Il Regno di Navarra (in basco Nafarroako Erresuma) fu uno Stato europeo che esisteva sul territorio che si estende dalle due parti della catena pirenaica, sull'Oceano Atlantico. La Navarra, in alcuni momenti della sua storia, corrispose molto approssimativamente ai territori occupati dal Popolo basco.

il Regno di Pamplona, più tardi chiamato Navarra, fu un'evoluzione della contea di Pamplona, la sua capitale tradizionale, allorché l'esponente basco Íñigo I di Pamplona o Enneco Aresta (in basco: Eneko Haritza, in spagnolo: Iñigo Arista o Aiza) fu prescelto quale re a Pamplona (tradizionalmente nell'824) e guidò una rivolta contro i Franchi.

La parte meridionale del regno, l'Alta Navarra, fu occupata (1512) dalle truppe castigliano-aragonesi e annessa alla corona d'Aragona, nel 1513, ed infine, nel 1515, divenne parte della Corona di Castiglia e quindi del Regno di Spagna unificato. La parte settentrionale del regno, la Bassa Navarra, rimase indipendente, ma fu annessa alla Francia con un'unione personale nel 1589, quando re Enrico III di Navarra ereditò il trono francese come Enrico IV di Francia e nel 1620 fu annessa al Regno di Francia.

Etimologia Vi sono toponimi somiglianti già in età antica, ma la prima documentazioneSi veda l'articolo di Bernardo Estornés Lasa su Navarra, tratto dall'Auñamendi Entziklopedia del termine latino navarros appare nella Cronaca delle Gesta di Carlo Magno, composta da Eginardo. Altri Annali Regi Franchi danno il termine nabarros. Esistono due ipotesi etimologiche per il nome di Navarra/Nafarroa/Naparroa: Basco nabar (sostantivo singolare nabarra): "brunastro", "multicolore" (dal fatto che esiste un contrasto di verdi delle terre montane settentrionali, a nord dell'originale Contea di Navarra). Basco naba / Castigliano nava ("vallata", "pianura") + il termine basco herri ("popolo", "terra"). Nota che Joan Corominas non considera naba un termine di chiara origine basca, ma facente parte del più ampio sostrato linguistico pre-romano.

Storia primitiva e inizio del Regno Il regno di Pamplona e poi di Navarra fecero parte del tradizionale territorio dei Vasconi, una tribù pre-romana. Essa occupava il fianco meridionale dei Pirenei occidentali ed era parte del litorale della Baia di Biscaglia. L'area fu interamente conquistata dai romani nel 74 a.C. Dapprima parte della provincia romana Hispania Citerior, poi della provincia Hispania Tarraconensis e dopo di ciò del conventus Caesaraugustanus. Roma lasciò una chiara impronta nell'area nell'urbanizzazione, nel linguaggio, nelle infrastrutture, nel commercio e nell'industria.

Dopo il declino dell'Impero Romano d'Occidente, né i Visigoti, né gli Arabi riuscirono mai a occupare stabilmente i Pirenei occidentali. I valichi pirenaici occidentali erano i soli a consentire un agevole transito attraverso le montagne, al contrario di quelli pirenaici orientali. Ciò rese la regione strategicamente importante fin dall'inizio della sua storia.

I Franchi sotto Carlo Magno estesero la loro influenza e il loro controllo verso sud, occupando numerose regioni del nord e dell'est della Penisola iberica. Non è chiaro quanto solido fosse il controllo franco di Pamplona. Il 15 agosto 778, dopo che nella sua ritirata Carlo Magno ebbe demolito le mura di Pamplona, le tribù basche annichilirono la sua retroguardia, comandata da Orlando (Rolando), in un confronto avvenuto in una gola di passaggio fra i monti passato alla storia come Battaglia di Roncisvalle, a cui, secondo la leggenda, Íñigo I Íñiguez Arista, all'età di sette anni, partecipò con il padre, Íñigo Jiménez Arista († 781), sembra, discendente dalla casa dei duchi di Guascogna.

