Fasano (AFI: ; Fasciâne, pron. [faˈʃɜnə] in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brindisi in Puglia.
Situata al centro di un ideale triangolo che ha per vertici le città di Bari, Brindisi e Taranto, distanti da Fasano circa 50 km, la città segna il confine fra il Salento e la Terra di Bari. Il suo territorio comprende varie frazioni, estendendosi per sulla costa del Mare Adriatico e inoltrandosi nella Valle d'Itria. Il comune, insieme con la vicina Cisternino, fu aggregato alla nuova provincia nel 1927; nel 1955 fu presentata alla Camera da parte della deputata Maria Chieco Bianchi una proposta di legge per riportare la città nel territorio barese.
Geografia fisica Territorio Fasano è il comune più popoloso della provincia di Brindisi, dopo il capoluogo. Confina a nord con il comune di Monopoli, a sud con i comuni di Ostuni e Cisternino, a est con il mare Adriatico, a ovest con i comuni di Locorotondo e Alberobello. Distante circa dal mare, il territorio comunale risulta compreso tra la costa Adriatica (0 mslm) e il promontorio collinare della Murgia dei Trulli con la Selva di Fasano (oltre 400 mslm), dove sono presenti alberi ad alto fusto (querce, roverelle, pini) e arbusti della macchia mediterranea. La pianura invece è destinata alla coltivazione di ortaggi e alberi di ulivo secolari. La costa, nella zona di Savelletri, è principalmente costituita da basse scogliere con calette di sabbia. La zona di Torre Canne presenta dune costiere, lidi e zone umide con caratteristica macchia mediterranea (conservata dal Parco naturale regionale Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo).
La popolazione è distribuita per poco più del 60% in città; la restante parte risiede nelle diverse frazioni, in particolare le più popolose Pezze di Greco e Montalbano, e nelle contrade.
Clima
Fasano è caratterizzata da un clima mediterraneo con inverni non molto freddi ed estati calde, lunghe e spesso umide.
La costa, grazie all'azione mitigatrice dell'Adriatico, presenta un clima con scarse escursioni termiche stagionali.
Nell'entroterra le temperature sono simili alla zona costiera, ma il clima è decisamente meno umido.
Sulle colline le temperature sono mediamente più basse, e gli sbalzi termici più frequenti.
Le precipitazioni medie annue raggiungono i 720 mm, risultando concentrate nei mesi invernali e tuttavia caratterizzate da un regime estremamente variabile. Rare le nevicate.
Origini del nome L'etimologia di Fasano risale probabilmente a un nome personale latino Fadius, con il suffisso prediale -ānus. Dallo sviluppo normale per l'area -di- > -i- deriva la forma storica Faiano (o Fayano). La variante dialettale a cui si appoggia la forma italiana ufficiale Fasano sarebbe il successivo passaggio da -i- a -š-. Tenendo in considerazione Fayano risulta che il latino phasianus ‘fagiano’ non può essere alla base del toponimo, così come è improbabile un prediale Fascianus.
Un'etimologia popolare collega il nome della città al faso, nome locale del colombaccio () che si abbeverava alle rive di laghetti oggi scomparsi, formatisi dal confluire delle acque piovane nella zona delle cosiddette "Fogge". In carte e planimetrie storiche, oltre a Fasano, si trovano anche i toponimi, Fajano, Faxano, Fasciano, Fagiano, Fachano, Fayano, Fasianius, Phasianius e Fogianus. Il faso viene raffigurato sullo stemma civico.
Storia
Fasano deriva dal Casale di Santa Maria di Fajano (Sancta Maria de Fajano), fondato nel 1088 da una parte della popolazione che aveva abbandonato le rovine di Egnazia, uno dei centri più importanti posti sull'antica via Traiana con il suo importante porto. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città di Egnazia venne progressivamente abbandonata. Gli emigranti ripararono in piccoli villaggi rupestri, fondando diversi casali in tutto il territorio fasanese e monopolitano. Nel frattempo Egnazia veniva ripetutamente saccheggiata dai vari invasori che si avvicendarono in Puglia.
