Besançon (AFI: ; in italiano Besanzone, , anticamente anche Bisanzona) è un comune della Francia orientale, capoluogo del dipartimento del Doubs. Il suo numero di dipartimento nazionale è 25.

Situato ai margini del massiccio del Giura a meno di sessanta chilometri dalla Svizzera, è circondato da colline e attraversato dal Doubs.

Capitale della regione storica e culturale della Franca Contea, Besançon costituisce oggi un importante centro amministrativo all'interno della regione amministrativa della Borgogna-Franca Contea ospitando la sede del consiglio regionale e della regione accademica nonché un certo numero di direzioni regionali. È anche sede di una delle quindici province ecclesiastiche francesi e di una delle due divisioni dell'esercito di terra.

Besançon contava abitanti nel 2021, diventando così il 33º comune più popoloso della Francia. I suoi abitanti si chiamano Bisontini, in francese Bisontins (). La sua unità urbana ha riunito abitanti nel 2021 e la sua area metropolitana, che si estende sui dipartimenti di Doubs, Giura e Alta Saona, contava abitanti. È al centro di una comunità intercomunale, Grand Besançon Métropole, che comprende 68 comuni e abitanti nel 2021.

Fondata in un meandro del Doubs, la città ha svolto un ruolo importante fin dall'epoca gallo-romana sotto il nome di Vesontio, capitale dei Sequani. La sua geografia e la sua storia specifica ne hanno fatto a sua volta una roccaforte militare, una città presidio, un centro politico e una capitale religiosa.

Culla storica dell'orologeria francese, Besançon ha ereditato questo know-how per diventare un importante polo industriale composto da aziende innovative nel campo della microtecnologia, della micromeccanica e dell'ingegneria biomedica. Città universitaria, la sua università, fondata nel 1423, accoglie ogni anno quasi 30.000 studenti, di cui circa 4.000 tirocinanti provenienti da tutto il mondo, nel suo centro di linguistica applicata.

Proclamata la prima città verde di Francia, la città gode di una riconosciuta qualità della vita. Grazie al suo ricco patrimonio storico e culturale e alla sua architettura unica, Besançon è stata dichiarata Città d'Arte e di Storia dal 1986 e le sue fortificazioni dovute all'architetto militare e maresciallo di Francia Sébastien Le Prestre de Vauban, sono state inserite nella Lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 2008.

Geografia fisica Territorio Besançon è situata alla giunzione della regione del massiccio del Giura con le vaste pianure coltivabili della Franca Contea.

La città si estende sulle rive destra e sinistra del fiume Doubs ad un'altitudine media di Il corso d'acqua forma intorno alla collina di Saint-Étienne (dove si trova la famosa cittadella), un meandro di circa un chilometro al cui interno è ubicata la città vecchia, quartiere denominato per l'appunto "La Boucle", ossia il meandro.

Besançon è circondata da una serie di 7 colline (per le quali la si compara a Roma): Chaudanne (alt. max.422 m s.l.m.), Bregille (458 m), Saint-Étienne (371 m), la Roche d'Or (316 m), Planoise (490 m), Rosemont (466 m), Fort-Benoit (360 m). Il punto culminante del comune è il forte di Chailluz che con i suoi domina la cresta di Avant-Monts.

Clima Il clima, spesso variabile, è allo stesso tempo sottomesso ad un'influenza oceanica (frequenti precipitazioni in tutte le stagioni) e continentale (inverni rigidi con forti gelate e nevicate ed estati calde e secche).

Origini del nome La prima testimonianza scritta sulla città di cui siamo a conoscenza appare nel De Bello Gallico di Giulio Cesare sotto il nome di Vesontionem, che nel 58 a.C. rappresentava la più grande città dei sequani, un popolo celtico della Gallia (vedi De Bello Gallico, Libro primo, paragrafo 38)

Nel IV secolo d.C., una B sostituisce la V di Vesontionem e il nome diviene Besontio o Bisontion, per subire numerose trasformazioni durante i secoli fino a divenire Besançon intorno alla metà del XIII secolo.

