Lo sbarramento passo monte Croce Comelico è uno degli sbarramenti del XV settore di copertura Pusteria (successivamente passato al settore XVI settore di copertura Cadore - Carnia) del vallo alpino in Alto Adige, che si erge al Passo di Monte Croce di Comelico in Veneto, nelle vicinanze del paese di Sesto e Comelico Superiore, tra alta Val Pusteria e Val Comelico. Assieme allo sbarramento presso il passo Monte Croce di Comelico, si considerano anche lo "sbarramento Alto Padola-Cresta di Vallorera" e lo "sbarramento Passo Silvella" data la loro vicinanza geografica.

Storia Fino alla seconda guerra mondiale Dal marzo 1939 la progettazione di questo sbarramento, a cavallo della strada statale 52 Carnica, sul confine tra il bellunese e l'Alto Adige, venne affidato al XIV corpo d'armata di Treviso, scorporandolo quindi dal raddoppio del I sistema difensivo.

Nel 1940 un nuovo progetto arrivò dal comando del corpo d'armata, tenendo conto della nuova "circolare 15000", che prevedeva di sbarrare la direttrice "Valle di Sesto-Passo di Monte Croce di Comelico" seguendo la tipologia "A". Questo sbarramento era quindi composto da 7 opere difensive, in grado di resistere ai grossi calibri. La loro disposizione tagliava la vallata, dal Pian della Biscia fino al monte Popera, con un armamento di 6 obici 100/17, 3 cannoni anticarro, 31 mitragliatrici e 3 fucili mitragliatori. Oltre alla difesa attiva, venne progettato anche un fossato anticarro con travi di ferro NP 20 per impedire il passaggio di forze corazzate. Tutto ciò venne considerato troppo poco per una via così importante che permetteva l'accesso diretto al Comelico Superiore, ma allo stesso tempo vi erano problemi economici per potenziare questa linea difensiva.

Nel mese di agosto 1940, si ideò quindi un nuovo progetto; esso prevedeva tre distinti sbarramenti, che date le condizioni sfavorevoli del terreno erano principalmente costruite in calcestruzzo (eccezione fatta per le opere 2 e 10): sbarramento monte Croce Comelico, situato fra il Crestone del Popera a ovest e Col della Croce-monte Croce a est, e composto da 20 opere difensive ulteriormente suddivise in tre sottogruppi. In totale questo sbarramento era armato con 30 fucili mitragliatori, 83 mitragliatrici, 2 lanciafiamme, 3 mortai da 81 mm e 6 100/17; sbarramento Alto Padola-Cresta di Vallorera, situato fra il Col della Croce e le pendici ovest del Col Quaternà, e composto da 11 opere difensive suddivise in due sottogruppi. In totale questo sbarramento era armato con 18 fucili mitragliatori, 40 mitragliatrici, 2 mortai da 81 mm e 2 75/27; sbarramento passo Silvella, situato a cavaliere dell'omonimo passo (2329 m) per impedire l'aggiramento del passo monte Croce, e composto da 5 opere difensive. In totale questo sbarramento era armato con 8 fucili mitragliatori, 18 mitragliatrici e 3 pezzi anticarro.

Nonostante i frenetici lavori durante gli ultimi mesi del 1940, all'ottobre dello stesso anno risultavano complete nella struttura 4 opere del primo sbarramento (opere 1, 3, 4 e 9), e completata l'opera 10 assieme al fossato anticarro. Solo l'opera 12 venne iniziata nello scavo, mentre le restanti rimanevano solo sulla carta. Del secondo sbarramento risultavano complete 2 opere (opere 2 e 7), 4 erano in fase di costruzione e per l'opera 4 era stato iniziato lo scavo. A fine anno, mentre i lavori per questi due sbarramenti erano più o meno completati, quelli per l'ultimo sbarramento no (queste opere non vennero mai costruite).

Nel 1941 furono aggiunti gli arredamenti interni e le mascherature, come ad esempio l'opera 2 ricevette la sua torretta, e a fine anno, quando i lavori furono sospesi, la situazione era questa: sbarramento monte croce di Comelico: 12 opere complete e 3 lasciate a livello di scavo (opere 12, 14 e 15); sbarramento Alto Padola-Cresta di Vallorera: 3 opere complete e 4 lasciate a livello di scavo (opere 1, 3, 4 e 6). Nei pressi del giogo Frugnoni (a quota 2533 m, posto a est del Col Quaternà) venne completata una casermetta difensiva per 50 soldati. Tutte le opere che vennero ultimate vennero consegnate alla Guardia alla Frontiera durante l'estate del 1942.