Comunque Íñigo Íñiguez, alla morte del padre, ereditò Pamplona e tutto il territorio circostante, mentre la madre rimasta vedova si sposò, in seconde nozze, con il signore di Tudela, (Musá ibn Fortún, della famiglia dei Banu Qasi signori dell'alta valle dell'Ebro). Il patrigno l'aiutò a mantenere la sua signoria su Pamplona e sui territori limitrofi.

Nell'806 e nell'812 Pamplona cadde ancora nelle mani dei Franchi, guidati dal re d'Aquitania, Ludovico il Pio, che non riuscendo ad assoggettarla, dovette riattraversare i Pirenei.Dopo questo successo Inigo ottenne il controllo assoluto di Pamplona e, sia perché gli imperatori franchi, incontrando difficoltà in patria, non furono più in condizione di riservare la propria attenzione alle regioni frontaliere del loro impero, sia perché l'alleanza con i Banu Qasi della valle dell'Ebro, che aiutava Pamplona a difendersi contro gli attacchi dell'emirato di Cordova di al-Andalus (l'emiro ʿAbd al-Raḥmān I ibn Muʿāwiya era stato l'ultimo emiro ad occupare Pamplona, nel 781) il Paese, poco a poco, riuscì a rendersi indipendente sia dagli uni sia dagli altri e, nell'824, il capo basco Íñigo I fu scelto quale Re di Pamplona, che poi diventò noto come Regno di Navarra o regno dei Baschi, nato da un'alleanza tra cristiani e musulmani, che si aiutarono, imparentandosi tra loro: l'alleanza tra gli Arista ed i Banu Qasi sarebbe durata circa 150 anni.

Íñigo I regnò sino all'851, ma pare che dall'841, fosse affiancato da un co-regnante, Jimeno I Garcés, della dinastia Jiménez, a sua volte co-regnante con il figlio legittimo di Íñigo I Íñiguez Arista, García I Íñiguez. Tra gli anni 851 ed 882 si hanno notizie incerte di sovrani che avrebbero co-regnato insieme, sia della dinastia Jiménez sia di quella Arista. I re storicamente accertati sono García I Íñiguez e Fortunato Garcés conosciuto come il Monaco, questi due sovrani avrebbero co-regnato rispettivamente con due re della dinastia Jiménez, Jimeno I Garcés ed García II Jiménez probabile fondatore della dinastia Jiménez.

Nell'859 García I Iñiguez, pressato da una spedizione di Vichinghi, si alleò con il re delle Asturie, Ordoño I e assieme trionfarono sugli Scandinavi, nella battaglia di Albelda.Questo cambio di alleanza portò, nell'860, all'imprigionamento da parte dei Mori, di suo figlio, Fortunato, che languì in carcere a Cordova, per circa 20 anni.

Quando García I morì, nell'870, poiché il figlio, Fortunato, era a Cordova, prigioniero dei Mori di al-Andalus, García II Jiménez, divenne reggente anche dell'altra metà del regno, e molto probabilmente fece uso del titolo di re e, alla liberazione di Fortunato, nell'880, tornò ad essere co-regnante. García difese il territorio dagli attacchi dei Mori di al-Andalus e morì in battaglia ad Ayhar, nell'882, combattendo l'emiro di Cordova, Muḥammad I ibn ʿAbd al-Raḥmān. Durante il regno di Fortunato, l'esercito di al-Andalus, prima con l'emiro Muḥammad I e poi anche coi nuovi emiri al-Mundhir ibn Muhammad I (886-888) e ʿAbd Allāh ibn Muḥammad (888-912) compì diverse incursioni nel territorio della Navarra, saccheggiando e distruggendo, con la complicità dei Banu Qasi (non più alleati del re di Pamplona), di Lope ibn Muhammad, pronipote di Musa II.

Fortunato, successivamente, ritornando alla tradizionale politica della famiglia Arista, stabilì buoni rapporti con i Banu Qasi, politica che non fu gradita da suo genero Alfonso III delle Asturie, ed al conte di Pallars, che, nemici dei Banu Qasi, organizzarono la deposizione di Fortunato (forzato a farsi monaco, nel monastero di Leyra), che avvenne nel 905 a favore di Sancho I Garcés, figlio di García II Jiménez.

