Il Museo della civiltà romana, di proprietà del comune di Roma, è situato nel quartiere EUR; con le sue ricchissime collezioni documenta la storia, l'arte, gli usi e i costumi della civiltà romana, mediante: calchi di statue e bassorilievi, riproduzioni di oggetti di uso quotidiano, diorami, grandi plastici e modelli riproducenti singoli edifici e complessi monumentali. In alcuni casi, i modelli rappresentano parti di edifici in scala al naturale (1:1).
Tutti i manufatti sono realizzati con una accuratezza tale da farne delle vere opere d'arte. Tra le opere esposte ne spiccano due: la serie completa dei calchi della Colonna Traiana e il grande plastico in scala 1:250 della Roma imperiale, progettato dall'architetto e archeologo Italo Gismondi.
La visita al museo è complementare all'osservazione dei monumenti antichi della capitale: grazie ai modellini in mostra, il visitatore può capirne meglio la struttura e l'aspetto originario. Inoltre, il museo completa ottimamente la visita alla città anche perché permette di conoscere le più importanti opere delle terre in cui si è diffusa la civiltà romana e di avere una panoramica sui molteplici aspetti della vita quotidiana dell'epoca. Per questi motivi, nonostante la pressoché totale assenza di reperti originali, il museo ha una grande valenza didattica e documentariawww.museociviltaromana.it, Collezioni.
Il museo è chiuso per lavori di ristrutturazione dal 2014: in seguito a una ispezione del 2013 del ministero del Lavoro, che aveva rilevato delle irregolarità, il museo è stato chiuso il 31 gennaio dell'anno seguente, in modo da permettere i necessari lavori di riqualificazione e messa a norma dell'edificio. I lavori, solo nell'annessa struttura che ospita il planetario, sono partiti nel 2017 e sono stati completati nel 2022. Nel 2024 non si è ancora messa mano nell'area del museo vero e proprio, ma il suo restauro è stato inserito nel PNRR e prevede una spesa di euro. Nel gennaio 2025 risulta completata la progettazione e la data annunciata di fine lavori è giugno 2026.
Storia
Il nucleo principale delle collezioni del museo si formò nella prima metà del XX secolo, in occasione di due mostre sulla civiltà romana.
Mostra archeologica per il cinquantenario dell'Unità d'Italia (1911) La Mostra archeologica del 1911 fu organizzata dall'archeologo Rodolfo Lanciani presso le Terme di Diocleziano, in occasione del primo cinquantenario dell'Unità d'Italia. Tale mostra fu composta principalmente da pregiati calchi e plastici di monumenti e reperti della Roma antica ed era volta ad illustrare l'evoluzione della civiltà romana nelle province imperiali.
Dopo la chiusura della mostra del 1911, i calchi, i plastici e i reperti originali che vi erano stati esposti furono utilizzati per allestire il nuovo Museo dell'Impero Romano, la cui sede era l'ex Pastificio Pantanella in piazza della Bocca della Verità.
Mostra Augustea della Romanità (1937) La Mostra augustea della romanità, del 1937, fu organizzata dall'archeologo e deputato Giulio Quirino Giglioli presso il palazzo delle Esposizioni in occasione delle celebrazioni per il bimillenario della nascita di Augusto. Per l'allestimento si reimpiegarono i materiali del Museo dell'Impero Romano (a loro volta derivanti dalla mostra del 1911), integrandoli con altri realizzati per l'occasione, tra cui il celebre plastico della Roma costantiniana di Italo Gismondi, all'epoca ancora limitato all'area centrale della cittàMarco Valenti, Stefano Ricci, Vittorio Fronza (a cura di), Dalle fonti alla narrazione. Ricostruzione storica per il racconto della quotidianità, All’Insegna del Giglio, 2018 (p. 87). ISBN 9788878148741.. L'artigiano realizzatore dei plastici è stato Pierino Di Carlo James E. Packer, Italo Gismondi and Pierino Di Carlo: “Virtualizing” Imperial Rome for 20th-Century Italy, in American journal of archeology, luglio 2008 pdf..
