La rete ferroviaria della Toscana è costituita da un complesso di linee ferroviarie della lunghezza di (la lunghezza totale dei binari è di ), di cui 1471 in carico a RFI. Queste comprendono anche linee di importanza fondamentale comprese nell'asse ferroviario transeuropeo numero 1 (Berlino-Palermo) che l'attraversa interamente.

Caratteristiche Il sistema infrastrutturale ferroviario in Toscana è attualmente gestito da due diversi operatori: Rete Ferroviaria Italiana (RFI), che gestisce la rete nazionale (in Toscana 1450 km) e La Ferroviaria Italiana (LFI), che gestisce la tratta Arezzo-Stia-Sinalunga (84 km) di proprietà regionale. I rapporti tra Regione Toscana e RFI sono attualmente disciplinati, limitatamente alla disponibilità della capacità dell'infrastruttura per lo svolgimento dei servizi regionali, da un Accordo Quadro stipulato nel 2016.

Il servizio di trasporto ferroviario è svolto attualmente da due imprese Trenitalia S.p.A. e Trasporto Ferroviario Toscano - TFT S.p.A., operanti rispettivamente sulla rete nazionale e su quella regionale. I rapporti delle due società con la Regione Toscana sono disciplinati da appositi contratti di servizio.

Infrastruttura RFI

L'infrastruttura ferroviaria della regione gestita da RFI comprende 1471 km di linee in esercizio (per un totale di 2278 km di binario ) ed è composta da: 769 km di linee fondamentali (di cui 163 km con standard AV/ACCon riferimento alle linee con velocità ≥ 250 km/h, alimentazione a 25kV, ERTMS Level 2 e alle linee con velocità >200 km/h ad alte prestazioni). 655 km di linee complementari. 47 km di linee che compongono il nodo ferroviario di Firenze.

Tra queste: 968 km sono linee elettrificate. 503 km linee non elettrificate. 807 km linee doppio binario. 664 km linee a binario unico.

Per quanto riguarda la sicurezza ferroviaria tutte le linee sono dotate di uno o più sistemi di sicurezza. Nel dettaglio, al 30 giugno 2026: 1392 km sono coperti dai sistemi di telecomando della circolazione; 1144 km sono coperti dal Sistema di controllo della marcia del treno (SCMT); 125 km sono coperti dal supporto alla guida (SSC); 151 km sono coperti dall'ERTMS.Linee attrezzate esclusivamente con ERTMS-ETCS level2.

Traffico e parco rotabile Trenitalia ha in Toscana 1723 dipendenti e garantisce ai 220.000 (tra cui 50.000 in possesso di abbonamento) utenti toscani circa 21 milioni di treni per km ogni anno.

Al 1° gennaio 2026 il parco rotabili è costituito da: 81 locomotive, di cui 70 elettriche e 11 a diesel 67 mezzi leggeri elettrici 70 mezzi leggeri termici (di cui 30 trimodali) 330 carrozze

In Toscana ci sono 24 stazioni dotate di biglietteria, 188 biglietterie self-service, 2622 punti vendita esterni (tabacchi, edicole e bar aderenti alle reti Tabaccai PUNTOLIS e Mooney SpA), 150 monitor che indicano le partenze e arrivi dei treni.

Nella regione vi sono 3 depositi per il materiale rotabile.

La Direzione Regionale Toscana ha conseguito la certificazione di conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2000 e SA 8000 per la progettazione e l'erogazione del servizio.

Infrastruttura LFI

L'infrastruttura ferroviaria della regione gestita da LFI è composta di 84 km di linee complementari elettrificate.

Storia

Prima dell'Unità d'Italia

A partire dal 1844, pochi anni dopo l'avvento delle prime ferrovie in Italia, prese avvio la costruzione di linee nel Granducato di Toscana anche per la lungimirante politica di Leopoldo II convinto delle possibilità di sviluppo economico e sociale offerte dal nuovo mezzo di locomozione.

