È l'eroe nazionale turco e il padre della Turchia moderna. Forte del suo prestigio in patria per aver assicurato la vittoria turca nella battaglia di Gallipoli del 1915 durante la prima guerra mondiale, Mustafa Kemal guidò il Movimento Nazionale Turco che resistette all'occupazione e alla spartizione della Turchia continentale da parte delle Potenze alleate dopo la sconfitta e dissoluzione dell'Impero ottomano. Sotto il suo comando, nella guerra di indipendenza turca le forze turche sconfissero e cacciarono le truppe armene, francesi e greche, nonché gli ultimi lealisti del sultano ottomano, ottenendo così la rinegoziazione dei trattati di pace e quindi la firma del Trattato di Losanna (1923) in sostituzione a quello di Sèvres. Infine dichiarò decaduto il sultanato, proclamando così la Repubblica di Turchia.
Fu promotore di una radicale politica di riforme volte alla modernizzazione e secolarizzazione della Turchia, facendola diventare una nazione laica e in via di industrializzazione, favorendo inoltre una profonda occidentalizzazione dal punto di vista culturale e dei costumi, volta a creare un distacco dalla precedente cultura ottomana e islamica. Ideologicamente laico e nazionalista, le sue politiche e teorie sociopolitiche divennero note come kemalismo.
Per i suoi meriti in patria, così come in Europa, è considerato una delle più importanti figure del XX secolo.
Biografia Gli anni giovanili (1881-1899) Mustafa nasce nel 1881. La sua casa natale è controversa: una casa del distretto di Koca Kasım Paşa, in via Islahhane (oggi via Apostòlu Pàvlu) è oggi preservata come suo museo, ma secondo altre fonti potrebbe essere nato nel distretto Ahmed Subaşı.
Il padre era Ali Rıza Efendi; la madre, Zübeyde Hanım, si occupava della casa e della famiglia. Dalla coppia nacquero sei figli, di cui i primi tre morirono in tenera età a causa della difterite: Fatma (nata nel 1872, morta nel 1875), Ahmet (nato nel 1874, morto nel 1883), Ömer (nato nel 1875, morto nel 1883), Mustafa (Kemal Atatürk), Makbule (nata nel 1885, morta nel 1956 - unica sopravvissuta fino all'età adulta) e Naciye (nata nel 1889, morta nel 1901 di tubercolosi).
Secondo Andrew Mango, la famiglia di Mustafa Kemal era musulmana, di lingua turca e di classe medio-bassa.Andrew Mango, Atatürk: The Biography of the Founder of Modern Turkey, Overlook Press, 2002, ISBN 978-1-58567-334-6, , p.27ff. – "Feyzullah's family is said to have come from the country near Vodina (now Edhessa in western Greek Macedonia). The surname Sofuzade, meaning 'son of a pious man', suggests that the ancestors of Zübeyde and Ali Rıza had a similar background. Cemil Bozok, son of Salih Bozok, who was a distant cousin of Atatürk and, later, his ADC, claims to have been related to both Ali Rıza's and Zübeyde's families. This would mean that the families of Atatürk's parents were interrelated. Cemil Bozok also notes that his paternal grandfather, Safer Efendi, was of Albanian origin. This may have a bearing on the vexed question of Atatürk's ethnic origin. Atatürk's parents and relatives all used Turkish as their mother tongue. This suggests that some at least of their ancestors had originally come from Turkey, since local Muslims of Albanian and Slav origin who had no ethnic connection with Turkey spoke Albanian, Serbo-Croat or Bulgarian, at least so long as they remained in their native land.But in looks Atatürk resembled local Albanians and Slavs.[...] But there is no evidence that either Ali Riza or Zübeyde was descended from such Turkish nomads." page 28; "It is much more likely that Atatürk inherited his looks from his Balkan ancestors.