La metodologia di analisi di pericolo e operabilità (o HAZOP, dall'inglese HAZard and OPerability analysisIEC 61882 2001 Hazard and operability studies (HAZOP studies) — Application guide), ha lo scopo di esaminare gli ambienti di lavoro e identificare i pericoli cui tali ambienti espongono i lavoratori, le strutture e l'ambiente naturale.

Caratteristiche La tecnica HAZOP ha avuto origine da studi di tipo assicurativo, specie su grandi impianti di processo, estendendo la sua applicazione ad ambiti e dimensioni diverse. Le modalità operative richiedono il concorso di esperti e operatori coinvolti in un team multidisciplinare che lavora attenendosi agli scopi e alla programmazione dello studio stabiliti dalla committenza.

Le caratteristiche principali delle tecniche impiegate nella analisi/valutazione dei rischi sono: Checklist: uno dei metodi più semplici; consiste in una serie predefinita di domande o argomenti da esaminare. È il "knowledge based HAZOP", sviluppato dalla Exxon. What-if analysis: viene condotta utilizzando un approccio del tipo brainstorming; si inizia con l'analizzare pericoli già noti al team di lavoro, per arrivare ad altri potenziali scenari incidentali. Menzionato nello standard OSHA 1910.119 e nello standard CEI UNI EN IEC 31010 Gestione del rischio - Tecniche di valutazione del rischio. Analisi dei modi e degli effetti dei guasti (o FMEA, dall'inglese Failure mode and effects analysis): valutazione dei possibili modi di guasto dei singoli componenti di un sistema e delle conseguenze che tali guasti provocano sul sistema. HAZOP: esercizio di gruppo, che si svolge attraverso la formulazione di alcune specifiche domande strutturate; è finalizzato all'individuazione di deviazioni dagli intenti di progetto che possono portare ad inconvenienti di sicurezza o di esercizio.

Standard di riferimento L'HAZOP è una delle tecniche più conosciute e largamente adottate, anche dagli Enti di Normazione Internazionali: European Process Safety Center, HAZOP,Guide to Best Practice (2008) European Process Safety Center, Hazard Identification Methods (2003) Kletz T. “HAZOP & HAZAN” (4th Edn), IChemE (2006) CCPS “Guidelines on Hazard Evaluation Procedures, 2nd Edn” IEC 61882 Ed. 1.0 b:2001: Hazard and operability studies (HAZOP studies) - Application guide OSHA 1910.119: standard per la gestione della sicurezza di processo di impianti nei quali si utilizzano sostanze molto pericolose. Cita l'HAZOP tra le tecniche raccomandate per l'individuazione dei pericoli. DEF STAN 58: standard pubblicato dal Ministero della Difesa britannico. Fornisce precise indicazioni sull'impiego dell'HAZOP nello studio di Sistemi Elettronici Programmabili (PES). Chemical Industries Association (1990): ente cui aderiscono società del settore chimico; ha pubblicato linee guida da seguire in studi HAZOP applicati all'industria di processo. American Institute for Chemical Engineers (1985): ha pubblicato un volume dedicato alla tecnica HAZOP, inserito in una collana monografica curata dal Centre for Chemical Process Safety. Nella legislazione italiana, pur in mancanza di riferimenti obbligatori a tale tecnica, sono presenti cenni, specie per le parti riguardanti gli impianti complessi (Rischi Rilevanti, secondo quanto definito dalla Direttiva Europea 82/501/CE e successive modifiche).

Procedura

Approccio L'HAZOP è basato su un lavoro di gruppo, svolto in sedute, mirato all'individuazione dei pericoli esistenti nella gestione di un determinato processo lavorativo. Tali pericoli sono identificati e indagati sulla base di deviazioni, siano esse accidentali o meno, di parametri chiave, caratteristici del processo in esame. Tale analisi è condotta attraverso una fase di definizione degli ambienti lavorativi e della comprensione dei processi lavorativi che in essi hanno luogo, in una successiva disamina di parametri, loro deviazioni e relative conseguenze, per procedere alla registrazione delle conclusioni su possibili pericoli e di raccomandazioni utili per la loro gestione. Caratteristici dell'HAZOP sono il modo di operare del gruppo di lavoro e le modalità di definizione del contenuto dello studio.