Storia Periodo gallo-romano La città è famosa per essere stata uno degli oppida più importanti della Gallia ai tempi della conquista di Gaio Giulio Cesare. Il suo nome era "Vesonzione" (Vesontio in latino), e apparteneva al popolo celta dei Sequani.

I Romani ingrandirono la città, costruendo numerosi edifici da una parte e l'altra del kardo (l'attuale Grande Rue), e perfino dall'altra parte del fiume Doubs dove costruirono un anfiteatro che poteva contenere fino a persone (attuale Rue d'Arènes). Altre vestigia dell'epoca romana sono la Porta Nera (eretta sotto Marco Aurelio nel 175 d.C.), i condotti dell'acquedotto, alcuni mosaici tra i quali spicca quello detto "la Medusa" ritrovato in una domus romana cittadina.

La città, per la sua fortissima posizione strategica, divenne alla fine del III secolo sotto Diocleziano capitale della provincia Maxima Sequanorum. Cristianizzata a partire dal secolo III, divenne infine sede vescovile.

Durante la tarda antichità, fu sottomessa dai Burgundi, poi dai Franchi.

Periodo medievale Appartenente al regno dell'Alta Borgogna e poi a quello di Arles (secolo X), divenne con l'arcivescovo Ugo I di Salins (1031-67) principato dell'impero (1034; Erzstift Bizant), con diritto di voto alle diete; dopo un secolo di lotte contro il potere arcivescovile, la cittadinanza ottenne l'immediatezza imperiale alla fine del XIII secolo. La città, rimanendo fedele all'impero, a partire dal 1290 circa si autogovernerà (per quasi 400 anni) grazie ad un consiglio comunale di 28 cittadini eletti a suffragio universale maschile e ad un consiglio di 14 nominati dai consiglieri.

Col tempo subì l'influenza dello Stato borgognone, fino a che il matrimonio tra Maria di Borgogna e Massimiliano I d'Asburgo nel 1493, fece diventare la città quasi un dominio asburgico de facto: ciò fu dovuto alla particolare natura giuridica dello statuto di città libera dell'Impero, una città dotata di grande autonomia interna ma soggetta all'imperatore; essendo Massimiliano I un Asburgo, il matrimonio del 1493 fece diventare la soggezione formale un'influenza politica reale e significativa.

Periodo moderno In ogni caso l'autonomia interna non fu intaccata, e nel 1526 Besançon ottenne da Carlo V anche il diritto di battere moneta. Grazie ai favori dell'imperatore asburgico, nella prima metà del XVI secolo la città divenne la quinta città in numero d'abitanti di tutto l'Impero con quasi abitanti, abbellendosi allo stesso tempo di monumenti quali il palazzo Granvelle e il municipio (la cui facciata è ornata di una statua di Carlo V).

A partire dal 1554 fu completamente circondata dalla provincia spagnola della Franca Contea e passò quindi sotto il protettorato spagnolo, perdendo gran parte della sua sovranità.

A partire dagli inizi del XVII secolo, Besançon cominciò ad essere direttamente coinvolta nelle guerre che contrapponevano i grandi blocchi europei. In particolare la guerra dei Dieci Anni (1634-1644), fase locale della Guerra dei Trent'Anni, portò la fame e la peste in città. La pace di Vestfalia (1648) sancì infine la perdita dell'immediatezza imperiale da parte della città, e il suo conseguente passaggio sotto il dominio diretto della Spagna anche de iure, seppure l'intera provincia rimanesse ancora parte dell'Impero.

Nel 1674 Enrico Giulio di Borbone, Principe di Condé, conquistò la città, in nome del Re Sole, dopo un mese di assedio. De facto francese, Besançon entrò ufficialmente a far parte del Regno di Francia nel 1678 (trattato di Nimega) diventando la capitale dell'intera Franca Contea. Fortificata da Vauban, l'antica Vesontio divenne caposaldo della difesa francese a oriente.

L'arcivescovo seguitò a mantenere fino al 1792 alcune prerogative sovrane e in particolare, come principe dell'Impero, il diritto di voto alla Dieta imperiale (Reichstag).

