È stato docente di Studi islamici contemporanei all'Università di Oxford (Oriental Institute, St Antony's College) e alla Facoltà di Teologia nella stessa università. È visiting professor alla Facoltà di Studi islamici (Qatar), e all'Università Mundiapolis (Marocco) dove insegna "Filosofia", e all'Università Perlis in Malaysia. È altresì Senior Research Fellow all'Università di Doshisha (Kyoto, Giappone) e direttore del Centro di Ricerca sulla Legislazione Islamica e l'Etica (CILE) a Doḥa (Qaṭar). Lavora, inoltre, come consulente in diverse commissioni collegate al Parlamento europeo di Bruxelles. Partecipa attivamente sia in campo associativo che accademico in settori quali quello teologico, etico, della giustizia sociale, l'ecologia e il dialogo interreligioso. È Presidente dell'organizzazione (gruppo di riflessione e di azione) European Muslim Network (EMN) con sede a Bruxelles. È membro dell'Unione Mondiale dei Sapienti Musulmani.

Tariq Ramadan è sposato e padre di 4 figli.

Nel 2025 è stato condannato in via definitiva a tre anni di reclusione dal Tribunale federale svizzero, per un episodio di stupro e coazione sessuale avvenuto nel 2008.https://www.rsi.ch/info/svizzera/Confermata-la-condanna-di-Tariq-Ramadan--3070046.html

Il 25 marzo 2026 è stato condannato a 18 anni di reclusione dal Tribunale penale di Parigi, che lo ha giudicato colpevole di stupro e di stupro di persona vulnerabile, nei confronti di tre donne, per fatti avvenuti nel 2009 e nel 2016. Il processo si è svolto in contumacia e a porte chiuse. https://www.rsi.ch/info/svizzera/Tariq-Ramadan-condannato-a-18-anni-di-carcere-in-Francia--3623754.html

Biografia e formazione Ṭāriq Ramaḍān è nato a Ginevra (Svizzera) il 26 agosto 1962, da Saʿīd Ramaḍān e Wafa al-Bannāʾ, figlia maggiore di Ḥasan al-Bannāʾ, che fondò a Ismāʿīliyya (Egitto) nel 1928 il movimento dei Fratelli Musulmani. Nel 1949, Ḥasan al-Bannāʾ, nonno di Ṭāriq, perseguitato sotto il regime di re Fārūq I, viene assassinato. Nel 1954, i suoi genitori lasciano l'Egitto e dopo due anni in Siria e poi in Libano, si rifugiano in Svizzera, a Ginevra, dove nascono Ṭāriq e il fratello Hānī. Studia Filosofia e Letteratura francese all'Università di Ginevra. Con la sua tesi su Nietzsche, intitolata «Nietzsche, come storico della filosofia» consegue la laurea in Lettere, Filosofia e Letteratura Francese, poi un dottorato in "Islamologia araba".

Nel periodo che va dal 1988 al 1992, è preside al Collège de Saussure, a Ginevra. Successivamente, tra il 1992-1993 e il 1994-1995 riceve una formazione intensiva negli studi islamici classici presso alcuni sapienti dell'Università al-Azhar del Cairo, dove ottiene 7 ijāzātAutorizzazione di ripetere il proprio insegnamento, concessa da un dotto per fini didattici. in 7 diverse discipline.

Più tardi, nel 2011, invitato in diretta su i-Télé per dibattere della crisi in Egitto, racconterà:

Rientrato in Europa, ottiene un lettorato in Religione e Filosofia presso l'Università di Friburgo, dal 1996 al 2003. L'Università cattolica di Notre-Dame a South Bend nell'Indiana gli offre all'inizio dell'anno 2004 una doppia cattedra in Scienze Islamiche (collegata anche al Joan B. Kroc Institute per insegnare «Le relazioni tra le religioni, i conflitti e la promozione della pace»)La Croix, 29/01/2004 ma nell'agosto dello stesso anno, il Governo degli Stati Uniti, annulla il suo visto per lavoro (ottenuto nel maggio 2004) senza fornire spiegazioni, sostenendo che il Patriot Act autorizzava gli Stati Uniti a prendere delle misure in caso di sospetto di attività legata al terrorismo. In seguito a questo rifiuto, numerosi intellettuali statunitensi, tra i quali Noam Chomsky, firmano una petizione per denunciare questa violazione della libertà accademica. Il 17 luglio 2009, la Corte di Appello di Manhattan darà ragione a Ṭāriq Ramaḍān, con la motivazione che le accuse mosse verso di lui erano infondate.investigativeproject.org (archive) Il 20 gennaio 2010, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti prende la decisione, in un documento firmato dalla segretaria di Stato Hillary Clinton, di considerare non più ammissibili le ragioni che impedivano a Tariq Ramadan di entrare negli Stati Uniti.Sito ufficiale https://www.tariqramadan.com/ Nell'ottobre 2005 ottiene una Visiting Fellowship e inizia a insegnare presso il College St Antony dell'Università di Oxford, ed è inoltre invitato a partecipare a un gruppo di riflessione creato da Tony Blair sul problema dell'estremismo islamico nel Regno Unito, in seguito agli attentati accaduti a Londra il 7 luglio di quell'anno. Nel 2005 inoltre è Senior Research Fellow presso la Fondazione Lokahi.Islamic scholar gets Oxford job – BBC – Saturday, 27 August 2005

