Origine Ferdinando, secondo la cronaca di Alberico delle Tre Fontane, era figlio del re di León Alfonso IX, e della seconda moglie, Berenguela I o Berengaria I, che fu Regina di Castiglia (Berengaria qui regi Legionensi id est regi Galicie peperita Fernandum successorem regis parvi in Castella et Toledo), che, ancora secondo la cronaca di Alberico delle Tre Fontane, era la figlia primogenita del re di Castiglia, Alfonso VIII e di Eleonora Plantageneta. Secondo il Chronicon Conimbricensi, Alfonso IX era figlio del re di León Ferdinando II e di Urraca del Portogallo (mense Februario hora tertia in die Ascensionis Domini nauti est Rex Alfonsus filius Regis Fernandi et Dñæ Orace Reginæ), che secondo il Roderici Toletani Archiepiscopi De Rebus Hispaniæ era la terza figlia del re del Portogallo Alfonso I e della principessa Mafalda di Savoia (1125-1158)
Biografia La sua città natale fu a Valparaíso, attualmente nel comune di Mombuey, nei pressi di Zamora come riporta La web de las biografias o a Peleas de Abajo, come riporta la Gran enciclopedia catalana, una cittadina tra Zamora e Salamanca, (in un ostello fondato da un religioso di nome Martin Zamorano Cid, per aiutare i viandanti e pellegrini sulla Via de la Plata), o nel monastero di Nuestra Señora de Valparaíso (conosciuto anche come monastero di Santa María de Bellofonte), come precisa il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, mentre sua madre si trasferiva da Salamanca a Zamora.
Infanzia Il matrimonio dei genitori dapprima fu accettato da parte della chiesa; poi in seguito, il neoeletto papa Innocenzo III fece pressione affinché il matrimonio fosse annullato e non avendo ottenuto alcun risultato, scagliò l'interdetto sui regni di León e Castiglia, minacciando di dichiarare illegittimi i figli nati dalla coppia. La consanguineità era dovuta al fatto che il padre di Alfonso IX, Ferdinando II, e il nonno di Berenguela, il re di Castiglia Sancho III erano fratelli. Nel 1204 il matrimonio venne annullato per consanguineità, come riporta il medievalista Britannico Ernest Fraser JacobE. F. Jacob, "Innocenzo III", in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pag. 39; Berenguela tornò in Castiglia alla corte di suo padre, con tutti i suoi figli, e si fece suora.
Assistette alle cattive relazioni tra i due regni durante la sua infanzia, dopo l'annullamento del matrimonio dei suoi genitori, specialmente per i territori situati nella Franja del Carrión e parte della Tierra de Campos.
Nella Battaglia di Las Navas de Tolosa (1212), suo padre e il re del Portogallo, in contrasto con quelli di Castiglia, Aragona e Navarra furono gli unici sovrani cristiani della penisola iberica che non rispose alla chiamata del papa Innocenzo III per la crociata contro i musulmani, e Alfonso IX approfittò dell'assenza del cugino Alfonso VIII per invadere la Castiglia, come riporta lo storico Rafael AltamiraRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 884.
Dopo la prematura morte del re Alfonso VIII di Castiglia nell'ottobre del 1214, salì al trono suo zio, Enrico, ma a causa della sua minore età, la reggenza fu affidata a Eleonora, la nonna di Ferdinando, e poco dopo, alla morte di quest'ultima a sua madre, Berenguela. Tuttavia, Alvaro Núñez de Lara usurpò il potere reale e conquistò diversi castelli. Berenguela cercò sostegno in Gonzalo Rodríguez Girón, signore di Frechilla e maggiordomo maggiore del Re, e si rifugiò nel suo castello ad Antillo Campos. Tuttavia, questo posto venne assediato da Lara e perciò Berenguela chiese l'aiuto di suo figlio che le mandò un esercito di 1500 uomini, facendola fuggire da Lara.
Re di Castiglia Alla morte di Enrico, nel 1217, la successione toccò a sua madre, Berenguela, che rinunciò quasi immediatamente al trono in favore del proprio figlio Ferdinando, che dal León si trasferì in Castiglia divenendo così il nuovo re di Castiglia come Ferdinando III.
