Gli apostoli di Gesù Cristo (), come descritto nel Nuovo Testamento, sono i discepoli costituiti da Gesù per dare continuità al messaggio della salvezza da lui proclamato. Egli ne scelse dodici come il numero delle tribù di Israele.
Dopo il tradimento e la morte di Giuda Iscariota, il numero originario fu ristabilito prima della Pentecoste con l'elezione di Mattia. Oltre al gruppo dei dodici, Paolo di Tarso () è riconosciuto da tutti i cristiani un apostolo di Cristo (il tredicesimo); così come per la Chiesa cattolica lo è pure Barnaba.
Gli apostoli nel Nuovo Testamento La scelta dei primi apostoli nei vangeli
Nei vangeli canonici si ravvisano delle discrepanze in merito al luogo, ai nomi e al momento in cui i primi apostoli furono scelti. Relativamente al luogo, secondo i vangeli sinottici, Gesù scelse i suoi primi apostoli presso il Lago di Tiberiade"Lago di Genèsaret" e "mare di Galilea" sono due dei nomi con cui è conosciuto il Lago di Tiberiade., detto anche Lago di Genezareth, in Galilea, nel Nord della terra di Palestina; al contrario del Vangelo secondo Giovanni. che colloca l'avvenimento vicino al luogo del suo battesimo nei pressi di Betania nel Sud del paese, a circa 150 chilometri dal Lago di Tiberiade.
Inoltre, in relazione al momento, il Vangelo di Giovanni fa operare la scelta a Gesù quasi subito dopo il suo battesimo, mentre i vangeli sinottici pongono l'avvenimento parecchio tempo dopo, visto che Gesù avrebbe prima passato anche quaranta giorni nel deserto. Infine, anche i nomi dei primi apostoli scelti non coincidono tra la versione sinottica e quella giovannea.Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù, Mondadori, 2011, p. 45, ISBN 978-88-04-57132-2; Bart D. Ehrman, Gesù è davvero esistito? Un'inchiesta storica, Mondadori, 2013, p. 324, ISBN 978-88-04-63232-0.
Secondo alcuni commentatori, queste divergenze non sarebbero completamente inconciliabili. È possibile infatti che il primo incontro di Gesù con Andrea, Pietro e Giovanni (che secondo la tradizione è il discepolo di cui non viene citato il nome) sia avvenuto a Betania poco dopo il suo battesimo, come raccontato dal vangelo di Giovanni. Dopo il ritorno in Galilea sia di Gesù che dei suoi futuri discepoli (che dopo l'arresto di Giovanni Battista sarebbero tornati nella loro città riprendendo il mestiere di pescatori), sarebbe avvenuto sul Lago di Tiberiade un nuovo incontro da cui sarebbe scaturita la chiamata definitiva, da parte di Gesù, dei tre uomini (con l'aggiunta di Giacomo, fratello di Giovanni), come raccontato dai vangeli sinottici.Filippo Vecchio, Ascoltiamo Gesù, Rubbettino, 2004, p. 24-26
I vangeli sinottici descrivono in seguito la chiamata di Matteo (non raccontata dal vangelo di Giovanni)Mt ; Mc ; Lc , mentre il vangelo di Giovanni descrive le chiamate di Filippo e Bartolomeo (non raccontate dai sinottici)Gv .
Differenze col rabbinismo I rabbini dell'epoca erano scelti dai loro discepoli in base alla loro fama; dopo un periodo di studi, i discepoli diventavano a loro volta rabbini. Nessun rabbino metteva in discussione l'autorità di Mosè e della legge mosaica, ritenute fondamento dell'autorità rabbinica e profetica.
Diversamente dai rabbini, Gesù chiama i suoi discepoli uno ad uno (). Ai discepoli è richiesto di abbandonare i loro beni e le loro famiglie. Le donne con i figli dovevano tornare dai propri genitori, fatto che era ritenuto un disonore. La missione cui erano chiamati era più importante (). Nel Discorso della montagna Gesù si pone all'altezza della legge mosaica ("avete inteso che fu detto...ma io vi dico...").
