La notte del piacere (Fröken Julie) è un film del 1951 diretto da Alf Sjöberg e interpretato da Anita Björk e Ulf Palme, quinto adattamento del dramma La signorina Julie di August Strindberg dopo le versioni mute del 1912, 1919 e 1922 e dopo El pecado de Julia del 1946 dell'italo-argentino Mario Soffici.
È stato proiettato in anteprima alla 4ª edizione del Festival di Cannes, aggiudicandosi il Grand Prix come miglior film ex aequo con Miracolo a Milano di Vittorio De Sica.
Nel film compaiono un giovane Max von Sydow, che aveva esordito due anni prima sempre con Alf Sjöberg, e la allora sedicenne Bibi Andersson (non accreditata), che diciotto anni dopo interpreterà il ruolo della protagonista nel film per la televisione Fröken Julie di Keve Hjelm.
Trama Durante una festa del solstizio d'estate, la contessina Giulia seduce il cocchiere Jean e i due passano insieme la notte raccontandosi i propri sogni e desideri. L'infanzia di Giulia è stata segnata da una madre anticonformista e dall'educazione repressiva del padre, il conte Carl, mentre Jean ha sempre ammirato da lontano la "padroncina" senza riuscire mai ad avvicinarla. I due amanti progettano di fuggire in Svizzera, ma Giulia si rende conto che la relazione tra un servo e un'aristocratica non potrà mai essere accettata dalla società che li circonda. Dopo un litigio con Jean, di nuovo sola la giovane pone fine alla sua esistenza recidendosi la gola con un rasoio.
Produzione Le riprese iniziarono il 28 aprile 1950 e terminarono il 18 luglio. Oltre che negli studi AB Sandrew-Ateljéerna di Stoccolma, il film fu girato a Sandemar e Dalarö, località nel comune di Haninge, e presso il lago Drevviken. Tra le altre location figurano il castello di Stora Väsby, la chiesa di Östra Ryds nel comune di Österåker e il castello di Drottningholm nel comune di Ekerö.
Distribuzione Dopo l'anteprima del 6 aprile 1951 al Festival di Cannes e la proiezione al Festival di Berlino, il film è stato distribuito in Francia a partire dal 28 giugno. In seguito ha partecipato al Festival Internacional de Cine de Punta del Este (1952) e al Festival internazionale del cinema di Mar del Plata (12 marzo 1954). In Italia uscì nelle sale cinematografiche solo nel 1965.
Le immagini del film sono eloquenti a tal punto che la versione originale, Fröken Julie, disponibile sul web, risulta limpida allo sguardo dell'arte.
Date di uscita
Francia (Mademoiselle Julie) – 28 giugno 1951 Svezia (Fröken Julie) – 30 luglio 1951 Finlandia (Neiti Julie) – 26 ottobre 1951 Germania Ovest (Fräulein Julie) – 30 novembre 1951 Danimarca (Frøken Julie) – 14 gennaio 1952 Stati Uniti (Miss Julie) – 7 aprile 1952 Giappone (Reijo Jurii) – 6 agosto 1952 Australia (Miss Julie) – 10 ottobre 1952 Austria (Fräulein Julie) – Gennaio 1953 Portogallo (Panna Julia) – 13 luglio 1953 Argentina (La señorita Julia) – 27 aprile 1954 Spagna (La señorita Julie) – 1º luglio 1968
Critica Il regista e storico del cinema Peter von Bagh ha definito La notte del piacere il film più importante di Alf Sjöberg, che a suo avviso è riuscito a «cogliere il nocciolo essenziale del dramma di Strindberg: quel furore schizofrenico che porta i protagonisti a cercare la gioia di vivere nelle lotte violente e crudeli... Sjöberg adatta il testo scegliendo una soluzione formale che farà scuola, citata a lungo nei manuali sul linguaggio del cinema. I flashback che accompagnano le relazioni fra Julie e Jean, ma anche le ipotesi future che porteranno al culmine drammatico, sono rappresentati sullo stesso livello di realtà. Presente, passato e futuro trovano posto contemporaneamente all'interno della stessa inquadratura: per esempio, possiamo vedere in primo piano Julie adulta e sullo sfondo la sua figura da bambina».
Più giovane di Ingmar Bergman, scrive Emilio de Rossignoli, Alf Sjöberg è l'esponete del cinema d'arte in Svezia e le sue immagini risentono dell'influenza espressionista. In particolare con questo Fröken Julie (che il critico traduce alla lettera, La signorina Giulia) il regista «affronta la sua opera più ambiziosa, [...], con un personaggio dal sapore freudiano». Continuando nel parallelo con Bergman, valutato più ambizioso di Sjöberg, il critico aggiunge tra l'altro che il primo nell'evoluzione della propria opera sarebbe passato dal crepuscolarismo al pessimismo per sprofondare poi nelle nevrosi.
Riconoscimenti Festival di Cannes 1951Grand Prix a Alf Sjöberg (ex aequo con Miracolo a Milano di Vittorio De Sica) Festival internazionale del cinema di Berlino 1951Candidatura all'Orso d'oro a Alf Sjöberg BAFTA Awards 1952Candidatura per il miglior film internazionale Festival Internacional de Cine de Punta del Este 1952Premio della critica per il miglior regista a Alf SjöbergPremio della critica per la migliore fotografia a Göran Strindberg
Note
Voci correlate La signorina Julie, dramma di August Strindberg
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Collegamenti esterni
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