Il Turkestan orientale o Turkistan orientale (in uiguro , romanizzato secondo l'alfabeto latino uiguro come Sherqiy Türkistan e in alfabeto cirillico uiguro ) è una denominazione geografica dai confini storicamente variabili riferita a una regione dell'Asia centrale oggi compresa principalmente nella parte nord-occidentale della Repubblica Popolare Cinese, all'incrocio tra Asia orientale e Asia centrale. Il termine fu introdotto nella letteratura geografica russa nel XIX secolo da studiosi e turcologi, tra cui il sinologo Nikita Jakovlevič Bičurin, come alternativa alla denominazione occidentale allora comune di «Turkestan cinese», riferita soprattutto al bacino del Tarim nello Xinjiang meridionale. A partire dal XVII secolo, una delle denominazioni utilizzate dagli abitanti turcofoni del bacino del Tarim fu Altishahr, «Sei città»; furono impiegate anche le forme Yettishar, «Sette città», e Sekkizshahr, «Otto città». Nelle fonti delle dinastie cinesi, un'area in parte sovrapponibile era invece tradizionalmente conosciuta come Xiyu, «Regioni occidentali».
Nel corso del XX secolo il nome «Turkestan orientale» acquisì anche un significato politico. Alcuni movimenti nazionalisti e indipendentisti uiguri lo adottarono per indicare l'intero Xinjiang, comprendente sia il bacino del Tarim sia la Zungaria, oppure un eventuale Stato indipendente nel territorio dell'attuale Regione autonoma uigura dello Xinjiang. Tali movimenti tendono a rifiutare il nome Xinjiang, interpretato letteralmente come «Nuova frontiera» o «Nuovo territorio», e utilizzano «Turkestan orientale» per sottolineare i rapporti storici e culturali della regione con gli altri popoli turchi dell'Asia centrale.
La Prima Repubblica del Turkestan orientale esistette dal 12 novembre 1933 al 1934, mentre la Seconda Repubblica del Turkestan orientale fu attiva dal 12 novembre 1944 al 1946. Il Turkestan orientale è inoltre rappresentato nell'Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati (UNPO), fondata nel 1991: inizialmente dal Congresso nazionale del Turkestan orientale e, dal 2004, dal Congresso mondiale uiguro. Nel settembre 2004 fu inoltre istituito a Washington il Governo del Turkestan orientale in esilio.
Etimologia e terminologia
La denominazione «Turkestan orientale» entrò nell'uso scientifico europeo nel XIX secolo, soprattutto attraverso la turcologia russa. Il sinologo russo Nikita Jakovlevič Bičurin propose nel 1829 di distinguere il «Turkestan occidentale», riferito alle regioni dell'Asia centrale poste a occidente, dal «Turkestan orientale», corrispondente al territorio cinese a est di Bukhara. Il termine Uiguristan significa invece «terra degli Uiguri». Denominazioni affini riferite agli Uiguri e alle regioni da essi abitate compaiono anche nelle opere di geografi musulmani medievali.
Storia
Prima del XX secolo
Nelle fonti cinesi il termine Regioni occidentali (, Xīyù; in uiguro Qurighar, ) indicava in senso generale le regioni poste a occidente del passo di Yumen. Nel II secolo a.C. gli autori cinesi chiamavano le città-Stato situate lungo i margini settentrionali e meridionali del deserto del Taklamakan «città fortificate delle Regioni occidentali».. Nel 60 a.C. la dinastia Han istituì il Protettorato delle Regioni occidentali, incaricato di sovrintendere agli Stati-oasi del bacino del Tarim, sui quali il controllo cinese veniva esercitato soprattutto indirettamente attraverso piccoli insediamenti agricolo-militari. Il protettore generale aveva sede a Wulei, a occidente di Karasahr. Le città-Stato conservarono comunque una notevole autonomia nei rapporti reciproci. Dopo la fine degli Han occidentali, nel 9 d.C., l'autorità cinese sulle Regioni occidentali venne meno e fu ristabilita nel corso del I secolo d.C., rimanendo formalmente in vigore fino al 107.
