Arles (; in provenzale Arle) è un comune francese di abitanti, situato nel dipartimento delle Bocche del Rodano, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. È capoluogo dell'omonimo arrondissement e ufficio centralizzatore dell'omonimo cantone. È inoltre sede di una sottoprefettura delle Bocche del Rodano. L'unità urbana di Arles comprende anche il confinante comune di Fourques, appartenente al dipartimento del Gard.
Abitata già in età preromana, la città fu interessata dalla presenza greca e celtica; nel 46 a.C. Gaio Giulio Cesare vi fondò la colonia romana di Colonia Iulia Paterna Arelate Sextanorum. In età tardoantica Arles assunse un rilevante ruolo politico e religioso e tra il IV e il VI secolo fu uno dei principali centri della Gallia romana.
Il patrimonio monumentale della città comprende numerose testimonianze dell'età romana e medievale, tra cui l'anfiteatro, il teatro romano, i criptoportici del foro, le terme di Costantino, la necropoli degli Alyscamps e il complesso della cattedrale di Saint-Trophime. L'insieme dei «monumenti romani e romanici di Arles» è iscritto nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1981. Arles è inoltre insignita del riconoscimento francese di Ville d'art et d'histoire.
La città è legata anche a numerose opere artistiche e letterarie. L'Arlésienne di Alphonse Daudet fu adattata dallo stesso autore in un dramma, rappresentato per la prima volta nel 1872 con musiche di scena di Georges Bizet. Dalla medesima fonte letteraria derivò l'opera L'Arlesiana di Francesco Cilea, su libretto di Leopoldo Marenco, rappresentata per la prima volta nel 1897. Vincent van Gogh soggiornò ad Arles nel 1888, periodo durante il quale realizzò alcune delle sue opere più note, tra cui una serie dei Girasoli.
Geografia fisica Territorio Arles sorge lungo il Rodano, in corrispondenza dell'estremità settentrionale del suo delta. Il nucleo urbano si sviluppa su entrambe le rive del fiume, mentre poco a valle il Rodano si divide nei due rami del Grand Rhône e del Petit Rhône, che delimitano la Grande Camargue.
Il territorio comunale si estende per km², con altitudini comprese tra 0 e 57 metri sul livello del mare, risultando il comune più esteso della Francia metropolitana.
Per la sua notevole estensione, il comune comprende ambienti naturali e paesaggistici differenti. La parte meridionale appartiene alla Camargue, vasta zona umida formata dal delta del Rodano; a est si estende la pianura della Crau, mentre il settore settentrionale raggiunge le propaggini delle Alpilles. Una parte consistente del territorio comunale ricade nel Parco naturale regionale della Camargue, che comprende porzioni dei comuni di Arles e Port-Saint-Louis-du-Rhône e l'intero territorio di Saintes-Maries-de-la-Mer. Dal 2023 una porzione settentrionale del comune è compresa anche nel Parco naturale regionale delle Alpilles.
Il territorio presenta numerose aree naturali protette, tra cui la Riserva naturale nazionale dei Coussouls de Crau e la riserva naturale regionale della Tour du Valat. La posizione nel delta rende inoltre una parte considerevole del comune esposta al rischio di inondazioni del Rodano e del Petit Rhône; dopo gli eventi alluvionali del dicembre 2003 sono stati realizzati diversi interventi di consolidamento e adeguamento delle arginature.
Clima Arles presenta un clima mediterraneo, caratterizzato da estati calde e relativamente secche e da inverni miti. Secondo le normali climatiche Météo-France riferite al periodo 1991-2020, presso la stazione meteorologica di Arles, posta a 1 m s.l.m., la temperatura media annua è di 15,2 °C. Il mese mediamente più freddo è gennaio, con 7,3 °C, mentre il più caldo è luglio, con 23,9 °C.
Le precipitazioni medie annue ammontano a 569,6 mm e presentano una marcata variabilità stagionale: luglio è il mese mediamente più secco, con 12,9 mm, mentre i maggiori quantitativi si registrano in settembre e ottobre, rispettivamente con 83,7 e 80,9 mm. Nel precedente periodo climatologico 1948-1999 era stata rilevata una temperatura media annua di circa 14,6 °C e una piovosità complessiva di circa 636 mm.Per la serie climatologica di Arles relativa al periodo 1948-1999: . Per il confronto con i dati della stazione di Nîmes-Garons relativi al periodo 2005-2013: .
