Durante tutto il periodo dell'antichità classica, scrittori come ErodotoHerodotus Histories , SenofonteXenophon, Memorabilia , Symposium , PlatonePlato,Phaedrus,227a, Ateneo di NaucratiAthenaeus, Deipnosophistae 13:601–606 e molti altri hanno esplorato gli aspetti riguardanti l'amore tra persone dello stesso sesso nell'antica Grecia. La forma più diffusa e socialmente significativa di rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso in terra ellenica consisteva tra uomini adulti e giovani entrati nella pubertà o adolescenti, sistema questo conosciuto comunemente col termine di pederastia; inoltre anche il matrimonio tra uomini e donne nell'antichità era strutturato con la stessa differenza d'età, con uomini sulla trentina che generalmente assumono mogli nei loro primi anni dell'adolescenzaXen. Oec. 7.5.
Anche se i rapporti tra uomini adulti sussistevano, seppur in misura notevolmente minoritaria, con almeno uno dei membri di ciascuna coppia che assumeva un ruolo sessuale passivo, essi contravvenivano alle rigide convenzioni sociali che venivano in tal maniera gravemente disattese. Non è chiaro infine come fossero considerati tali rapporti fra le donne e come venissero veduti nella società in generale, ma esistono in tal senso esempi fin dal tempo della poetessa di Lesbo SaffoOxford Classical Dictionary entry on homosexuality, pp.720–723; entry by David M. Halperin..
Gli antichi greci non concepivano l'orientamento sessuale come un identificatore sociale. La società greca non ha distinto il desiderio o il comportamento sessuale dal sesso di appartenenza dei partecipanti, ma piuttosto per il ruolo che ciascun partecipante giocava all'interno del rapporto e nell'atto sessuale, ovvero se fosse stato dominante o dominato. Questa polarizzazione tra attivo e passivo entrava in corrispondenza con i ruoli sociali dominanti e sottomessi: il ruolo attivo, anche nella penetrazione, è stato associato da sempre con la mascolinità, pertanto appartenente allo status sociale più elevato e all'età adulta, mentre il ruolo passivo è stato assimilato con la femminilità, con lo status sociale più basso e con la primissima gioventù.
Possibili origini iniziatiche della sessualità tra maschi
La forma più comune di relazioni omosessuali tra maschi in Grecia è stata la paiderastia, col significato di amore nei confronti dei ragazzi; era una relazione intrapresa tra un maschio più anziano ed un giovane adolescente e quest'ultimo veniva considerato un "ragazzo" fino a che non gli cresceva la prima barba. L'uomo più anziano si definiva erastès ed era colui in grado di educare, proteggere, amare e fornire un modello di virtù per i suoi eromenos, i cui maggiori valori erano la bellezza e la gioventù.
Le radici della pederastia greca si possono intravedere nel passato tribale della Grecia, precedentemente all'ascesa delle città-stato polis, come unità di organizzazione politica; queste comunità tribali sono state da subito organizzate per fasce d'età: quando giungeva il momento per un ragazzo di abbracciare la fascia d'età degli adulti e di diventare un uomo a tutti gli effetti, avrebbe dovuto lasciare la propria tribù di appartenenza in compagnia di un uomo più anziano per un periodo di tempo che veniva a costituire un rito di passaggio. L'uomo già adulto sarebbe stato tenuto ad educare i giovani nelle vie predisposte dalla vita greca e soprattutto alle responsabilità della vita adulta. Tutto questo s'intravede già ben compiuto nell'arcaica pederastia cretese.
