La pieve di San Pietro è un luogo di culto cattolico che si trova a San Piero a Sieve, nel comune di Scarperia e San Piero (Firenze).
Storia La chiesa è documentata fin dal 1018, seppur sia probabile una sua fondazione in epoca più antica, altomedievale. Per la sua posizione lungo una direttrice stradale che collegava Firenze al Mugello costituisce un tipico esempio della stretta connessione tra l'istituzione plebana e la viabilità. A questo riguardo è significativa la presenza, presso la pieve, di un ospizio per viandanti, oggi corrispondente all'oratorio della Compagnia.
Eretta a collegiata nel 1046, in tale occasione la chiesa più antica dovette probabilmente essere ristrutturata ed ampliata.
Nel 1356 gli Ubaldini da Coldaia, patroni della chiesa, cedettero il patronato della chiesa ai Medici, che acquisirono anche il diritto di nominare i pievani, molti dei quali provenienti dalla famiglia. I Medici, che avrebbero retto la chiesa per oltre due secoli, la dotarono anche di molti arredi. Fra i suoi pievani di provenienza medicea, i più importanti furono senza dubbio Leonardo di Bernardo nel primo Cinquecento e Bernardo Antonio Medici, poi vescovo di Forlì, nella seconda metà del secolo, che promossero importanti lavori di ristrutturazione e interventi decorativi. La tradizione che vuole anche Leone X dei Medici, prima di divenire papa, pievano di San Pietro, non è documentata.
La chiesa aveva un impianto a tre navate con copertura lignea probabilmente simile a quella di Sant'Agata e una facciata intonacata con un portale centrale sormontato da oculo. Resta il dubbio se le arcate fossero sostenute dai pilastri o da colonne celate all'interno di essi.
La pieve visse un periodo di decadenza per tutto il Seicento ed il primo Settecento. Il pievano Tommaso Poggini, diventato titolare nel 1745, personaggio dedito agli studi ed alla poesia, dette il via ad una serie di interventi nella chiesa. Nello stesso 1745 l'abside fu demolita e venne sostituita da una tribuna rettangolare, lasciando però le tracce della vecchia costruzione. Furono poi aperte nuove porte ed un grande finestrone rettangolare nella facciata, che nel 1773 venne intonacata. Nello stesso periodo fu inoltre ampliato il sagrato, nel 1768 corredato dalla statua di San Pietro. Nel 1777 la copertura a travature lignee venne sostituita da volte in muratura poi ornate da affreschi. L'interno venne completamente ricoperto con stucchi e con decorazioni dipinte: tra gli archi della navata maggiore furono affrescati tondi con gli apostoli, mentre le pareti ed i pilastri erano decorati a finto marmo. La chiesa venne anche fornita di un organo che era posto in una cantoria nel presbiterio.
Nel primo Ottocento, sopra gli archi della navata centrale, Luigi Ademollo eseguì degli affreschi con le Storie di Gesù e di San Pietro, poi distrutti nel 1904 perché ritenuti di scarso valore artistico. Tra il 1859 ed il 1861 il pievano Baldassarre Brunori fece rifare la pavimentazione e realizzare alcune vetrate policrome e sul lato sinistro fece costruire una nuova cappella per accogliere il fonte battesimale.
Nel 1906 fu rifatta la torre campanaria di forma quadrata che era originaria del 1607. I restauri che seguirono ai danni della seconda guerra mondiale comportarono la perdita quasi totale della decorazione settecentesca.
Descrizione La Pieve affaccia su una piazzetta, sulla quale si trova la statua di San Pietro, probabilmente scolpita da Carlo Bini e Luigi Paoli su disegno di Girolamo Ticciati.
La facciata in filaretto e sopraelevata nella parte centrale, fu fatta riedificare dal pievano Leonardo di Bernardo de' Medici, vescovo di Forlì, Essa presenta tre portali d'ingresso, tra i quali quello centrale con timpano curvilineo. Al di sopra si apre una finestra rettangolare che reca la data 1771, relativa alle ristrutturazioni settecentesche del pievano Poggini.
