Composizione VII (Композиция VII o Zu Komposition 7). è un olio su tela del 1913, realizzato dal pittore russo Vasilij Vasil'evič Kandinskij e conservato nella Galleria Tret'jakov di Mosca.
Prodotto centrale del pittore russo nel periodo 1910-1915, essa è considerata l'opera che certificò la raggiunta maturità creativa da parte di Kandinskij,. rappresentando anche l'apice della sua energia creativa... È considerato il più rappresentativo tra i lavori completati durante l'anno del successo internazionale dell'artista, simboleggiando il punto di emancipazione definitivo dell'Astrattismo..
Opera più grande mai realizzata dall'artista per dimensione,. facente parte della serie denominata Composizioni, rappresenta un'allegoria dell'Apocalisse, di cui riprende il tema e lo propone in una versione astratta, trasfigurata dalla realtà in una forma composta da sole linee e colori.
Storia
Composizione VII si configura come un'opera di formato monumentale, la cui genesi fu segnata da una complessità e una durata tali da impegnare Kandinskij per gran parte del 1913.. Di tale processo creativo si conservano più di trenta disegni,. tra numerosi acquerelli, disegni e schizzi (da piccoli abbozzi a matita a disegni a penna), oltre a sei studi a olio di dimensioni maggiori, anche superiori al metro. Tra questi, sono presenti anche quindici varianti di argomenti simili.. I disegni preparatori vengono solitamente distinti quindi in questi tre gruppi (in base alla loro tecnica di realizzazione), anche se il loro esatto ordine cronologico è difficile da stabilire con certezza. Il processo di creazione dell'opera per Kandinskij non fu mai lineare; non vi è alcuna prova o certezza riguardo a cosa condussero i risultati della varie prove e studi che l'artista affrontò nella sua preparazione prima di affrontare l'opera definitiva. Egli sembra concentrarsi maggiormente su alcuni studi e tralasciare altri, oltre a scartare e riprendere numerose volte diversi motivi allo stesso tempo. Secondo Ada Masoero, nonostante il gran numero di bozze preparative. (di cui alcune considerabili veri e propri quadri a sé stanti), il processo creativo era già compiuto nella mente dell'artista.
L'artista realizzò la maggior parte di essi nell'autunno del 1913, definendo tanto la concezione generale dell'opera quanto l'impianto cromatico e i dettagli. Ciononostante, stando alla testimonianza della pittrice Gabriele Münter, all'epoca compagna dell'artista, grazie alla minuziosa elaborazione della soluzione plastica del dipinto, la stesura finale dell'opera richiese solamente tre giorni e mezzo,. dal 25 al 28 novembre 1913. Il progetto di pittura venne immortalato in diverse fotografie dalla stessa Münter.. Il dipinto si inserisce all'interno di un ristretto corpus di dieci Composizioni realizzate dall'artista: le prime sette furono eseguite a Monaco tra il gennaio del 1910 e il novembre del 1913, l'ottava, la Composizione VIII, nel 1923 presso il Bauhaus di Weimar, mentre Composizione IX e Composizione X videro la luce a Parigi, rispettivamente nel 1936 e nel 1939. Sfortunatamente, le prime tre Composizioni, risalenti al 1910 e appartenenti a collezioni private tedesche, andarono distrutte durante il Secondo conflitto mondiale, lasciando ai posteri soltanto testimonianze fotografiche in bianco e nero e alcuni schizzi preparatori.
Il concetto medesimo di "composizione" rappresentava per Kandinskij la forma più elevata e complessa dell'opera d'arte. Nell'elaborare la Composizione VII, l'artista non inventò né progettò le forme, limitandosi a dirigere e rettificare ciò che affiorava nella sua immaginazione:
Fonti di ispirazione
Composizione VII intrattiene profondi legami con le due opere precedenti: la Composizione V, ultimata il 17 novembre 1911, e la Composizione VI, terminata il 5 marzo 1913.. Tali affinità non riguardano meramente la tecnica, bensì, e soprattutto, la tematica trattata. Nonostante l'apparenza marcatamente astratta, le tre tele condividono, come indicato dallo stesso autore, un sostrato religioso: se la Composizione V evoca la Resurrezione e la Composizione VI il Diluvio universale, il tema generale della Composizione VII è identificabile nel Giudizio universale. Lo si può intuire anche da similitudini riscontrabili con un'opera precedente del pittore, ovvero il Giudizio finale del 1912. Nonostante alcuni particolari di questo altro olio su tela, come la tromba in alto a destra o la figura nera allungata poco sotto, non siano riscontrabili nella Composizione VII, sono presenti altri piccoli elementi di continuità, sia nella composizione che nel tema e nell'iconografia, che rendono molto simili le due opere.. Secondo Kandinskij, un'iconografia velata avrebbe arricchito «l'arsenale dei mezzi espressivi», costringendolo di conseguenza ad affrontare il quesito su quale genere di immagini rispecchiasse più fedelmente la sua concezione dello spirituale e di quella lotta tra le forze del bene e del male che, a suo avviso, caratterizzava la sua epoca..