Nell'anno 905, una Cronaca leonese ricorda per la prima volta l'estensione del Regno di Pamplona, facendo chiarezza che esso si estendeva fino a Nájera e Arba (probabilmente l'Álava), cosa che in qualche modo implicava che il regno includeva anche le regioni basche occidentali:

La scelta di Sancho I Garcés di Navarra (905–25), fu appoggiata dal popolo di Pamplona anche perché aveva sposato Toda Aznárez, figlia di Aznar Sánchez, signore di Larraun, e di Oneca Fortúnez, la figlia del re Fortunato, della dinastia Arista. Sancho I combatté contro i musulmani,Spesso chiamati "Mori" nelle cronache, perché in parte originari dell'Africa, soprattutto dalla Mauritania importante e nota regione fin dall'antichità. cogliendo ripetuti successi, tra cui, alleatosi con il re di Galizia e León, Ordoño II, la vittoria di San Esteban de Gormaz, nel 917, riuscendo in tal modo a unire l'Ultra-Puertos, o Bassa Navarra, ai suoi domini ed estendendo i suoi territori fino a Nájera.

Nel 924, fondò il monastero di Albelda, come ringraziamento per tutte le vittorie riportate sui musulmani. Nello stesso anno, però, la sua capitale Pamplona fu saccheggiata dal califfo ʿAbd al-Raḥmān III e la capitale fu spostata temporaneamente a Nájera.

Nel 922, alla morte del conte di Aragona, Galindo II Aznárez, che era fratello della sua prima moglie, Sancho aveva occupato la contea d'Aragona, ignorando il diritto di successione di tutti gli altri pretendenti, tra cui la figlia di Galindo, Andregoto Galíndez ed il governatore musulmano di Huesca, al-Tawīl, sposato con un'altra sorella del conte, Sancha. Le tensioni cessarono quando il figlio di Sancho García fu promesso in sposo ad Andregoto. Durante il regno di Sancho il regno di Pamplona cominciò a battere moneta.Prima della sua morte, tutti i musulmani erano stati espulsi dal Paese.

Il suo successore, García I Sánchez (925–970), iniziò a regnare sotto la reggenza della madre, Toda e dello zio Jimeno II Garces, che fece uso del titolo regale, e pur essendo anche conte consorte d'Aragona, ereditò un possedimento debole, per le sconfitte subite da suo padre.

L'emirato di al-Andalus, invece, sotto la guida di ʿAbd al-Raḥmān III che, nel 929, era diventato califfato, nel 932, aveva riconquistato Toledo, e, nel 934 aveva umiliato la reggente, sua madre Toda, imponendogli un formale atto di sottomissione. Nel 937, García I dovette nuovamente fare atto di vassallaggio al califfo di al-Andalus, ʿAbd al-Raḥmān III.

Nel 939, però si alleò con il re di León Ramiro II, e al comando di truppe leonesi, asturiane, galiziane e castigliane impartì una dura disfatta ad ʿAbd al-Raḥmān III nella Battaglia di Simancas dopo la quale ʿAbd al-Raḥmān III, al-Nāṣir li-dīn Allāh (difensore della fede) non partecipò più, in prima persona, alle operazioni belliche.Nel 958, García I fu coinvolto nella guerra civile leonese tra Sancho il Grosso e Ordoño IV: Sancho chiese aiuto alla nonna, Toda (la madre di García I) che glielo concesse riuscendo a farsi ricevere, assieme a García e a Sancho, a Cordova, alla corte del califfo ʿAbd al-Raḥmān III, dove Sancho, garante García, in cambio dell'aiuto delle truppe di al-Andalus, promise che se rientrava in possesso del trono, avrebbe consegnato al califfo dieci castelli leonesi.Dato che alla morte di ʿAbd al-Raḥmān III, Sancho e García non avevano ancora rispettato l'impegno, il nuovo califfo, al-Ḥakam II, dichiarò guerra ai regni cristiani ed invadendo e saccheggiando León, Castiglia e Navarra, costrinse i rispettivi sovrani, Sancho I, Fernán González e García I Sánchez, imitati subito dopo dai conti di Barcellona, Mirò ed il fratello Borrell II, a chiedere la pace (963).

Regno Decadenza e massima espansione (Re della casa di Navarra)