I Göktürk, indicati nelle fonti cinesi come Tujue (, Tūjué), riunirono numerose popolazioni turche in un vasto impero, successivamente frammentatosi in diversi khaganati. Il Khaganato turco occidentale esercitò il proprio dominio su gran parte dell'odierno Xinjiang prima dell'espansione della dinastia Tang. Le denominazioni «Turchi occidentali» e «Turchi orientali», tuttavia, non hanno un rapporto diretto con i termini «Turkestan occidentale» e «Turkestan orientale», entrati in uso molti secoli più tardi. Il nome «Turkestan», letteralmente «terra dei Turchi», fu utilizzato dai geografi arabi del IX e X secolo soprattutto per indicare le regioni situate a nord-est del Syr Darya. In tali opere il termine «Turchi» designava principalmente popolazioni nomadi turcofone e non gli abitanti sedentari e in larga parte iranofoni delle città-oasi.
Nel XVI secolo il Khanato Chagatai e gli Stati suoi successori portarono a compimento gran parte del processo di islamizzazione e turchizzazione dello Xinjiang occidentale e delle regioni circostanti, allora note come Moghulistan. Nel XVIII secolo la dinastia Qing sconfisse il Khanato degli Zungari. I territori settentrionali, tradizionalmente associati agli Zungari, furono chiamati Zungaria, mentre le regioni meridionali del bacino del Tarim furono indicate con nomi quali Huijiang (, «territorio musulmano») o Altishahr. In precedenza il termine cinese Xinjiang aveva un significato generico di «nuovi territori» acquisiti dall'impero. Dopo la conquista Qing il nome venne progressivamente associato all'insieme della Zungaria e dell'Altishahr e, nel 1884, in seguito alla riconquista della regione dopo la Rivolta dei Dungani, lo Xinjiang fu formalmente istituito come provincia.
Nello stesso periodo esploratori e geografi dell'Impero russo e dell'Impero britannico, impegnati nell'esplorazione e nella cartografia dell'Asia centrale durante il Grande gioco, introdussero o resero popolari nuove denominazioni geografiche. Nel 1805 l'esploratore russo Timkovskij riprese il termine «Turkestan» per l'Asia centrale e usò «Turkestan orientale» per il bacino del Tarim; nel 1829 Bičurin propose espressamente «Turkestan orientale» come alternativa a «Turkestan cinese» per i territori cinesi a est di Bukhara. Tra il 1851 e il 1881 l'Impero russo occupò inoltre la valle dell'Ili, continuando nel frattempo a negoziare con i Qing diritti commerciali e di insediamento.
Dopo una serie di conquiste nell'Asia centrale, nel 1867 la Russia organizzò gran parte dei propri possedimenti a occidente dei monti Pamir nel Turkestan russo. Fu soprattutto da questo periodo che numerosi autori occidentali iniziarono a distinguere un Turkestan russo o occidentale da un Turkestan cinese o orientale. Tra gli autori e i viaggiatori britannici dell'epoca non esisteva tuttavia una terminologia uniforme. Espressioni quali «Turkestan cinese», «Turkestan orientale», «Asia centrale cinese», «Serindia» e «Sinkiang» furono utilizzate in periodi e contesti differenti per indicare in tutto o in parte l'odierno Xinjiang. Fino al XX secolo, inoltre, l'identificazione territoriale delle popolazioni locali rimase spesso legata alle singole città e oasi. Nomi come Kashgaria, derivato da Kashgar, potevano indicare aree più o meno vaste dello Xinjiang sud-occidentale, mentre Altishahr, «Sei città», designava collettivamente un insieme non rigidamente definito di città a sud del Tian Shan.
Prima metà del XX secolo
Nel 1912 la Rivoluzione Xinhai pose fine alla dinastia Qing e portò alla nascita della Repubblica di Cina. Dopo la fuga dell'ultimo governatore Qing dello Xinjiang, Yuan Dahua, il suo subordinato Yang Zengxin assunse il controllo della provincia e nel marzo 1912 riconobbe nominalmente il nuovo governo repubblicano. Nel 1921 le autorità sovietiche adottarono ufficialmente l'etnonimo «uiguro» per classificare le popolazioni turcofone sedentarie provenienti dal Turkestan cinese, nel quadro delle politiche sovietiche di definizione delle nazionalità dell'Asia centrale. All'inizio degli anni trenta varie insurrezioni scoppiarono nello Xinjiang contro il governatore Jin Shuren. In questo contesto il nome «Turkestan orientale» assunse un crescente significato politico e divenne una delle denominazioni utilizzate da movimenti che contestavano l'autorità cinese nella regione.