Nel 1859 la Toscana era la terza regione italiana con il maggior numero di ferrovie dopo il Piemonte e il Lombardo-Veneto, raggiungendo i 256 km di strada ferrata. Furono realizzate le linee Leopolda che univa l'importante porto di Livorno, sbocco commerciale del Granducato, con Pisa, Empoli e la capitale Firenze e la linea Maria Antonia verso Prato e Pistoia.

Nel Ducato di Lucca, l'altra entità politica della Toscana preunitaria, Carlo Ludovico di Borbone autorizzò, tre anni prima che il Ducato venisse annesso al Granducato, la costruzione di tre linee ferroviarie verso Pisa, Aulla (realizzata molti decenni dopo) e Pistoia.

Presto Empoli fu unito a Siena, proseguendo verso Chiusi arrestandosi prima dei confini dello Stato Pontificio.

Si cominciò a progettare e realizzare l'ardita Porrettana, che avrebbe messo in comunicazione la rete toscana con le ferrovie del Lombardo-Veneto attraversando lo Stato pontificio e i ducati emiliani.

Il Governo Provvisorio Toscano nel suo anno di vita unificò le società delle Strade Ferrate Livornesi e avviò i lavori per la linea Pisa-Vada, da tempo progettata, e della Cecina-Volterra.

Alla vigilia dell'unità d'Italia il Granducato disponeva di 323 km di ferrovieStefano Maggi, Ferrovia e identità nazionale, "Tutto Treno" n. 248, gennaio 2011, p. 25..

Le ferrovie toscane sotto il Regno d'Italia Il neo re d'Italia si trovò a inaugurare molte linee i cui progetti e lavori erano "eredità" degli stati preunitari.

Già nel 1861 fu inaugurato un collegamento tra Pisa e Pietrasanta via Viareggio, linea prolungata l'anno dopo fino a Massa e nel 1864 fino a La Spezia, embrione della futura ferrovia ligure.

La linea Fernandea da Firenze ad Arezzo fu la prima avviata dopo la costituzione del Regno.

Da Siena si scese verso la Maremma arrivando a Grosseto nel 1871 attraverso la Val d'Orcia e completando la linea costiera Livorno-Collesalvetti-Cecina-Grosseto, oltre alla bretella Pisa-Collesalvetti.

Tra Valdarno e Valdichiana vi fu una evoluzione dei collegamenti con Roma, la nuova capitale del regno: le iniziali Orte-Terontola-Arezzo e Siena-Sinalunga-Chiusi furono riprese e migliorate dal collegamento diretto via Orvieto.

Tanti furono anche i progetti in quegli anni di fervore rimasti sulla carta, vuoi per beghe politiche o per mancanza di finanziatori: Lucca-Empoli, Pontedera-Saline di Volterra, Saline di Volterra-Colle val d'Elsa, Colle val d'Elsa-Massa Marittima, Massa Marittima-Saline di Volterra, Lucca-Modena, Lucca-Reggio Emilia, Firenze-Imola, Stia-Borgo San Lorenzo.. quasi impossibile elencarli tutti. Ogni comunità voleva la ferrovia, "il" mezzo di trasporto per eccellenza, che con il suo sbuffare e le sue folate di fumo nero portava progresso, benessere e spesso il riscatto da un atavico isolamento.

Un nuovo impulso allo sviluppo delle linee si ebbe tra la fine del XIX secolo e la prima guerra mondiale con la realizzazione della Faentina, principalmente ideata per alleggerire la sovraccarica Porrettana, oltre a molte linee di interesse locale, parecchie delle quali nate esclusivamente o comunque con l'intento di servire l'attività mineraria, che in quegli anni raggiungeva il suo massimo storico.

Ventun anni di lavori tra il 1913 e il 1934 permisero di realizzare la direttissima Firenze-Bologna.

Durante il periodo fascista furono realizzate solo alcune opere minori, puntando più al miglioramento delle linee esistenti e allo sviluppo del materiale rotabile, che alla realizzazione di nuove opere.

Lo stato d'eccellenza raggiunto in quegli anni fu azzerato dalla seconda guerra mondiale i cui eventi colpirono pesantemente le ferrovie toscane, bombardate dagli eserciti alleati durante l'avanzata e distrutte dai nazisti durante la ritirata. Per alcune linee secondarie fu la morte, altre hanno dovuto aspettare decenni per essere ripristinate.