Da notare che la zona del passo di Monte Croce di Comelico rientrava solo inizialmente nella direttrice Rienza/Drava, quindi nel "XV Settore di Copertura Pusteria"; successivamente passò al "XVI Settore di Copertura Cadore - Carnia". Aveva il compito strategico di impedire la penetrazione del nemico verso la pianura veneta.

Il "piano d'illuminazione generale" prevedeva per l'illuminazione dei settori di tiro delle singole opere l'impiego di 18 fari da posizionare all'esterno dei manufatti e con l'alimentazione fornita dalle opere stessa.

Dopo la riattivazione in ambito NATO

Nel dopoguerra alcune opere difensive costruite inizialmente per difendersi da un'invasione tedesca, vennero riutilizzate dall'esercito italiano durante gli anni della Guerra Fredda, quindi in un contesto più ampio, sotto la guida della NATO; solo nel 1992 questo sbarramento venne definitivamente dismesso.

Delle opere completate precedentemente, solo 7 vennero riadattate: le opere 1, 2, 3, 4, 5, 11 e 13. Allo sbarramento fu dato il nome in codice "Tremiti". Lo sbarramento aveva assegnati: 11 ufficiali, 16 sottufficiali e 220 soldati di truppa, per un totale di 247 uomini. Questo rinnovato sbarramento, al luglio 1968, era armato in totale con: 27 mitragliatrici Breda 37 calibro 8, poi sostituite dalle MG calibro 7,62 per conformità NATO; 2 pezzi anticarro da 75/27, poi sostituiti dai 90/32L.

Data la sola presenza di due opere con armi anticarro (l'opera 1 e la 3), nel 1976 lo sbarramento venne potenziato con la realizzazione di due postazioni con torretta enucleata del carro armato M26 Pershing, armato con un cannone da 90/50 e per evitare il loro aggiramento, una postazione per torretta a 4 feritoie di nuova concezione e 2 mitragliatrici in torretta, in posizione più arretrata, dopo il valico, in direzione Santo Stefano di Cadore. Per queste due postazioni P venne preso in considerazione la loro sostituzione con altre due provenienti dagli M47 e con cannoni 90/50.

Tale sistemazione era posta a controllare la SS52 e la zona dei Prati di Montecroce. Qui, in posizione arretrata rispetto allo sbarramento, si trova anche la casermetta che alloggiava le truppe che presidiavano le opere.

Fossato anticarro

500 metri a nord-ovest del passo di Monte Croce di Comelico, verso Sesto, esiste un fossato anticarro che taglia quasi perpendicolarmente la strada statale, da sud-ovest a nord-est. Il fossato sbarrava il fondo valle con uno sviluppo di circa 350 metri ed era battuto dalle opere 1, 3 e 4. Nella sua diramazione verso nord-est il fossato presenta quasi subito una svolta che poi lo protrae per un lungo percorso fino a sbarrare totalmente la stretta della valle.

Da notare che, al contrario di molti fossati anticarro del Vallo alpino, questo non presenta le due opere poste all'estremità del fossato, ma queste sono invece in posizione più arretrata.

Tabella delle opere dello sbarramento Opere dello sbarramento Passo Monte Croce Comelico

Tipo Fuc. MTR MTR Cann A.C. Cannoni 75/27 Osserv. Note Opera 1 Media CLS 1 2 1 - 1p 1 lanciafiamme Opera 2 Grande CV 3 5 - - 1t 1 mortaio da 81 Opera 3 Media CLS 2 3 1 - 1p 1 lanciafiamme Opera 4 Media CLS 1 3 1 - 1t - Opera 5 Grande CLS 1 5 - - 1p - Opera 6 Media CLS 1 4 - - 1t - Opera 7 Grande CLS 1 5 - - 1p - Opera 8 Media CLS 1 4 - - 1p - Opera 9 Media CLS 2 4 - - 1p - Opera 10 Grande CAV 1 5 - 6 da 100/17 1c - Opera 11 Grande CLS 1 5 - - 1t - Opera 12 (*) Grande CLS 1 5 - - 1t Opera capogruppo Opera 13 Media CLS 1 4 - - 1p - Opera 14 (**) Grande CLS 1 4 - - 1t 1 mortaio da 81 in barbettaCapo gruppo Opera 15 (**) Grande CLS 2 5 - - 1p 1 mortaio da 81 Opera 16 (***) Grande CAV 2 5 - - 1t P2 edificata nel 1976 Opera 17 (***) Media CLS 2 3 - - 1p P1 edificata nel 1976 Opera 18 (***) Media CLS 2 4 - - 1p M edificata nel 1976 Opera 19 (***) Media CLS 1 4 - - 1p - Opera 20 (***) Media CLS 2 4 - - 1p -Totale 15+5 30 83 3 6 12p+7t+1c - (*) Opere solo scavo completo (**) Opere con il solo basamento completo (***) Opere mai costruite

