King Kong è un film del 1976 diretto da John Guillermin.

Prodotto da Dino De Laurentiis, è il remake del classico film avventuroso-fantastico King Kong del 1933. Interpretato da Jeff Bridges, Charles Grodin e Jessica Lange nella sua prima apparizione cinematografica, presenta effetti speciali animatronici di Carlo Rambaldi ed effetti di trucco di Rick Baker.

Il film è uscito il 17 dicembre 1976, con recensioni contrastanti da parte della critica, ma è stato un successo al botteghino. Ha vinto un Oscar Special Achievement Award non competitivo per i migliori effetti speciali ed è stato anche candidato per la migliore fotografia e il miglior sonoro. Dei tre film principali di King Kong, è l'unico a presentare il World Trade Center invece dell'Empire State Building. Un sequel intitolato King Kong 2 (King Kong Lives) è uscito nel 1986.

Trama 1976. Fred Wilson, un rappresentante della compagnia petrolifera Petrox, organizza una spedizione navale verso un'inesplorata isola del Pacifico meridionale che è perennemente avvolta un enorme banco di nebbia. Durante il viaggio, Fred presenta immagini satellitari classificate dell'isola, e lo scienziato che lo accompagna spiega che la composizione chimica della nebbia è il risultato di una grande riserva di petrolio greggio a bassa profondità.

Saputo della spedizione, Jack Prescott, un paleontologo esperto di primati, si intrufola sulla nave clandestinamente per cercare di fermare lo sfruttamento dell'isola. Wilson ordina l'arresto di Prescott, credendo che sia una spia di una compagnia rivale. Mentre viene portato sottocoperta, Prescott avvista in mare un gommone con a bordo una giovane e bellissima donna, priva di sensi, che viene portata a bordo della nave. La competenza medica di Prescott gli permette di risvegliare la ragazza, Dwan, che racconta di essere un'aspirante attrice che si trovava su una nave con un uomo ricco quando si è verificata un'esplosione che apparentemente ha ucciso tutti tranne lei. Durante il loro viaggio, Prescott e Dwan si sentono attratti l'uno dall'altra.

Giunti sull'isola, una piccola squadra guidata da Fred e Jack, accompagnati da Dwan, si mette in viaggio per esplorarla. Qui trovano una tribù indigena in un villaggio isolato dal resto dell'isola da un enorme muro, costruito con cura con alberi e rami, che dovrebbe proteggerli da una misteriosa divinità. Osservano i nativi eseguire una cerimonia e ispezionano il paesaggio, notando una pozza d'olio, ma poi vengono scoperti. Il rituale viene interrotto e gli indigeni lo considerano disturbato. Notando Dwan tra gli ospiti indesiderati, il capo indigeno le chiede di consegnarsi, ma Fred e Jack rifiutano, anche in cambio di sei donne indigene. Aprendo il fuoco in aria con le pistole, la squadra scaccia i nativi. Di notte, gli indigeni arrivano silenziosamente fino alla nave a bordo di piroghe e rapiscono Dwan. Dopo averla vestita con abiti eleganti e drogata, gli indigeni la offrono in sacrificio al loro dio King Kong, un gigantesco gorilla umanoide temuto dagli abitanti, anche se in realtà lo fanno solo per placare la sua solitudine. Kong afferra Dwan, che urla selvaggiamente di paura, e la porta con sé nella foresta. Jack scopre che i nativi l'hanno rapita e la squadra inizia a cercarla.

Nonostante il suo aspetto e le sue abitudini spaventose, il bestiale Kong prova compassione per Dwan, soprattutto dopo essersi difesa e parlandogli. Non solo non uccide la ragazza, ma addirittura si prende cura di lei, mostrando il suo lato più gentile e calmo. Dopo essere caduta in una pozza di fango mentre cercava di scappare, Kong porta Dwan a una cascata per lavarla, e poi usa grandi folate del suo respiro caldo per asciugarla. Questa prova la lascia così esausta che si addormenta tra le mani di Kong.