A preludere alla genesi della Composizione VII si può annoverare un intero nucleo di opere precedenti (figurative) di Kandinskij, accomunate dal tema dell'Apocalisse. I loro echi appena percettibili, che rievocano angeli trombettieri, un cavaliere e il carro di fuoco del profeta Elia, generano nella Composizione VII la sensazione di una trasmutazione della materia che si compie sotto lo sguardo dello spettatore.. Il tema dell'Apocalisse è contestualizzabile al periodo storico in cui quest'opera è stata realizzata: nell'Impero tedesco del 1913 (dove Kandinskij risiedeva all'epoca) i sentimenti nazionalistici e le previsioni di un'imminiente guerra che avrebbe convolto le maggiori potenze europee dava adito al presagio di una vera resa dei conti finale.. Perciò egli integrò nella sua opera raffigurazioni popolari o folcloriche dei grandi miti cristiani, come presentate appunto, nell'Apocalisse di Giovanni evangelista e nel Giudizio universale..Tra le possibili altre fonti d'ispirazione per la realizzazione della tela si annoverano le stampe russe lubki, diventate sempre più popolari nell'arte russa fin dal XVII secolo,. e un'opera meno nota, Giudizio Universale (1836-1839) di Peter von Cornelius, un imponente affresco situato sopra l'altare della chiesa di San Ludovico a Monaco e certamente ben noto a Kandinskij.. Alcuni motivi richiamano anche le incisioni presenti in alcune versioni in lingua tedesca della Bibbia, in particolare in quelle databili al XV secolo. Da queste fonti eterogenee, il pittore russo mutuò i principali elementi formali della Composizione VII, quali il grande ovale delineato in verde e nero e il rettangolo nero irregolare posto al centro. Oltre alle varie opere artistiche figurative, ad averlo influenzato potrebbe essere anche stato il pensiero simbolista dell'epoca, di cui sappiamo che il pittore conoscesse molte opere sia francesi che russe.. Infine, il quadro è stato ricollegato più volte a varie opere degli artisti appartenenti alla corrente della Jugendstil, i quali credevano che la linea e il colore fossero di per sé evocativi di un certo stato mentale. Infatti, Kandinskij conosceva molto bene il designer Peter Behrens, di cui alcune opere risultavano sì molto evocative, ma anche sostalnzialmente piatte e bidimensionali, senza dare allo spettatore alcuna chiave di lettura al primo impatto..
Primo acquerello astratto In relazione alla Composizione VII, è sorta una controversia riguardante il Primo acquerello astratto, considerata la prima opera astratta sia dell'artista che in generale, firmata e datata "1910" dall'autore. Nonostante l'artista stesso avesse dichiarato che la sua prima opera astratta risalisse al 1911, diversi storici dell'arte sono giunti alla conclusione che il Primo acquerello astratto sia stato retrodatato: secondo la loro ricostruzione, risalirebbe al 1913 e costituirebbe uno schizzo per la Composizione VII. Tale ipotesi si fonda prevalentemente su analisi stilistiche, le quali evidenziano come nessuna delle opere realizzate da Kandinskij nel 1910 presenti un analogo livello di astrazione. Inoltre, si possono intravadere alcune somiglianze lampanti nel confronto tra le due opere che avvalorano questa tesi. Per contro, la testimonianza di Nina Kandinskij, vedova del pittore, sostiene la datazione al 1910. Il Centro Pompidou, che acquisì l'opera tramite donazione di Nina Kandinskij nel 1976, mantiene una posizione prudente indicando la data "1910 o 1913". Magdalena Dabrowski (curatrice museale presso il Museum of Modern Art di New York) invece non esita ad attribuire l'opera al 1913, rubricandola nel proprio catalogo con il titolo alternativo Untitled (Study for Composition VII)..
Presentazione al pubblico
La tela venne presentata per la prima volta al pubblico al Museo d'arte a Odessa nel 1914, insieme ad altre sessanta opere dell'autore, tra cui Dipinto con un cerchio, Dipinto con linee bianche e Improvvisazione 34. La mostra ottiene pareri favorevoli sia da parte del pubblico che della critica. Ormai il movimento astrattista è conosciuto e affermato a livello europeo, tanto che lo stesso Kandinskij decise di prendere una pausa dagli incontri con altri pittori della sua corrente, preferendo anche lasciare Monaco per passare quasi un anno sabbatico tra Merano in Italia, Mosca e Murnau e dedicarsi nuovamente solo alla pittura.. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, Kandinskij farà rientro in Russia, riuscendo a recuperare e salvare i suoi quadri ancora esposti a Odessa tra il 12 e il 20 dicembre, mentre la città stava venendo bombardata dalla Marina ottomana.. Nella capitale dell'Impero russo, Kandinskij presenzierà all'inizio dell'aprile 1915 ad una rassegna collettiva (che includeva pochi altri artisti, tra cui Vladimir Vladimirovič Majakovskij) tenutasi presso la Galleria Tret'jakov, presentando proprio la Composizione VII. In quell'occasione, la tela venne acquistata dallo stesso museo e tutt'oggi viene lì custodita..
Descrizione