Opere dello sbarramento Alto Padola-Cresta di Vallorera

Tipo Fuc. MTR MTR Cann A.C. Cannoni 75/27 Osserv. Note Opera 1 (**) Media CLS 2 3 - - 1p - Opera 2 Grande CLS 2 5 - - 1t 2 mortai da 81Opera capogruppo Opera 3 (*) Media CLS 2 4 - - 1p - Opera 4 (**) Media CLS 2 4 - - 1p - Opera 5 Grande CLS 1 5 - - 1t Comando sbarramento Opera 6 (*) Media CLS 1 4 - - 1p - Opera 7 Media CLS 1 2 - 2 su affusto "tipo 4" 1t - Opera 8 (***) Media CLS 1 4 - - 1p - Opera 9 (***) Media CLS 2 4 - - 1p - Opera 10 (***) Ricovero 3 - - - - Per 80 uomini Opera 11 (***) Media CAV 1 3 - - 1p -Totale 7+4 18 38 - 2 7p+3t - (*) Opere ultimate solo in fase di sedime (**) Opere dove è stato ultimato solo il solettone (***) Opere mai costruite

Descrizione delle opere dello sbarramento Sbarramento Passo Monte Croce di Comelico Opera 1 Come raggiungere l'opera Per raggiungere l'opera 1 bisogna partire dal fossato anticarro; da qui si procede verso est tenendosi a nord del fossato, ovvero seguendo il sentiero che passa per di lì. Verso la fine del fossato, cioè dopo circa 500 m, si trova un varco per oltrepassarlo. Da qui si percorre all'indietro il fossato fino a trovarsi sotto all'opera. Caratteristiche L'opera, di medie dimensioni, costruita in calcestruzzo su un piano, si presentava completa già nell'ottobre 1940 e risulta ancora ben conservata. Al suo interno si trovano quattro cisterne da 500 litri in eternit per l'acqua, due turche, ed un impianto per l'aerazione dell'aria. È presente un grande ricovero in grado di ospitare 26 soldati; alcuni pezzi dei letti sono ancora presenti al suo interno. L'opera è stata riattivata. Armamento previsto prima della guerra: 1 fucile mitragliatore, 2 mitragliatrici, 1 pezzo anticarro, 1 lanciafiamme nel reimpiego: 2 mitragliatrici breda 37, 2 cannoni 75/27 Ingressi L'opera ha 2 ingressi Dati relativi a ottobre 2013 Coordinate geografiche:

Opera 2

Come raggiungere l'opera Partendo dall'opera 11, si segue il sentiero 15A verso nord-ovest che prosegue fino ai Prati della Croda Rossa. Lo si percorre per una ventina di metri, fino al primo bivio, che segna due direzioni. Si prende la terza direzione non segnalata, che porta ad un piccolo altipiano, dove sotto i nostri piedi si trova l'opera 2. Più precisamente si trova a 600 metri a ovest del passo a quota 1776 m. Caratteristiche L'opera era di costruzione mista, roccia e calcestruzzo, e costituita da due nuclei di postazioni disposti ad una certa distanza tra di loro e su quote differenti. Il primo nucleo era realizzato interamente in calcestruzzo e armato di 3 mitragliatrici posto a battere rispettivamente la testata del rio Bianco (ted. Weiss bach), il Pian di Sella (Schellaboden) e il ponte sul rio Bianco. Ricavati in caverna erano il ricovero truppa, al quale era annesso l'osservatorio attivo in torretta metallica, ed il secondo nucleo di armi: 2 mitragliatrici con azione di fiancheggiamento delle opere 1 e 4 e un mortaio da 81, in postazione protetta, per battere il terreno a nord dell'opera. Le varie sezioni dell'opera erano collegate con cunicoli e scale per uno sviluppo lineare di circa 130 metri e munite ognuna di proprio ingresso con relativa caponiera di difesa. Furono ultimate le strutture murarie dell'opera e di una postazione per fotoelettrica da 120 mm situata a quota 1760 m di Campestrin (ted. Katzengarten, circa a 500 metri a sud-ovest dal passo. L'opera nel dopoguerra è stata riattivata. Armamento previsto prima della guerra: 3 fucili mitragliatori, 3+2 mitragliatrici, 1 mortaio da 81 mm, 1 osservatorio attivo in torretta metallica nel reimpiego: 5 mitragliatrici breda 37, 1 osservatorio attivo in torretta metallica Ingressi L'opera ha 2 ingressi Dati relativi a marzo 2007 Coordinate geografiche:

Opera 3

Come raggiungere l'opera