[...] But Albanians and Slavs are likely to have figured among his ancestors." Secondo H. C. Armstrong, Falih Rıfkı Atay, Vamık D. Volkan, Norman Itzkowitz, Müjgân Cunbur, Numan Kartal e Hasan İzzettin Dinamo, gli antenati di Ali Rıza erano turchi del villaggio di Söke nella provincia di Aydın in Anatolia.Harold Courtenay Armstrong, Grey Wolf: Mustafa Kemal – An intimate study of a dictator (fifth cheap edition, July 1935), p. 17Falih Rıfkı Atay, Çankaya: Atatürk'ün doğumundan ölümüne kadar, İstanbul: Betaş, 1984, p. 17. Vamık D. Volkan & Norman Itzkowitz, Ölümsüz Atatürk (Immortal Atatürk), Bağlam Yayınları, 1998, ISBN 975-7696-97-8, p. 37, dipnote no. 6 (Atay, 1980, s. 17)Cunbur, Müjgân. Türk dünyası edebiyatçıları ansiklopedisi, 2. cilt (2004), Atatürk Kültür Merkezi Başkanlığı: "Babası Ali Rıza Efendi (doğ. 1839), annesi Zübeyde Hanımdır, baba dedesi Hafız Ahmet Efendi, 14-15. yy.da Anadolu'dan göç ederek Makedonya'ya yerleşen Kocacık Yörüklerindendir."Kartal, Numan. Atatürk ve Kocacık Türkleri (2002), T.C. Kültür Bakanlığı: "Aile Selânik'e Manastır ilinin Debrei Bâlâ sancağına bağlı Kocacık bucağından gelmişti. Ali Rıza Efendi'nin doğum yeri olan Kocacık bucağı halkı da Anadolu'dan gitme ve tamamıyla Türk, Müslüman Oğuzların Türkmen boylarındandırlar."Dinamo, Hasan İzzettin. Kutsal İsyan: Millî Kurtuluş Savaşı'nın Gerçek Hikâyesi, 2. cilt (1986), Tekin Yayınevi. Inoltre, alcuni autori ritengono che Ali Rıza fosse di origine albanese o slava.Mango, Andrew, Atatürk: the biography of the founder of modern Turkey, (Overlook TP, 2002), p. 27.Jackh, Ernest, The Rising Crescent, (Goemaere Press, 2007), Isaac Frederick Marcosson, Turbulent Years, Ayer Publishing, 1969, Secondo quanto sostiene la comunità di torbesci, egli discendeva dagli slavi musulmani: Pomacchi (musulmani bulgari) o torbesci (musulmani macedoni). Si ritiene che la madre di Mustafa, Zübeyde, fosse di origine turca, e secondo Şevket Süreyya Aydemir aveva antenati Yörük.Şevket Süreyya Aydemir, Tek Adam: Mustafa Kemal, Birinci Cilt (1st vol.): 1881–1919, 14th ed., Remzi Kitabevi, 1997, ISBN 975-14-0212-3, p. 31. Secondo alcune affermazioni diverse, ella discendeva da albanesi o macedoni.
Per via della numerosa comunità ebraica di Salonicco nel periodo ottomano, molti degli oppositori islamisti di Atatürk hanno sostenuto che egli avesse antenati Dunmeh, ossia ebrei convertiti all'Islam.Gershom Scholem, "Doenmeh", Encyclopaedia Judaica, 2nd ed.; Volume 5: Coh-Doz, Macmillan Reference USA, Thomson Gale, 2007, ISBN 0-02-865933-3, p. 732. Tuttavia, i suoi nonni non erano di Salonicco, e la sua famiglia si era trasferita nella città - il maggiore centro della Rumelia ottomana - nel tardo XIX secolo da altre province ottomane. Secondo alcuni la carnagione chiara, capelli biondi e occhi azzurri di Atatürk farebbero presumere antenati slavi o albanesi, numerosi nella regione.Whether, like most Macedonians, he had about him a touch of the hybrid —perhaps of the Slav or Albanian—can only be a matter for surmise. Atatürk: a biography of Mustafa Kemal, father of modern Turkey, Baron Patrick Balfour Kinross, Quill/Morrow, 1992, ISBN 0688112838, p. 8.
Nel 1893 entrò in una scuola militare di Salonicco, e tre anni dopo in un collegio militare.
Carriera militare
Gli inizi Nel 1899 fu ammesso all'accademia militare dell'esercito, da cui uscì nel gennaio 1905, e subito si unì a una piccola società rivoluzionaria segreta di ufficiali riformisti, chiamata Vatan ve Hürriyet ("Patria e libertà"). Aderì nel 1908 al movimento dei "Giovani Turchi", ufficiali che volevano modernizzare le forze armate di cui fu un quadro di media rilevanza prima della Grande Guerra. Nel 1912 prese parte alla guerra italo-turca, combattendo e venendo ferito in Tripolitania.