Periodo contemporaneo Durante la rivoluzione industriale, si cominciò a sviluppare in città l'industria dell'orologeria, accanto al tessile e alla metallurgia. Nel 1860 Besançon organizzò l'esposizione universale soprattutto per pubblicizzare la propria industria orologeria. Nel 1871 la città è agitata da idee rivoluzionarie, e conosce un progetto di Comune di Besançon.

La città ha inoltre dato i natali a Auguste e Louis Lumière, imprenditori noti per l'invenzione del proiettore cinematografico.

La costruzione di uno stabilimento termale e di un casinò, rese nota la città in tutta la Francia sotto il nome di Besançon-les-Bains. Durante i conflitti del XX secolo la città venne toccata da vicino soprattutto dalla Seconda Guerra Mondiale, quando subì l'occupazione tedesca a partire dal giugno del 1940. Besançon si trovò infatti nella zona d'occupazione fino al 6 settembre del 1944.

A partire dagli anni 50, la città assisté ad una crescita demografica che portò alla costruzione di numerosi quartieri periferici, il più noto tra i quali è Planoise, che si situa all'estremo est del territorio comunale in direzione di Dole. La popolazione praticamente raddoppiò nel giro di trent'anni, passando dai 63.508 (1946) ai 120.315 (1975) abitanti. Besançon infatti negli anni Cinquanta e Sessanta era una città prettamente industriale, punta dell'industria dell'orologeria francese (anche se in calo rispetto agli anni dell'ante guerra), con buona presenza anche del settore tessile (la fabbrica Rhodiaceta con 3300 salariati nel 1966, o l'azienda Weil con 1500 salariati nel 1965). Nel 1960 diviene capitale di regione.

Con la crisi petrolifera del 1973, iniziano le chiusure o le delocalizzazioni delle grandi aziende presenti nel suolo comunale. Le chiusure di Lip (1977), della Rhodia (1982), di Kelton-Timex (1983), contribuiscono a far scomparire circa 10.000 posti di lavoro nell'arco di quindici anni. A partire dal 1982, il Comune reagisce e la città poco a poco passa da una vocazione industriale ad una terziaria, divenendo allo stesso tempo luogo di sviluppo economico per aree specifiche quali la meccanica di precisione e le nanotecnologie.

Simboli

Lo stemma della città di Besançon ha la seguente blasonatura: d'oro, all'aquila di nero tenente con gli artigli due colonne di rosso attraversanti sulle ali. La presenza dell'aquila imperiale risale all'epoca in cui la città era parte del Sacro Romano Impero, e richiama il possesso dell'immediatezza imperiale.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Dopo aver acquisito una sede episcopale a partire dal III secolo, le chiese e le abbazie si moltiplicarono durante il periodo dell'Alto Medioevo. Importanti costruzioni o ricostruzioni di edifici religiosi avvennero poi nell'XI secolo durante l'episcopato di Ugo I di Salins e molte chiese furono abbellite o ricostruite dopo la conquista francese del 1674. Nel 1842 la Chiesa di Santo Spirito fu ceduta ufficialmente al comunità protestante mentre la comunità ebraica ha inaugurato la sua sinagoga nel 1869. Infine, la comunità musulmana ha fatto costruire due moschee alla fine del XX secolo e all'inizio del XXI secolo.

L'edificio religioso più importante dedicato al culto cattolico di Besançon è la Cattedrale di San Giovanni, di architettura gotica, risalente ai secoli IX, XII e XVIII. Ha due absidi e contiene un capolavoro di Fra Bartolomeo, il quadro della Madonna in gloria con santi e donatore dipinto nel 1512. La cattedrale domina l'antico quartiere religioso che comprende l'arcidiocesi di Besançon situata nell'ex Hôtel Boitouset e l'antico palazzo arcivescovile attualmente occupato dal Rettorato dell'Accademia. Il Seminario maggiore fu costruito dal 1670 al 1695 dall'arcivescovo Antoine-Pierre I di Grammont e completato a XVIII secolo con l'innalzamento del portale e la costruzione di un bellissimo edificio principale sulla facciata. La cappella ha un'elegante facciata a due piani di lesene corinzie sulla strada. Il suo portale è sormontato da un timpano dove lo scultore Huguenin rappresentò una Madonna col Bambino nel 1848.