Primo progetto per un Museo della Civiltà Romana (1939) Il pregio degli oggetti esposti e il successo della mostra del 1937Autori Vari, Guida del Museo della Civiltà Romana, edita da: Comune di Roma, Soprintendenza Beni Culturali, Museo della Civiltà Romana, Roma 1988 spinsero per la creazione di uno spazio museale apposito per esporli. Come sito si scelse il neonato quartiere realizzato per ospitare l'Esposizione universale del 1942 e nel 1939 fu presentato il progetto per l'edificio, realizzato dagli architetti Pietro Aschieri, Gino Peressutti, Domenico Bernardini e dall'ingegnere Cesare Pascoletti. L'opera, cui si diede il nome di "Museo della Civiltà Romana", era stata commissionata dalla FIATAutori Vari, Palazzo del Museo della Civiltà Romana in EUR guida degli istituti culturali, pag. 56-57, Leonardo arte, Milano (1995). ISBN 88-7813-545-3, allora presieduta dall'imprenditore e senatore Giovanni Agnelli; le opere della Mostra augustea della romanità vi sarebbero state esposte permanentemente al termine dell'Esposizione universaleMostra Augustea della Romanità - catalogo, casa editrice C. Colombo, Roma 1937, il cui svolgimento fu tuttavia inizialmente differito e poi annullato, a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Ciò portò alla sospensione dei lavori per la realizzazione del museo.
Ripresa del progetto e inaugurazione (1952) I lavori per la costruzione dell'edificio del museo furono ripresi solo nel corso degli anni '50, su iniziativa del Comune di Roma e grazie al contributo della FIAT.
Nel 1952 furono inaugurate le prime sale per poi arrivare alla completa apertura al pubblico del complesso il 21 aprile 1955, in occasione del Natale di Roma. La FIAT, che era proprietaria del complesso appena inaugurato, cedette il museo all'ente EUR che ne affidò la gestione, in comodato d'uso, al Comune di Roma.
Nel 2004, nello stesso edificio del museo, furono installati il planetario in precedenza ospitato nella Sala Ottagona delle Terme di Diocleziano, così come il Museo astronomico di Roma.
Chiusura del museo (2014) Il 31 gennaio 2014 è stata disposta la chiusura del museo per permettere lo svolgimento di lavori di riqualificazione e adeguamento alle norme di sicurezza dell'edificio.
Il fatto che, a distanza di anni, ancora non siano partiti i lavori di adeguamento necessari per permettere la riapertura del museo ha suscitato la preoccupazione di studiosi, archeologi, intellettuali e personalità dello spettacolo; ciò non solo per la sottrazione di un pezzo importante del patrimonio culturale romano, grave di per sé stesso, ma anche per lo stato di conservazione delle opere custodite e per il degrado dell'area circostante. Solo nella parte dell'edificio che ospita planetario e museo astronomico i lavori sono partiti nel 2017, permettendone la riapertura al pubblico nel 2022.
Associazioni di cittadini e la stessa presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma, Eleonora Guadagno, spingono da anni per la riapertura del museo, che nel 2013 aveva avuto ben 113.757 ingressi registrati e fatturava il 10% del totale dei musei di Roma CapitaleIl Fatto quotidiano, 11 giugno 2021, articolo Museo civiltà romana, l’odissea dell’esposizione chiusa dal 2014 tra costi nascosti e rinvii continui; www.qaeditoria.it, 2022, il Museo della Civiltà romana riapre con il Planetario.
Edificio
L'edificio, appositamente progettato per ospitare il museo, è una delle architetture più significative dell'EUR; è opera degli architetti Pietro Aschieri, Gino Peressutti, Domenico Bernardini e dell'ingegnere Cesare Pascoletti; il ruolo preminente nella progettazione l'ha avuto l'architetto Aschieri*/www.museociviltaromana.it L'edificio Diane Ghirardo, Italy: Modern Architectures in History, Reaktion Books, 2013 (p. 120); ISBN 9781861899699. Guide rosse del Touring Club Italiano, vol. Roma, TCI, 1999 (p. 832); ISBN 9788836513246..
