La battaglia aerea di Berlino fu lo scontro tra i bombardieri britannici ed i caccia e la contraerea tedeschi sul cielo di Berlino, ma non solo, durante la seconda guerra mondiale. Nel marzo 1944, verso la fine della battaglia, intervennero anche i velivoli della Eighth Air Force statunitense.
Le incursioni aeree su Berlino iniziarono già nel 1940, durante la battaglia d'Inghilterra, quando gli inglesi lanciarono bombe sulla capitale, producendo però pochi e insignificanti effetti. I bombardamenti su larga scala ci furono solo a partire dal 1943, quando i bombardieri inglesi e americani rovesciarono su Berlino migliaia di tonnellate di bombe, devastando la città e distruggendone le industrie. Alla fine del 1943 circa 15.000 tonnellate di bombe erano state lanciate sulla capitale tedesca, ma questo era costato agli Alleati oltre 1.000 aerei.
Per Battaglia di Berlino si intende anche quella combattuta tra i tedeschi ed i sovietici dal 16 aprile al 2 maggio 1945. Qui, i soldati di Stalin avevano circa 7.500 aereiJ.Erickson, The road to Berlin, p. 556. contro i 1.700 tedeschiJ.Erickson, The road to Berlin, p. 557., il che garantì loro una netta superiorità numerica. Nelle prime giornate quindi i caccia tedeschi, pur battendosi validamente, subirono gravi perdite e gli aerei sovietici poterono bombardare le colonne corazzate nemiche, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria.
Storia Tre incursioni di prova Arthur Harris, comandante in capo del Bomber Command dal 22 febbraio 1942,Bonacina 1975, p. 97. appoggiato da Winston Churchill, da tempo progettava un'offensiva su vasta scala contro Berlino. Con l'Italia fuori gioco, molti velivoli si resero disponibili per questo scopo, tuttavia le ore di luce quotidiane vennero giudicate troppe per effettuare voli di guerra su una metropoli pesantemente difesa com'era la capitale del Reich.Bonacina 1975, p. 264. Venne deciso comunque di effettuare qualche missione per trarre utili indicazioni in vista della battaglia vera e propria.
Il 23 agosto 1943 si alzarono in volo dalla Gran Bretagna 335 Lancaster, 251 Halifax, 124 Stirling e 17 Mosquito per colpire Berlino, ma la Luftwaffe, grazie alla cooperazione tra tutte le catene radar, schierò lungo il tragitto dei bombardieri inglesi, con un tempismo perfetto, tutte le squadriglie da caccia notturna disponibili, inoltre a Berlino accorsero i caccia del major Hajo Herrmann (il fautore della tattica Wilde Sau) che aveva concordato con la FlaK che i cannoni antiaerei avrebbero limitato il tiro 4.500 m per non provocare episodi di fuoco amico. Solo 575 aerei su 727 sganciarono, in maniera scoordinata, i loro ordigni su Berlino per un totale di 1.624 tonnellate di bombe, cifra pagata al prezzo di 56 bombardieri abbattuti.Bonacina 1975, p. 265.
La notte dal 31 agosto al 1º settembre ebbe luogo il secondo attacco. Partirono 331 Lancaster, 176 Halifax, 106 Stirling e 9 Mosquito, ma solo 469 aerei raggiunsero Berlino per scaricarvi 1.362 tonnellate di bombe, finite però a circa 50 km dall'obiettivo. Da parte loro i piloti della Luftwaffe utilizzarono una nuova tecnica installando fari sulle prue dei loro aerei per meglio trovare i bombardieri nemici, inoltre si servirono per la prima volta di razzi; furono 47 i quadrimotori inglesi abbattuti.
All'ultimo "volo di prova", inaugurato la notte tra il 3 e il 4 settembre, parteciparono solo 316 Lancaster. Venti non tornarono alle basi di partenza e dei restanti solo pochissimi centrarono il punto di mira.
La battaglia di Berlino iniziò decisamente male per il Bomber Command, che perse 133 aerei e ne ebbe altri 114 danneggiati. Su 1.665 velivoli inviati in totale nelle tre missioni, solo 27 colpirono entro tre miglia dal punto di mira. Ciononostante, a causa delle dimensioni di Berlino, diversi quartieri vennero ugualmente sfigurati (specialmente Charlottenburg, Schöneberg, Friedenau e Mariendorf) e si registrarono 65.000 senzatetto. Praticamente nulle le perdite legate alla produzione industriale, tuttavia il fattore psicologico provocò l'abbassamento della popolazione della capitale tedesca a 3.300.000 abitanti.Bonacina 1975, pp. 265-266.