Il 12 novembre 1933, nella regione di Kashgar, esponenti del movimento indipendentista proclamarono la Prima Repubblica del Turkestan orientale, uno Stato di breve durata che utilizzò il termine «Turkestan orientale» per esprimere la propria separazione politica dalla Cina. Il movimento fu influenzato, in misura diversa a seconda delle sue componenti, dal panislamismo e dal panturchismo; la costituzione della repubblica assegnava un ruolo alla sharia.
La repubblica non ottenne riconoscimento internazionale e fu rapidamente sconfitta dalle forze del signore della guerra Sheng Shicai, che governò lo Xinjiang nel decennio successivo con un forte sostegno sovietico.
Nel 1944, con il sostegno dell'Unione Sovietica, una nuova amministrazione indipendentista nacque nell'odierna Prefettura autonoma kazaka di Ili: la Seconda Repubblica del Turkestan orientale. Le interpretazioni storiografiche del suo carattere politico differiscono significativamente: alcune fonti la descrivono come un movimento di liberazione nazionale, altre pongono maggiormente l'accento sul ruolo decisivo dell'Unione Sovietica nella sua nascita e nel suo funzionamento.
Le autorità del Kuomintang a Dihua, l'odierna Ürümqi, richiamarono la lunga storia dei rapporti fra la regione e gli Stati cinesi per sostenere la sovranità della Repubblica di Cina sullo Xinjiang. Parallelamente, storici sovietici elaborarono interpretazioni della storia regionale che sottolineavano l'antichità e l'autonomia storica degli Uiguri.
Nel giugno 1946 l'Unione Sovietica ritirò il proprio sostegno alla Repubblica del Turkestan orientale.
Seconda metà del XX secolo
Al termine della guerra civile cinese, nel 1949, lo Xinjiang era diviso tra territori controllati dalle autorità del Kuomintang e quelli legati alla Seconda Repubblica del Turkestan orientale. La dirigenza comunista cinese ottenne il passaggio della provincia sotto il controllo della neonata Repubblica Popolare Cinese e furono istituite nuove amministrazioni comuniste provinciali a Yining e Dihua. Il 1º ottobre 1955 fu istituita la Regione autonoma uigura dello Xinjiang. Dopo la crisi sino-sovietica degli anni sessanta, la storiografia sovietica dedicò crescente attenzione agli Uiguri e allo Xinjiang nel quadro della contrapposizione ideologica con la Cina. In questa letteratura il termine «Turkestan orientale» tornò a essere utilizzato con una certa frequenza, ma non con un significato territoriale uniforme. In alcuni studi indicava soprattutto il bacino del Tarim a sud del Tian Shan, mentre le regioni settentrionali erano considerate parte della Zungaria. Lo storico uiguro sovietico Tursun Rakhimov, ad esempio, sostenne nel 1981 che tanto il Turkestan orientale quanto la Zungaria fossero stati conquistati dalla Cina e successivamente riuniti sotto il nome di Xinjiang; nelle sue opere, tuttavia, utilizzò talvolta «Turkestan orientale» e «Xinjiang» come termini quasi intercambiabili. Durante la Rivoluzione culturale il governo cinese associò invece sempre più l'espressione «Turkestan orientale» al nazionalismo e al separatismo uiguri e ne limitò l'uso pubblico. Le opere dello storico nazionalista uiguro Turghun Almas, tra cui Uyghurlar, furono profondamente influenzate dalla precedente storiografia turcologica sovietica. Almas sostenne, tra l'altro, che l'Asia centrale costituisse la patria storica degli Uiguri e le attribuì un ruolo centrale nella storia culturale mondiale. La dissoluzione dell'Unione Sovietica negli anni novanta, insieme alla rinascita di correnti islamiste e panturchiste, influì sulla nuova fase dei movimenti politici e nazionalisti nello Xinjiang.
XXI secolo