Il clima locale è fortemente influenzato dal mistral, vento settentrionale generalmente freddo e secco che percorre la bassa valle del Rodano. Secondo Météo-France, il settore compreso tra Orange, Avignone, Istres e Arles è fra quelli nei quali il mistral raggiunge le maggiori intensità. La stazione di Arles registra mediamente giorni all'anno con raffiche pari o superiori a 16 m/s, equivalenti a circa 58 km/h.
Gli estremi termici registrati dalla stazione nel periodo disponibile sono di 42,8 °C, raggiunti il 28 giugno 2019, e −12 °C, rilevati il 5 febbraio 1963.
Origini del nome Il toponimo antico Arelate è attestato già in epoca preromana. Il Museo dipartimentale Arles Antique ne indica un'origine celtica, con il significato di «insediamento presso le paludi», in riferimento alle caratteristiche dell'area in cui sorse la città. La forma provenzale moderna è Arle, documentata anche nell'uso ufficiale locale.
Nel XIX secolo furono proposte anche altre interpretazioni etimologiche: una pubblicazione del 1857 riportava una derivazione dalle parole celtiche Ar Laith, interpretate come «luogo umido», oppure dal latino Ara Lata, collegato a un presunto tempio di Diana.
Storia Dalle origini alla tarda antichità
Il territorio di Arles presenta tracce di frequentazione umana risalenti alla preistoria. Durante l'età del ferro l'area era abitata da popolazioni celto-liguri e, in seguito alla fondazione di Massalia da parte dei Focesi intorno al 600 a.C., fu coinvolta nella rete degli scambi commerciali greci della bassa valle del Rodano. Intorno al 570 a.C. vi sorse un emporion, o emporio commerciale, collegato a Massalia e noto nelle fonti antiche con il nome di Theliné; l'archeologia ha documentato un insediamento organizzato secondo modelli urbanistici di influenza greca.
Nei secoli successivi si affermò il nome Arelate, di origine celtica. Gli scavi effettuati nel settore del cosiddetto Jardin d'hiver hanno documentato l'esistenza dell'abitato preromano, mentre le più recenti indagini archeologiche sulla riva destra del Rodano hanno evidenziato una precoce presenza culturale e materiale italica già prima della fondazione della colonia romana. In particolare, la cosiddetta casa della Harpiste, datata agli anni 70-50 a.C., presenta tecniche costruttive e decorazioni di evidente matrice italica.
Roma consolidò il proprio controllo sulla Provenza nel corso del II secolo a.C.; dopo la fondazione di Narbo Martius nel 118 a.C., Arelate venne progressivamente integrata nella provincia romana. Nel 104 a.C. Gaio Mario fece realizzare le Fossae Marianae, un canale destinato a facilitare la navigazione tra il Rodano e il golfo di Fos.
Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo, Arles si schierò dalla parte di Cesare contro Massalia e fornì rapidamente dodici navi alla sua flotta.Gaio Giulio Cesare, De bello civili, I, 36; II, 5. Dopo la sconfitta di Massalia, nel 46 o 45 a.C. Cesare elevò Arelate al rango di colonia romana, insediandovi veterani della VI legione; la colonia assunse il nome di Colonia Iulia Paterna Arelate Sextanorum.; ; CIL XII, 689 (p 818); ; CIL XII, 696 (p 818); ; ; ; ; ; ; La città conobbe quindi un'importante fase di monumentalizzazione e di sviluppo del porto fluviale, favorita dalla posizione all'incrocio tra le rotte mediterranee e la navigazione sul Rodano. Il foro e il teatro risalgono all'età augustea, mentre l'anfiteatro fu edificato verso la fine del I secolo d.C.