Il rito di passaggio subito dai giovani greci nella preistoria tribale della loro nazione si è, come detto, evoluto nella forma comunemente nota della pederastia greca in seguito all'ascesa delle città-stato. I ragazzi greci non lasciavano i confini della comunità, ma piuttosto si appartavano con uomini più anziani entro i confini stessi della polis; questi uomini, come i loro omologhi in precedenza, svolgevano un ruolo educativo ed istruttivo nella vita dei loro giovani compagni. Allo stesso modo, proprio come in passato, condividevano un rapporto sessuale con i loro ragazzi. Il sesso penetrativo comunque, è bene sottolinearlo, era prevalentemente stato visto come umiliante per il partner passivo e fuori della norma socialmente accettataMartha C. Nussbaum, Sex and Social Justice (Oxford University Press, 1999), pp. 268, 307–308, 335; Gloria Ferrari, Figures of Speech: Men and Maidens in Ancient Greece (University of Chicago Press, 2002), p. 144–5., e si attuava di preferenza quindi il sesso intercrurale (tra le cosce), soprattutto nella pederastia ateniese.K Dover L'omosessualità nella Grecia antica pag96
Un codice sociale assai elaborato governava la meccanica della pederastia greca. Era dovere di un uomo adulto far conoscere in pubblico il ragazzo che aveva colpito la sua fantasia, d'altra parte era visto come socialmente appropriato per il più giovane fare per un certo periodo di tempo il ritroso prima di capitolare ai desideri del suo mentore. Questo periodo di attesa permetteva al ragazzo di garantire che il suo corteggiatore non fosse semplicemente interessato a lui per meri scopi sessuali, ma di intenderne l'aspetto più genuino ed emozionante per lui prima che gli venisse assunto il ruolo di mentore assegnatogli nel paradigma pederastico.
Il limite di età per intraprendere la pederastia in Grecia sembra essere quello dei dodici anni. Intrattenere rapporti sessuali con un bambino di età inferiore era considerato del tutto inadeguato, ma nessuna prova esiste di eventuali sanzioni penali collegati ad un tale tipo di pratica. Tradizionalmente, un rapporto pederastico poteva continuare fino alla crescita diffusa di peli sul corpo del ragazzo, momento in cui cominciava ad essere considerato un uomo adulto anch'egli; pertanto, il limite di età per il membro più giovane di un rapporto pederastico pare essere esteso dai 12 ai 17 anni di età all'incirca.
Gli antichi greci, nel contesto pederastico delle polis, sono stati i primi a descrivere, studiare, sistematizzare e stabilire la pederastia come istituzione sociale ed educativa, prova ne è data dai vari tipi che si erano diffusi. V'era difatti la pederastia spartana, la pederastia tebana e la pederastia ateniese tra le sue forme più importanti. Era un elemento importante nella vita civile, militare, filosofica ed artisticaGolden M. – Slavery and homosexuality in Athens. Phoenix 1984 XXXVIII : 308–324. C'è infine un certo dibattito tra gli studiosi sul fatto che la pederastia fosse diffusa in tutte le classi sociali o invero limitata in gran parte all'aristocrazia.
L'erotismo greco Sembra che i rapporti sessuali con i giovani maschi non potessero sollevare preoccupazioni in una società come quella greca, tranne che nel caso in cui essi fossero visti come alternativi o antitetici rispetto all'eterosessualità. Si poteva benissimo amare uomini e donne indistintamente, in quanto i Greci, nell'amore, cercavano il bello indipendentemente dal sesso di chi amavano.
Quel che destava preoccupazione, semmai, era il lasciarsi andare ai sensi; ma, a priori, con una donna come con un ragazzo, questo era considerato un amore volgare, effettuato solo per soddisfare le pulsioni tramite l'atto sessuale. I Greci definivano infatti virtuoso chi sapeva resistere alle tentazioni, come Socrate con Alcibiade nel Simposio.
Amare i ragazzi era una pratica permessa dalle leggi, nonché celebrata nei riti e dalla letteratura; diventavano oggetto di scherno però i ragazzi che si concedevano troppo facilmente, come anche quelli troppo effeminati; il rapporto tra uomini nell'antica Grecia sollevava comunque problemi morali di grande complessità, specialmente nell'amore perfetto, ovvero quello tra un adulto (attivo) e un giovane (passivo) che non avesse ancora completato la propria formazione; esso era parte dell'educazione (paideia), all'amore in questo specifico caso.