Prima possedimento dell'Abbazia di S. Stefano Protomartire di Monopoli, nel XIV secolo diventa feudo del Sovrano Ordine Gerosolomitano di San Giovanni, poi Cavalieri di Malta.
Il 2 giugno 1678 i fasanesi vivono la memorabile vittoria contro i Turchi. Si narra che in cielo apparve la Madonna a guidare l'opposizione dei fasanesi contro i pirati turchi, sbarcati di notte con l'intento di saccheggiare la città. Il momento di gloria, da quel giorno, ogni anno, viene ricordato con La Scamiciata, in occasione della Festa dei santi Patroni: San Giovanni Battista e Santa Maria di Pozzo Faceto.
Il culto della Madonna di Pozzo Faceto è legato a una leggenda: si narra che dei contadini, mentre scavavano un pozzo nei pressi di una lama, abbiano ritrovato miracolosamente l'immagine della Madonna dipinta su una pietra. Nei pressi di una prima cappella mariana, sorse il Casale di "Puteo Faceto". Con la sua distruzione nel XVI secolo, gli abitanti si trasferirono nel centro abitato di Fasano portando con loro il culto di Maria Santissima di Pozzo Faceto. Nella seconda metà del XVIII secolo, la Vergine di Pozzo Faceto viene proclamata Protettrice di Fasano. In suo onore venne realizzata la statua, in pietra policroma, che oggi è inserita entro una nicchia di palazzo Gaito, in Piazza Ciaia; questo a simboleggiare la sua protezione sul territorio. Nella seconda metà del Settecento Fasano, in seguito all'aumento demografico, risulta avere circa 7.000 abitanti.
Nel 1799, la città fu scenario degli scontri sull'eco della Rivoluzione partenopea, dove il concittadino Ignazio Ciaia, poeta e martire, per pochi mesi presidente, resse le sorti della Repubblica Napoletana a Napoli.
Durante il ventennio fascista, Fasano conobbe un notevole sviluppo urbanistico e infrastrutturale: furono costruiti molti importanti edifici come la scuola elementare I Circolo "Collodi" e la villa comunale e fu ristrutturata e trasformata la sede del municipio. Nel 1927 fu istituita la provincia di Brindisi, ricavata dalla parte meridionale dell'allora provincia di Bari, della quale faceva parte Fasano, e dalla parte settentrionale della provincia di Lecce. Sempre durante il periodo del Fascismo fu tolta la croce dei Cavalieri di Malta dallo stemma comunale, per essere poi ripristinato con l'avvento della Repubblica.
Durante gli anni sessanta e settanta Fasano conobbe un altro importante sviluppo urbanistico che ne fanno oggi un centro turistico di notevole importanza.
Il 10 novembre 2023 il Governo italiano ha annunciato la decisione di aver designato Fasano quale sede del G7 del 2024, tenutosi in un resort nella frazione di Savelletri dal 13 al 15 giugno..