Le ferrovie toscane sotto la Repubblica Gli interventi nel dopoguerra e degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo si limitarono al ripristino dei danni di guerra, a parte il completamento della Lucca-Aulla. Il ripristino è ufficialmente terminato solo nel 1999 con la riapertura della Faentina; sono state invece molte le dismissioni di rami secchi.

Solo nel 1970 sono stati riaperti i cantieri, realizzando la Direttissima Firenze-Roma, prima linea ad alta velocità europea a essere stata iniziata, terminata ufficialmente nel 1992 ma in realtà ancora penalizzata nell'avvicinamento a Roma Termini.

Anni duemila Negli anni duemila la riforma del titolo V della Costituzione, introdotta con la legge costituzionale n. 3 del 2001, ha completato un percorso storico-amministrativo iniziato fin dagli anni ’70. La riforma ha posto il "governo del territorio" e le “grandi reti di trasporto e di navigazione” tra le materie di legislazione concorrente, in cui "spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato". In quest'ottica, nel nuovo millennio, anche la Toscana ha iniziato un proprio percorso autonomo per lo sviluppo del settore ferroviario regionale.

La Regione assieme a Trenitalia, il maggiore operatore della Toscana, ha avviato dal 2004 il progetto Memorario; grazie a questo progetto la quasi totalità delle linee toscane ha orari cadenzati facili da ricordare oltre ad avere treni più frequenti.

La nuova linea AV/AC Firenze-Bologna è stata completata nel 2008 (con l'esclusione dei nodi cittadini di Firenze e Bologna) ed è stata aperta al traffico a dicembre 2009, mentre sono in corso i lavori di attraversamento in sotterranea di Firenze, con la contemporanea realizzazione della nuova stazione di transito (sotterranea), Firenze Belfiore, e il ricongiungimento con la direttissima Firenze-Roma.

Nel 2016 il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile hanno firmato un accordo quadro che ha definito gli ambiti entro i quali sviluppare il traffico ferroviario regionale negli anni seguenti favorendo le opere che consentiranno di differenziare le tipologie di traffico, tra cui il restyling di numerose stazioni toscane e il raddoppio ferroviario tra Pistoia e Montecatini.

Dal 12 dicembre 2021 alcuni convogli del servizio cadenzato hanno assunto il nome di Tuscany Line in ambito di un progetto per promuovere il collegamento circolare che consente di vivere un Grand Tour della regione Toscana, raggiungendo Lucca, Pisa, Pistoia e Firenze.

Linee Fondamentali   Linee Fondamentali della Toscana Linea Lunghezza Binari Numero stazioni TrazioneAlta Velocità Bologna-Firenze86 kmDoppio binario1Elettrica 25 kV</div>Direttissima Bologna-Prato-Firenze97 kmDoppio binario12Elettrica 3000 voltDirettissima Firenze-Roma253 kmDoppio binario1Elettrica 3000 voltFirenze-Chiusi-Roma (linea lenta)314 kmDoppio binario 20Elettrica 3000 volt Firenze-Livorno (Leopolda)101 kmDoppio binario17Elettrica 3000 voltGenova-Pisa165 kmDoppio binario 13Elettrica 3000 volt Livorno-Roma (Tirrenica)312 kmDoppio binario 40Elettrica 3000 volt Pisa-Vada 45 kmBinario unico 3Elettrica 3000 volt Parma-La Spezia (Pontremolese)113 kmDoppio binario (per 74 km)La ferrovia Pontremolese è in corso di raddoppio. Nel tratto toscano il binario unico è ancora presente tra la stazione di Pontremoli e il P.M. Chiesaccia per un totale di 15,8 km. Altresì, nel tratto emiliano, la linea è ancora a binario unico tra Parma e Borgo Val di Taro eccetto per i 19,5 km già raddoppiati e aperti al traffico tra il P.P. Osteriazza e la stazione di Berceto. 8Elettrica 3000 volt La lunghezza è calcolata sull'interezza del tratto nazionale della linea ferroviaria.

Complementari