L'Ordine cistercense (in latino Ordo cisterciensis, sigla O.Cist.) è un ordine monastico di diritto pontificio. Ebbe origine dall'abbazia di Cîteaux (in latino Cistercium), in Borgogna, fondata da Roberto di Molesme nel 1098. Sorse all'interno della congregazione cluniacense, dal desiderio di maggiore austerità di alcuni monaci e da quello di ritornare alla stretta osservanza della regola di san Benedetto e al lavoro manuale.G. Piccinni, op. cit., p. 215. L'ordine è organizzato in monasteri autonomi riuniti in congregazioni monastiche, ciascuna delle quali dotata di costituzioni proprie,L.J. Lekai, DIP, vol. II (1975), col. 1063. ed è retto da un abate generale residente a Roma.Ann. Pont. 2010, p. 1430.
Storia
Le origini L'esatta ricostruzione delle vicende storiche che hanno portato alla nascita dell'ordine cistercense è alquanto difficoltosa, sia per la scarsità e l'incerta datazione dei documenti sia per il fatto che la sua origine non è tanto ricollegabile all'intuizione di un singolo fondatore quanto alla ricerca progressiva, condotta da un gruppo di monaci, di una nuova forma di vita religiosa.
L'abbazia madre di Cîteaux venne fondata da Roberto, esponente di una nobile famiglia della Champagne e già priore di numerosi monasteri benedettini:G. Battista, BSS, vol. XI (1968), coll. 238-245. dopo un'esperienza eremitica condotta nella foresta di Collan, nel 1075 fondò un monastero benedettino riformato a Molesme, in Borgogna, e ne venne eletto abate. Poiché, nonostante le sue intenzioni, il monastero divenne una ricca abbazia, con alle dipendenze una trentina di priorati, Roberto, deciso a mettere in pratica una stretta osservanza della regola di san Benedetto, raccolse ventuno membri della comunità e il 21 marzo 1098,La data di fondazione dell'abbazia probabilmente è simbolica, coincidendo con quella della festa di san Benedetto e, nell'anno 1098, anche con la domenica delle Palme (cfr. J. Marillier, op. cit., pp. 23-24). con l'approvazione del legato pontificio Ugo di Romans e sotto la protezione del duca Oddone I di Borgogna, diede inizio a una nuova comunità monastica a Cîteaux (in latino Cistercium),L'etimologia del toponimo è discussa: Cistercium potrebbe essere messo in relazione con la parola latina cisterna (terreno paludoso) o con il francese cistel (giunco delle paludi), e potrebbe alludere alla natura acquitrinosa del posto (cfr. J. Marlier, op. cit., pp. 23-26); il toponimo potrebbe anche essere ricollegato al fatto che il sito si trovava da questo lato della terza pietra miliare (in latino cis tertium lapidem militarium) dell'antica strada che da Langres conduceva a Chalon-sur-Saône (cfr. T.N. Kinder, op. cit., p. 17). nei pressi di Digione, dove il visconte Rainaldo di Beaune gli aveva donato una chiesa e dei terreni.
Per sottolineare la loro intenzione di condurre un più austero stile di vita nel novum monasterium, i monaci della comunità rinnovarono i loro voti nelle mani di Roberto. Nell'estate del 1099 papa Urbano II ordinò a Roberto di tornare nell'abbazia di MolesmeA causa del suo rapido ritorno a Molesmes, è solo a partire dall'anno della canonizzazione di Roberto (1222) che egli viene ritenuto fondatore dell'ordine: fino ad allora era Alberico a essere considerato il primo abate (cfr. J.-A. Lefèvre, op. cit., p. 82). e i monaci di Cîteaux elessero come suo successore Alberico,B. Bendini, BSS, vol. I (1961), coll. 668-670. il quale riuscì a ottenere da papa Pasquale II l'approvazione per il suo monastero e, con il Privilegium romanum del 19 ottobre 1100, la sua libertà da intromissioni di autorità ecclesiastiche o secolari. Ad Alberico succedette l'inglese Stefano Harding, che dopo essersi formato presso l'abbazia di Sherborne e poi a Parigi e a Roma e dopo aver conosciuto la vita monastica così come condotta a Cluny, Camaldoli e Vallombrosa, era entrato tra i monaci di Molesme e aveva poi aderito al gruppo riformato di Cîteaux.C. Stercal, op. cit., pp. 6-35. Sotto il suo governo, la vita religiosa fiorì e la situazione economica dell'abbazia migliorò significativamente.