Il team di HAZOP: ne fanno parte il leader (pone domande al team e ne coordina i lavori), il segretario (prende nota dei punti chiave della discussione) e rappresentanti di ciascuna delle principali discipline per l'impianto studiato, che sono: processo esercizio sicurezza e manutenzione.

L'impianto in esame: viene definito all'inizio dell'HAZOP, utilizzando normalmente planimetrie, schemi funzionali, schemi di marcia, schemi elettrici unifilari dell'impianto e individuando con chiarezza limiti di batteria ed interfacce con altri impianti. Il team al lavoro: attraverso l'uso di parole guida ("The basis of HAZOP is a guide word examination" - IEC 61882 2001), sono poste domande e ricercate risposte riguardo a deviazioni dagli intenti di progetto delle variabili di processo o modi di guasto dell'impianto.

Dinamica La dinamica dell'HAZOP è caratterizzata da un alternarsi di domande e risposte tra leader e membri del team. Il leader definisce, in ciascun P&ID, una serie di punti singolari (nodi) e di sezioni delimitate da più nodi; per ogni sezione il team esamina le possibili deviazioni delle variabili dagli intenti di progetto. Il leader formula una serie di domande; attraverso una discussione di gruppo, i membri del team di HAZOP cercano di pervenire ad una risposta condivisa: le domande poste dal leader si basano sull'uso sistematico di parole guida le domande mirano a sollecitare la discussione del gruppo sui modi in cui il funzionamento dell'impianto o di una sua parte potrebbe discostarsi dagli intenti dei progettisti per ciascuna deviazione il team si interroga sulla possibilità che insorga una condizione di pericolo il segretario registra i punti salienti della discussione per ogni parola guida.

Campo di applicazione I limiti dell'impianto in esame devono essere definiti in dettaglio prima dell'inizio dell'HAZOP, con l'ausilio dei documenti che saranno successivamente impiegati per l'esecuzione dello studio. In particolare: Disegni e schemi tecnici dell'impianto, quali planimetrie, schemi di marcia, diagrammi funzionali, vengono normalmente utilizzati per circoscrivere l'area di studio. Ulteriori documenti di utile consultazione: diagrammi di flusso specifiche delle apparecchiature, disegni di dettaglio dei fornitori. manuale operativo e procedure di emergenza.

L'uso di documenti incompleti o non aggiornati può compromettere in modo significativo qualità e risultati dello studio, pertanto è fondamentale lavorare su documentazione "as built", ossia in versione finale di costruzione e aggiornata per tener conto delle eventuali variazioni intervenute. Oltre che all'industria di processo, la tecnica dell'HAZOP è efficacemente applicata utilmente a svariate tipologie di sistemi, come indicato nella tabella:

Argomento di studioDiagramma di riferimentoTipo di parametro Distribuzione energia elettrica Diagrammi unifilari Elettrico Software critico per la sicurezza Diagramma del flusso informativo Dati Componenti elettro-pneumatici Circuiti elettrici e pneumatici Elettromeccanico Manuale operativo Analisi "Gerarchia Compiti" Azione umana

Per la buona riuscita dell'HAZOP è essenziale che la documentazione disponibile fornisca una descrizione esauriente del modo in cui il sistema è chiamato a funzionare.

Altrettanto importante è la disponibilità di informazioni affidabili sulle condizioni di funzionamento alle interfacce con altri impianti. Non di rado, infatti, disomogeneità esistenti ai punti di confine sono all'origine di situazioni di pericolo.