Suo padre Alfonso IX ambiva alla corona di Castiglia, perché nipote di Alfonso VII di Castiglia e anche per il suo diritto di marito nei riguardi di Berenguela. Appoggiato dalla famiglia Lara e dagli altri nobili castigliani che avevano governato per conto di Enrico I di Castiglia, dichiarò guerra al figlio, Ferdinando, non riconoscendolo re di Castiglia. Non essendo riuscito a conquistare la Castiglia Alfonso IX, nel 1218, fu costretto a patteggiare una tregua con l'ex moglie Berenguela, dove Alfonso si impegnò a non portare più guerra alla CastigliaRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pagg. 884 e 885 e nel contempo però diseredò il figlio Ferdinando della corona del León.
Il 30 novembre 1219 Ferdinando, a Burgos, si sposò con Elisabetta Hohenstaufen, detta Beatrice di Svevia alla corte di Castiglia, cugina dell'imperatore, come riporta il Chronicon de Cardeña (Rey D. Ferrando.....fue casado con Doña Beatriz, la sobrina del Emperador de Alemaña), figlia del duca di Svevia e re di Germania Filippo di Svevia (1179-1208, figlio di Federico Barbarossa) e di Irene Angelo (1181-1208, figlia dell'imperatore di Costantinopoli Isacco II Angelo), come riportano gli Annales Marbacenses. Rimasta orfana di entrambi i genitori, nel 1208, Beatrice era stata educata alla corte del cugino, l'imperatore e re di Sicilia Federico II, come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
Nel 1220 Ferdinando ottenne dal papa Onorio III il permesso di pagare i maestri della Scuola di Palencia, la più antica della penisola iberica (che ebbe però breve durata, dal 1175 al 1250), con un quarto dei proventi destinati alla manutenzione dei fabbricati di proprietà ecclesiastica, come riporta lo storico Hastings RashdallHastings Rashdall, Le università medievali, in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 696.
Nel 1226, Ferdinando III, come riportato dal documento n° XX dei DOCUMENTOS DE LA Iglesia Colegial de Santa María la Mayor (hoy Metropolitana) DE VALLADOLID, Siglo XIII, assieme alla moglie Beatrice e a tre figli fece una donazione alla chiesa Santa María la Mayor di Valladolid (Ferrandus Dei gratia Rex Castelle et Toleti una cum uxore mea Regina Beatrice et filiis meis Alfonso, Frederico, Fernando).
Ferdinando, nello stesso periodo si era dedicato alla Reconquista, combinando abilmente le azioni diplomatiche con interventi bellici che sfruttavano le discordie esistenti tra i diversi pretendenti al trono almohade. Nel 1225 attaccò la regione di Cordova, dove occupò alcune città tra cui Andújar, poi, tra il 1227 e il 1228, si alleò con il califfo almohade, Abū al-ʿAlāʾ Idrīs al-Maʾmūn, e quando quest'ultimo venne detronizzato da una insurrezione mandò in Maghreb un esercito in suo soccorso e, nel 1229, al-Maʾmūn riebbe il tronoRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 888. In cambio Ferdinando ottenne un insediamento in Maghreb, a Marrakech.
Suo padre, il re di León, Alfonso IX, morì nel 1230, a Villanueva de Sarría, in Galizia, come riportano gli Anales Toledanos (Era MCCLXVIII muriò el Rey Don Alfonso de Leon, Padre del Rey D. Fernando, en Villanneva de Saria), mentre si recava in pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Alfonso IX lasciò il regno di León alle figlie di primo letto, Sancha e Dolce, che salirono al trono insieme con l'appoggio della nobiltà, mentre il clero e l'aristocrazia erano contrari, avrebbero preferito che i regni di León e di Castiglia fossero riunificati sotto il re Ferdinando III. L'accordo fu raggiunto dalle due ex mogli di Alfonso IX, Berenguela di Castiglia e Teresa del Portogallo, che a nome dei rispettivi figli, firmarono il Tratado de las Tercerías, dove dietro un cospicuo indennizzo le due regine abdicarono a favore del fratellastro, che poté finalmente riunire sotto un'unica corona i regni di León e di Castiglia, come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, non senza l'opposizione della popolazione leonese, che per parecchi mesi chiuse le porte delle città al re castigliano, contro il quale avevano combattuto per tanti anni sui campi di battaglia.
