La chiesa di Santa Maria in Strada si trova nel centro storico di Monza, in via Italia. Sorge su un antico convento dei Frati Francescani detti "della Penitenza", che permisero che venisse convertito in un oratorio nel 1348. Il nome della chiesa deriva dal fatto che l'edificio si trovava sulla strada principale che da Monza portava a Milano, chiamata appunto la "Strada"[Valeriana Maspero Storia di Monza ISBN 88-88478-08-6, pag.100]. Annesso alla chiesa si trova un piccolo chiostro.

Storia Nel 1348 i frati francescani costruirono una nuova chiesa sul sito di un vecchio oratorio ormai in rovina. L'edificio, terminato nel 1357, fu opera dell'architetto milanese Ambrosolius. Circa dieci anni più tardi fu costruito il convento francescano del quale si può ancora ammirare il bellissimo chiostro". Ultimati i lavori di costruzione, la chiesa era caratterizzata da un'unica aula a pianta rettangolare, con un'abside piatta e copertura a capriate a vista.

Il complesso è poi donato nel 1393 agli agostiniani del convento milanese di San Marco. La chiesa viene successivamente ingrandita ed impreziosita nel 1421 con l'aggiunta del coro, della sagrestia e del campanile. Nel 1610, per disposizione dell'arcivescovo Carlo Borromeo, viene costruita la volta a botte, con la chiusura delle slanciate monofore e delle finestre del coro.

L'architetto Giovanni Battista Riccardi nel 1756 coordina un radicale intervento che porta alla costruzione di un cornicione alla base della volta e di alcune lesene in stucco, alla ricostruzione dell'altare maggiore in marmo e bronzo dorato e all'apertura delle cappelle.

Con l'avvento del governo napoleonico nel 1798 il convento venne soppresso e i frati furono trasferiti nel convento agostiniano di Pavia. La chiesa fu chiusa ma presto riaperta su pressione popolare ai primi dell'Ottocento diventando distrettuale della parrocchia del duomo.

Nel 1862 il convento viene utilizzato come scuola materna. Nel 1870 l'architetto Carlo Maciachini si occupa del restauro della facciata.

Descrizione

la fronte, con finta loggia e ornati in cotto, resta una delle più belle del gotico lombardo, ispirata sia agli esempi del pisano Giovanni di Balduccio, attivo a Milano dal 1335 al 1349, sia alla vicina facciata di Matteo da Campione per il Duomo di Monza.

La facciata a capanna, con la parte superiore a vento, è in mattoni e presenta quattro ordini scanditi da fasce marcapiano. Il portale è composto da un arco in cotto e da spalle e architrave in marmo di origine ottocentesca. Sopra il portale si trova una fascia di finte edicole che riportano alcune tracce di affreschi trecenteschi, tranne per quelle centrali, che sono tre finestre. Nella terza fascia abbiamo delle decorazioni sempre più ricche in terracotta. Al centro troviamo un rosone con decorazioni concentriche tra due finestre bifore ad arco acuto in cornici quadrate. La decorazione della parte sommitale è unicamente composta dalla statua della Madonna con il BambinoE' un’elegante statua in pietra rispondente al tipo della Madonna Regina, databile alla prima metà del Quattrocento, opera di un anonimo maestro lombardo autore anche di alcune sculture per i capitelli del Duomo di Milano, ispirate a esempi transalpini. L’evidenza data alla cintura che stringe la vita della Madonna rimanda con ogni probabilità alla devozione degli agostiniani per la Madonna della Cintola. La statua che oggi è in loco è una copia poiché l'originale è stata rimosso nel 1995, per preservarlo in Museo., tra due cerchi e archetti pensili che coronano il bordo superiore della facciata.

Il campanile, sulla destra della facciata, originariamente alto quanto la facciata, è decorato con bifore, archetti pensili e cuspide aggiunti dal Maciachini.

L'interno della chiesa si articola tra l'ampia aula rettangolare, il presbiterio ed il coro semiottagonale.

L'Altare Maggiore risale al 1756 ed è costituito da marmo, pietre dure e bronzi. All'altare maggiore è la statua della Madonna della cintola alla cui devozione erano dediti gli agostiniani con culto approvato nel 1439.

Gli altari secondari, sui lati dell'aula rettangolare, sono decorati con affreschi, tra cui la pala del Trasporto dell'icona della Madonna del Buon Consiglio opera del 1756 di Federico Ferrario. Di particolare pregio sono gli affreschi del presbiterio e del coro, realizzati da Giambattista Gariboldi, tra cui un'Assunzione della Vergine (nel presbiterio) e una Gloria di Sant'Agostino (nel coro).

Dalla sacrestia, percorrendo un lungo corridoio, si attraversa un portale di primo XVII secolo accanto ad un pozzo e si raggiunge un andito sotto la cella campanaria. Qui, sulla parete sinistra, è con un grande affresco tardotrecentesco di Crocefissione di autore ignoto Avvicinabile al frescante di una Madonna e santi e una Crocifissione sulla controfacciata di S.Cristoforo a Milano.. Nell'attigua contro parete, mutilata dall'apertura di un ampio passaggio per la sacrestia, si colgono esigui resti di un'Annunciazione che si sovrappone ad un frammento di sinopia raffigurante la parte superiore di una croce e ad un'altra sinopia con una Crocifissione, assimilabile nell'impaginazione al vicino affresco d'identico soggetto. Contro la parete destra è un busto di Sant'Agostino.

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Note

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