Gli apostoli nei vangeli sinottici I vangeli sinottici concordano nel riferire che Gesù formò tra i suoi seguaci un gruppo ristretto di dodici persone, per fare con loro vita comune e per mandarli in seguito a predicare il suo messaggio. Queste persone furono chiamate apostoli, termine che significa "inviati". Di questo gruppo facevano parte: le due coppie di fratelli Pietro - Andrea, e Giacomo il Maggiore - Giovanni, Giacomo il Minore, fratello, Giuda Taddeo (forse fratello di Giacomo il Minore e quindi anch'egli cugino di Gesù), l’ex esattore delle tasse Matteo, e altri cinque discepoli i cui nomi non erano stati citati in precedenza, cioè Filippo, Tommaso, Giuda Iscariota, Bartolomeo, Simone il Cananeo (detto lo Zelota nel vangelo di Luca).
In Marco e Luca la distinzione tra apostoli e discepoli è più marcata: i discepoli sono un gruppo più grande, che comprende il gruppo più ristretto dei dodici. Luca cita anche un gruppo di settanta discepoli, mandato in missione da Gesù. In Matteo la distinzione tra apostoli e discepoli è invece più attenuata, al punto che l’espressione "i dodici" finisce gradualmente per passare in secondo piano in favore dell’espressione "i discepoli".AA.VV., Nuovo dizionario di teologia biblica, Edizioni Paoline, 1988, pp. 106-123
Gli apostoli negli Atti degli Apostoli L'inizio degli Atti degli Apostoli parla di undici apostoli ossia:
Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo.
Manca, rispetto al Vangelo di Luca, Giuda Iscariota che è morto dopo aver tradito Gesù; dopo l'Ascensione di Gesù un dodicesimo apostolo, Mattia, viene integrato per sorteggioAt su iniziativa di Pietro (At ).
Gli apostoli nel Vangelo di Giovanni Il Vangelo di Giovanni non riporta l'elenco degli apostoli, e ne cita più o meno esplicitamente otto, più un altro la cui identificazione non è univoca: Simone di Giona, originario di Betsaida di Galilea, da Gesù soprannominato Pietro in , è citato come Pietro in oltre che in un intero episodio a lui riferito , nel racconto della visita alla tomba di Gesù , nell'ultimo capitolo del vangelo , e anche in dove Andrea viene detto "fratello di Pietro" () Andrea, citato in come fratello di Pietro Filippo di Betsàida di Galilea, citato in Tommaso, viene dichiarato più volte che egli era detto "dìdimo" (), parola che significa gemello; originario di Rama in Giudea. Giuda, figlio di Simone Iscariota, un giudeo, citato in . Probabilmente originario di Keriot, da cui il nome. Ish Kariot significa appunto uomo di Keriot, località a sud di Gerusalemme, al confine della Giudea. Natanaele di Cana (), tradizionalmente identificato con il Bartolomeo degli altri vangeli (Bartolomeo significa in ebraico figlio di Tolomeo) due "figli di Zebedeo" (Giacomo e Giovanni, secondo gli altri Vangeli) uno dei quali, Giovanni, coinciderebbe con il "discepolo prediletto" - tradizionalmente considerato l'autore del quarto Vangelo - al quale Gesù, dalla croce, affidò sua madre (), viene citato anche "Giuda, non l'Iscariota" in , cioè probabilmente Giuda Taddeo, fratello di Giacomo. Rispetto ai sinottici, non sono riportati i nomi di Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone il Cananeo. E' anche possibile (Jeremias e Rossé) che Taddeo di Marco fosse il soprannome di Giuda di Giacomo (di Luca), data la cattiva reputazione del nome 'Giuda' nelle prime comunità cristiane.