Mentre l'amore tra due giovanissimi era cosa ordinaria, a prescindere dai ruoli, il rapporto tra uomini adulti poteva a volte venire elogiato per la tenacia con cui era mantenuto, ma poteva anche essere fatto oggetto di scherno da alcuni, come fa Aristofane nelle sue commedie, poiché la passività era estremamente malvista in un adulto; questi tipi di rapporto non provocavano comunque grandi dibattiti sulla morale, alimentati solo dai rapporti con grande differenza d'età.
Questi, quando ben eseguiti, erano considerati rapporti d'amore perfetto; ma per ben praticare questo tipo di amore si doveva sottostare a precise e strettissime regole, quasi iniziatiche.Eva Cantarella, Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico, pag. 20. L'amante doveva mostrare il proprio ardore per poi moderarlo, servire l'amato e concedergli regali. L'amato, invece, doveva evitare di concedersi facilmente, ricompensare l'amante per servigi e regali e, soprattutto, concedersi senza superficialità, mettendo alla prova l'amante.
Il rapporto tra adulto e ragazzo è estremamente diverso dai rapporti con le donne.Johnson and Ryan, Sexuality in Greek and Roman Society and Literature, p. 3, based on Attic red-figure pottery; Percy, Pederasty and Pedagogy in Ancient Greece È per prima cosa aperto, nel duplice senso di poter essere svolto ovunque (il rapporto matrimoniale prevedeva invece una separazione dell'uomo dalla donna in sfere d'influenza maschili o femminili) e che il risultato del proprio corteggiamento è imprevedibile, perché il ragazzo ha il pieno diritto di rifiutare le proposte dell'amante; la donna era invece sottoposta alla direzione dell'uomo. Altra problematica era l'età del ragazzo. Alla sua prima barba, non sarebbe più stato conveniente per lui lasciarsi andare a certi amori, così come l'adulto sarebbe stato oggetto di critiche. Gli stoici erano criticati per estendere questi rapporti fino ai 28 anni, ad esempio.
Non erano esenti da critiche neanche gli amori con ragazzi troppo giovani, perché la tenera età non permetteva di conoscere il vero valore dell'amato.
L'attenzione data all'età ha poi contribuito a rendere il corpo dell'adolescente sinonimo di perfezione, giovane e delicato di forme, specialmente se in lui la virilità non è ancora presente ma se ne intravedevano i futuri tratti. Quando il ragazzo non era più in età d'amori, era necessario convertire il rapporto d'amore in amicizia, e questa, a differenza dell'amore, era duratura perché non più legata alla bellezza ed annullava le distanze tra uomo e ragazzo; quest'ultima si poteva instaurare già durante il rapporto amoroso, costituendo un esempio virtuoso.
Altre differenze col rapporto matrimoniale si trovano poi nella presenza dell'eros. Nella vita matrimoniale esso può anche non sussistere; nel rapporto tra uomo e ragazzo, esso è motore del tutto, complice la libertà del ragazzo di rifiutare le attenzioni.
L'onore di un ragazzo Dall'Eroticos di Demostene ricaviamo molte informazioni sulle pressioni a cui era sottoposto il giovane nei rapporti tra uomo e ragazzo. Il giovane amato, essendo tale per la propria nobile natura, non doveva mai e poi mai comportarsi in maniera tale da essere ricoperto d'infamia.
L'onorabilità andava preservata non tanto per salvaguardare la possibilità di sposarsi (come avveniva invece per le ragazze durante il medioevo) quanto perché, se essa non fosse stata mantenuta, il futuro status del ragazzo nella città poteva essere compromesso. Il giovane aveva pertanto l'obbligo di preservare la propria virtù e di impegnarsi a preservare quella dei giovani una volta divenuto adulto; l'adolescenza era quindi per lui una prova in cui veniva verificata la propria virtù. Una volta diciottenne, veniva sottoposto alla docimasia, esame con cui si veniva abilitati a ricoprire cariche pubbliche, e la sua condotta morale durante l'adolescenza era presa in esame.