Nella primavera del 1112 entrò nella comunità il nobile Bernardo di Fontaines, che portò con sé trenta suoi compagni.P. Zerbi, BSS, vol. III (1963), coll. 1-37. Il crescente afflusso di persone desiderose di far parte della comunità rese necessaria la fondazione di monasteri filiali: il primo sorse a La Ferté nel 1113, nel 1114 ne venne fondato uno a Pontigny, poi uno a Morimond e nel 1115 dodici monaci guidati da Bernardo diedero vita al monastero di Clairvaux (o Chiaravalle), del quale Bernardo fu il primo abate. Le quattro abbazie così fondate sono chiamate abbazie primigenie.
Pur avendo ricoperto solo la carica di abate del monastero di Clairvaux, Bernardo diede il contributo fondamentale alla diffusione dell'ordine in tutta Europa e al consolidamento del suo assetto organizzativo. Monasteri affiliati a Cîteaux sorsero presto anche al di fuori dei confini francesi (nel 1120 a Tiglieto, in Liguria, nel 1123 a Kamp, in Renania, nel 1124 a Lucedio, in Piemonte), ma il massimo sviluppo dell'ordine si ebbe tra il 1124 e il 1151 (i monasteri dipendenti da Cîteaux divennero 160, diffusi anche in Spagna, Svezia, Svizzera e isole britanniche).
Due papi provennero dall'Ordine cistercense: Eugenio IIIIstituto della Enciclopedia Italiana, I Papi (3 voll.), 2014, ISBN 978-88-12-00521-5. vol. II, p. 279. e Benedetto XII.Istituto della Enciclopedia Italiana, I Papi (3 voll.), 2014, ISBN 978-88-12-00521-5. vol. II, p. 524.
Il governo dell'ordine
I fondamenti della struttura giuridica del monachesimo cistercense sono esposti nella Charta caritatis, redatta sotto l'abate Stefano Harding, e più volte modificata. Tra il 1152 e il 1165 la Charta caritatis ricevette almeno cinque approvazioni pontificie mediante cinque bolle aventi tutte il medesimo titolo (Sacrosanta Romana Ecclesia): la prima, di papa Eugenio III, venne promulgata il 1º agosto 1152; la seconda, di papa Anastasio IV, promulgata il 9 dicembre 1153; la terza, di papa Adriano IV, del 18 febbraio 1157; la quarta e la quinta, entrambe di papa Alessandro III, promulgate rispettivamente il 15 ottobre 1163 e il 5 ottobre 1165.C. Stercal e M. Fioroni (curr.), Le origini cisterciensi. Documenti, p. 274.
In contrapposizione al tradizionale modello organizzativo benedettino, che prevedeva la totale autonomia di ogni monastero rispetto agli altri e la dipendenza dall'autorità vescovile, e a quello rigidamente centralizzato di Cluny, governato dall'abate di Cluny rappresentato in ogni monastero da un priore da lui confermato, i cistercensi crearono un sistema di abbazie autonome, legate tra loro da legami di fratellanza, sotto il controllo del capitolo generale al quale partecipavano tutti gli abati.G. Piccinni, op. cit., p. 217.
Fatta salva la piena autonomia di ogni monastero, per garantire che in ogni casa dell'ordine venissero rispettate la legislazione e le consuetudini cistercensi, ogni abbazia doveva essere visitata annualmente dall'abate dell'abbazia-madre (quella da cui erano provenuti i monaci che l'avevano fondata);L.J. Lekai, DIP, vol. II, coll. 1059-1060 ogni monastero poteva assurgere al rango di abbazia madre fondando filiali, nei confronti delle quali veniva a possedere i diritti di sorveglianza.M. Weitlauff, in G. Schwaiger, op. cit., p. 142. L'abbazia madre di Cîteaux veniva visitata congiuntamente dai quattro "protoabati" (gli abati delle prime quattro fondazioni di Cîteaux: La Ferté, Pontigny, Clairvaux e Morimond).
