Larchitettura rinascimentale è quella fase dell'architettura italiana che si sviluppò dal 1420 alla metà del XVI secolo, con il ritorno alla vita dell'antichità classica.. Questo movimento si manifestò come un'attitudine di contestazione verso la tradizionale influenza religiosa e l'oscurantismo medievale, ponendosi in aperta rottura con l'estetica del Gotico.
Caratteristiche principali dell'architettura rinascimentale sono infatti la sensibilità verso il passato antico, la ripresa degli ordini classici, l'articolazione chiara nelle piante e negli alzati, nonché le proporzioni tra le singole parti degli edifici.
Lo stile del cosiddetto "primo rinascimento" ebbe origine a Firenze, favorito dall'affermazione della borghesia e della cultura umanistica, fiorendo poi in altre corti come quelle di Mantova e di Urbino.. La successiva fase cinquecentesca, detta "Rinascimento classico", ebbe in Roma il nuovo centro della vita artistica, coesistendo nello stesso secolo con il Manierismo, che è generalmente considerato dalla storiografia come la terza fase del Rinascimento..
Nei secoli seguenti le idee architettoniche elaborate in Italia si propagarono anche nel resto d'Europa, ma le opere che ne scaturirono ebbero poco in comune con le caratteristiche dell'architettura italiana, consistenti nella ripresa di particolari romani e nel senso di equilibrio e stabilità.
Contesto
All'inizio del XV secolo l'Italia era suddivisa in cinque stati maggiori (Regno di Napoli, Stato Pontificio, Repubblica di Firenze, Repubblica di Venezia, Ducato di Milano), contornati da numerosi ducati e repubbliche minori (come il Ducato di Urbino, il Ducato di Mantova e la Repubblica di Siena).
Firenze, nel Quattrocento, consolidò il proprio potere economico mediante un dinamismo basato su una innovativa organizzazione produttiva di tipo industriale, mercantile e bancaria. Con la definitiva affermazione della borghesia cittadina si passò da un tipo di azienda a conduzione familiare a una costituita da numerosi dipendenti, commessi, corrispondenti esteri e viaggiatori.. La famiglia Medici, in particolare, era titolare di una ditta con agenti in diversi poli mercantili d'Europa e aveva legato il proprio nome alle più prestigiose cariche pubbliche della città: fu attraverso il controllo delle elezioni, del sistema tributario e la creazione di nuove magistrature assegnate a uomini di stretta fiducia, che nei primi decenni del Quattrocento Cosimo il Vecchio pose le solide basi del potere della famiglia dei Medici, divenendo di fatto signore di Firenze.
Il secondo campo utile alla contestualizzazione dell'architettura del Quattrocento è quello degli studi letterari, linguistici, filologici e di traduzione dei testi classici iniziati nel XIV secolo con Francesco Petrarca e proseguiti con una serie di autori di estrazione fiorentina. Gli umanisti, a differenza dei monaci medievali, tentarono una lettura critica delle opere latine, ricercando non solo quello che interessava i teologi, ma anche altri aspetti della vita dell'uomo, come la storia, la politica e l'arte.
L'altro aspetto che può spiegare la predisposizione della Toscana allo sviluppo dell'architettura rinascimentale è il carattere geografico e nazionale di questa regione, che aveva avuto la sua espressione iniziale nell'arte etrusca e che era ancora chiaramente riconoscibile in epoca medievale: dall'eleganza della facciata di San Miniato al Monte, alle grandiose e serene composizioni di Santa Croce, Santa Maria Novella e Santa Maria del Fiore. Quando inoltre già nel 1334 le autorità avevano deciso di nominare un pittore, Giotto, quale nuovo capomastro della cattedrale fiorentina, si gettarono le premesse per un nuovo periodo nella storia professionale dell'architettura, che troverà il suo apice nel periodo rinascimentale: da allora i grandi artisti furono onorati e ammessi a posti che non rientravano nelle loro specialità solo per il rispetto dovuto al loro genio..