Nel 1235 rimase vedovo e il 20 novembre 1237 sposò, a Burgos, come riporta la cronaca di Alberico delle Tre Fontane, l'erede delle contee di Aumale e di Ponthieu Giovanna di Dammartin (comes de Pontivo Symon...unam duxit rex Castelle de Hispanie Fernandus)(1220-16 marzo 1279), figlia di Simone de Dammartin, conte d'Aumâle e di Maria, contessa di Ponthieu, come riporta il Roderici Toletani Archiepiscopi De Rebus Hispaniæ (Mariam…mater Joannæ Reginæ Castellæ et Legionis).
Nel 1236 conquistò la città di Cordova; nel 1241 il re di Murcia, Muhammad ibn Ali chiese aiuto a Ferdinando, offrendo in cambio il vassallaggio del suo regno; Ferdinando accettò e la Murcia, da Alicante ad Alhama fu soggetta al regno di Castiglia.
Tra il 1243 e il 1245 Ferdinando III assieme al re d'Aragona, portò a termine l'occupazione del territorio valenziano e vennero stabiliti i limiti territoriali con il Trattato di Almizra del 1244, firmato da Giacomo I e il figlio di Ferdinando, Alfonso (futuro Alfonso X di Castiglia) per delimitare le aree di espansione sul territorio musulmano compreso tra la Corona di Castiglia e la Corona di Aragona, che confermava il trattato, del 1179, siglato tra Alfonso VIII di Castiglia ed Alfonso II d'Aragona, a Cazorla. Le terre a sud della linea Biar-Villajoyosa rimasero nelle mani castigliane (incluso il Regno di Murcia)Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 890, mentre il regno di Valencia, che sarebbe spettato all'Aragona, venne consegnato definitivamente agli aragonesi solo dopo il 1305 con i trattati di Torrellas ed Elche, quando sul trono sedeva già Giacomo II.
Nel 1245 il sultano di Granada Muhammad ibn Nasr chiese un aiuto militare a Ferdinando, ed in cambio gli cedette la città di Jaén (1246) e gli promise un contingente di soldati musulmani per la conquista cristiana dell'Andalusia. Sempre nel 1246 per commemorare le sue conquiste fondò l'Ordine della Concordia investendo 154 cavalieri tra i più nobili di Spagna. Nel 1247 occupò Carmona e, mentre la flotta cristiana al comando dell'ammiraglio castigliano Raimondo Bonifaz distruggeva la flotta musulmana che difendeva il Guadalquivir, poté assediare Siviglia che, dopo circa quindici mesi di resistenza, cadde il 22 dicembre 1248Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 889.
Dopo Siviglia caddero Medina-Sidonia, Arcos, Cadice, Sanlucar e tutte le altre città a sud della capitale. Riconquistato tutto il territorio dell'Andalusia, eccetto il Sultanato di Granada e un territorio del sud ovest nei pressi di Huelva, Ferdinando progettò una spedizione in Nordafrica, per eliminare qualsiasi possibilità di reazione da parte dei musulmani.
Mentre stava preparando la programmata spedizione, e trattava per avere l'appoggio del re d'Inghilterra Enrico III, come riporta Charles Bayley, nel suo The formation of the German college of electors in the mid-thirteenth century (non consultato), Ferdinando morì a Siviglia dove fu sepolto nella Cattedrale, come riporta il Nobiliario del Conde de Barcelos Don Pedro il 30 maggio del 1252, e con lui terminò il periodo delle grandi conquiste dei territori musulmani. Gli succedette il figlio Alfonso X di Castiglia, detto il Saggio.
Diede impulso alle Scuole di Estudio General del Reino de León che suo padre Alfonso IX, tra il 1218 e il 1220, aveva fondato a Salamanca, e che poi suo figlio Alfonso il Saggio avrebbe chiamato Universidad.
Ordinò la pubblicazione di un codice (Sentenario) che non aveva forza di legge ma che preparò la strada alle grandi riforme di suo figlio, Alfonso il SaggioRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 895.