Al vertice della struttura organizzativa dell'ordine cistercense era posto il capitolo generale, l'assemblea generale di tutti gli abati che si riuniva ogni anno a Cîteaux sotto la presidenza del suo abate: le decisioni del capitolo avevano carattere vincolante anche per l'abate di Cîteaux e i protoabati. Tale sistema entrò in crisi proprio a causa del grande sviluppo dell'ordine: la diffusione dei cistercensi in tutta Europa, il grande numero delle abbazie e le distanze, per l'epoca, enormi tra le abbazie-madri e le abbazie-figlie resero sempre più difficili la partecipazione di tutti gli abati al capitolo generale annuale e la visita canonica. Nel 1422 il capitolo generale istituì i vicari generali con il compito di visitare i monasteri di una certa provincia, ma non si trattò di una soluzione efficace.
Lo sviluppo dell'ordine
L'ordine ebbe un ruolo primario nelle crociate, alle quali presero parte anche monaci e abati con compiti diplomatici e di assistenza spirituale: la predicazione della seconda crociata venne affidata dal cistercense papa Eugenio III a Bernardo di Chiaravalle, che la sostenne eloquentemente a Vézelay e a Spira; l'uccisione del vescovo cistercense Pietro di Castelnau, legato papale mandato da papa Innocenzo III a predicare contro i catari, segnò l'inizio della crociata albigese.L.J. Lekai, DIP, vol. II, col. 1060.
Importante fu anche il ruolo dei cistercensi nell'organizzazione degli ordini cavallereschi: Bernardo contribuì alla redazione della regola dei Templari e nel 1135 dedicò loro il trattato De laudibus novae militiae.L.J. Lekai, DIP, vol. II, col. 1061.
Le fonti antiche descrivono Cîteaux come un locum horroris et vastae solitudinis (luogo di orrore e grande solitudine)Exordium Cistercii, in C. Stercal e M. Fioroni (curr.), Le origini cisterciensi. Documenti, pp. 24-25. e, sul modello della primitiva abbazia, tutte le nuove fondazioni cistercensi dovevano programmaticamente insediarsi in luoghi isolati. Anche per questo il loro nome è stato sempre associato al progresso nella bonifica e nel dissodamento di territori inospitali e incolti.G. Piccinni, op. cit., p. 217. Secondo la storiografia più recente, invece, l'accento posto nei primi documenti sul presunto isolamento di Cîteaux fu soprattutto un artificio retorico escogitato dall'ordine in fase di consolidamento, ma anche un'operazione ideologica volta a creare una tradizione che desse lustro al Novum monasterium.R. Comba, Identità cistercense delle origini nel primo quarto del XII secolo, in AA.VV., L'abbazia di Lucedio... (op. cit.), pp. 7-21.
Per la fondazione di nuovi monasteri, quindi, non si sceglievano sempre luoghi deserti e incolti: le nuove abbazie venivano generalmente fondate in luoghi ricchi d'acqua e in bella posizione (i nomi dati a essi, come Beaulieu, Vauluisant, Clairvaux o Aiguevives, riflettevano tali caratteristiche). Erano i cistercensi a dare a questi luoghi un carattere di solitudine, acquistando i terreni circostanti e i diritti a essi legati.M. Weitlauff, in G. Schwaiger, op. cit., p. 146.
Pur emettendo voto di povertà, i cistercensi non misero mai in discussione il possesso di terre o denaro (in capo all'abbazia quale soggetto di diritto pontificio e non alla disponibilità dei singoli): anzi, nel capitolo generale del 1134 si permise espressamente la possibilità di acquistare terre, vigne, pascoli, boschi e corsi d'acqua. Solo grazie a questi beni i monaci sarebbero stati in grado di provvedere a sé stessi con il loro lavoro, come prescritto dalla regola di san Benedetto, e si sarebbero garantiti la libertà necessaria per realizzare la forma di vita monastica.M. Weitlauff, in G. Schwaiger, op. cit., p. 144.