L'interno ha tre navate divise da cinque arcate a tutto sesto sorrette da cinque pilastri quadrangolari. La volta a botte della navata centrale conserva un frammento degli affreschi eseguiti da Giuseppe Sacconi nel 1759 raffigurante la Religione in gloria coi santi Pietro e Paolo. In controfacciata è collocata una grande lapide datata 1275 proveniente dal prospiciente oratorio della compagnia dell'Assunta, che menziona la fondazione di un ospedale, una delle più antiche iscrizioni presenti in Mugello.
Sull'altare laterale della navata destra è presente un dipinto raffigurante Sant'Antonio da Padova, san Tommaso d'Aquino e san Bonaventura da Bagnoregio. La pala, restaurata nel 2016, è opera di un pittore fiorentino anonimo della seconda metà del Seicento.
L'altare maggiore in marmi di diverse varietà, di un classicismo non privo di raffinatezza, fu eseguito nel 1796 dalla bottega di Angelo Bini. Sopra di esso si trova un Crocifisso ligneo dipinto, restaurato nel 2021. Il manufatto, tradizionalmente attribuito a Raffaello da Montelupo, dopo il restauro si è rivelata opera di alta qualità. Probabilmente risalente all'inizio del XVI secolo, la scultura è oggi attribuita ad un intagliatore ancora non identificato. Al centro della parete di fondo del presbiterio è un dipinto murale di gusto neomedievale raffigurante San Pietro, già attribuito a Galileo Chini, ma invece opera di Rodolfo Fanfani, che lo eseguì nel 1935.
Nella navata sinistra un altare del 1760 che reca lo stemma della famiglia Poggini, la stessa del pievano Tommaso, ospita un rilievo dipinto quattrocentesco della Madonna col Bambino, del tipo di quelli realizzati quasi in serie nelle botteghe fiorentine di Jacopo della Quercia, Ghiberti e Donatello. Il rilievo, ridipinto nel Novecento da Dino Chini, è stato riferito alla bottega di Lorenzo Ghiberti.
Sullo stesso lato, verso l'ingresso, si apre una cappella costruita tra 1859 e 1861 dove è collocato il fonte battesimale esagonale in terracotta invetriata con lumeggiature in giallo. L'opera è attribuita a Giovanni della Robbia e realizzata tra 1515 e 1520 circa su commissione della famiglia Medici, come attestato dagli stemmi agli angoli delle specchiature, probabilmente per volontà di Leonardo di Bernardo Medici, pievano a San Piero dal 1428 al 1528 e vescovo di Forlì dal 1519. Il fonte, di cui si conoscono repliche autografe a Galatrona, a Cerreto Guidi e a San Donato in Poggio, potrebbe essere stato concepito attorno al 1510. I pannelli rappresentano episodi della vita di san Giovanni Battista e citano grandi modelli del tardo Quattrocento, come il Battesimo di Cristo del Verrocchio, gli affreschi del Ghirlandaio in Santa Maria Novella ed il Parato di San Giovanni del PollaioloCristina Acidini Luchinat, Sulle tracce dell’arte rinascimentale in Mugello, in Barbara Tosti (a cura di), Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici. Mugello culla del Rinascimento, catalogo di mostra, Firenze, 2008, p. 64..
Nella Canonica, alla quale appartiene una grande stanza del Cinquecento, si trova un dipinto del primo Cinquecento rappresentante la Madonna col Bambino, attribuito a Lorenzo di Credi ed un altorilievo in terracotta quattrocentesco con la Vergine col Bambino.
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Note
Bibliografia Gaspero Righini Mugello e Val di Sieve, note e memorie storico-artistico-letterarie, Firenze, Tipografia Pierazzi, 10 ottobre 1956. Guida d'Italia, Firenze e provincia, Edizione del Touring Club Italiano, Milano, 2007. M. Pinelli (a cura di, in collaborazione con F. Calamai), Il Tesoro svelato: mille anni di arte e storia della pieve di San Piero a San Piero a Sieve, Borgo san Lorenzo, 2018. Francesco Calamai, Giuseppina Carla Romby, Due pievi per un millennio. San Pietro a San Piero a Sieve e Santa Maria a Fagna. Due cantieri di architettura e arte nel Mugello del Settecento, Borgo san Lorenzo, 2018. AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021.
Voci correlate Tommaso Poggini
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