Pianificazione I documenti chiave dovrebbero essere resi disponibili almeno una settimana prima dell'inizio dell'HAZOP, onde permettere un'adeguata pianificazione dello studio. È importante che il leader dell'HAZOP ottenga i documenti con un congruo anticipo, affinché possa prendere confidenza con l'impianto e le modalità di rappresentazione del processo.

Prima dell'inizio dello studio il leader incontra i membri del team e li informa su come verrà condotto lo studio e sulle parole guida che saranno impiegate. Il programma proposto deve essere compatibile con la sede prescelta per lo svolgimento dello studio e le esigenze dei membri del gruppo di lavoro, tenendo conto dell'esigenza, da parte del team, di poter lavorare indisturbato in due sedute giornaliere, ciascuna della durata di circa 3 ore, verificando la disponibilità effettiva di tutti gli interessati.

La durata dello studio dipende anche dalle modalità di registrazione della discussione: un registro completo richiede che venga annotata ogni parola guida utilizzata, mentre è più rapido considerare solo quelle deviazioni che possono dare origine ad una condizione di pericolo

Devono essere previste pause in numero e di durata sufficiente per mantenere alto il livello di attenzione e concentrazione dei partecipanti. In particolare, prolungare la durata delle sedute di lavoro oltre le sei ore giornaliere risulta spesso controproducente: la concentrazione del gruppo di lavoro inevitabilmente cala e la qualità del lavoro ne risente.

Al termine di ogni giornata di lavoro, inoltre, leader e segretario devono dedicare tempo alla revisione e completamento delle note e prepararne copie da distribuire ad ogni membro del team il giorno successivo.

L'esperienza acquisita in precedenti studi permette di stimare la durata di un HAZOP sulla base del numero giornaliero medio di P&ID che è possibile esaminare.

È anche importante la scelta della sala riunioni e la sua ubicazione.

La sala riunioni deve essere spaziosa, il tavolo di lavoro deve essere di dimensioni sufficienti da permettere ad ogni partecipante di poter seguire lo studio, tenendo di fronte a sé copia della documentazione in discussione e di altri documenti di lavoro.

Il segretario deve avere spazio sufficiente per la sistemazione di un computer portatile, usato per la trascrizione delle note. È buona prassi fissare alle pareti della sala le planimetrie generali e gli schemi di flusso dei processi indagati, per rendere più immediata la comprensione del processo ed il controllo delle interfacce tra impianti o sezioni di impianto.

Il gruppo di lavoro La scelta dei membri del gruppo di lavoro deve cadere su personale dell'azienda in possesso delle necessarie competenze tecniche e operative, che deve essere liberato da altri impegni di lavoro per l'intera durata dello studio.

Ad ogni membro del gruppo di lavoro sono assegnati incarichi specifici: Il leader ha il ruolo di presidente. È lui a formulare le domande e a stimolare la discussione e la partecipazione degli altri membri del team sugli argomenti di volta in volta trattati. Il segretario prende nota dei punti chiave della discussione, organizza le sedute di lavoro e prepara le versioni preliminari del documento di HAZOP, da far circolare quotidianamente tra tutti i partecipanti. I membri del gruppo rappresentano le principali discipline tecniche coinvolte.

Altri specialisti possono essere chiamati a partecipare per periodi limitati, ove necessario.

La composizione numerica del gruppo può variare tra 4 e 12 elementi: gruppi troppo numerosi rallentano il ritmo di lavoro e limitano la discussione, mentre in gruppi troppo piccoli è carente la visione globale dei problemi trattati.

Il leader Il ruolo principale del leader è di favorire la discussione e il confronto. Tale obiettivo è perseguito dal presidente: mantenendo il gruppo di HAZOP concentrato: ribadendo che si tratta di individuare dei pericoli, non di riprogettare; in carenza di informazioni, annotando e procedendo al punto successivo. tenendo conto delle diverse personalità dei membri del gruppo: tollerando piccoli inconvenienti e mantenendo un'atmosfera positiva e serena; tenendo a freno le persone più loquaci; sollecitando l'opinione delle persone più riservate.