È costituito da due corpi di fabbrica laterali e contrapposti, collegati da un terzo corpo, costituito da un colonnato scenografico rialzato, raggiungibile attraverso una scalinata a tutta larghezza; sul suo sfondo appaiono le chiome degli alberi della zona verde delle Tre Fontane. Sull'architrave è posta la scritta in caratteri capitali romani che indica il nome del museo. Il colonnato è il punto prospettico del lungo viale della Civiltà Romana. Sotto al piano del colonnato si trova la lunga galleria sotterranea che collega le due ali dell'edificio; lungo essa sono esposti i calchi della Colonna Traiana.
Particolarità suggestiva della struttura è la semplicità estrema dei volumi e la totale assenza di finestre nei prospetti esterni: la luce per illuminare le sale proviene da soffitti a lucernario e le uniche finestre si aprono su cortili interni. Questa caratteristica evita al visitatore il contatto visivo con il mondo esterno, aiutandolo a immergersi anche emozionalmente nel passato. Per marcare il passaggio dall'ambiente esterno a quello interno, le uniche due aperture sulle compatte cortine murarie, ossia i due ingressi monumentali, sono messe in forte risalto. Questo deriva da studiati accorgimenti: gli ingressi sono posti al termine di profonde rientranze dell'edificio, che sono segnate sui due lati da possenti colonnati a tutta altezza; il visitatore, percorrendo questi lunghi passaggi, si prepara all'immersione nel tempo dell'antica Roma, anticipato dalle alte colonne di pietra. I due ingressi, simmetrici, sono posti sulle due ali dell'edificio, fronteggiandosi.
Altre caratteristiche architettoniche peculiari dell'edificio sono i soffitti altissimi delle sale e i volumi geometricamente semplici; ciò rende l'insieme assai scenografico, ma ha anche lo scopo di permettere l'esposizione dei materiali di grandi dimensioni presenti. Le mura esterne sono ricoperte da un bugnato in peperino e le colossali colonne sono in travertino.
A ricordo del contributo che la FIAT ha fornito per la costruzione e l'allestimento del museo, la piazza compresa tra i tre corpi dell'edificio è intitolata al senatore Giovanni Agnelli.
L'edificio ha sofferto nel tempo problemi di varia natura, che hanno reso necessari ripetuti interventi di risanamento, tra cui la lunga disinfestazione dalle termiti, la cui invasione danneggiò molti originali allestimenti in legno delle collezioni ed ha procurato danni allo stesso plastico della Roma imperialeRivista Archeologia, volumi 26-27, casa editrice G. Bretschneider, aprile 1987 (p. 4)..
Allestimento
Immediatamente prima della sua chiusura nel 2014, il museo era diviso in 59 sezioni su una superficie di 12 000 metri quadrati, in sale dall'altezza media di 10 metri, tale da consentire la ricostruzione in scala 1:1 di facciate di monumenti.
La visita al museo si articola in due percorsi, uno cronologico e uno tematico. Il primo, che si snoda lungo dodici sale, offre una sintesi storica di Roma dalle origini al VI secolo d.C. Il percorso tematico interessa altre dodici sale e documenta i vari aspetti della vita quotidiana e della cultura materiale.
Tra i pezzi di maggior interesse e valore si segnala il grande plastico della Roma imperiale che raffigura la città ai tempi di Costantino I, ossia nel IV secolo d.C. Si veda la sezione Percorso tematico, sala XXXVIII.
Di estremo interesse sono anche i calchi dei rilievi della Colonna Traiana, costruita nel 113 d.C. su progetto di Apollodoro di Damasco per celebrare le vittorie riportate dall'imperatore Traiano sui Daci nelle due guerre daciche del 101-102 e del 105 e 106 d.C. Si veda la sezione Percorso tematico, sala LI.
Anche di grande interesse sono i calchi dei rilievi del grande fregio di Traiano, alto 3 metri e lungo oltre 18 metri. Si veda la sezione Percorso tematico, sala XXXVIII.
Altri plastici di grande interesse sono quello di Villa Adriana e quello della Roma arcaica, in scala 1:1000. Si veda la sezione Percorso cronologico, sala XII e sala XVIII.