Nel IV secolo Arles conobbe una nuova fase di particolare importanza politica e monumentale. Fu frequentata dalla corte di Costantino I e nel 314 ospitò il concilio di Arles. Durante l'età costantiniana la zecca cittadina assunse un ruolo imperiale; nelle fonti numismatiche la città compare anche con le denominazioni di Constantina e, successivamente, Constantia.
Tra la fine del IV e l'inizio del V secolo Arles divenne sede della prefettura del pretorio delle Gallie, precedentemente stabilita a Treviri. La data esatta del trasferimento è oggetto di discussione storiografica: è certo tuttavia che una costituzione dell'imperatore Onorio del 17 aprile 418 attesti ad Arles la presenza del prefetto e stabilisca nella città la riunione del concilium delle Sette Province.
Parallelamente crebbe il ruolo ecclesiastico della città. Nel 417 Papa Zosimo attribuì al vescovo Patroclo ampie prerogative sulle province ecclesiastiche della Gallia meridionale e lo pose in una posizione privilegiata nei rapporti tra l'episcopato gallico e Roma; tali prerogative furono tuttavia successivamente ridimensionate. L'UNESCO considera l'Arles dei secoli IV-VI una delle principali capitali politiche e religiose della tarda antichità in Gallia.
Alla fine del V secolo Arles passò sotto il controllo dei Visigoti. Dopo la sconfitta visigota di Vouillé del 507, la città fu assediata dai Franchi e dai Burgundi, ma venne liberata dagli Ostrogoti, che la governarono fino al 536, quando la Provenza fu ceduta ai Franchi. In questo periodo la città conservò un'importante funzione ecclesiastica, legata in particolare all'episcopato di Cesario di Arles.
Medioevo Nel corso dell'alto Medioevo Arles mantenne una funzione regionale rilevante, pur risentendo dell'instabilità politica che interessò la Provenza. La città subì incursioni musulmane provenienti dal Mediterraneo; una devastazione di Arles da parte dei Saraceni è documentata nell'842.
Nel quadro della dissoluzione dell'Impero carolingio, la Provenza entrò a far parte di diverse formazioni politiche. Intorno al 933 Rodolfo II di Borgogna riunì i domini della Borgogna transgiurana con la Provenza e il Viennois, dando origine al regno borgognone che sarebbe stato successivamente noto anche come Regno di Arles. Alla morte di Rodolfo III di Borgogna nel 1032 il regno passò all'imperatore Corrado II il Salico, entrando nella sfera del Sacro Romano Impero, anche se il controllo imperiale sul territorio rimase spesso prevalentemente nominale.
Tra XI e XII secolo Arles conobbe una nuova fase di sviluppo urbano e monumentale. Nel corso del XII secolo si affermarono istituzioni comunali rette da consoli; mentre il potere cittadino era conteso fra l'arcivescovo, le grandi famiglie locali e i conti di Provenza. Nel 1178 l'imperatore Federico Barbarossa fu incoronato re di Arles nella cattedrale di Saint-Trophime, riaffermando simbolicamente i diritti imperiali sul regno.
Nel XIII secolo le lotte interne e il rafforzamento del potere comitale ridussero progressivamente l'autonomia comunale. Nel 1239 l'arcivescovo rinunciò a parte dei propri diritti temporali sulla città a favore del conte di Provenza, consolidando la progressiva integrazione di Arles nell'ordinamento provenzale.
Nel tardo Medioevo la città seguì le vicende della Contea di Provenza. Alla morte senza discendenti diretti di Carlo III di Provenza l'11 dicembre 1481, la Provenza passò per testamento a Luigi XI di Francia. Gli Stati di Provenza riconobbero il sovrano francese come conte nel gennaio 1482; l'unione definitiva del territorio alla Corona fu successivamente richiesta dagli stessi Stati e formalizzata sotto Carlo VIII tra il 1486 e il 1487, pur con il mantenimento di specifiche istituzioni e privilegi provenzali.
Età moderna Il passaggio sotto la monarchia francese inserì Arles nel progressivo processo di accentramento amministrativo del regno. L'ordinanza di Villers-Cotterêts del 1539 impose l'impiego del francese negli atti giudiziari e amministrativi in sostituzione del latino; il provenzale continuò tuttavia a essere largamente utilizzato nella comunicazione quotidiana.