Prescott, con il primo ufficiale Carnahan e altri quattro marinai armati, organizza un'operazione di salvataggio per liberare la ragazza. Il gruppo, mentre sta attraversando un tronco gigantesco sospeso su di un precipizio, si ritrova faccia a faccia con Kong, il quale, pur di difendere Dwan, uccide i marinai gettandoli nel burrone. Prescott, miracolosamente scampato alla morte insieme a Boan, continua nella ricerca. Nel frattempo, con grande delusione, Wilson scopre che il petrolio dell'isola non è sfruttabile, sicché decide di catturare Kong per farne un'attrazione pubblicitaria della Petrox. Arrivato alla sua tana, Kong si prepara a spogliare la sua sposa, che a malapena gli resiste, ma vengono raggiunti da un serpente gigante che tenta di mangiare Dwan, ma Kong lo combatte e lo uccide mentre Prescott giunge sul posto e fugge con Dwan. Kong li insegue fino al villaggio e cade in una trappola con del cloroformio già preparato da Wilson, nonostante Dwan si preoccupi del suo benessere, avendo compreso che ci tiene a lei.

Quando finalmente raggiungono New York City, Kong viene incatenato e mostrato al pubblico. Quando vede un gruppo di giornalisti intervistare Dwan, credendo che si tratti di un attacco a lei, si libera e fugge via causando caos e morte nella metropoli nella ricerca di Dwan. Tra le vittime vi è anche Wilson, calpestato dal gorilla. Jack e Dwan fuggono attraverso il ponte di Queensboro in direzione di Manhattan. I due si rifugiano in un bar appena evacuato e quando lui ha un'improvvisa intuizione, telefona al sindaco per convincerlo a catturare l'animale vivo con l'ausilio di grosse reti. Prescott è convinto che l'animale prediliga le Torri gemelle, in quanto gli ricordano l'aspetto allucinante del suo habitat naturale. Kong, braccato dalle pattuglie della Guardia Nazionale degli Stati Uniti, riesce a trovare la ragazza, la rapisce e la porta con sé a destinazione, per arrampicarsi sulla cima della Torre Sud. Sono ad attenderlo un gruppo di tre soldati armati di lanciafiamme, costringendolo a fuggire sulla Torre Nord.

Dopo aver ucciso i militari con un serbatoio di gas infiammabile, Kong viene attaccato da una squadriglia di elicotteri Huey, che gli sparano contro utilizzando delle mitragliatrici. Kong si difende distruggendo due velivoli ma nonostante le disperate suppliche di Dwan per salvarlo, l'animale soccombe alle ferite e precipita giù nella piazza del World Trade Center. Kong muore fissando il volto piangente di lei, mentre il suo cuore scandisce gli ultimi battiti. Il successo tanto agognato da Dwan è giunto ma ad un prezzo inaccettabile. Mentre ella cerca di liberarsi dalla folla e dai fotografi, che si frappongono fra lei e Jack, egli si ferma e non la raggiunge: la morte di Kong ha distrutto anche i loro sentimenti, separando i due per sempre.

Produzione La sceneggiatura, scritta da Lorenzo Semple Jr., è tratta dal soggetto originale del film King Kong del 1933 di Merian C. Cooper ed Edgar Wallace e dal copione del 1933 di James Creelman e Ruth Rose.

Effetti speciali Per questo film Carlo Rambaldi vinse il premio Oscar Special Achievement Award, creando un pupazzo telecomandato (animatrone) alto 12 metri. Il robot gigante venne tuttavia usato in poche scene: nella maggior parte delle inquadrature in cui si vede il gorilla nella sua interezza, esso è impersonato da Rick Baker con un costume, attore per il quale furono anche realizzate delle maschere in grado di esprimere le più comuni emozioni di King Kong. Rambaldi realizzò inoltre un braccio meccanico e una zampa posteriore a grandezza naturale di King Kong da usare per le riprese ravvicinate con Jessica Lange.

Il doppiatore veterano Peter Cullen realizzò i versi mostruosi del gorilla gigante. Cullen si infortunò gravemente nello sforzare la propria gola per produrre versi tanto potenti e inumani, arrivando a sputare sangue nella cabina di registrazione. Tuttavia, non fu inserito nei titoli di coda.