Nel 2007, l'Università di Leida, nei Paesi Bassi, gli propone la cattedra d'"Islamologia", finanziata dal sultanato dell'OmanPierre-André Taguieff, La Judéophobie des modernes, Paris, Odile Jacob, 2008, p. 422 e nota 59, p. 662: référence à Sabine Cessou, «Tariq Ramadan professeur aux Pays-Bas», Libération del 9/11/2007, ma Ṭāriq Ramaḍān, adducendo motivi professionali, non la accetta. Nello stesso anno, viene assunto come consulente per le questioni legate all'immigrazione dal Comune di Rotterdam e come Visiting Professor è accolto nell'università della stessa città. Le due istituzioni troncano la collaborazione nell'agosto 2009, dichiarando che il programma che presentava sulla iraniana Press TV, "l'Islam e la vita", era "inconciliabile" con le sue funzioni a Rotterdam."Rotterdam rompt avec Tariq Ramadan" (archive), Le Figaro Ramaḍān risponde accusando i suoi detrattori olandesi di servirsi del suo caso a fini elettoraliLettre ouverte à mes détracteurs aux Pays-Bas [archive], www.tariqramadan.com. Alcuni funzionari dell'Università Erasmus protestano allora contro il modo in cui l'università si è associata al Comune di Rotterdam nei confronti di Ramaḍān, giudicando ciò un attentato alla libertà accademicaDutchnews.nl (archive). In un comunicato consegnato da diversi professori e ricercatori, è scritto e inoltre ricordando, anche che http://www.Tariqramadan.com (archive) Il tribunale di Rotterdam stabilì in prima battuta che la rottura del rapporto di collaborazione con Ṭāriq Ramaḍān era stata lecita, ma l'8 novembre 2012, accogliendo il suo ricorso gli ha dato ragione, decretando che l'università aveva agito contravvenendo ai suoi diritti. Essa pertanto, è stata condannata a coprire le spese legali e versare un indennizzo a Ṭāriq Ramaḍān per i danni subitihttps://www.tariqramadan.com/spip.php?article12613 (archive). Nel settembre 2009 Ṭāriq Ramaḍān è nominato alla cattedra di "Studi Islamici Contemporanei" all'Università di OxfordIslamic Studies Chair is appointed – University 30 Jul 09 e insegna al St Antony's College della stessa università (a partire dal 1º settembre 2009Ox.ac.uk [archive]. È professore di Scienze Islamiche Contemporanee al dipartimento di Scienze Islamiche della facoltà del Qatar (legata alla Qatar Foundation) e ricercatore (Senior Fellow) all'università di Doshisha (Kyoto, Japon). Nel gennaio 2012, diventa direttore del Centro di Ricerca sulla Legislazione Islamica e l'Etica (CILE) a Doha, QatarHanan Ben Rhouma, Tariq Ramadan: «La réforme radicale» passera par le Centre de recherche pour l'éthique au Qatar», in Saphir News.com, 16/02/2012, article en ligne [archive]; vedere anche Inauguration du Centre de recherche "CILE" [archivio], sito ufficiale di Tariq Ramadan.

Ṭāriq Ramaḍān è sposato con Īmān dal 1986 ed è padre di quattro figli.