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 2 gennaio 1936. Stemma
La Croce di Malta perché Fasano per diversi secoli fu la sede dell'illustre Baliaggio del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta. Solitamente, in altri stemmi è posta al capo dello scudo, mentre in quello di Fasano è accollata direttamente allo scudo, in quanto non si tratta di uno stemma di concessione, ma rappresenta il simbolo dell'indipendenza e del coraggio dell'Università di Fasano, lungo i secoli. Fu rimossa per obbedienza al ventennio fascista, per poi essere ripristinata dal sindaco Maria Chieco Bianchi. I tre colli simboleggiano la proprietà delle colline che fanno corona alla pianura nella quale è immersa la città, sono raffigurati al naturale e non a pilastrini come è proprio dell'araldica italiana. L'uccello per molto tempo è stata l'unica figura rappresentata. Per alcuni è un faso o colombaccio, per altri invece è un fagiano femmina, come raffigurato nello stemma riportato su alcuni atti antichi di Carlo V. Il collare dell'uccello, o meglio corona, rappresenta il premio al merito civile e al valor militare dei cittadini di Fasano. La stella d'oro metallica, a cinque raggi è segno augurale di un futuro luminoso. La cinta, infine, nella sua forma singolarmente ovale dice espressamente che lo stemma è irregolare e contrario alle regole del blasone.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di Santa Maria della Grazia Chiesa matrice di San Giovanni Battista Chiesa delle Anime del Purgatorio Chiesa di Sant'Antonio Abate Chiesa di San Nicola Chiesa di San Francesco da Paola a Fasano Chiesa di Maria santissima del Rosario Chiesa di San Giuseppe Chiesa di Santa Maria Assunta Chiesa di San Francesco di Assisi Chiesa Sacro Cuore di Gesù a Torre Canne Chiesa San Francesco da Paola a Savelletri Chiesa Santa Maria della Salette Chiesetta Madonna del Carmelo e Trullo del Signore a Selva di Fasano
Architetture civili Il centro storico
In dialetto chiamato U'mbracchie, parola derivante dal latino umbraculum che significa ombra. Infatti le sue strette viuzze in calce bianca, tipiche dei centri del sud, non permettono al sole di picchiare garantendo così il fresco per la maggior parte della giornata. Anche le chiese contribuiscono alla scenografia: la piccolissima cappella di Santa Maria della Grazia, la chiesa matrice di epoca tardo-rinascimentale dedicata a San Giovanni Battista, le chiese di San Nicola, SS.Maria del Rosario, SS.Maria Assunta, Anime del Purgatorio, Sant'Antonio Abate, con il suo antico chiostro francescano, San Francesco d'Assisi e San Francesco da Paola. Fiore all'occhiello del centro sono la bianca piazza Ciaia con i due corsi principali rivestiti in chianca locale, l'orologio e i sontuosi palazzi, vere ricchezze architettoniche, l'arco del Balì, i portici delle Teresiane (antico convento del XVII secolo di carmelitane di S. Maria Maddalena de' Pazzi adiacente alla chiesa SS.Maria del Rosario diventato oggi una suggestiva galleria commerciale e luogo di ritrovo per tutti i giovani e i meno giovani) e il palazzo del Balì (attualmente sede del municipio) alle cui spalle si apre una piccola piazzetta chiamata Piazza Mercato Vecchio, un tempo occupata da abitazioni e che alla fine del XIX secolo vennero abbattute creando un piccolo giardino nel cuore del centro storico. Adibita a parcheggio dagli anni Ottanta del XX secolo, nel settembre 2023 è stata restituita alla pubblica fruizione dopo una ristrutturazione che l'ha riportata all'aspetto ottocentesco, pedonalizzandola completamente. Dalle viuzze del centro storico, inoltre, si può giungere al torrione delle Fogge, unico torrione superstite dell'antica cinta muraria, che nel '600 circondava la Vecchia Terra.
Parco della Rimembranza Polmone verde della città è il Parco della Rimembranza, dedicato al ricordo dei 251 soldati fasanesi che persero la vita durante la Grande Guerra, ai quali sono dedicati il Monumento ai Caduti posto al centro del parco e i pini attorno al monumento.
Anticamente chiamate fogge (dal latino fovea) oppure piscine, erano cisterne pubbliche molto profonde e vaste in cui si raccoglieva l'acqua piovana trasportata dai torrenti che scendevano dalle colline.
Nel XIX secolo le fogge vennero coperte poiché ormai zona malarica e l'area divenne una grande zona verde. Negli anni '10 del XX secolo cominciarono i lavori per la costruzione della scuola elementare Collodi che terminarono nel 1927. Ogni 4 novembre vi viene celebrata la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate in ricordo della vittoria della Prima Guerra Mondiale e rendere omaggio al Milite Ignoto.
Il Minareto
Realizzato presso la Selva di Fasano nel 1912 da Damaso Bianchi, pittore e nobiluomo fasanese, con la manodopera giunta per l'impresa dall'Africa, molto probabilmente dalla Tunisia, come pure gran parte dei materiali usati.