioni linguistiche della realtà, Richter trascura da ogni distinzione fra l'‘ismo' linguistico e quello letterario per formare una fenomenologia generale degli ‘ismi’. Per Richter, l'impressionismo è la «riproduzione delle cose in quanto appaiono all'osservatore», il naturalismo invece è la «riproduzione il più possibile esatta del mondo esterno», e infine l'espressionismo è «riproduzione di rappresentazione o di sentimenti suscitati dalle impressioni secondo che esterne o interne». La critica, però, non esclude l'alternanza di procedimenti impressionistici ed espressionistici nel linguaggio corrente, nonché nei singoli autori, come Rimbaud, Mallarmé.
Esistono diversi modi per definire il movimento espressionistico. Riassume Contini che, in autori come Leo Spitzer, «la definizione di espressionismo è certamente morfologica, ma inserita nella storia: anche esteso alla Francia, esso è pur sempre un carattere della letteratura del primo anteguerra» mentre in autori come Richter essa diventa una «categoria a propri»Ibidem, pag. 70.. Contini cita Richter a proposito dell'espressionismo secondo cui esso «non si occupa di ciò che è obiettivamente presente […] Esso dà il pensiero e il sentimento soggettivo sulle cose, l'idea delle cose presente nell'Io speculativo». L'espressionista dice «che cosa lo commuove nello scorgere un processo o una cosa, la sua sensazione personale e il suo giudizio sulle cose […] L'espressionismo abbraccia ogni modo di palesare il dato interiore e irrazionale». Si arriva alla definizione che Richter ha dato del movimento: «è espressionistico ogni mezzo di comunicazione che manifesti una presa di posizione dell'Io innanzi a un processo o a una situazione»Ibidem, pag.70.. Commentando tale definizione, Contini evidenzia che con Richter, la categoria di espressionismo «viene a designare aprioristicamente un aspetto necessario e permanente dell'espressione e perde per il critico buona parte della sua utilità euristica»Ibidem, pag. 70..
Linguaggio espressionistico