In altre parole, all'inizio del Quattrocento a Firenze si verificarono una serie di eccezionali fattori autonomi, ma concomitanti, per la nascita di una nuova architettura. Del resto, una ricca repubblica mercantile come quella fiorentina doveva necessariamente essere rivolta a ideali umani e non trascendentali, alla chiarezza e non all'oscurità, all'attività e non alla meditazione; per questo lo spirito dell'antica Roma, chiaro e realista, non poté essere riscoperto che a Firenze.
Verso la fine del Quattrocento il vecchio mondo fiorentino cominciò tuttavia a esaurirsi; ben presto, l'avanguardia della prima generazione lasciò il posto a un'accademia aristocratica, tanto che dal 1470 in poi, con la sola eccezione di Leon Battista Alberti, le ricerche più avanzate nel campo dell'architettura furono portate avanti, paradossalmente, da due pittori: Piero della Francesca e Andrea Mantegna..
Fu così che nel XVI secolo il baricentro artistico del Rinascimento si spostò da Firenze a Roma. Il contesto romano era distante da quello borghese, mercantile e industriale fiorentino; mancava anche di quella continuità che aveva caratterizzato, invece, il passaggio di Firenze dal Medioevo al Rinascimento. Al ritorno dei papi dopo la Cattività avignonese, la città si presentava ridotta a un piccolo centro urbano, dal quale emergevano i cumuli di rovine delle vestigia imperiali. Il rinnovamento di Roma in funzione del prestigio della Chiesa cattolica, avviato da papa Martino V e confermato dai suoi successori, passava attraverso una serie di punti fondamentali: riportare la città agli antichi splendori, avviare opere di restauro e potenziare le fortificazioni. Il punto di svolta si ebbe sotto papa Giulio II, eletto nel 1503, il quale aggiornò il programma sopra enunciato avvalendosi del capitalismo bancario e degli apporti della cultura umanistica..
Questa felice stagione fu interrotta dal sacco di Roma del 1527, che lasciò la città in rovina e compromise le basi della civiltà rinascimentale, almeno fino all'arrivo di Michelangelo Buonarroti nel 1534, il quale, dopo quella data, realizzò alcune delle sue opere più importanti; il tutto, però, nel rinnovato clima della controriforma..
Caratteristiche
Il termine "Rinascimento" fu utilizzato già dai trattatisti dell'epoca per evidenziare la riscoperta dell'architettura romana, di cui nel Quattrocento sopravvivevano integre diverse vestigia. Principali indici di questo atteggiamento furono la ritrovata sensibilità verso le forme del passato, non solo dell'architettura romana, ma anche di quella paleocristiana e del romanico fiorentino, la ripresa degli ordini classici, l'uso di forme geometriche elementari per la definizione delle piante, la ricerca di articolazioni ortogonali e simmetriche, nonché l'impiego della proporzione armonica nelle singole parti dell'edificio.
La parola «Rinascimento», derivata dall'espressione la rinascita, che significa «rinascita», apparve per la prima volta nell'opera di Giorgio Vasari Le Vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori Italiani (Vite degli artisti), del 1550–1560.Vasari, Giorgio. Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori, 1550–1560.
Sebbene il termine «Rinascimento» sia stato utilizzato per la prima volta dallo storico francese Jules Michelet, fu lo storico svizzero Jacob Burckhardt a dargli una definizione più duratura. La sua opera Die Kultur der Renaissance in Italien (La civiltà del Rinascimento in Italia), del 1860, esercitò un'influenza sullo sviluppo dell'interpretazione moderna del Rinascimento italiano.Burckhardt, Jacob. Die Kultur der Renaissance in Italien, 1860. Il libro di disegni di grande formato Édifices de Rome moderne; ou, Recueil des palais, maisons, églises, couvents et autres monuments (Edifici della Roma moderna), pubblicato per la prima volta da Paul Letarouilly nel 1840, svolse anch'esso un ruolo importante nel rinnovato interesse per questo periodo.Letarouilly, Paul. Édifices de Rome moderne, 1840. Nell'opera di Erwin Panofsky, Renaissance and Renascences in Western Art (Rinascimento e rinascenze nell'arte occidentale), del 1960, lo stile rinascimentale è messo in relazione con l'espressione all'antica, ossia «alla maniera antica» (romana).Panofsky, Erwin. Renaissance and Renascences in Western Art. New York: Harper and Row, 1960.
