La Nobile Contrada del Nicchio è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena. Prende parte al Palio di Siena.

Territorio Le strade all'epoca del Bando Il Bando di Violante di Baviera (1730) determina la suddivisione territoriale delle diciassette Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell'epoca, basandosi quindi sulle costruzioni più che sulle strade. Esso viene ancora nel ventunesimo secolo considerato la disposizione di base per determinare gli effettivi confini delle Contrade. Secondo il Bando relativo alla Nuova divisione dei confini delle Contrade, il territorio della Nobile Contrada del Nicchio è delimitato dalle seguenti vie e palazzi:

Il letterato senese Girolamo Gigli, parlando del territorio della contrada, si espresse così nel suo Diario Senese (del 1723):

Le strade ai nostri giorni

La porta San Viene è denominata porta Pispini, dal nome della strada che inizia dalla porta stessa per poi proseguire fino alla via di Pantaneto. Secondo la tradizione popolare da questo luogo passarono le spoglie di sant'Ansano martire, patrono di Siena, per rientrare in città (da qui il nome "San Viene"). La struttura odierna fu eretta nel 1326, sotto progetto attribuito a Minuccio di Rinaldo, durante l'ampliamento della cinta muraria cittadina. La porta è dotata di una merlatura sorretta da archetti pensili ed è arricchita da un affresco rappresentante la Natività, dipinto dal Sodoma tra il 1530 e il 1531. Tale opera si è deteriorata col tempo e non è più visibile ma tuttavia se ne possono vedere i resti, conservati nella basilica di San Francesco. All'interno di porta Pispini si trova una piazzetta, intitolata nel XX secolo a Mario Cioni, plurivittorioso capitano nicchiaiolo degli anni 1960.

La via di San Gaetano, anticamente dedicata al patrono della contrada, è chiamata nel ventunesimo secolo via dell'Oliviera.

Nel corso della storia il territorio del Nicchio ha ospitato più volte i militari dell'esercito. Entro i confini della contrada fu infatti costruita la caserma di Santa Chiara, situata nell'area sud-est del rione, dove trovarono accoglienza i soldati italiani durante la seconda guerra mondiale. Nel ventunesimo secolo l'edificio militare ospita invece il 186º Reggimento paracadutisti "Folgore", di stanza a Siena. Intorno al complesso si trovano, oltre l'antica via di Santa Chiara (con i resti dell'omonima chiesa), da cui la caserma prende nome, il fortino costruito da Baldassarre Peruzzi tra il 1527 e il 1532 come rinforzo delle mura della città, e l'antica porta di Busseto, da tempo inaccessibile.

Il convento di Santa Monaca in via del Refugio, adiacente alla chiesa di San Raimondo, non esiste più ed ha lasciato il posto prima ad una sezione distaccata dell'istituto d'arte "Duccio di Buoninsegna" e poi alla scuola media "Jacopo della Quercia".

In piazza Santo Spirito si trova il carcere giudiziario della città, e, sul retro della chiesa di Santo Spirito, sono stati aperti dei giardini pubblici. Nella piazza omonima fu momentaneamente spostata la fonte dei Pispini (1534). Questa antica fontana a vasche concentriche era inizialmente posta di fronte all'ingresso della caserma di Santa Chiara, ma fu trasferita davanti a Santo Spirito durante la seconda guerra mondiale per permettere ai carri della caserma di circolare. La fonte fu poi ricollocata dove era stata costruita nel 2001.

L'arco del ponte (porta d'accesso alla città fino alla costruzione di porta Pispini) è chiamato ponte di Romana. Questo è l'incrocio di quattro strade: via Roma, via di San Girolamo, via dell'Oliviera e via di Pantaneto. La contrada del Nicchio occupa la parte di via dell'Oliviera e il lato destro di via Pantaneto, comprendendo anche la colonna posta al centro dell'incrocio.

Una particolarità del territorio di questa contrada è che è in gran parte occupato da spazi verdi. Infatti un'ampia valle si apre sotto i locali della società nicchiaiola "La Pania", che ne usufruisce da tempo.

