La lingua tagalog (; nome nativo: wikang Tagalog) o lingua tagala è una delle lingue principali delle Filippine e la più diffusa nel Paese.
Fa parte del gruppo linguistico austronesiano e dunque è imparentata con l'indonesiano, il malese, il figiano, il māori, l'hawaiano, il malgascio, il samoano, il rapanui, il tahitiano, il chamorro, il tetum e le lingue austronesiane di Taiwan (lingue formosane).
Al 2026, è usata da 87,1 milioni di parlanti totali (esclusa la variante standard, il filippino).
Storia Alcuni linguisti pensano che la lingua sia originaria dell'isola di Mindanao, dell'arcipelago di Visayas oppure di Luzon. Il poeta Francisco Balagtas (1788-1862) è una figura di spicco per la letteratura tagalog. La sua più famosa opera letteraria è Florante at Laura, degli inizi del XIX secolo.
Il primo libro stampato in tagalog è la Doctrina Cristiana del 1593. Era scritto in spagnolo e in due versioni del tagalog, una in caratteri Baybayin e una in caratteri latini. Durante i 300 anni di occupazione spagnola ci furono grammatiche e dizionari scritti da ecclesiastici spagnoli, come il Vocabulario de la lengua tagala (1835) e l'Arte de la lengua tagala y manual tagalog para la administración de los Santos Sacramentos (1850). Ma le testimonianze più antiche del tagalog sono scritti incisi con coltellini su foglie di palma e canne di bambù od oggetti simili (ad esempio, else di spada in bambù) in alfabeti brahmici di tipo abugida, come quello devanagari e bengalese.
Classificazione
Il tagalog è una lingua filippina centrale della famiglia delle lingue austronesiane. È fortemente legato alle lingue parlate nelle regioni di Bicol e Visayas come il bikol, lo hiligaynon, lo waray-waray e il cebuano.
Hanno contribuito al tagalog lo spagnolo, il min nan, l'inglese, il malese, il sanscrito (attraverso il malese), l'arabo (attraverso il malese) e le lingue filippine settentrionali come il kapampangan parlato nell'isola di Luzón.
Distribuzione geografica
La terra d'origine del tagalog, o Katagalugan, si trova nel centro e nel sud di Luzon, in particolare nelle località di Aurora, Bataan, Batangas, Bulacan, Cavite, Laguna, Metro Manila, Nueva Ecija, Quezon e Rizal. Il tagalog è parlato come madrelingua anche dagli abitanti delle isole di Lubang, Marinduque e nel nord di Mindoro. Secondo il censimento filippino del 2000, 21 485 927 dei 76 332 470 filippini affermano che il tagalog è la loro prima lingua. Si stima che un totale di 50 milioni di filippini lo parlino con una competenza più o meno alta.
Il tagalog è presente anche in altre parti del mondo ed è la sesta lingua parlata negli Stati Uniti.
Statuto ufficiale
Dopo settimane di studi e decisioni, il 14 luglio 1936 il tagalog venne scelto dalla commissione del Surián ng Wikáng Pambansâ (Istituto nazionale linguistico), composta da sette membri che rappresentavano le diverse regioni delle Filippine, come base per la costruzione della Wikang Pambansâ (lingua nazionale): il presidente Manuel Quezón lo proclamò lingua nazionale delle Filippine il 31 dicembre 1937. La scelta fu ufficializzata dopo l'indipendenza dagli Stati Uniti il 4 luglio 1946.
Dal 1940 il tagalog si insegna nelle scuole filippine. È l'unica lingua fra le oltre 160 parlate filippine a essere ufficialmente insegnata.
Nel 1959 alla lingua nazionale fu dato il nome di “pilipino” per dissociarla dal gruppo etnico tagalog. Nel 1987 la lingua nazionale fu denominata “filippino”, che è una lingua distinta de jure, ma de facto basata sul tagalog.
Dialetti
Ethnologue annovera tra i dialetti del tagalog Lubang, Manila, Marinduque, Bataan, Batangas, Bulacan, Tanay-Paete e Tayabas, ma si possono distinguere quattro dialetti principali che raggruppano i precedenti: il tagalog settentrionale, il tagalog centrale (che include Manila), il tagalog meridionale e il Marinduque.
Anche se i vari dialetti hanno le loro peculiarità, sono tuttavia intelligibili tra di loro. Il più divergente è quello di Marinduque, poiché ha diverse caratteristiche che derivano dal Visayan, come gli affissi verbali.
Le aree rurali dove viene parlato il tagalog tendono a usare un linguaggio conservativo, libero da influenze spagnole e inglesi. Per esempio, una persona che parla tagalog nelle aree rurali direbbe Maaari mo bang ipaunawa sa akin? ("Puoi spiegarmelo?") mentre nelle aree urbane si direbbe Pwede mo bang i-explain sa akin? o Pwede mo bang ipaliwanag sa akin?
Cambio di codice
Quando si parla di qualcosa che attiene alla modernità o di argomenti tecnici, le persone colte possono facilmente passare dal tagalog all'inglese: questa mescolanza o alternanza è detta Taglish.