In particolare, caratteristica comune tra l'architettura rinascimentale e quella romana è l'effetto prodotto dall'adattamento di semplici masse basato sui sistemi modulari della proporzione, il cui modulo è fissato dal semidiametro delle colonne..
Del resto, lo storico dell'arte Bruno Zevi ha definito il Rinascimento come "una riflessione matematica svolta sulla metrica romanica e gotica", evidenziando la ricerca, da parte degli architetti dei secoli XV e XVI, di una metrica spaziale basata su rapporti matematici elementari.. In altre parole, la grande conquista del Rinascimento, rispetto al passato, è stata quella di aver creato negli spazi interni quello che i greci antichi avevano realizzato per l'esterno dei loro templi, dando vita ad ambienti regolati da leggi immediatamente percepibili e facilmente misurabili dall'osservatore. In questo ebbe certamente un peso determinante anche lo studio della prospettiva da parte di Filippo Brunelleschi; il Brunelleschi introdusse una visione d'interno totalizzante, elevando la prospettiva a struttura spaziale globale.. Da Brunelleschi in poi, "lo spazio vero dell'architettura, quello nel quale si penetra e si vive, è pensato intenzionalmente in vista di un risultato prospettico"..
Il palazzo
L'ascesa della borghesia fiorentina favorì importanti cambiamenti nel tessuto urbano della città: alle numerose case-torri che emergevano nel tessuto urbano si sostituirono i palazzi dei mercanti, cui era affidato il compito di conciliare le esigenze di vita degli abitanti col rinnovamento del volto urbano delle città, avvicinandosi, al contempo, ai prototipi dell'antichità. Tuttavia, a differenza di alcuni templi, nel XV secolo nessun antico palazzo era sopravvissuto integro, tanto che alla conoscenza delle planimetrie si contrapponeva la mancanza di modelli relativi all'articolazione delle facciate. Neanche Vitruvio e gli altri autori del periodo romano avevano fornito indicazioni precise, concentrando le loro attenzioni soprattutto sulla disposizione in pianta e non sull'alzato.F.P. Fiore, Leon Battista Alberti, palazzi e città, in Leon Battista Alberti e l'architettura, Cinisello Balsamo 2006, p. 99.
Partendo da queste considerazioni, il cortile al centro dell'edificio, derivante da modelli planimetrici del passato, divenne l'elemento cardine delle nuove composizioni. L'accentuazione dell'estensione orizzontale degli edifici consentì comunque una migliore distribuzione degli ambienti rispetto ai tradizionali schemi medievali: il piano terra, chiuso come una fortificazione, serviva al movimento dei commercianti, dei visitatori e dei clienti; il primo piano, detto piano nobile, era destinato agli ambienti di rappresentanza, mentre il secondo piano era riservato alla residenza vera e propria della famiglia..
Il palazzo Medici, commissionato da Cosimo il Vecchio a Michelozzo prima della metà del XV secolo, può essere considerato l'archetipo del palazzo del primo Rinascimento: si tratta di un "dado di pietra",P. Bargellini, L'arte del Quattrocento, Valecchi, Firenze 1962, p. 23 con cortile su colonne e facciate esterne caratterizzate da una rustica graduazione di bugne, che riprendono elementi derivanti dai palazzi pubblici medievali.. All'interno però le diverse funzioni non sono ancora riconducibili a uno schema pienamente simmetrico e assiale, che resta ancora limitato alla zona dell'ingresso e della corte.