Il territorio della Nobile Contrada del Nicchio, situato interamente nel terzo di San Martino, è delimitato dalle seguenti vie e piazze:

via di Fiera Nuova via di Fiera Vecchia vicolo di Finimondo via dell'Oliviera via di Pantaneto (solo i dispari dal civico 113 al 159) Via dei Pispini vicolo del Refugio piazzetta di Samoreci via di Santa Chiara piazza Santo Spirito vicolo del Sasso

La stalla di Contrada si trova in via dei Pispini, 56.

Il Nicchio confina con: A nord con la Contrada del Leocorno, con la quale ha in comune la via di Pantaneto. Il Nicchio occupa il lato destro della strada fino alla Chiesa di San Giorgio inclusa. Dopo tale chiesa il Leocorno prende entrambi i lati della via. Ad ovest con la Contrada di Valdimontone, il territorio della quale confina col Nicchio nell'incrocio del Ponte di Romana. Il Nicchio occupa la parte di Pantaneto e via dell'Oliviera, mentre il Valdimontone ha quella di via di San Girolamo e via Roma. Anche la colonna al centro dell'incrocio fa parte del territorio del Nicchio. Un altro punto di confine è l'ingresso da via Roma (Valdimontone) in via del Refugio (Nicchio).

Luoghi di contrada

Sede La sede della contrada si trova in Via dell'Oliviera, già Via di San Gaetano, dietro all'oratorio e al museo della contrada. Il fondo fu acquistato dal Nicchio nel 1926.

OratorioLa chiesa dove la contrada si riunisce e viene benedetto il cavallo prima della corsa del Palio L'oratorio di San Gaetano di Thiene si trova alla biforcazione tra le vie dell'Oliviera e dei Pispini. Trovandosi senza un luogo di culto, i contradaioli acquistarono dei locali di proprietà delle suore Agostiniane, proprio nel cuore del territorio della contrada, e, così, si poté pensare ad avviare i lavori. Il progetto del futuro oratorio fu affidato all'architetto Franchini, già progettista della chiesa di Sant'Antonio da Padova della Contrada della Tartuca. I lavori iniziarono nel 1683 per poi terminare nel 1685. All'interno dell'oratorio si trovano gli affreschi di Giuseppe Nasini (1734), mentre degli stucchi e delle statue si occupò il Franchini alla fine del XVIII secolo. Nella chiesa si può trovare anche un organo, opera di Josuè Agati. Nel XIX secolo fu inoltre costruito un davanzale di legno lavorato, opera del prof. Martinelli. Nel 1957 fu aggiunta una statua di legno raffigurante San Gaetano di Thiene, rifinita dal pittore Bruno Marzi. La facciata è tuttora arricchita da una grande nicchia in stucco con al centro la Madonna con il Bambino e i santi, una tavola del primo cinquecento senese, probabilmente l'antica Madonna del Forcone che si venerava in un'edicola posta dove sorse successivamente la chiesa. La prima messa dedicata al patrono della contrada fu officiata già nel 1685, appena terminati i lavori strutturali. La festa di San Gaetano di Thiene ricorre il 7 agosto. Per i festeggiamenti i nicchiaioli, oltre il tradizionale giro in città con alfieri e tamburini fatto da ogni contrada, si recano al Duomo di Siena per portare in dono dei ceri dipinti all'altare di San Gaetano.

Museo Il museo del Nicchio si trova dietro all'oratorio della contrada, in Via dei Pispini, ai civici 68 e 70. Si iniziò a parlare di "stanze della contrada" nel 1914, quando i nicchiaioli si riunirono per discutere della questione. Tuttavia la guerra bloccò tutto il progetto e per riparlarne si dovette aspettare il 1926, quando la contrada acquistò i locali dietro la chiesa. Per motivi economici le stanze furono aperte al pubblico solo per la festa del patrono del 1938. Nel 1952 si provvide a migliorare l'esposizione di tutti gli oggetti. Infine, nel 1988, le "stanze" si trasformarono in un vero "museo", con l'ultima ristrutturazione. La sede museale è composta da due piani: quello inferiore è usato come sala delle vittorie, contenente i drappelloni ed i masgalaniIl premio assegnato alla Contrada la cui Comparsa risulta essere la "migliore" per eleganza, dignità di portamento e coordinazione nel corso di entrambi i Cortei Storici che precedono il Palio. vinti, mentre quello superiore ospita le vecchie montureI costumi indossati dalle comparse durante la passeggiata storica. e gli antichi arredi sacri della chiesa.