Le guerre balcaniche (1912-1913)
Ritornato in Turchia dalla Libia, Mustafa Kemal fu mandato, il 1º dicembre 1912, al suo nuovo quartier generale sulla penisola di Gallipoli e, durante la prima guerra balcanica, prese parte allo sbarco anfibio a Bulair, sulla costa della Tracia, sotto il comando del Binbaşı Fethi Bey, ma questa offensiva fu respinta durante la battaglia di Bulair dalla settima divisione di fanteria Rila di Georgi Todorov, sotto il comando della IV armata bulgara di Stiliyan Kovachev.
Nel giugno 1913, durante la seconda guerra balcanica, prese parte alle forze dell'Esercito Ottomano"Kemal Atatürk" in Encyclopedia Britannica. comandate da Kaymakam Enver Bey, che recuperarono Dimetoka ed Edirne (Adrianopoli, capitale dell'Impero ottomano tra il 1365 e il 1453, quindi di massimo interesse storico ed importanza per i turchi) insieme alla maggior parte della Tracia orientale dai bulgari.
Nel 1913 fu nominato addetto militare ottomano presso tutti gli Stati balcanici (il suo ufficio era a Sofia, in Bulgaria) e nel marzo 1914 fu promosso al grado di Kaymakam (tenente colonnello) e posto al comando di un reggimento.T. C. Genelkurmay Harp Tarihi Başkanlığı Yayınları, Türk İstiklâl Harbine Katılan Tümen ve Daha Üst Kademelerdeki Komutanların Biyografileri, Ankara: Genelkurmay Başkanlığı Basımevi, 1972, p. 1 (in turco). Mentre si trovava in Bulgaria, incontrò Dimitrina Kovacheva, la figlia del generale bulgaro Stiliyan Kovachev (contro le cui forze aveva combattuto durante le guerre balcaniche), che aveva da poco completato la sua formazione in Svizzera, durante un ballo di Capodanno a Sofia e se ne innamorò. I due danzarono insieme al ballo e nei giorni successivi iniziarono a frequentarsi segretamente. Atatürk chiese due volte ai genitori di Dimitrina il permesso di sposarla (la seconda volta fu nel 1915, durante la prima guerra mondiale), ricevendo un rifiuto entrambe le volte, cosa che gli lasciò una tristezza che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Prima guerra mondiale Fu un brillante ufficiale durante il primo conflitto mondiale. Ad Atatürk nel 1915 fu affidato il compito di organizzare e comandare la 19ª Divisione assegnata alla Quinta Armata durante la campagna di Gallipoli. Divenne il comandante in prima linea dopo aver anticipato correttamente dove gli alleati avrebbero attaccato e mantenne la sua posizione finché non si ritirarono. Dopo la battaglia di Gallipoli, Atatürk prestò servizio a Edirne fino al 14 gennaio 1916.
Fu quindi assegnato al comando del XVI Corpo della Seconda Armata e inviato nella campagna del Caucaso, dopo che la massiccia offensiva russa aveva raggiunto le principali città dell'Anatolia nordorientale, e anche lì ottenne successi militari, riconquistando Muş e Bitlis; per questo il 1º aprile del 1916 fu promosso pascià (generale).
Nel 1918 combatté in Palestina al comando della 7ª Armata, di stanza a Nablus. Nel settembre le truppe alleate, più numerose, sfondarono nella battaglia di Megiddo.
La guerra di indipendenza turca
Con la sconfitta degli imperi centrali, e l'armistizio siglato il 30 ottobre 1918 che prevedeva lo smembramento dell'Impero ottomano, gli alleati occuparono Costantinopoli, la Tracia orientale e l'Anatolia occidentale. Nel maggio 1919, 20 000 soldati greci sbarcarono a Smirne, senza che l'esercito turco potesse intervenire.
Atatürk si fece allora promotore del nazionalismo turco costituendo nel 1919 il Movimento Nazionale Turco di cui fu leader.
Il 10 agosto 1920, il Gran Visir ottomano Damat Ferid Pascià firmò il trattato di Sèvres, finalizzando i piani per la spartizione dell'Impero ottomano, comprese le regioni che i nazionalisti turchi consideravano storicamente turche. Atatürk insistette sulla completa indipendenza del Paese e sulla salvaguardia degli interessi della maggioranza turca sul "suolo turco". Kemal convinse la Grande Assemblea Nazionale Turca (GAN) a riunire un esercito nazionale.
L'esercito del GAN affrontò l'esercito del Califfato sostenuto dalle forze di occupazione alleate e aveva il compito immediato di combattere le forze armene nel fronte orientale e le forze greche che avanzavano verso est da Smirne che avevano occupato nel maggio 1919, sul fronte occidentale.