In Giovanni non è indicato esplicitamente il numero degli apostoli, ma si dice che Giuda Iscariota era "uno dei Dodici":
I nomi dei Dodici I nomi dei Dodici differiscono parzialmente tra i vari elenchi dati nel Nuovo TestamentoCome nota anche lo storico Bart Ehrman: "È sorprendente che i tre vangeli sinottici parlino dei Dodici e ne elenchino i nomi, ma che i nomi differiscano da un elenco all'altro. Ciò sta a dimostrare che tutti conoscevano il numero dei componenti il gruppo, ma non tutti sapevano chi fossero". e, secondo gli esegeti curatori del "Nuovo Grande Commentario Biblico", "fa bene riflettere sul fatto che in seguito fu ricordato ben poco della maggior parte dei membri di questo gruppo che un tempo era così importante"Il biblista Mauro Pesce nota, sempre in merito ai Dodici, come sia "rilevante che, dopo la morte di Gesù, nei racconti si dissolvano quasi subito: coloro che rimangono sulla scena (Pietro, Filippo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Andrea) agiscono ciascuno indipendentemente. Gli altri scompaiono del tutto".; gli stessi esegeti osservano come oltre a "troviamo altre liste dei Dodici in ; ; " e "in verità, le liste dei Dodici hanno continuato a mescolare i nomi".Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 905, ISBN 88-399-0054-3.Bart Ehrman, Jesus apocalyptic prophet of the new millennium, Oxford University Press, 1999, pp. 186-187, ISBN 978-0-19-512474-3.Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, p. 41, ISBN 978-88-17-07429-2. Gli studiosi dell'interconfessionale Bibbia TOB notano come la tradizione avrebbe cercato di far coincidere alcune divergenze; ad esempio, nel caso di Natanaele. "alcune tradizioni l'identificano con l'apostolo Bartolomeo, ma senza fondamento", oppure il caso di Taddeo. che altri manoscritti nominano come Lebbeo o Giuda figlio di Giacomo o Giuda lo Zelota e tali esegeti ritengono che "la soluzione più semplice è che ogni sinottico abbia avuto un nome differente per l'undicesimo apostolo" ed "è del resto poco probabile che questi nomi indichino lo stesso personaggio", anche perché tutti di origine semitica mentre all'epoca, quando si avevano altri nomi oltre a quello giudeo, questi erano di origine greca o romana.Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, pp. 70, 300. Invece, la Bibbia nella versione ufficiale CEI insegna che «Natanaele è l'apostolo Bartolomeo».Bibba CEI, UELCI, 1996, p. 1060, nota a Gv 1,45 La Catholic Encyclopedia spiega con molti ragionamenti quali ragioni inducano gli studiosi a identificare Bartolomeo e Natanaele: «Bartolomeo non è il nome proprio dell'Apostolo», in quanto è un patronimico; «il nome [di Bartolomeo] non è presente nel Quarto Vangelo, mentre Natanaele non è menzionato nei sinottici»; «il nome di Bartolomeo è associato a quello di Filippo negli elenchi di Matteo e Luca, e a fianco di questo in Marco, il che concorda con il fatto mostrato da San Giovanni che Filippo era amico di lunga data di Natanaele e lo condusse a Gesù»; «la chiamata di Natanaele, menzionata con la chiamata di parecchi Apostoli, pare che lo designi all'apostolato, specialmente poiché la narrazione piuttosto completa e bellissima induce ad attendersi sviluppi importanti»; «Natanaele era della Galilea, ove Gesù trovò molti dei Dodici, se non tutti»; «nell'occasione dell'apparizione del Salvatore risorto sulle rive del Lago di Tiberiade, Natanaele è presente, insieme con parecchi apostoli che sono nominati e con due Discepoli anonimi, che erano, quasi certamente, altri Apostoli (la parola "apostolo" non compare nel Quarto Vangelo e "discepolo" di Gesù ordinariamente significa "Apostolo") e così, presumibilmente, era uno dei Dodici.»