Società di contrada La società della Nobile Contrada del Nicchio si chiama "La Pania" e si trova in Via dei Pispini al numero 112, dove anticamente era collocata la Chiesa di San Giovanni, sede della compagnia di Santo Stefano, che per anni dette alloggio alla contrada nelle sue stanze (prima della costruzione dell'oratorio di San Gaetano). Prima di arrivare al risultato attuale, però, la società ha dovuto passare molti stadi evolutivi. La prima vera società nicchiaiola si chiamava infatti "Società della bandiera", fondata nel 1873 dagli uomini del Nicchio. A questa seguì una nuova società, la "Società dei venti", scioltasi alla fine del XIX secolo. Molte furono le aggregazioni che si vennero a formare in seguito e per diverse ragioniEsse erano la "Società di Mutuo Soccorso Montaperto", la "Società del becco giallo", la "Società della corsa" (nata per ammortizzare i costi del Palio), la "Società del Palio", la "Società del pranzo", la "Società del Gingillo", l"ASAP" (una aggregazione sportiva) e addirittura si arrivò a fondare una società per i bambini, "Il Topolino". Tutte queste aggregazioni esistettero anche contemporaneamente, finché non arrivò il Secondo conflitto mondiale. Nel 1946 fu finalmente fondata "La Pania", che fu istituzionalmente completa solo l'anno dopo, con la distribuzione degli incarichi amministrativi. Inizialmente l'ambiente era costituito solo una piccola stanza a cui si accedeva tramite un lungo corridoio, mentre nel ventunesimo secolo la società possiede ben tre piani dell'edificio, due grandi terrazze e la valle che si estende al di sotto. Il particolare nome "La Pania" deriva dal termine impaniare, ovvero catturare, attirare.

Fonte dei Pispini La fonte dei Pispini è da sempre il punto di ritrovo preferito dei nicchiaioli. Questa fu costruita dagli abitanti del rione nel 1534, su una preesistente fontana del 1469. Attualmente la fontana si trova di fronte alla società "La Pania" e all'ingresso della caserma di Santa Chiara, dove fu originariamente costruita, ma nel corso della sua storia non si è sempre collocata lì. Infatti essa fu spostata durante la seconda guerra mondiale per permettere ai carri della caserma di circolare, e posta in piazza Santo Spirito. La fonte è tornata di fronte a "La Pania" nel 2001.

Stalla La stalla del Nicchio si trova oggi all'interno del distretto di Santa Chiara.

Sala dei Vasai Piccolo spazio museale situato in Via dei Pispini dove sono esposte le ceramiche rinvenute all'interno del rione, che confermano l'effettiva presenza in territorio nicchiaiolo di antiche botteghe di vasai (corporazione alla quale la contrada è associata). La sala viene impiegata anche come spazio espositivo per le opere in ceramica degli artisti contemporanei che partecipano ogni anno alla Festa dell'Abbadia Nuova, iniziativa culturale dedicata all'arte della ceramica organizzata dalla Contrada nel mese di maggio.

Origini

Le origini delle Contrade di Siena sono ancora molto incerte. Tuttavia il tempo ci ha lasciato in eredità le cronache cittadine dei secoli scorsi. Da queste cronache si evince che il Nicchio, come tutte le altre contrade, fu fondato dall'unione di altri rioni più piccoli ed antichi. Questi erano l'Abbadia Nuova di Sopra e l'Abbadia Nuova di Sotto, due compagnie militari del popolo dell'Abbadia Nuova. La prima inalberava una bandiera tutta rossa con due liste bianche e due stelle, mentre la seconda aveva un'insegna sempre rossa attraversata da una lista a spino blu e bianca con due rocchi.

È certo che la contrada prese parte a numerosissime Cacce dei tori (dal 1507 al 1578) svoltesi in Piazza del Campo, vincendone ben tredici.