La battaglia Berlino al centro dell'attenzione
La campagna ebbe inizio nel novembre del 1943 diretta dalla Air Marshall Arthur Harris, comandante in capo del Bomber Command. Harris credeva che sarebbe riuscito a spezzare completamente la resistenza della Germania, come scrisse in una lettera datata 3 novembre 1943 indirizzata a Churchill:Bonacina 1975, p. 288. «Perderemo tra i 400 ed i 500 aerei, ma la Germania perderà la guerra».Grayling 2006, p. 62. Archibald Sinclair e Charles Portal, segretario di stato per l'aviazione il primo e capo di stato maggiore della RAF il secondo, erano scettici, ma Harris poteva contare su 882 bombardieri a lungo raggio, equipaggiati con nuovi e più sofisticati sistemi di navigazione, come il radar H2S. Anche la Luftwaffe aveva fatto importanti passi avanti nell'uso dei radar, infatti aveva imparato a riconoscere le distorsioni causate da window e aveva introdotto negli aerei il radar Lichtenstein SN-2, dalle prestazioni migliorate, inoltre gli Schräge Musik (musica obliqua, ma anche musica jazz in tedesco), cannoncini montati in posizione diagonale nella parte superiore della fusoliera dei caccia notturni, permettevano di sparare dal basso verso l'alto colpendo i bombardieri dove erano meno protetti.Bonacina 1975, p. 289.
Nel periodo compreso tra novembre 1943 e marzo 1944 (l'inverno fu straordinariamente nuvoloso e contribuì a celare le città tedesche agli occhi degli equipaggi inglesi) il Bomber Command compì sedici attacchi su Berlino.
Il primo attacco della battaglia avvenne nella notte tra il 18 ed il 19 novembre 1943. Berlino, il principale bersaglio (Mannheim e Ludwigshafen am Rhein erano gli altri obiettivi), venne attaccata da 440 Avro 683 Lancaster e da quattro de Havilland DH.98 Mosquito. La città era celata dalle nuvole e i danni non furono gravi; anche gli aerei abbattuti furono pochi: solo 9, ma nelle altre due città in complesso ne caddero 23. Il secondo e più violento attacco avvenne nella notte tra il 22 ed il 23 novembre 1943. Fu questo l'attacco più efficace condotto dalla RAF su Berlino durante la guerra e provocò ingenti danni alle aree residenziali del centro come Tiergarten, Charlottenburg, Schöneberg e Spandau. Per via delle condizioni meteorologiche favorevoli si svilupparono violenti incendi. Sia la Kaiser-Wilhelm-GedächtniskircheKühne/Stephani, 34., adibita ora a memoriale della guerra, che la Sinagoga nuova di BerlinoSimon, 144. (dal 1942 utilizzata come spaccio dalla Wehrmacht), furono pesantemente danneggiate. Molti altri edifici furono danneggiati o distrutti e tra questi le ambasciate britannica, francese, italiana e giapponese, il castello di Charlottenburg e il Zoologischer Garten Berlin, oltre al Ministero degli Armamenti, al Collegio Amministrativo delle Waffen SS, alla caserma della Guardia Imperiale prussiana a Spandau e molte fabbriche di armi. Nel mese di novembre altri due attacchi a Berlino vennero effettuati tra la notte del 23-24 e tra quella del 26-27.Bonacina 1975, p. 292.
La prima incursione del Bomber Command di dicembre si verificò tra il 2 e il 3 del mese, e fu dolorosa per gli attaccanti che non videro rientrare 40 dei 458 aerei decollati dall'Inghilterra. La notte del 17 dicembre furono arrecati ingenti danni al sistema ferroviario di Berlino. In questo periodo l'effetto cumulativo delle campagne di bombardamento avevano reso inutilizzabili più di un quarto delle abitazioni della città. L'ultimo bombardamento del 1943 per la capitale tedesca arrivò nelle notti del 23-24 e del 29-30 dicembre.