Lingue derivate
Frequenti contatti tra il tagalog e lo spagnolo hanno portato alla nascita del creolo spagnolo delle Filippine o chabacano. Si conoscono tre varietà di chabacano che hanno il tagalog come base: caviteño, ternateño ed ermitaño. L'ermitaño è considerato estinto, mentre 210 000 persone parlano il caviteño e il ternateño, secondo il censimento del 2000.
Binaliktad
Nelle aree urbane esiste il fenomeno gergale detto binaliktad ("capovolto"), legato ad alterazioni linguistiche tipiche delle città, come il verlan parlato nei sobborghi delle grandi metropoli francesi. Ecco alcuni esempi:
erpat da pater (padre) ermat da mater (madre) sanpits da pinsan (cugino) yosi da sigarilyó (sigarette) todits da dito (qui) dehins da hindî (no)
Introduzione generica ai suoni
Il tagalog ha 21 fonemi: 16 consonanti e 5 vocali. La struttura sillabica è relativamente semplice; ogni sillaba contiene almeno una vocale e una consonante.
Vocali
Prima dell'arrivo degli spagnoli, il tagalog aveva tre fonemi vocalici: , , e . Con l'introduzione di parole spagnole arrivarono a cinque.
Le vocali sono:
, vocale aperta anteriore aprocheila/non arrotondata; , vocale semiaperta anteriore aprocheila; , vocale chiusa anteriore aprocheila; , vocale semichiusa posteriore procheila/arrotondata; , vocale chiusa posteriore procheila.
Ci sono quattro dittonghi principali: , , , e .
Consonanti
Segue uno schema delle consonanti del tagalog. Le consonanti occlusive non sono aspirate; la consonante velare nasale si trova in tutte le posizioni, incluso l'inizio di una parola.
BilabialiDentali /AlveolariPalataliVelariGutturali Occlusive Sordeptk - Sonorebdg Affricate Sorde(ts, tiy) Sonore(diy) Fricatives(siy) h Nasalimnng Lateralil Costrittiver Semivocaliwy
Introduzione al sistema di scrittura
Baybayin
Prima dell'arrivo degli spagnoli il tagalog si scriveva con il sistema Baybayin, composto da simboli rappresentanti tre vocali e quattordici consonanti. Nato dalla famiglia brahmica delle scritture, ha similitudini con l'antico Kavi usato a Giava e si pensa derivi dalle scritture usate dai Bugis a Sulawesi. Nonostante la relativa diffusione, questa scrittura gradualmente lasciò il passo all'alfabeto latino durante la dominazione spagnola.
Alfabeto latino
Fino alla prima metà del XX secolo il tagalog si scriveva in una grande varietà di modi, basati sull'ortografia spagnola. Quando divenne lingua nazionale, il grammatico Lope K. Santos introdusse nei libri di grammatica scolastici, detti balarilà, un nuovo alfabeto composto di venti lettere, detto abakada (dal nome delle prime quattro): A B K D E G H I L M N NG O P R S T U W Y. L'abakada fu ampliato nel 1976 con l'aggiunta C, CH, F, J, Q, RR, V, X e Z per poter scrivere le parole derivanti dall'inglese e dallo spagnolo.
La più recente riforma dell'alfabeto, avvenuta nel 1987, ha ridotto le lettere da 33 a 28: A B C D E F G H I J K L M N Ñ Ng O P Q R S T U V W X Y Z. La Ñ, sostituibile con "ny", deriva dallo spagnolo.
Diacritici
I segni diacritici normalmente non si usano, ma vengono adoperati nei dizionari e manuali di lingua per gli stranieri.
Ci sono tre tipi di segni diacritici, che interessano sempre l'ultima vocale: l'accento acuto (indica solo e unicamente l'accento tonico sull'ultima sillaba quando non si trova sulla penultima), l'accento grave (indica uno stacco glottale a fine parola) e l'accento circonflesso (è sia accento tonico sia indicatore dello stacco glottale a fine parola)
ng e mga
L'elemento genitivo ng e quello plurale mga sono abbreviazioni pronunciate rispettivamente nang e mangá .
Pronuncia puntuale in tagalog e illustrazione dei diacritici L'alfabeto filippino si chiama alpabetong filipino e ha rimpiazzato l'abakada nel 1987 dopo un'iniziale espansione del 1976. L'abakada, adottato nel 1939, aveva qualche consonante in meno ed era una standardizzazione dell'alfabeto latino introdotto dagli spagnoli, arrivati nelle Filippine nel 1521. Prima il filippino si scriveva con l'alfabeto Kawi (un'antica scrittura brahmica dell'isola di Java) o Baybayin (un'altra scrittura brahmica usata tra XVI e XVII secolo) inciso su foglie di palma o sul bambù con dei coltellini. Vi ricorrevano anche i filippini islamici nel Sultanato di Mindanao, mentre i filippini di origine cinese usavano i sinogrammi. Anche se l'alfabeto latino è molto diffuso, nel 2018 la House of Representatives filippina ha dichiarato il Baybayin la scrittura nazionale. +Lettera/ digrafoTrascriz.