Le idee

Contesto Il contesto in cui il musulmano vive è per Tariq Ramadan una realtà fondamentale, sia come elemento da assumere pienamente nell'interpretazione delle Fonti della religione, che nel campo più specifico che riguarda la compatibilità tra il contesto occidentale e le esigenze dell'essere musulmani. Molte le opere che riguardano tale argomento, alcune tradotte in diverse lingue tra cui l'italiano, come “Possiamo vivere con l'Islam?Ramadan Tariq e Neirynck Jacques, Possiamo vivere con l'Islam? ed. Al Hikma, 2000; (fr) Peut-on vivre avec l'islam? Le choc de la religion musulmane et des sociétés laïques et chrétiennes, Éd. Favre, avril 2000 (2e éd. Mars 2004),“Essere musulmano europeo”Ramadan Tariq, Essere musulmano europeo, ed. Città Aperta, 2002; (fr) Être musulman européen : Étude des sources islamiques à la lumière du contexte européen, Tawhid, 1999. e molti altri (vedi bibliografia). Ramadan si pone il compito «di mostrare, sia teoricamente che praticamente, che si può essere pienamente musulmani e occidentali insieme, e che al di là delle differenze che appaiono, condividiamo molti valori a partire dai quali il “vivere insieme” è possibile nelle nostre società pluraliste, multiculturali, e in cui coesistono diverse religioni.Mon intime conviction, Éd. Presses du Châtelet, oct. 2009.» Il contesto occidentale, dunque, non è visto come incompatibile con l'essere musulmani, per prima cosa nel suo libro “Dâr ash-shahâda: l'Occident, espace du témoignage”Ramadan Tariq, Dâr ash-shahâda: l'Occident, espace du témoignage, Tawhid, 2004 propone il superamento della divisione binaria classica del mondo in dār al-IslāmDār al-Islām, "la dimora dell'Islam". Viene chiamata anche “dār al-ʿadl” (la dimora della giustizia) o dār al-tawḥīd (la dimora della fede nell'unicità di Dio) (la dimora dell'Islam) e dār al-ḥarbDār al-ḥarb, la dimora della guerra. Viene anche chiamata “dār al-shirk” (la dimora dell'idolatria, del politeismo) in opposizione a “dār al-tawḥīd”, o anche “dār al-kufr” (la dimora della miscredenza). (la dimora della guerra), sulla base del fatto che tale divisione non appartiene alle fonti principali della religione (Corano e Sunna) e non risponde all'attuale configurazione del mondo, né alla situazione dei musulmani in Occidente, che si vedono riconosciuti i diritti fondamentali. «Se conducessimo una ricerca sui due concetti largamente diffusi di dār al-islām e di dār al-ḥarb, scopriremmo che non si trovano né nel Corano, né nella Sunna. In realtà essi non appartengono alle Fonti principali dell'Islam, i cui principi sono presentati come universali (li-l-'alāmīn), per ogni tempo e per ogni luogo. Furono gli ʿulamāʾ (sapienti) che nel corso dei primi tre secoli dell'Islam, considerando la situazione del mondo (le sue divisioni geografiche, le forze presenti attraverso l'appartenenza religiosa, la loro influenza a seconda del cambiamento del gioco delle alleanze) cominciarono a classificare e a definire i diversi spazi rispetto al luogo in cui vivevano... In occidente sono garantiti almeno cinque diritti fondamentali: il diritto di praticare l'Islam, il diritto all'istruzione, il diritto di fondare organizzazioni, il diritto alla rappresentazione autonoma, il diritto di fare appello alla legge...»Ramadan Tariq, Dār ash-shahāda: l'Occident, espace du témoignage, ed. Tawhid, 2004 Una definizione adeguata dei Paesi occidentali è secondo lui, dār al-shahāda, “spazio della testimonianza”, che se da una parte evoca l'apertura che caratterizza l'assetto attuale del mondo globalizzato e il legame con il primo pilastro dell'Islam, e quindi l'identità religiosa, dall'altro sottolinea la responsabilità del mondo in cui si vive: «questa shahâda non è solo verbale... “coloro che credono e fanno il bene” dice diverse volte il Corano, insistendo sul fatto che la shahāda ha un impatto inevitabile sulle azioni di un musulmano in qualunque società si trovi. Portare la shahāda significa essere impegnati nella società in tutti gli ambiti dove ce n'è bisogno: la disoccupazione, l'emarginazione, la delinquenza, ecc. Ciò significa essere impegnati nel processo che potrà condurre ad una riforma positiva sia delle istituzioni che del sistema giuridico, economico, sociale, e politico, al fine di portare una maggiore giustizia ed una reale partecipazione popolare».