Dopo una brevissima pausa avvenuta nella notte di capodanno, già nelle notti dall'1 al 2 e dal 2 al 3 gennaio il Bomber Command ritornò, sebbene non in grande stile, a sganciare bombe su Berlino ripetendosi tra il 20 e il 21, quando ne lanciò 2.300 tonnellate.Bonacina 1975, pp. 294-295. Le missioni non erano per niente facili per gli equipaggi britannici, neanche su città meno difese come Magdeburgo, dove nella notte tra il 21 e il 22 gennaio la caccia notturna tedesca e la Flak falciarono 55 aerei su 648 inviati; di questo si giovava la propaganda di Hitler, che paragonava i Lancaster inglesi ai B-17 statunitensi definendoli "bare volanti" (l'USAAF infatti volando di giorno aveva perdite più alte del notturno Bomber Command, ma durante la battaglia di Berlino la differenza si assottigliò moltissimo)Bonacina 1975, p. 295. Altre incursioni (sempre caratterizzate da alte perdite inglesi) ebbero luogo tra il 27 e il 28 gennaio e tra il 28 ed il 29 gennaio 1944; quest'ultima si concentrò nei distretti occidentali e meridionali di Berlino. Tra il 15 e il 16 febbraio importanti industrie belliche furono danneggiate e momentaneamente le perdite del Bomber Command calarono. Fu colpita anche l'ampia area del Siemensstadt ed i distretti centrali e sud-occidentali subirono gravi danni in quella che fu la più pesante incursione della RAF su Berlino in tutta la seconda guerra mondiale con 2.700 tonnellate di bombe sganciate.
Bombardamenti su altre città Dopo l'incursione del 15/16 febbraio Harris lasciò momentaneamente in pace i berlinesi decidendo di bombardare altre città. Nella notte dal 19 al 20 febbraio 1944 volarono su Lipsia (in quella che risultò essere l'ultima missione della guerra effettuata dal Bomber Command contro la città) 823 bombardieri ma le difese tedesche ne abbatterono ben 78. Nonostante ciò la notte seguente venne colpita Stoccarda e tra il 24 e il 25 febbraio toccò, non per volere di Harris ma per quello dello stato maggiore della RAF, a Schweinfurt.Bonacina 1975, p. 296. Harris era contrario alla missione perché la città della Baviera era di piccole dimensioni e quindi difficilmente individuabile, di notte, dagli equipaggi, come dimostrò infatti il fatto che solo 21 bombardieri su 734 riconobbero l'obiettivo. Il morale degli inglesi si rialzò quando Augusta subì, tra il 25 e il 26 febbraio, gravi danni pagati con pochi bombardieri persi. Dopo questa azione il Bomber Command non intraprese azioni di rilievo per due settimane, allo scopo di riprendere le forze per la fase finale della battaglia.Bonacina 1975, p. 297.
Altre due vittorie inglesi giunsero nelle notti del 18-19 e del 22-23 marzo ai danni di Francoforte sul Meno, dilaniata da un totale di 6.400 tonnellate di ordigni che non costarono, anche questa volta, gravi perdite a Harris. Il periodo fortunato si esaurì la notte del 24-25 marzo 1944 quando fu attaccata per l'ultima volta, nell'ambito della battaglia di Berlino, proprio la capitale tedesca con 811 bombardieri. I danni causati dal bombardamento, benché non concentrati, non furono trascurabili tant'è che venne colpita la Siemensstadt e decine di fabbriche, ma 72 aerei precipitarono sulla Germania soprattutto a causa della FlaK.Bonacina 1975, p. 298. A dispetto delle perdite le incursioni continuarono e tra il 26 e il 27 marzo venne colpita parzialmente Essen.
L'ultima missione nell'ambito della battaglia di Berlino, la più tragica per il Bomber Command, ebbe luogo a Norimberga la notte tra il 30 e il 31 marzo 1944. I 795 bombardieri alzatisi in volo dall'Inghilterra incontrarono la caccia notturna avversaria a circa 500 km dall'obiettivo e subito si ingaggiarono violenti scontri che presero una piega negativa per gli inglesi, ma Norimberga venne comunque centrata sebbene i danni non furono notevoli; il Bomber Command invece al termine della missione contò 94 apparecchi abbattuti (11,8% del totale) più altri 71 danneggiati, dei quali 12 in maniera irreparabile. Mai prima d'ora, e mai più durante il procedere della seconda guerra mondiale, il Bomber Command subì così tanti lutti in una sola missione.Bonacina 1975, pp. 299 e 303.
Cronologia