Promozione La locandina più diffusa in Europa mostra King Kong tra le due torri del World Trade Center in pieno giorno, attaccato da un gruppo di jet. A differenza del film, dove la vicenda si svolge di notte, Kong viene attaccato da elicotteri e lo scimmione non appare così grande da riuscire a stare in piedi tra le due torri. "The most exciting original motion picture event of all time." è la tagline americana usata per la promozione del film.

Accoglienza Incassi Il film riscosse un buon successo commerciale. Con un costo di produzione stimato di 24 milioni di dollari, il film ne ricavò circa il doppio nelle sale dei soli Stati Uniti (oltre 7 milioni nel primo fine settimana), per un totale di 90 milioni di dollari in tutto il mondo. Al termine, la pellicola occupò la 7ª posizione della classifica dei maggiori incassi statunitensi della stagione 1976/1977 e la 1ª posizione in quelli italiani.

Critica Non corrispose il favore della critica, che mise in luce le pecche del film confrontandolo alla versione originale del 1933 - considerata un capolavoro della storia del cinema - a cominciare dalla scelta di ambientare la storia nel presente:

Sul sito Rotten Tomatoes il film detiene un 55% di gradimento, basato su 51 recensioni e con un voto medio di 5/10; il consenso critico recita che "King Kong rappresenta un significativo aggiornamento visivo rispetto all'originale, ma è inferiore al suo classico predecessore praticamente sotto ogni altro aspetto".

Alcuni critici diedero invece al film un giudizio positivo, come Pauline Kael in The New Yorker, Richard Schickel in Time e Roger Ebert nel Chicago Sun-Times.

Edizione italiana Il film usci nelle sale cinematografiche italiane il 23 dicembre 1976, con il doppiaggio che fu eseguito dalla C.D. presso la Fono Roma.

Differenze con l'originale La prima e più evidente differenza con il film del 1933 è l'ambientazione: a differenza del primo ambientato durante la Grande depressione, questo film è infatti ambientato nel presente di allora, negli anni settanta. I nomi dei protagonisti sono stati cambiati; Jack Driscoll è stato cambiato in Jack Prescott, Carl Denham in Fred Wilson, Ann Darrow semplicemente in Dwan e il capitano Englehorn in Ross. Carl Denham nell'originale è un regista di successo e si dirige sull'isola per dirigere il suo prossimo film. Nel remake, Fred Wilson è un dirigente della compagnia petrolifera Petrox e si dirige sull'isola con la convinzione che ospiti un giacimento di petrolio. Jack nell'originale non è un paleontologo e non si imbarca clandestinamente sulla nave. Nell'originale Ann viene ingaggiata dallo stesso Carl per il suo film. Nel remake viene trovata dall'equipaggio in una scialuppa di salvataggio, ammettendo poi di essere l'unica superstite di un naufragio. Nel primo film l'isola sperduta viene chiamata Isola del Teschio perché presenta una montagna a forma di teschio umano. In questa versione, è l’intera l’isola ad avere la forma di teschio. Nel remake la nebbia che circonda l’isola, a differenza del film classico, è costantemente fissa e non dirada mai rivelando la massa di terra dietro ad essa, ed è il risultato dei vapori generati dal giacimento petrolifero obiettivo della spedizione. Nella storia originale l’isola è un vero "mondo perduto" in cui i dinosauri sono riusciti a sopravvivere all'estinzione. Infatti Kong affronta un Tyrannosaurus rex, un Elasmosaurus platyurus e uno Pteranodon, mentre Jack e i marinai, prima di Kong, incontrano uno Stegosaurus, un Brontosaurus e un'iguana gigante a due zampe che attacca Jack nella scena del burrone. Nel remake le creature preistoriche sono totalmente assenti e l’equipaggio non incontra ostacoli prima della scena del tronco, mentre Kong affronta solo un pitone gigante. Nell'originale solo Jack e Carl sopravvivono all’inseguimento di Kong per salvare Ann. Nel remake Fred non parte alla ricerca di Dwan e sopravvivono solo Jack e il marinaio Boan.